mercoledì 6 maggio 2009
TUTTI NEL LETTO DI SILVIO
domenica 3 maggio 2009
Quando la coppia scoppia
Veronica scrive di aver avviato le pratiche per la separazione e desidera che tutto avvenga senza clamore : avrebbe già dovuto farlo da tempo, ma si smentisce nei fatti se usa Repubblica anche per questo annuncio.
Le beghe tra coniugi non dovrebbero essere portate in pubblico, se lo si fa si vogliono raggiungere alcuni scopi: screditare l'immagine pubblica del coniuge, passare per vittima, esercitare una sorta di pressione...per ottenere magari qualche vantaggio economico nell'annunciato prossimo divorzio
Lo spunto per questo ulteriore sfogo della signora è banalissimo, volutamente ingenuo. Perchè Veronica mischia la vita di coppia con la politica? Lei non può non sapere che in TUTTI i partiti ci sono candidature di dubbio gusto e di dubbia opportunità. Tutto ciò è riprovevole ma una candidatura non è una elezione automatica, gli italiani voteranno ed eleggeranno le persone che desiderano. La stessa Veronica proviene dal mondo dello spettacolo, e ora rinnega il suo passato assumendo un ruolo moralizzatore che poco le si addice, se consideriamo anche i vantaggi che ne ha tratto.
Non mi sembra che in tutto questo squallore sia importante chi dei due coniugi abbia richiesto per primo il divorzio... la cosa dolorosa è che il divorzio si faccia e non per un eventuale danno all'immagine pubblica di Berlusconi ma per la famiglia, d'altra parte se lei aveva in mente di divorziare da 10 anni, è proprio ora che lo faccia.
Veronica rinfaccia al premier di non essere mai intervenuto al diciottesimo compleanno dei figli, non possiamo saperlo, ma sarà certamente vero. Quello che però noi abbiamo visto con i nostri occhi è un Berlusconi sofferente negli USA a farsi applicare il pacemaker accompagnato dalla figlia, un Berlusconi addolorato per la morte della madre accanto ai fratelli e senza la moglie.... senza contare poi le mancanze di Veronica nella vita pubblica.
In ogni modo Berlusconi non avrà alcun danno di immagine perchè la gente è con lui e perchè sono stati in molti a non gradire le uscite poco di classe della moglie, ricordate Clinton? C'è una sola differenza tra i due, Clinton era stato colto sul fatto nella Sala Ovale ma aveva con se una gran donna, Silvio non è mai stato colto sul fatto, ha solo parlato molto e magari a sproposito, ma al suo fianco una gran donna non ce l'ha!
mercoledì 29 aprile 2009
Silvio ritira la legge su Salò, Pd in festa ma....
Il Parlamento è sovrano a intermittenza
Ma non era sovrano, questo Parlamento? Ma non era "Silvio dittatore" che cuce e disfa come gli pare? Non c'erano vesti strappate ogni volta che la maggioranza faceva quel che le pareva senza chiedere all'Aula? Eppure questa volta proprio Franceschini ha chiesto a Berlusconi: prego, tolga la legge su Salò. Ma le leggi non le facevano mica i parlamentari? Misteri del Pd. Il premier, da parte sua, non se l'è fatto ripetere due volte: non dev'essergli parso vero, questo invito all'autoritarismo servito dalla sinistra sul piatto d'argento. Detto fatto, la proposta di legge che il Parlamento avrebbe dovuto perlomeno discutere -dare o non dare un vitalizio a tutti quelli che hanno combattuto la Guerra, anche ai repubblichini- non c'è più. Il dibattito in Aula è saltato, e franceschini e il Pd apprlaudono beoti come a una loro vittoria. Non hanno capito. Il Cavaliere è stato al gioco, ultimamente fa così: spegne il cerino prima che prenda fuoco. Politicamente e strategicamente fine: chi può più dirgli niente? Franceschini provoca, lo invita in Abruzzo per il 25 aprile? E lui ci va, perché no. Franceschini chiede parole di pacificazione? Eccolgiele. Franceschini dice: e vabbè, troppo facile: ritiri una proposta di legge. Pronto. Che vuole di più, il Pd? Che senso ha di esistere, visto che il Cavaliere è così conciliante e non è più il Babau contro cui combattere? Resta il fatto che il Pd ha chiesto, e Silvio ha concesso, che il Parlamento stesse zitto. La legge nemmeno si discute: si ritira prima. Se questa è la democrazia che il Pd vuole...
Albina Perri
martedì 28 aprile 2009
Un convegno al CIRCOLO DELLA STAMPA per parlare della professione
Sabato 9 maggio si terrà in tutt'Italia la Giornata dell'informazione. L'iniziativa è stata varata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti d'intesa con i Consigli regionali.
Sarà una giornata di riflessione e proposte su tematiche fondamentali e attuali della professione giornalistica, a partire dal progetto di riforma dello nostro Ordine, approvato all'unanimità lo scorso ottobre 2008 dal Consiglio nazionale riunito a Positano. L'Ordine dei giornalisti della Lombardia, per l'occasione, organizza al Circolo della Stampa (h. 10) un dibattito dal titolo "Una professione tra riforme e censure". La giornata dell'informazione diventa tanto più importante nel momento in cui si sta vivacemente discutendo, in tutto il Paese, del problema delle intercettazioni, della privacy in relazione a quanto concerne il lavoro dei cronisti nonché della Carta di Roma che prevede un Codice etico contro la xenofobia nei media e per il rispetto della dignità dei migranti. Durante il convegno ne parleremo con i giornalisti Alessandro Galimberti (Il Sole 24 Ore) che interverrà sul Disegno di legge per le intercettazioni, Marco Volpati (Ordine nazionale) che illustrerà il progetto di riforma dell'Ordine, Stefano Trasatti, tra i fondatori di Redattore sociale e l'avvocato Caterina Malavenda che parlerà di privacy e diritto di cronaca. Coordina il dibattito Letizia Gonzales, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia.
domenica 26 aprile 2009
PREMIO SYMBELMINE

Questo Blog ha ricevuto il premio SYMBELMINE, un riconoscimento per lo sforzo e il lavoro nell'attività giornalistica, ne sono molto felice e ringrazio gli organizzatori dell'iniziativa.