giovedì 20 ottobre 2011

Come comportarsi in rete e sui Social Network

Vi invito a condividere questi suggerimenti che giungono da esperti dell'uso della rete e  possono essere molto utili.

"Misurate SEMPRE le parole PRIMA di pubblicarle sul social network. 
Se siete vittime di offese, diffamazioni o altro: - non replicate usando gli stessi mezzi o modi - raccogliete la documentazione (digitale e cartacea) necessaria - recatevi presso il più vicino posto di Polizia Giudiziaria (Commissariato o caserma dei Carabinieri). - informatevi sulle modalità di comportamento da adottare (sempre nell'ambito della legalità) e sulla reale efficacia dell'azione che state per intraprendere: in alcuni casi è indispensabile l'assistenza di un avvocato (valutate le possibili spese da anticipare). 
Un consiglio: visto che su FB è molto facile "far sparire" i contenuti, oltre alle foto dello schermo (http://www.facebook.com/note.php?note_id=434151589477) e i link di riferimento, raccogliete i nominativi di persone che hanno letto e che sono in grado di testimoniare l'illecito (sempre che siano disponibili a farlo, naturalmente): il Giudice (se si arriva in tribunale) può ritenere, infatti, prova non ammissibile la stampa dello schermo in quanto "di paternità incerta" (nel caso in cui venga cancellato il contenuto originale). 

Alcune delle Leggi interessate: 

Codice Penale - Art. 594 Ingiuria 
Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro cinquecento. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa. La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a euro mille, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone. 

Codice Penale - Art. 595 Diffamazione 
Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032 (lire due milioni). Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065 (lire quattro milioni). Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516 (lire un milione). Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate. Codice Penale - 

Art. 599 Ritorsione e provocazione 
Nei casi preveduti dall’articolo 594, se le offese sono reciproche, il giudice può dichiarare non punibili uno o entrambi gli offensori. Non è punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 594 e 595 nello stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui, e subito dopo di esso. La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche all’offensore che non abbia proposto querela per le offese ricevute".  --

martedì 18 ottobre 2011

L' augurio di Max Ehrmann

Tra i moltissimi  graditissimi auguri che oggi hanno inondato la mia bacheca di FB ho scelto questo pensiero da condivedere con voi, è di Max Ehrmann e credo che racchiuda il segreto per essere felici. Lo auguro a tutti voi.
Grazie!


"Vai in pace in mezzo al rumore e alla confusione e ricorda quale pace può esserci nel silenzio. 
Per quanto possibile, ma senza resa, sii in buoni rapporti con tutte le persone,
dì tranquillamente e chiaramente la tua verità; e ascolta gli altri, perfino gli ottusi e gli ignoranti, anche essi hanno la loro storia. 
Evita le persone forti e aggressive, esse sono opprimenti per lo spirito. 
Se ti paragoni agli altri, potresti considerarti inutile e sgradevole, ma sempre ci saranno persone più grandi o meno di te stesso. 
Goditi i tuoi successi così come i tuoi progetti. 
Conserva l'interesse per la tua carriera per quanto modesta possa essere, è una realtà, che nel tempo, le fortune cambiano.
Opera con cautela nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di inganni ma non lasciare che questo ti renda cieco di fronte alle virtù esistenti; molte persone combattono per alti ideali, e dovunque, la vita, è piena di atti di eroismo. 
Sii te stesso. E, principalmente, non fingere nell'affetto, nessuno è cinico nei confronti dell'amore, perché a dispetto di aridità e disillusioni, esso è perenne come l'erba. 
Prendi con dolcezza l'esperienza degli anni, lasciando andare, garbatamente, le cose della giovinezza. 
Rafforza il tuo spirito per difenderti dalle sventure improvvise, ma non affliggerti con fantasie oscure, molte paure sono figlie della fatica e della solitudine. 
Al di là di una sana disciplina, sii gentile con te stesso. 
Tu sei figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle e hai il diritto di stare qui; e che ti sia chiaro o meno, non c'è dubbio che l'universo si stia dispiegando come dovrebbe. 
Perciò sii in pace con dio, comunque tu lo concepisca, e qualunque siano il tuo lavoro e le tue aspirazioni nella rumorosa confusione della vita, conserva la pace nella tua anima. 
Pur con tutte le sue illusioni, le miserie e i sogni infranti, è ancora un mondo meraviglioso. 
Sorridi. 
Cerca di essere felice.

lunedì 17 ottobre 2011

Differenza tra Olocausto e Shoah

Quale è la differenza tra Olocausto e Shoah? In quali contesti storiografici si usano? Col termine Olocausto viene attualmente designato il genocidio o sterminio di una considerevole componente degli ebrei d’Europa. Assieme agli ebrei altri gruppi finirono nel programma di sterminio dei regimi nazi-fascisti, anche se l’ostilità antiebraica – nella sua nuova veste di moderno antisemitismo razziale – fu fin dall’inizio parte integrante della ideologia del Nazismo tedesco. Il termine olocausto, che deriva dal greco e successivamente dal latino, traduce anche un termine biblico legato alla sfera dei sacrifici cruenti e animali. Con tale termine si traduce in lingua greca il sacrificio ebraico detto ‘olah, ossia innalzamento, un sacrificio che viene “tutto bruciato”. Il fumo che sale “è odore gradito al Signore”. Il termine utilizzato per descrivere la lo sterminio degli ebrei d’Europa si è mantenuto nella lingua inglese (Holocaust). Che esso provenga da ambienti cristiani di età medievale, che indichi un lemma proveniente dal mondo pagano, che abbia un significato troppo religioso, come spesso si afferma, è tutto sommato irrilevante. Certo ci può essere una sorta di assonanza tra il fumo dei campi di sterminio e quello della vittima sacrificale, ma si tratta di assonanza superficiale e deviante, poiché l’immagine biblica indica ben altro gesto culturale. Cosa si voleva intendere quando si associo’ lo sterminio degli ebrei all’offerta sacrificale del mondo antico? Un “sacrificio” dei nazisti al “dio della Razza”? O una autoconcezione del sé ebraico come vittima sacrificale simile alle concezioni del sacrificio cristiano? L’ambiguità del significato di questo termine è ovvia, provoca di certo disagio. Da qualche decennio – per lo più nei paesi di tradizione non anglosassone – è invalso l’uso di utilizzare un termine ebraico, ritenuto più pertinente. Nel lessico biblico, il termine Shoah – שואה – veicola diversi significati legati all’idea di distruzione. Esso è certamente più neutro, meno connotato in senso religioso, anche se a dire il vero, il lemma ricorre frequentemente nel libro di Giobbe, nella lingua del profeta Isaia e in alcuni salmi, ed essendo in qualche senso legato alla sfera del religioso, non è così determinato dalle azioni di carattere cultuali. Cristiana Facchini

Immagine di Edel Rodriguez : Gusen

mercoledì 12 ottobre 2011

Villa Triste a Milano





Nel 1944 Villa Triste a Milano fu requisita dalla Banda Koch che qui praticò torture anche mortali. La Banda Koch operò principalmente a Roma e in seguito, brevemente, anche a Milano, macchiandosi di numerosi crimini. 

venerdì 7 ottobre 2011

A Milano la mostra 'Anna Frank, una storia attuale

La Provincia di Milano, in collaborazione con il Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi di Milano, e la 'Anne Frank House' di Amsterdam, nell’ambito dell’iniziativa 'I viaggi della memoria', ospiterà a Palazzo Isimbardi la mostra 'Anna Frank, una storia attuale'. L’esposizione verrà inaugurata alle 12,30 del 9 ottobre (Cortile d’Onore, ingresso da corso Monforte 35) dal presidente dell’Ente, On. Guido Podestà, e dal vicepresidente e assessore alla Cultura, Novo Umberto Maerna.
La mostra, a ingresso libero, rimarrà aperta fino al 20 ottobre (dal lunedì al venerdì, orari 9-13/14-18). Interverranno all’evento, inoltre, Wim Kok, presidente della Fondazione Anne Frank, già ministro delle Finanze e Premier (1994-2002), insignito nel 2003 del titolo di ministro di Stato, massima onorificenza paragonabile alla carica di senatore a vita; Nico Kamp, console onorario del Regno dei Paesi Bassi a Firenze, che ha intimamente vissuto il dramma dei campi di sterminio avendo avuto entrambi i genitori deportati ad Auschwitz sullo stesso treno, peraltro, della famiglia Frank; Ronald Leopold, direttore della 'Anne Frank House'.

Il titolo dell’esposizione ci introduce a una rilettura della Shoah inquadrata in un’ottica biografica grazie al supporto di un ricco apparato iconografico, riproduzioni documentarie e citazioni tratte dal diario personale della Frank. Si tratta, insomma, di un vero e proprio viaggio virtuale nella vita di Anne e dei suoi cari in cui viene esplicitata la condizione di una famiglia ebrea durante il periodo nazista. La rassegna fotografica si sviluppa attorno a 34 pannelli in polipropilene a colori (dimensioni cm. 100x200) con testo e riproduzioni fotografiche.