venerdì 24 ottobre 2008

Lettera aperta agli studenti

Cari studenti, avete voglia di uscire dagli slogan? Lo so che in queste ore di inebriante ribellione vi sentite incaricati di una missione altissima. Guardavo per le vie e dentro le Tv i vostri volti sorpresi dal primo rossore pubblico, le mani abituate a chat e messenger che si levano timide a mostrare i tazebao, quelle mise un po’ smandrappate che si tirano dietro inconsapevoli strascichi di Sessantotto. E pensavo che quando dite di volere una scuola migliore, be’, avete proprio ragione. Ma come si fa ad avere una scuola migliore? Provate a tirare fuori dagli armadi delle aule gli slogan che vi hanno preceduto: «Ucci Ucci sento odore di Falcucci», «Con simpatia la Moratti a Nassirya», «Ministro Fioroni, servo dei padroni». A Berlinguer furono mostrate le chiappe, De Mauro fu sbertucciato come Pinocchio. Ora tocca alla Gelmini, che «divora i bambini». Le rime sono persino facili, avanti con la fantasia.

Vi siete mai chiesti, però, perché ogni riforma della scuola, proposta da qualsiasi ministro, di qualsiasi partito, è sempre fallita? Cui prodest? E che ci fanno dietro le vostre spalle professori e sindacalisti? E i no global? Che c’entrano? È davvero necessario occupare le scuole? E occupare le stazioni? Chi è che vi spinge a iniziative contro la legge? Che interesse ha? Che ci fanno i politici (persino l’assessore all’Istruzione di Napoli) fra i vostri banchi? Chi è che pensa di sfruttare il vostro primo rossore per colorare piazze altrimenti vuote? Vi hanno raccontato un sacco di balle sulla riforma Gelmini. L’hanno fatto in classe. L’hanno fatto in modo strumentale. Vogliamo discuterne? Noi siamo qui. A disposizione.

Oggi non invochiamo la Polizia: anzi, pensiamo che l’intervento delle forze dell’ordine per garantire lo svolgimento delle lezioni sarebbe una sconfitta per tutti. Pensateci. E, se potete, provate a uscire dal solito cliché delle barricate. Provate ad andare oltre gli slogan. Provate a discutere nel merito come si fa ad avere una scuola migliore. Questo sì che sarebbe, per una volta, davvero rivoluzionario.

Mauro Giordano da IL GIORNALE

mercoledì 22 ottobre 2008

Condannato Travaglio

Diffamò Previti in un articolo scritto per l'Espresso nel 2002.

Il tribunale di Roma ha condannato il giornalista Marco Travaglio (collaboratore tra l'altro della trasmissione di Rai2 «Anno Zero» condotta da Michele Santoro) a 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa per diffamazione ai danni dell'ex ministro della Difesa e parlamentare di Forza Italia Cesare Previti in relazione ad un articolo pubblicato dal settimanale «L’Espresso» il 3 ottobre del 2002 dal titolo: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia».
Il giudice ha deciso anche un risarcimento di 20 mila euro per Previti. E’ stata condannata anche Daniela Hamaui, come direttore responsabile del settimanale, a 5 mesi e 75 euro di multa. Per entrambi gli imputati la pena è sospesa.

Nota a margine

L'istituto della Querela in questo caso ha colpito nel segno, in molti altri casi le querele finiscono archiviate dai PM perchè il fatto non sussiste, in questi altri moltissimi casi il querelante arreca comunque un danno morale al querelato incolpevole, poichè questi subisce tutta una serie di procedure che sono indubbiamente pesanti dal punto di vista psicologico: la notifica a casa della querela tramite i carabinieri, la nomina di un avvocato, l'impossibilità di conoscere il motivo per cui è stato querelato fino al termine delle indagini del Gip che durano 6 mesi, al termine dei quali verrà poi a sapere che la querela è stata archiviata e potrà accedere finalmente agli atti della stessa. Insomma voglio dire che anche se la querela viene archiviata il danno morale e biologico arrecato al querelato non si cancella e l'atto stesso resta e spesso un punto di non ritorno, per questo motivo sarebbe opportuno querelare solo a ragion veduta.

domenica 19 ottobre 2008

Saviano: "Io resisto, tanti sono come me"

Milano - Sa bene che da quando ha scritto "Gomorra" la sua vita è cambiata. Lo sa bene perché, da tempo, è costretto a vivere sotto scorta. Qualche giorno fa, quando si seppe che la camorra avrebbe voluto eliminarlo entro Natale Roberto Saviano si è sfogato dicendo, in poche parole, di essere stanco e di voler vivere come un ragazzo normale della sua età. Ma sa che questo non è facile e che la sua vita, così come quella degli uomini della sua scorta, è in pericolo. Il sentire la gente - oltre che le istituzioni - dalla sua parte, però, gli dà forza e coraggio. Ciò di cui ha più bisogno. "Grazie per tutta questa attenzione. Per me, per noi, raccontare significa trasformare. In altre parti di Europa gli autori hanno minore necessità di raccontare per trasformare. Da noi l'importante è resistere. Ma in questo momento difficile ho trovato in Italia tante persone che vogliono trasformare la realtà in cui vivono, e che sono con me". Saviano lo ha detto in Germania, a Francoforte, dove ha ricevuto un premio importante.

Maroni: "Io frainteso, lo Stato gli è vicino" "Ho voluto fargli un favore, dirgli che lo Stato gli è vicino e gli garantiamo il massimo livello di sicurezza". Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a chi gli chiedeva delle sue dichiarazioni sullo scrittore Saviano, definito ieri, dallo stesso ministro, non l'unico simbolo della lotta alla camorra. "Voi giornalisti avete interpretato male, come sempre per quel che mi riguarda - ha sottolineato Maroni - conosco Saviano, è un ragazzo molto coraggioso. Tuttavia non credo che sia un bene per lui caricarlo di tutte le responsabilità perchè non fa vivere bene". Maroni ha poi aggiunto: "Non può essere lui solo nell'immaginario collettivo a farsi carico della lotta alla crimininalità. È una semplificazione che non va bene per lui e che non fa onore alle migliaia di persone, magistrati, poliziotti, carabineri, che tutti i giorni combattono contro la criminalità. Ho voluto farli un favore - ha concluso - dirgli che lo Stato gli è vicino, che gli garantiamo il massimo livello di sicurezza".

sabato 18 ottobre 2008

Oggi mi tocca riflettere

E si, oggi è il mio compleanno e qualche riflessione, anche scontata, sullo scorrere del tempo e sul mio mutare interiore ed esteriore mi tocca farla. Sul mio viso c’è qualche ruga in più, ho qualche chilo di troppo addosso, ma il mio cuore non è invecchiato e non lo ha fatto nonostante le tante batoste che ha incontrato. Il bilancio della mia vita è positivo, la rivivrei tutta così com’è, con le difficoltà, le gioie e dolori che mi regala ogni giorno, sono orgogliosa di ogni piccola ruga del mio viso perchè è il segno che ho vissuto, ho partecipato, ho riso, ho pianto e l'ho fatto per me, per la mia famiglia, per una umanità intera che sta fuori dalla mia casa calda ed accogliente. Sono parte di questa umanità e mi piace esserlo nel bene e nel male. Mando un bacio al mio papà che scandiva le mie ricorrenze con dei teneri biglietti di auguri che conservo gelosamente e sono certa che troverà il modo di essermi vicino anche oggi.
E allora Buon Compleanno sia…

venerdì 17 ottobre 2008

Successo con sorpresa


Ieri, come preannunciato si è svolta la presentazione del mio libro Dal Profondo del Cuore, una buona affluenza di pubblico, la presenza di ALMA BATTAGLIA, la beneficiaria dell'iniziativa benefica promossa dal mio giornale Cyberdogs Magazine, hanno fatto di questo evento un bel successo.
Sono molto soddisfatta di come sono andate le cose, molti libri sono stati venduti direttamente, altri sono stati prenotati e verranno spediti a casa. La signor Alma era commossa e ha intenerito tutti i presenti per la sua forza d'animo nella costante opera di soccorso di cani e gatti sfortunati, molti si sono impegnati a farle pervenire anche cibo per i suoi assistiti. Questa piccola grande donna di 86 anni forte e dolcissima allo stesso tempo, ha stupito piacevolmente tutto il pubblico.
La sorpresa me l'ha invece fatta una mia cara amica di Aosta che è arrivata in sala a mia insaputa, poi abbiamo trascorso la serata insieme.
Ringrazio chi leggendo questo blog ha deciso di essere presente, e siete stati molti. Qui sotto la signora Alma in mia compagnia e una foto d' insieme dell'evento.