domenica 13 novembre 2011
Oggi in Italia ha perso la democrazia!
Oggi è una brutta giornata per la democrazia Italiana. Ieri la Politica ha abdicato in favore dell'economia e del potere delle banche. Un governo legittimamente eletto dagli italiani e' stato costretto alle dimissioni dall'Europa dei tecnocrati, nell'incosistenza piu' totale della sinistra italiana. Auguro al mio Paese un sussulto di orgoglio che consenta di avere quanto prima un governo eletto dagli elettori.
sabato 12 novembre 2011
I GOVERNI LI DECIDONO GLI ELETTORI

E' terminato da pochi minuti un affollattissimo incontro promosso dai giornalisti Ferrara, Feltri e Sallusti al teatro Manzoni di Milano. Una folla di milanesi ha partecipato con entusiasmo e ha ribadito con forza che "Chi governa devono stabilirlo gli elettori".
Ognuno dei presenti, per primi i parlamentari Rotondi e Santanchè, si farà carico di portare avanti quanto emerso dalla assemblea, ossia a gran voce : ELEZIONI SUBITO!
I due parlamentari riferiranno al Premier Berlusconi quanto deciso dall' Assemblea.
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giovedì 10 novembre 2011
Il ritorno dei nulla
di Leonardo Cammarano
Ho sempre ritenuto che la proposta politica di Berlusconi fosse l’unica proposta seria oggi reperibile sul mercato : è essa infatti l’ insostituibile, proposta liberale, da noi in Italia sempre vagheggiata, talora accennata, mai compiutamente sperimentata. E’ giunto adesso il momento di dimostrare la serietà di questa non solo mia convinzione. I tradizionali nemici della via liberale sono sul punto di farsi avanti di nuovo, con rinnovato accanimento.
Questi anni di governo Berlusconi sono stati tutt’altro che inutili : quando nel 1994 egli entro’ in campo, il Comunismo era ancora considerato una teoria politica seria (da noi, come è noto, « il muro » era caduto invano ; gli interessi democristiani ostavano ad ogni presa di coscienza che turbasse il comodo panorama politico DC/PC, quell’esiziale gioco « a bilancia », che la persistenza delPCI consentiva di protrarre). Orbene, tra pur alterne vicende, i circa vent’anni della « cura Berlusconi » sono riusciti a provocare anche da noi quel risveglio dal sonno dogmatico che ovunque altrove era ormai cosa fatta: la « teoria politica seria » altro non era che un tragicomico baraccone in cui si esponevano e proponevano le stolte, ormai centenarie, chiacchiere intorno alla sempiterna lotta di classe ; in concreto, si trattava invece d’ un perverso coacervo di prevaricazioni di potere e di convenienze finanziarie tutt’altro che trasparenti, « sinistre » faccende che nulla mai ebbero ed hanno a che vedere con il bene collettivo.
In un clima politico come il nostro, dove la verità è normalmente sostituita dalla menzogna, una menzogna particolarmente incurabile perché fatta di morbida gomma, questa berlusconiana opera di smascheramento ebbe importanza immensa. E per realizzarla ci voleva proprio uno come lui, Berlusconi, un uomo unius negotii, dalla determinazione convinta e coriacea, già solo per questo diverso da tutti gli altri politici disponibili, che solitamente seguono senza fare una piega il modello italico : farsi duri, durissimi, severi, severissimi, solo quando ne va di mezzo il vantaggio personale.
Qualcuno a questo punto potrebbe dire: bene, l’opera è compiuta, ora Berlusconi puo’ cedere ad altri il passo. E certo, sarebbe proprio cosi’, se il clima politico italiano non presentasse ancora un’altra sgradevolissima nota : il cinismo, oscena virtu’ negativa che in sostanza significa « negare la verità dimostrata ». E’ quel che i religiosi chimano « il peccato contro lo spirito ». Da noi, nulla di più facile che ricominciare con le vecchie tiritere. Per cui l’iniziale riscossa liberale avrebbe adesso bisogno di concreti programmi sostitutivi atti appunto ad intralciare l’ italica malattia della « isteresi », i ritorni all’indietro. Insomma la situazione generale tendeva, come al solito, verso il metodo « materasso di gomma » : chi altri, se noi lui, Berlusconi, poteva rompere l’esiziale incantesimo ? Tutti coloro che berciano affermando che l’opera di Berlusconi è fallita, non sanno o fingono di non sapere che quest’opera di demolizione era ben lontana dall’essere irreversibilmente compiuta. E poiché, come afferma una pensatrice ebrea, la Arendt, è la « banalità » una delle note salienti del « Male », ecco che si profila all’orizzonte una ripetizione dell’antica vergognosa vicenda : collusione tra cattolici e simil-comunisti per riprendersi la barra del timone. Altro che « rottamazione », caro Renzi !
Insomma : il comunismo come proposta politica (fino a ierl’altro, da noi, ancora preso sul serio !) è dunque miseramente crollato, mostrando il vero se stesso : una operosa agenzia di utili inganni ; ma non per questo è stata debellata la legge « del materasso di gomma », l’ isteresi tipica della storia e delle storie italiane. Sconfitto sul piano della teoria (o meglio, delle pretese teoriche), il « pensiero di sinistra » ora si ripropone per perpetuare in altra forma e con nuovi mezzi la vecchia sostanza : la difesa conservatrice dei vecchi privilegi. Vantaggi personali o di singole « cosche », necessità di collegamenti tra malintenzionati, sono, e saranno, sempre gli stessi. Alla celebrazione dello scudo teorico marxiano è stata sostituita, per la gioia degli stuoli di menti deboli, la litania della « pornografica » diabolicità del berlusconismo. Dite : si poteva trovare sostituzione più idiota ? Certo, ma questo va detto agli idioti che se la bevvero, se la bevono e continueranno a bersela. Provate a domandare in giro, qui da noi, a chi giova — per esempio — che Santoro si arricchisca ulteriormente ; a chi, che De Benedetti, dopo averci affibbiato le sue telescriventi avariate, i ridicoli « Minitel », gli « organici » necessari al caso, riprenda ogni volta, imperterrito, l’ampliamento della sua impresa finanziaria ; oppure, non so, che il Marrazzo riannodi indisturbato i suoi pensosi, mistici commerci gay; che con impunità previamente garantita i « giovani » continuino a rompere le vetrine delle Agenzie bancarie e le nostre scatole; che Ciancimino continui a dire la verità e Ingroja a gioirne ; che il « 30% » (dicono) della magistratura continui a essere vergognosamente parziale, etc. etc.? Vi risponderanno : « ma che c’entra tutto questo ? », ma sarà la domanda di persone interessate alla cosa, o vergognosamente ignare del fatto che proprio di questo si tratta.
Io penso che adesso che Berlusconi ha ricevuto dai traditori di cui il Bel Paese è colmo l’elegante regalo che sappiamo, ogni Italiano pensoso non solo del bene comune, ma della propria dignità debba offrirgli il suo modesto aiuto : per qualità personali e per posizione, al di là dei suoi « grandi » difetti di gusto, di tempestività, di indecisione, è stato, ed è ancora, l’unico in grado di difendere l’accesso alla famosa via liberale, dalla caduta del fascismo in poi « sempre » attesa.
Cercate di figurarvi la piacevolezza ed utilità del ritorno di quel clima democristiano che servi’, ma solo « a naso turato », per difenderci dagli eccessi del suo comprimario. Sta forse per riproporsi la balbettante sequela dei Niente e dei Nulla che si chiamo’ Governo Prodi? Ricominceranno la saccente tiritera di D’Alema, la ragionata inconcludenza di Casini, la « bontà » malevola e giovialmente invida di Veltroni ? — minestrone condito stavolta dal volgare dialettalismo di Di Pietro, e dai post-strutturalistici fiumi di vuotaggini orecchiate, copiate ed espettorate da Vendola !? Poveri noi !
Berlusconi ne ha molte da pagare. Sul piano interno, ha turbato equilibri ed affari di « mafie » che tutti quelli che vogliono conoscono (di Corleone ce n’è ovunque); sul piano internazionale, ha scompigliato, con l’aiuto di Putin e di altri (Gheddafi ci ha rimesso la pelle : e non scansarsi prima che il sangue schizzasse all’intorno è stato il massimo errore politico e morale del Cavaliere), il normale flusso dei rifornimenti energetici ed ovviamente di altro. Ma « allegri, ragassi ! », come dice Bersani, tutto il pianeta ora gira verso il trionfo dell’Intelligenza Pura : mentre la Carla mostra come si fa a provvedere in modo politico-corretto alle « intellighenzie » di domani, ben presto ci sarà forse, a dirigere l’orchestra mondiale, quell’altro cervello fino della Clinton.
Tornando a noi, ora menti geniali, come ad esempio quella della Annunziata, parlano di « calcio dell ’asino ». Certo, ma c’è un errore. Bisogna dire : calcio agli asini. Perché se Berlusconi si dimette non dopo, ma bensi’ prima di aver curato che gli impegni con la UE siano mantenuti, l’obbligo spinosissimo di far bere a noi Italiani l’amara pozione curativa (patrimoniale, tasse, licenziamenti etc.) cadrebbe sulle spalle degli asini appunto. Questa ricca Onagrocrazia di fifoni e di « buonisti » ringrazi dunque Iddio che ci sia ancora un Cav. che, invece di mandarli tutti a quel paese proprio « ora » , hic et nunc , fa ancora la parte del Cristo paziente per toglier le castagne dal fuoco. Io, e voi credo, al posto suo li spedirei tutti dove sapete, e me ne andrei invece dove non sapete a brindare alla faccia loro.
A me, penso a noi tutti, resta un senso di sdegno morale e di grigia, sepolcrale noia : ricomincerà la vecchia tiritera di complicità e strizzate d’occhio condite di belle parole ? Aiuto -, ma non finirà mai !?
A me, penso a noi tutti, resta un senso di sdegno morale e di grigia, sepolcrale noia : ricomincerà la vecchia tiritera di complicità e strizzate d’occhio condite di belle parole ? Aiuto -, ma non finirà mai !?
Leonardo Cammarano, 10 novembre 2011
zonadifrontiera.org (Sito Web)
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Il vero potere ha gettato la maschera
Il vero potere ha gettato la maschera e le ultime vestigia della semi-sovranità italiana sono state demolite, nell’annus horribilis della nostra Repubblica, dopo che anche la guerra di Libia aveva svelato la disfatta di ogni autonomia nazionale. Nessuna urgenza economica al mondo può giustificare un peggioramento così repentino degli interessi del debito – oltre la soglia del non ritorno, oltre le convenzioni del default tecnico – come quello del 9 novembre 2011. Solo un concorso di volontà decise a imprimere una svolta rivoluzionaria poteva scatenare un attacco di questa portata, micidiale quanto un colpo di stato.
A suggello di un giorno trionfale per la sovversione dall’alto decisa a livello di classi dominanti globali, il presidente della Repubblica ha nominato
senatore a vita Mario Monti, il tecnocrate italiano più organico all’élite planetaria, un vero cardinale del pensiero unico economico, uno dei padri nobili del feroce disastro sociale di questi anni, il babbo insensibile di tutti i precari, il fratello coltello di tutti i pensionati. L’uomo di Rockefeller e della Goldman Sachs, della Commissione Trilaterale e del Gruppo Bilderberg.
Queste sue affiliazioni sono fuori dai radar dei grandi media, persino ora che viene visto come Presidente del Consiglio in pectore, eppure sono il tratto vero del personaggio, in tutta la sua caratura internazionale. Il centrosinistra italiano ovviamente non ne parlerà, perché sulle questioni internazionali non decide, si fa decidere. Politica estera e politica monetaria, per loro, sono una sorta di entità data, che si riceve e non si discute. Fra i
100 punti del “Wiki-Pd” di Matteo Renzi, per esempio, solo due o tre parlano di questioni internazionali, e solo vaghissimamente, mentre nessuno parla di moneta.
Renzi è in buona compagnia. Tutte le classi dirigenti italiane sono inserite in un gioco di potere sub-dominante nel quale accettano un ruolo declinante dell’Italia: decidano altri. Il nucleo cesaristico della sovranità ha il baricentro in altre capitali, e lo avrà sempre di più: aiuterà a spolpare meglio e in pochi anni ricchezze costruite in generazioni. Il Caimandrillo fu una volta definito dal suo medico “tecnicamente immortale”. Possiamo dire, politicamente, che è “tecnicamente morto”. Morendo politicamente lui, muore la cosiddetta seconda Repubblica. La Terza Repubblica è già qui, e vuole scongelare tutto quello che è stato assurdamente paralizzato dalla lunghissima gelata berlusconiana. Monti sarà sostenuto da una squadra di curatori fallimentari del Sistema Italia che passeranno la ruspa sul tenore di vita di milioni di persone. Italia avrà il volto di Equitalia.
Così come nessuno, pur sapendosi mortale, crede fino in fondo e “davvero” alla propria inevitabile dipartita, allo stesso modo milioni di italiani, pur presi da certi inequivocabili presagi, non pensano che accadrà “davvero” anche da noi un’altra Grecia, così come nei caffè di Sarajevo, nell’aprile 1992, nessuno accettava che i suoni di cannone che sentivano nelle vicinanze potessero “davvero” portare alla guerra, che puntualmente arrivò. Non sono solo metafore. Sto parlando, per ognuno dei casi citati, della sottovalutazione esiziale degli effetti indotti da un crollo di sovranità,
che si accentua in presenza di classi dirigenti inette e asservite a interessi lontani.
Nessuna illusione su Giorgio Napolitano (anche se tanti agnelli sacrificali ne coltivano ancora). Niente illusioni su Mario Monti (anche se vorranno vendercele). Esattamente due anni fa in un articolo che – a rileggerlo – suona ancora tremendamente attuale, cercai di avvertire che la fine del Caimandrillo avrebbe palesato dolorosamente l’inservibilità di un’intera classe dirigente, tanto più davanti a una crisi economica sistemica come quella che si annunciava.
Dobbiamo costruire una classe dirigente alternativa. Dapprima in forma di un fronte sociale che difenda accanitamente ogni bene dalla rapina della tecnofinanza e rimetta in discussione l’attuale debito. Poi in forma di progetto politico consapevole di vivere in tempi rivoluzionari e inteso a conquistare sovranità in capo al popolo italiano. Siamo pronti o siamo Monti? Siamo pronti o siamo tonti? Stiamo pronti, o siamo morti. Stiamo pronti, che siamo molti.
(Pino Cabras, “Monti, siamo pronti”, da “Megachip” del 10 novembre 2011).
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mercoledì 9 novembre 2011
Oggi ricordiamo la caduta del Muro di Berlino
Un evento storico che aprì le porte al crollo del comunismo. Ricordo che quel giorno mi alzai in piedi e nell'aula del Consiglio diedi con grande emozione la notizia della caduta del Muro di Berlino, i colleghi consiglieri di sinistra rimasero esterrefatti, non vollero riconoscere la valenza storica dell'evento e si rifiutarono di sottoscrivere l'ordine del giorno che scaturì dalla seduta. Una esperienza che non potrò mai dimenticare.
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