mercoledì 6 maggio 2009

TUTTI NEL LETTO DI SILVIO

Adesso parlo io. Silvio Berlusconi accetta l’invito di Bruno Vespa per la discussione più salottiera del momento: i suoi fatti privati. Adesso parla lui. Già, ma parlano anche tutti gli altri, i quali non vedevano l’ora di infilarsi sotto le coperte del presidente del consiglio.

Sono quindici anni che la politica sale e scende sulle montagne russe del berlusconismo. Prima era il conflitto d’interesse, poi le inchieste giudiziarie, ora la moglie che chiede il divorzio. Ogni respiro delle vicende del Cavaliere è finito in tv, sui giornali, nei dibattiti; non c’è stato attimo della sua vita privata e pubblica di cui non s’è saputo il minimo dettaglio. Lui, lui e sempre lui. E poi tutti gli altri, appunto: gli alleati e gli avversari, chi lo ama e chi lo odia, chi lo vota e chi lo spedirebbe ai giardinetti, seduto su una panchina. (...)

(...) Scese in politica e cominciarono le ispezioni della Guardia di Finanza, le indagini e i processi. La vita del premier è stata scandagliata come credo quelle di pochi altri. Dai fondi neri alle stragi di mafia, dai calciatori alle veline, nulla del mondo berlusconiano ci è stato risparmiato.

Ci sono giornalisti che hanno fatto una fortuna con l’antiberlusconismo militante. Per non dire poi di certi giornali e di certi gruppi editoriali. A proposito della crisi con sua moglie, Berlusconi ricostruisce o ipotizza un disegno preciso che ha nella redazione di Repubblica la cabina di regia. Vero o falso, è innegabile che Repubblica sia stata per Veronica Lario il canale di informazione privilegiato per indirizzare certi messaggi. Così come è innegabile che Repubblica e l’Espresso abbiano più di altri montato la storia delle veline candidate e molto altro ancora.

Infine ci sono trasmissioni televisive che cambiano nomi e mai la scaletta. E ci sono conduttori che ballano da anni sulle stesse parole d’ordine. Ballarò, per esempio. Ballarò è il talk show condotto da Giovanni Floris, ragazzo dai modi garbati e lingua biforcuta. Per lui gli ospiti si dividono in amici e nemici: agli amici lascia interminabili minuti, ai nemici scampoli di tempo intervallati da “sì però chiuda”, “arrivi al dunque”, “lasciamo parlare anche” e altri odiosi e scorretti tackle. Pure gli applausi a Ballarò partono con strani sincronismi.

Di questa sua faziosità perbene, Floris ha dato saggio anche ieri sera a proposito delle vicende di casa Berlusconi. Si è cominciato con il solito siparietto di Maurizio Crozza, troppo preso a fare il comiziante per avere il tempo di studiare battute comiche che facciano ridere (infatti la battuta comica la fa Franceschini: «Veronica a capo del Pd? Va bene, purché non mi tocchi sposare Berlusconi»). Si è proseguito con servizi e ospiti stranieri scelti con il dente avvelenato contro il premier.

Floris aveva confezionato una bella puntata per sputtanare Berlusconi. Solo che la panna non è montata. Per alcuni motivi. Intanto perché ormai Franceschini e la signora Concita ormai sembrano dei vecchi juke-box: inserisci la monetina e parte una canzone di quindici anni fa. Poi perché Bondi lascia la poesia per una prosa d’attacco. Infine perché Carlo Rossella ricorda la vicenda della signora Hillary Clinton e mette tutti a tacere. Il marito Bill fu sorpreso a fare ben altro che tenere sulle ginocchia delle ragazzine o andare alla festa di compleanno di Noemi. Eppure scelse il silenzio. Almeno in pubblico.

«Rossella, Berlusconi sta male?», domanda Floris, riprendendo la frase di Veronica: «Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto come si farebbe con una persona che non sta bene». Ecco, ci mancava pure questa: Berlusconi malato di gnocca. Malato cronico. Il consenso dei sondaggi di Pagnoncelli dicono che in Italia i malati di questa malattia sono parecchi.

domenica 3 maggio 2009

Quando la coppia scoppia

E' di questa mattina la notizia, apparsa nuovamente da Repubblica, che Veronica Lario sarebbe in procinto di divorziare da Berlusconi.
La lettera riportata sul quotidiano di sinistra ribadisce la volontà di Lady Berlusconi di concretizzare un divorzio che avrebbe voluto chiedere da dieci anni, di non sopportare più gli atteggiamenti del marito e di sentirsi lesa nella sua dignità. Sembra che l'episodio scatenante sia quello delle candidature delle veline per le Europee... insomma una miscuglio squallido tra problemi di coppia e politica che non si sa quale reale scopo abbia. 
Qualche considerazione va fatta e non certo sulla vita privata della coppia ma su quello che è diventato pubblico, perchè Veronica così ha deciso nel momento in cui, ripetutamente, ha preso carta e penna e ha criticato il marito tramite le pagine di un quotidiano...

Veronica scrive di aver  avviato le pratiche per la separazione e desidera che tutto avvenga senza clamore : avrebbe già dovuto farlo da tempo, ma si smentisce nei fatti se usa Repubblica anche per questo annuncio.

Le beghe tra coniugi non dovrebbero essere portate in pubblico, se lo si fa si vogliono raggiungere alcuni scopi: screditare l'immagine pubblica del coniuge, passare per vittima, esercitare una sorta di pressione...per ottenere  magari qualche vantaggio  economico nell'annunciato prossimo divorzio

Lo spunto per questo ulteriore sfogo della signora è banalissimo, volutamente ingenuo. Perchè Veronica mischia la vita di coppia con la politica? Lei non può non sapere che in TUTTI i partiti ci sono candidature di dubbio gusto e di dubbia opportunità. Tutto ciò è riprovevole ma una candidatura non è una elezione automatica, gli italiani voteranno ed eleggeranno le persone che desiderano. La stessa Veronica proviene dal mondo dello spettacolo, e ora rinnega il suo passato assumendo un ruolo moralizzatore  che poco le si addice, se consideriamo anche  i vantaggi che ne ha tratto.

Non mi sembra che in tutto questo squallore sia importante chi dei due coniugi abbia richiesto per primo il divorzio... la cosa dolorosa è che il divorzio si faccia e non per un eventuale danno all'immagine pubblica di Berlusconi ma per la famiglia, d'altra parte se lei aveva in mente di divorziare da 10 anni, è proprio ora che lo faccia.

Veronica rinfaccia al premier di non essere mai intervenuto al diciottesimo compleanno dei figli, non possiamo saperlo, ma sarà certamente vero. Quello che però noi abbiamo visto con i nostri occhi  è un Berlusconi sofferente negli USA a farsi applicare il pacemaker accompagnato dalla figlia, un Berlusconi addolorato per la morte della madre accanto ai fratelli e senza la moglie.... senza contare poi le mancanze di Veronica nella vita pubblica.

In ogni modo  Berlusconi non avrà alcun danno di immagine perchè la gente è con lui e perchè sono stati in molti a non gradire le uscite poco di classe della moglie, ricordate Clinton? C'è una sola differenza tra i due, Clinton era stato colto sul fatto nella Sala Ovale ma aveva con se una gran donna, Silvio non è mai stato colto sul fatto, ha solo parlato molto e magari a sproposito, ma al suo fianco una gran donna non ce l'ha!

mercoledì 29 aprile 2009

Silvio ritira la legge su Salò, Pd in festa ma....

Silvio ritira la legge su Salò, Pd in festa
Il Parlamento è sovrano a intermittenza


Ma non era sovrano, questo Parlamento? Ma non era "Silvio dittatore" che cuce e disfa come gli pare? Non c'erano vesti strappate ogni volta che la maggioranza faceva quel che le pareva senza chiedere all'Aula? Eppure questa volta proprio Franceschini ha chiesto a Berlusconi: prego, tolga la legge su Salò. Ma le leggi non le facevano mica i parlamentari? Misteri del Pd. Il premier, da parte sua, non se l'è fatto ripetere due volte: non dev'essergli parso vero, questo invito all'autoritarismo servito dalla sinistra sul piatto d'argento. Detto fatto, la proposta di legge che il Parlamento avrebbe dovuto perlomeno discutere -dare o non dare un vitalizio a tutti quelli che hanno combattuto la Guerra, anche ai repubblichini- non c'è più. Il dibattito in Aula è saltato, e franceschini e il Pd apprlaudono beoti come a una loro vittoria. Non hanno capito. Il Cavaliere è stato al gioco, ultimamente fa così: spegne il cerino prima che prenda fuoco. Politicamente e strategicamente fine: chi può più dirgli niente? Franceschini provoca, lo invita in Abruzzo per il 25 aprile? E lui ci va, perché no. Franceschini chiede parole di pacificazione? Eccolgiele. Franceschini dice: e vabbè, troppo facile: ritiri una proposta di legge. Pronto. Che vuole di più, il Pd? Che senso ha di esistere, visto che il Cavaliere è così conciliante e non è più il Babau contro cui combattere? Resta il fatto che il Pd ha chiesto, e Silvio ha concesso, che il Parlamento stesse zitto. La legge nemmeno si discute: si ritira prima. Se questa è la democrazia che il Pd vuole...

Albina Perri

martedì 28 aprile 2009

Un convegno al CIRCOLO DELLA STAMPA per parlare della professione

Sabato 9 maggio si terrà in tutt'Italia la Giornata dell'informazione. L'iniziativa è stata varata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti d'intesa con i Consigli regionali.

Sarà una giornata di riflessione e proposte su tematiche fondamentali e attuali della professione giornalistica, a partire dal progetto di riforma dello nostro Ordine, approvato all'unanimità lo scorso ottobre 2008 dal Consiglio nazionale riunito a Positano. L'Ordine dei giornalisti della Lombardia, per l'occasione, organizza al Circolo della Stampa (h. 10) un dibattito dal titolo "Una professione tra riforme e censure". La giornata dell'informazione diventa tanto più importante nel momento in cui si sta vivacemente discutendo, in tutto il Paese, del problema delle intercettazioni, della privacy in relazione a quanto concerne il lavoro dei cronisti nonché della Carta di Roma che prevede un Codice etico contro la xenofobia nei media e per il rispetto della dignità dei migranti. Durante il convegno ne parleremo con i giornalisti Alessandro Galimberti (Il Sole 24 Ore) che interverrà sul Disegno di legge per le intercettazioni, Marco Volpati (Ordine nazionale) che illustrerà il progetto di riforma dell'Ordine, Stefano Trasatti, tra i fondatori di Redattore sociale e l'avvocato Caterina Malavenda che parlerà di privacy e diritto di cronaca. Coordina il dibattito Letizia Gonzales, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia.

domenica 26 aprile 2009

PREMIO SYMBELMINE


Questo Blog ha ricevuto il premio SYMBELMINE, un riconoscimento per lo sforzo e il lavoro nell'attività giornalistica, ne sono molto felice e ringrazio gli organizzatori dell'iniziativa.
Lo dedico a tutti gli amici  che quotidianamente mi dimostrano il loro apprezzamento su Face Book poichè il blog viene ripreso nel mio spazio di "Personaggio Pubblico".
Grazie!
La regola del premio prevede che io indichi altri 7 bloggers a chi il premio potrà essere assegnato, lo farò quanto prima.
Manuela Valletti Ghezzi