sabato 19 settembre 2009

Immagini da una vacanza...la mia!

Prove d' Autunno... il camino funziona!

Siamo solo al 20 di settembre e le vacanze appena terminate sembrano tanto lontane. Certo ha contribuito a questo brusco risveglio il calo repentino delle temperature... ci siamo ritrovati in un autunno inoltrato ed invece sarebbe stato bellissimo viversi questa mezza stazione tanto ricca di colori, di frutti e di malinconie.
Ma torniamo alle vacanze... non ho ancora avuto modo di mostrarvi qualche foto di Lanzo d'Intelvi e dintorni, lo faccio volentieri perchè il luogo merita, la valle è splendida e incredibilmente incontaminata. Ho riscoperto in questi boschi e prati al confine con la Svizzera brani della mia vita che credevo di aver perso per sempre e di tutto ciò sono molto felice.


villa: giardino


Villa:facciata

icona raffigurante uno schauzer gigante sul padiglione di caccia di Bosco Meriggio

Floretta fa la legna per il camino, è previdente ed ha visto giusto!

Dalla Vetta Sighignola: lago di Lugano, alpi italiane, francesi, svizzere.. una vista mozzafiato!

mucche al pascolo verso i sentieri delle trincee
Da "La Baita" scorcio sul Monte Generoso
Puledri al pascolo

Bosco Meriggio.. una meraviglia


Ci sarebbe molto altro da vedere, per ora vi ho regalato uno scorcio di un luogo bellissimo dove sembra che il tempo si sia fermato e a volte questo non è un male....





lunedì 14 settembre 2009

Scuola, Gelmini inaugura l'anno nuovo: "In classe tetto al 30% per immigrati"

Roma - "In alcuni classi la presenza degli immigrati sfiora il 100 per 100. Queste non sono le condizioni adatte per favorire l’integrazione". Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, in un’intervista a Maurizio Belpietro su Canale 5, sottolinea la necessità di consentire agli studenti immigrati di integrarsi con gli italiani nel giorno in cui 5 milioni di studenti ritornano sui banchi. "Noi abbiamo annunciato un provvedimento di cui stiamo studiando gli aspetti tecnici che prevederà un tetto del 30% per favorire le condizioni migliori per un’integrazione anche degli alunni stranieri - spiega -. Poi avremo anche una nuova materia che credo sia significativa, l’educazione alla cittadinanza e Costituzione. Ossia favorire sia da parte dei nostri ragazzi, sia degli studenti immigrati la conoscenza dei principi basilari del vivere civile".

Stop alla politica "Esiste all’interno della scuola una minoranza di dirigenti e di insegnanti che confonde la scuola con l’agone politico". Il ministro dell’Istruzione ribadisce che "è legittimo, ovviamente, avere posizioni politiche, però queste vanno espresse nelle sedi opportune: la scuola - spiega il ministro - è un’istituzione, forse la più importante del nostro Paese e in quanto tale va rispettata. Nella scuola si applicano le riforme - conclude - e non si fa politica".

Continuità didattica L’azione del governo, spiega poi la Gelmini, è rivolta anche a garantire la "continuità didattica" nelle scuole tamponando la diaspora dei circa 200mila professori che ogni anno cambiano cattedra. "Viene consentita una mobilità eccessiva che va a danno degli studenti e della qualità della scuola - spiega il ministro -. Per questo noi stiamo ragionando per fare in modo che la continuità didattica sia possibile e che, quindi, sia data la facoltà ai dirigenti scolastici di mantenere gli insegnanti nella stessa classe, nello stesso istituto almeno per un biennio. Migliorerebbe di molto la qualità della didattica nelle nostre scuole - conclude - ed è un obiettivo che noi ci prefiggiamo".

da IL GIORNALE

mercoledì 9 settembre 2009

Ciao Mike e grazie!

Ho avuto la fortuna di aver assistito all'inizio di Lascia o Raddoppia e di aver partecipato all'ondata di entusiasmo che aveva travolto l'Italia negli anni 50, allora il giovedì sera le sale cinematografiche, svuotate da tutto il pubblico che preferiva vedere la trasmissione di Mike, avevano optato per mettere un televisore al centro dello schermo per consentirne la visione. I televisori in circolazione non erano molti e spesso ci si riuniva tra famiglie, al bar e appunto al cinema per seguire le avventure milionarie dei vari concorrenti ma anche per vedere lui, il grande Mike. Io avevo una decina d'anni e ricordo che per quel bel ragazzo dai capelli biondi con gli occhi azzurri e che veniva per giunta anche dall'America, mi batteva forte il cuore. Sapevo tutto di lui, dove abitava, gli sport che praticava, i cani che aveva. Se non ricordo male all'epoca viveva in un appartamento in Galleria Passerella, in Piazza S.Babila a Milano.
Ricordo che qualche anno fa il mio papà lo aveva incontrato per una partita di tennis al Campo Sportivo 25 Aprile e si erano abbracciati, erano stati insieme a San Vittore nel 1944 prima di essere deportati a Mauthausen e sono cose che non si dimenticano.
Per tanti tanti anni il bel ragazzo biondo mi ha fatto compagnia, ha rallegrato le mie serate, lo ha fatto con tenacia ed entusiasmo fino a che i suoi capelli si sono tinti di grigio e l'azzuro dei suoi occhi si è un pochino sbiadito ... negli ultimi spot con Fiorello lo si vede molto invecchiato, d'altra parte 85 anni non sono pochi e lui li ha vissuti alla grande.
Voglio ricordarlo al meglio, voglio ringraziarlo per il batticuore che mi ha regalato ai suoi esordi e per la sua costante e rassicurante presenza in televisione, lui un signore d'altri tempi in questa accozzaglia di volgarità che è oggi il mondo dello spettacolo.
No Mike, non ti dimenticherò e non lo faranno nemmegli gli altri italiani, quelli che al dilagare della televisione trash preferivano i tuoi quiz.
Una carezza Mike, e buon viaggio.

martedì 8 settembre 2009

Lasciare Milano

«Troppo alti gli affitti in centro» Chiudono oltre trecento negozi

Lo storico spazio di antiquariato al numero 110 di corso Garibaldi non c’è più. Al suo posto, è in allestimento un temporary shop. Un negozio, cioè, che rimane aperto a tempo giusto per svendite e smaltimento della merce. È la nuova frontiera del commercio. Di temporary shop ce ne sono moltissimi in centro, da via Dante a corso Vittorio Emanuele. E i negozi normali che fanno? Semplice, chiudono.
Secondo i dati della Camera del Commercio nei primi sei mesi del 2009 sono state 224 le attività cessate a Milano. Cui ne vanno aggiunte altre 92 nel settore della ristorazione. Un numero comunque di molto inferiore ai negozi che aprono: più di 500. Ma attenzione: nel conteggio non sono prese in considerazione le cessazioni d’ufficio. E non si specifica che le nuove attività sono concentrate soprattutto nelle periferie. Non a caso nel 43,6 per cento dei casi i nuovi imprenditori sono stranieri. «Nei quartieri periferici stanno nascendo moltissime attività gestite da extracomunitari. Lì gli affitti costano meno e loro abbattono i costi del personale con la conduzione familiare o peggio il lavoro nero. Quindi riescono a fare affari. In centro invece chiudono soprattutto le botteghe. Anche perché gli affitti e il costo del lavoro sono altissimi», spiega Giorgio Montingelli, delegato al territorio dell’Unione del commercio.
Di vetrine vuote lungo corso Garibaldi ce ne sono una decina. Alcune sono sfitte da anni. Al civico 121, il Centro Bonsai è chiuso ormai da quasi quattro anni. E i locali sono rimasti sfitti anche nel magazzino adiacente. La posizione semi-nascosta sotto ai portici non basta come scusante. Ok, la crisi colpisce tutti e dappertutto. Ma qui siamo in corso Garibaldi, nel cuore di Milano. Ci devono essere altre ragioni. Chiusi anche un negozio di scarpe al civico 57 o quelli di abbigliamento uomo e donna al 39 e al 3. «Qui la colpa è soprattutto della ztl - attacca subito Giorgio Montingelli, che tra l’altro ha la sua attività proprio sul corso -. Non siamo un’isola pedonale, perché i residenti nel corso sono quasi mille e il traffico di auto è continuo. Allo stesso tempo, però, non è più una via di passaggio per chi viaggia in macchina per Milano, visto che qui non si può accedere. Risultato: è la morte del commercio». Ma la crisi colpisce anche via Dante, dove le auto non passano del tutto. «Colpa degli affitti - continua Montingelli -. Il mercato delle locazioni per i commercianti è completamente deregolato. I proprietari dei locali stanno alzando i prezzi in modo esponenziale. In via Dante c’è chi ha visto il proprio affitto quintuplicato rispetto al passato».
Che il prezzo degli affitti sia aumentato di molto lo confermano gli stessi commercianti in crisi. «A fine mese sarò costretto a chiudere bottega dopo 28 anni - dice Sergio Nicosia, titolare della gioielleria Cordusio -. Con i soldi che ho lasciato al proprietario dei locali mi sarei preso tre megaville in Sardegna. La verità è che ora comandano immobiliaristi e banche. Noi piccoli commercianti stiamo morendo, sopravvivono solo le grandi catene e i centri commerciali. Qui in via Dante sono tutti in difficoltà e aspettano solo il momento di vendere». D’altronde con un affitto da più di 50mila euro per un locale piccolissimo e la crisi dei consumi rientrare dalle spese non è facile.
Lungo via Dante sono tre le vetrine già sfitte. Anche se il numero è tristemente destinato a salire. Non sempre, poi, la crisi risparmia i franchising. L’abbigliamento di Motivi, per esempio, non c’è più. E nemmeno i preziosi di Frey Wille. A fine anno se ne andrà anche Salvini, un altro gioielliere. E non va meglio nelle vie limitrofe. In via Tommaso Grossi un negozio di abbigliamento maschile ha chiuso i battenti più di un anno fa e i locali sono ancora sfitti. Eppure siamo a due passi dal Duomo. In via Orefici Riccardo Prisco sta svendendo a prezzi stracciati gli ultimi capi. Il 30 settembre abbasserà per sempre la saracinesca. Bassetti, all’incrocio con il passaggio degli Osti, se ne è invece già andato. E sulla nuda vetrina campeggia la scritta «affittasi» a carattere cubitali.

venerdì 28 agosto 2009

Nuove regole per diventare insegnati: era ora!

Finalmente sono state varate le nuove regole per accedere alla professione di insegnante. Forse in futuro potremo evitare di vedere i nostri figli indottrinati solo di ideologia e scarsamente preparati, perchè per non nascondersi dietro un dito dobbiamo ammettere che è assolutamente vero che accanto a qualche insengante coscienzioso e capace esistono schiere di docenti che non amano la professione, che insegnano per portare a casa uno stipendio e che per giunta usano la loro "missione" per fare politica.


Un anno di tirocinio per legare teoria a pratica; assunzioni solo in base alla necessità per evitare il precariato; più inglese e competenze tecnologiche: queste alcune delle novità contenute nel nuovo regolamento che presenterà oggi il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini per chi vuole accedere all’insegnamento. Con le novità introdotte, riferisce il ministro, "si passa dal semplice sapere al sapere insegnare". E aggiunge: "Con il nuovo tirocinio ci si forma anche sul campo".

Le nuove regole Il ministro Gelmini ha presentato oggi le novità per chi vuole accedere all’insegnamento che si sviluppano, in particolare, su quattro grandi linee: il tirocinio da svolgere direttamente a contatto con le scuole e col "mestiere" di insegnante, "perché insegnare non può essere solo teoria ma anche pratica" si legge in una nota. Il numero di nuovi docenti sarà poi deciso in base al fabbisogno. L’obiettivo è quello di porre così fine all’accesso illimitato alla professione che creava il precariato. In questo modo sarà consentito ai giovani l’inserimento immediato in ruolo.

Inglese e tecnologie Sarà infine dato più spazio all’inglese e alle nuove tecnologie. Il regolamento è il frutto del lavoro della commissione presieduta dal professor Giorgio Israel, a cui è seguita una azione di primo confronto col mondo della scuola e delle associazioni per l’integrazione scolastica. L’obiettivo dei nuovi percorsi è quello di garantire una più equilibrata preparazione disciplinare, didattica e pedagogica nel corso delle lauree magistrali e lo svolgimento di un anno di percorso, il Tirocinio formativo attivo, direttamente a contatto con le scuole.

Richiesta la laurea quinquennale Con il nuovo sistema per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sarà necessaria la laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso che consentirà di conseguire l’abilitazione per la scuola primaria e dell’infanzia. Sono rafforzate le competenze disciplinari e pedagogiche ed è previsto un apposito percorso in laboratorio per la lingua inglese e le nuove tecnologie. Per gli alunni con disabilità, in tutti i percorsi è previsto che ci siano insegnamenti in grado di consentire al docente di avere una preparazione di base sui bisogni speciali. Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado sarà necessaria la laurea magistrale più un anno di Tirocinio formativo attivo. È prevista una prova di ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie. L’anno di tirocinio formativo attivo contempla 475 ore di presenza a scuola sotto la guida di un insegnante tutor.

Il nodo Siss Rispetto al percorso Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario (Ssis), il ministero ritiene di prendere il meglio di quella esperienza, evitando la ripetizione degli insegnamenti disciplinari, approfonditi già nella laurea e nella laurea magistrale, per concentrarsi sul tirocinio, sui laboratori e le didattiche. Con il vecchio sistema per insegnare nella scuola dell’infanzia e in quella primaria bastava la laurea quadriennale a ciclo unico con test d’accesso al primo anno e scelta, dopo un biennio comune, dell’abilitazione in primaria o in scuola dell’infanzia. Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado era necessaria la laurea magistrale e due anni di Ssis. Chiudono le Siss per le secondarie di primo e secondo grado e al loro posto si dà vita al Tirocinio formativo attivo della durata di un anno. Il numero dei tirocini sarà deciso in base al fabbisogno di insegnanti.

Sistema nazionale d'istruzione Nel regolamento è stato dato riconoscimento al sistema nazionale dell’istruzione (formato dalle istituzioni scolastiche statali e paritarie), tanto nel coinvolgimento nei tirocini quanto nel calcolo dei fabbisogni di personale docente, e si inizia a prevedere la possibilità di svolgere tirocini anche nelle strutture di istruzione e formazione professionale dove c’è la sperimentazione dell’obbligo formativo. Gli Uffici scolastici regionali organizzeranno e aggiorneranno gli albi delle istituzioni scolastiche accreditate e avranno funzione di controllo. Il consiglio di corso di tirocinio, che prevede la presenza di scuola e università, ha compiti di coordinamento e di progettazione e rappresenta il terreno di incontro e di raccordo tra le due realtà.

Le commissioni di abilitazione Le commissioni di abilitazione prevedono un equilibrio tra scuola e università e un peso determinante del tirocinio e della prova didattica sul voto di abilitazione. I dottori di ricerca e i "precari della ricerca", se in possesso dei requisiti curriculari, entrano in soprannumero, dopo un esame orale, nell`anno di tirocinio, vedendo valorizzato il loro percorso. L’anno di tirocinio prevede forme di interazione e coprogettazione del percorso tra istituzioni scolastiche e atenei ed è stato previsto uno specifico spazio di laboratori destinati ad approfondire quanto viene fatto in classe. È previsto che la formazione dei docenti per il sostegno sia posta in capo alle università, pur prevedendo la possibilità di specifici accordi con gli enti del settore. Sono previsti percorsi di specializzazione per il Clil (insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado di una materia non linguistica in inglese). Il sistema Afam concorre a pieno titolo alla formazione iniziale dei docenti nelle classi di abilitazione di propria competenza. In particolare, è stata rivista la classe di abilitazione per lo strumento musicale. Sino all'entrata a regime delle nuove lauree magistrali, la programmazione del numero di abilitati e il test è previsto, per la secondaria di primo e secondo grado, prima di accedere all’anno di Tirocinio formativo attivo. Per quanto riguarda i precari non abilitati e gli ex diplomati negli istituti magistrali sono stati previsti percorsi che, dietro il superamento di prove d’accesso in grado di verificare la preparazione disciplinare, consentano di conseguire l’abilitazione.

Le lauree magistrali Con successivo decreto si stabiliranno le lauree magistrali relative al secondo ciclo dell’istruzione, per seguire il percorso di cambiamento del secondo ciclo e delle classi di abilitazione. "Oggi iniziamo a progettare un nuovo tassello per il cambiamento del nostro sistema scolastico - scrive il ministro Mariastella Gelmini - un tassello fondamentale, perché riguarda la formazione iniziale dei futuri insegnanti. Prevediamo una selezione severa, doverosa per chi avrà in mano il futuro dell’Italia e sostituiamo alle vecchie Ssis un percorso più snello, di un anno, coprogettato da scuole e università, concentrato nel passaggio dal semplice sapere al saper insegnare".