domenica 13 novembre 2011

IL COMPLOTTONE CONTRO IL CAVALIERE

Riporto un articolo di Maria Giovanna Maglie che condivido in toto e che avevo anticipato nei contenuti solo qualche giorno fa proprio su questo blog.
M.Valletti


Se è finita con un banchiere economista, un uomo della Goldman Sachs, trasformato frettolosamente e maldestramente in senatore a vita, e con un bel “vaffa...” - almeno per ora - ai diritti degli elettori, è però cominciata ben prima la costruzione della caduta di Silvio Berlusconi. E si è sviluppata sapientemente tra Roma, Parigi, Bruxelles e Berlino, le sedi del Fondo Monetario, le riunioni di banchieri che continuano a dividersi quattrini fra i soci anche in questi giorni, le redazioni di riviste pseudo economiche e pseudo autorevoli come Economist e Financial Times, che per occuparsi dei fatti italiani e chiedere al Cav di andarsene in nome di Dio si ispirano a quell'assassinio sanguinario di Oliver Cromwell; si è nutrita di una guerra contro un dittatore, Gheddafi, che fino a poco tempo prima posava con i Grandi, benedetta dai pacifisti e dalla sinistra; si è fornita di alcuni congiurati illustri o almeno molto conosciuti e influenti, altri da trenta denari, i Sarkò e le Merkel, gli Antonione e le Carlucci.

La costruzione della caduta ha causato la sospensione della democrazia politica a colpi di spread, che salgono e scendono a comando; ha inventato la promozione della sinistra e dei democristiani a salvatori d'Italia e a nemici giurati del debito pubblico che hanno invece costruito per quarant'anni, vedi verginelle alla Cirino Pomicino e fini liberali come Pier Ferdinando Casini.

Dove non sono riusciti “bunga bunga” e persecuzione giudiziaria, è riuscita l’entente. Forse possiamo azzardarci a chiamarlo complotto internazionale, tanto da perdere abbiamo solo le nostre catene, da Berlusconi e dal berlusconismo non avendo mai avuto nulla e nulla avendo a pretendere dal nuovo governo e dai tecnocrati col grembiulino, non aspettandoci nulla se non la soddisfazione di vedere come reagiranno Camusso e indignados alle misure da olio di ricino che li aspettano.

La costruzione del complotto ha un regista eccellente in Italia, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, orecchio fine e attento più che al voto dei suoi amati concittadini ad altri suggerimenti e telefonate, come quelle da Washington, l'amico Barack Obama che non ne azzecca una e che per essere rieletto da quel gran democratico progressista che è sarebbe anche capace di fare la guerra all’Iran; da Parigi, quel Sarkozy che si crede Napoleone e probabilmente finirà con impersonare il Corso in qualche pensionato di lusso; da Berlino, la Merkel che ragiona per diktat tedeschi da impartire al resto d’Europa, in una nuova forma di annessione. Uomo colto e raffinato Napolitano, non certo uno sgradevole Scalfaro, ma tutt’altro che super partes, tutt’altro che tirato per la giacchetta nelle sue decisioni e pesanti intromissioni: uno che ha ammazzato Craxi quando era presidente della Camera, poi un antiberlusconiano storico, che prima ha fatto il capo occulto dell’opposizione, e ce n’era bisogno visto chi la rappresenta, poi ha fatto il super mediatore del gran casino internazionale, anche a costo di saccheggiare la Costituzione che tiene sempre sul cuore.

Ma ha anche attori assai attivi nella parte di Bruto, uomini d’onore, per esempio il ministro Giulio Tremonti, per esempio il ministro Franco Frattini. Il primo ha gestito l’economia come gli pareva - male - fino a trasformarsi in un avversario del governo nel governo: doveva fare la guerra alle banche e non l’ha fatta, doveva abbassare le tasse e si è applicato in una odiosa persecuzione, è stato incapace o non ha voluto far passare la verità, e cioè che l'attacco che stava subendo l’Italia sui mercati finanziari era conseguenza dell’immobilismo dell’Europa rispetto alla crisi greca, della situazione del debito pubblico americano e del ruolo giocato dalle banche italiane, e che in seguito questa situazione è stata utilizzata strumentalmente per far fuori un personaggio scomodo come il Cav, ovvero l’amico di Putin e l’ex amico di Gheddafi, uno che la politica finanziaria ed estera cercava di farsela un po’ in proprio invece che da subalterno.

Il secondo, Frattini, ha coltivato l’immagine leccata del tecnocrate attento agli umori di Bruxelles, agli strilli di Hillary Clinton, agli spifferi del Quirinale. Ha convinto, forse contribuito a costringere, il Cav alla sciagurata campagna di Libia, con tanto di missioni, altro che solo fornire le basi alle operazioni Nato. E’ finita che continuava a ripetere come un disco rotto che i nostri affari con Tripoli sono sempre gli stessi e vantaggiosi, mentre li ha lasciati passare tutti a Parigi e un po’ a Londra, contribuendo a risollevare le malconce sorti di Sarkò e Cameron, ma non le nostre. E’ finita che l’Italia è stata trascinata nella vergogna della macelleria, in un assassinio che, come ha dichiarato il capo del Cnt dei ribelli, è stato commissionato da un capo di stato straniero che temeva le rivelazioni di un Gheddafi sconfitto e prigioniero, ansioso di parlare. A proposito chi aveva pagato la costosa campagna di elezione di Sarkozy a presidente? E’ morto, non lo può dire.

L’allarmismo internazionale e nazionale sono stati il brodo di coltura della congiura. Hanno trasformato un debito ampiamente garantito e gestibile in una potenziale insolvenza,e l’Italia in un ammalato grave, quando all’ospedale sono ricoverati praticamente tutti. Il Cav ci ha messo del suo.

di Maria Giovanna Maglie
13/11/2011

Tgcom - Berlusconi, il videomessaggio integrale - Video Mediaset

Tgcom - Berlusconi, il videomessaggio integrale - Video Mediaset

Oggi in Italia ha perso la democrazia!

Oggi è una brutta giornata per la democrazia Italiana. Ieri la Politica ha abdicato in favore dell'economia e del potere delle banche. Un governo legittimamente eletto dagli italiani e' stato costretto alle dimissioni dall'Europa dei tecnocrati, nell'incosistenza piu' totale della sinistra italiana. Auguro al mio Paese un sussulto di orgoglio che consenta di avere quanto prima un governo eletto dagli elettori.

sabato 12 novembre 2011

I GOVERNI LI DECIDONO GLI ELETTORI


E' terminato da pochi minuti un affollattissimo incontro  promosso dai giornalisti Ferrara, Feltri e Sallusti al teatro Manzoni di Milano. Una folla di milanesi ha partecipato con entusiasmo e ha ribadito con forza che "Chi governa devono stabilirlo gli elettori".







Ognuno dei presenti, per primi i parlamentari Rotondi e Santanchè, si farà carico di portare avanti quanto emerso dalla assemblea, ossia a gran voce : ELEZIONI SUBITO!

I due parlamentari riferiranno al Premier Berlusconi quanto deciso dall' Assemblea.

giovedì 10 novembre 2011

Il ritorno dei nulla

di 


Ho sem­pre rite­nuto che la pro­po­sta poli­tica di Ber­lu­sconi fosse l’unica pro­po­sta seria oggi repe­ri­bile sul mer­cato : è essa infatti l’ inso­sti­tui­bile, pro­po­sta libe­rale, da noi in Ita­lia sem­pre vagheg­giata, talora accen­nata, mai com­piu­ta­mente spe­ri­men­tata. E’ giunto adesso il momento di dimo­strare la serietà di que­sta non solo mia con­vin­zione. I tra­di­zio­nali nemici della via libe­rale sono sul punto di farsi avanti di nuovo, con rin­no­vato accanimento.
Que­sti anni di governo Ber­lu­sconi sono stati tutt’altro che inu­tili : quando nel 1994 egli entro’ in campo, il Comu­ni­smo era ancora con­si­de­rato una teo­ria poli­tica seria (da noi, come è noto, « il muro » era caduto invano ; gli inte­ressi demo­cri­stiani osta­vano ad ogni presa di coscienza che tur­basse il comodo pano­rama poli­tico DC/PC, quell’esiziale gioco « a bilan­cia », che la per­si­stenza delPCI con­sen­tiva di pro­trarre). Orbene, tra pur alterne vicende, i circa vent’anni della « cura Ber­lu­sconi » sono riu­sciti a pro­vo­care anche da noi quel risve­glio dal sonno dog­ma­tico che ovun­que altrove era ormai cosa fatta: la « teo­ria poli­tica seria » altro non era che un tra­gi­co­mico barac­cone in cui si espo­ne­vano e pro­po­ne­vano le stolte, ormai cen­te­na­rie, chiac­chiere intorno alla sem­pi­terna lotta di classe ; in con­creto, si trat­tava invece d’ un per­verso coa­cervo di pre­va­ri­ca­zioni di potere e di con­ve­nienze finan­zia­rie tutt’altro che tra­spa­renti, « sini­stre » fac­cende che nulla mai ebbero ed hanno a che vedere con il bene collettivo.
In un clima poli­tico come il nostro, dove la verità è nor­mal­mente sosti­tuita dalla men­zo­gna, una men­zo­gna par­ti­co­lar­mente incu­ra­bile per­ché fatta di mor­bida gomma, que­sta ber­lu­sco­niana opera di sma­sche­ra­mento ebbe impor­tanza immensa. E per rea­liz­zarla ci voleva pro­prio uno come lui, Ber­lu­sconi, un uomo unius nego­tii, dalla deter­mi­na­zione con­vinta e coria­cea, già solo per que­sto diverso da tutti gli altri poli­tici dispo­ni­bili, che soli­ta­mente seguono senza fare una piega il modello ita­lico : farsi duri, duris­simi, severi, seve­ris­simi, solo quando ne va di mezzo il van­tag­gio personale.
Qual­cuno a que­sto punto potrebbe dire: bene, l’opera è com­piuta, ora Ber­lu­sconi puo’ cedere ad altri il passo. E certo, sarebbe pro­prio cosi’, se il clima poli­tico ita­liano non pre­sen­tasse ancora un’altra sgra­de­vo­lis­sima nota : il cini­smo, oscena virtu’ nega­tiva che in sostanza signi­fica « negare la verità dimo­strata ». E’ quel che i reli­giosi chi­mano « il pec­cato con­tro lo spi­rito ». Da noi, nulla di più facile che rico­min­ciare con le vec­chie tiri­tere. Per cui l’iniziale riscossa libe­rale avrebbe adesso biso­gno di con­creti pro­grammi sosti­tu­tivi atti appunto ad intral­ciare l’ ita­lica malat­tia della « iste­resi », i ritorni all’indietro. Insomma la situa­zione gene­rale ten­deva, come al solito, verso il metodo « mate­rasso di gomma » : chi altri, se noi lui, Ber­lu­sconi, poteva rom­pere l’esiziale incan­te­simo ? Tutti coloro che ber­ciano affer­mando che l’opera di Ber­lu­sconi è fal­lita, non sanno o fin­gono di non sapere che quest’opera di demo­li­zione era ben lon­tana dall’essere irre­ver­si­bil­mente com­piuta. E poi­ché, come afferma una pen­sa­trice ebrea, la Arendt, è la « bana­lità » una delle note salienti del « Male », ecco che si pro­fila all’orizzonte una ripe­ti­zione dell’antica ver­go­gnosa vicenda : col­lu­sione tra cat­to­lici e simil-comunisti per ripren­dersi la barra del timone. Altro che « rot­ta­ma­zione », caro Renzi !
Insomma : il comu­ni­smo come pro­po­sta poli­tica (fino a ierl’altro, da noi, ancora preso sul serio !) è dun­que mise­ra­mente crol­lato, mostrando il vero se stesso : una ope­rosa agen­zia di utili inganni ; ma non per que­sto è stata debel­lata la legge « del mate­rasso di gomma », l’ iste­resi tipica della sto­ria e delle sto­rie ita­liane. Scon­fitto sul piano della teo­ria (o meglio, delle pre­tese teo­ri­che), il « pen­siero di sini­stra » ora si ripro­pone per per­pe­tuare in altra forma e con nuovi mezzi la vec­chia sostanza : la difesa con­ser­va­trice dei vec­chi pri­vi­legi. Van­taggi per­so­nali o di sin­gole « cosche », neces­sità di col­le­ga­menti tra malin­ten­zio­nati, sono, e saranno, sem­pre gli stessi. Alla cele­bra­zione dello scudo teo­rico mar­xiano è stata sosti­tuita, per la gioia degli stuoli di menti deboli, la lita­nia della « por­no­gra­fica » dia­bo­li­cità del ber­lu­sco­ni­smo. Dite : si poteva tro­vare sosti­tu­zione più idiota ? Certo, ma que­sto va detto agli idioti che se la bev­vero, se la bevono e con­ti­nue­ranno a ber­sela. Pro­vate a doman­dare in giro, qui da noi, a chi giova — per esem­pio — che San­toro si arric­chi­sca ulte­rior­mente ; a chi, che De Bene­detti, dopo averci affib­biato le sue tele­scri­venti ava­riate, i ridi­coli « Mini­tel », gli « orga­nici » neces­sari al caso, riprenda ogni volta, imper­ter­rito, l’ampliamento della sua impresa finan­zia­ria ; oppure, non so, che il Mar­razzo rian­nodi indi­stur­bato i suoi pen­sosi, mistici com­merci gay; che con impu­nità pre­via­mente garan­tita i « gio­vani » con­ti­nuino a rom­pere le vetrine delle Agen­zie ban­ca­rie e le nostre sca­tole; che Cian­ci­mino con­ti­nui a dire la verità e Ingroja a gioirne ; che il « 30% » (dicono) della magi­stra­tura con­ti­nui a essere ver­go­gno­sa­mente par­ziale, etc. etc.? Vi rispon­de­ranno : « ma che c’entra tutto que­sto ? », ma sarà la domanda di per­sone inte­res­sate alla cosa, o ver­go­gno­sa­mente ignare del fatto che pro­prio di que­sto si tratta.
Io penso che adesso che Ber­lu­sconi ha rice­vuto dai tra­di­tori di cui il Bel Paese è colmo l’elegante regalo che sap­piamo, ogni Ita­liano pen­soso non solo del bene comune, ma della pro­pria dignità debba offrir­gli il suo mode­sto aiuto : per qua­lità per­so­nali e per posi­zione, al di là dei suoi « grandi » difetti di gusto, di tem­pe­sti­vità, di inde­ci­sione, è stato, ed è ancora, l’unico in grado di difen­dere l’accesso alla famosa via libe­rale, dalla caduta del fasci­smo in poi « sem­pre » attesa.
Cer­cate di figu­rarvi la pia­ce­vo­lezza ed uti­lità del ritorno di quel clima demo­cri­stiano che servi’, ma solo « a naso turato », per difen­derci dagli eccessi del suo com­pri­ma­rio. Sta forse per ripro­porsi la bal­bet­tante sequela dei Niente e dei Nulla che si chiamo’ Governo Prodi? Rico­min­ce­ranno la sac­cente tiri­tera di D’Alema, la ragio­nata incon­clu­denza di Casini, la « bontà » male­vola e gio­vial­mente invida di Vel­troni ? — mine­strone con­dito sta­volta dal vol­gare dia­let­ta­li­smo di Di Pie­tro, e dai post-strutturalistici fiumi di vuo­tag­gini orec­chiate, copiate ed espet­to­rate da Ven­dola !? Poveri noi !
Ber­lu­sconi ne ha molte da pagare. Sul piano interno, ha tur­bato equi­li­bri ed affari di « mafie » che tutti quelli che vogliono cono­scono (di Cor­leone ce n’è ovun­que); sul piano inter­na­zio­nale, ha scom­pi­gliato, con l’aiuto di Putin e di altri (Ghed­dafi ci ha rimesso la pelle : e non scan­sarsi prima che il san­gue schiz­zasse all’intorno è stato il mas­simo errore poli­tico e morale del Cava­liere), il nor­male flusso dei rifor­ni­menti ener­ge­tici ed ovvia­mente di altro. Ma « alle­gri, ragassi ! », come dice Ber­sani, tutto il pia­neta ora gira verso il trionfo dell’Intelligenza Pura : men­tre la Carla mostra come si fa a prov­ve­dere in modo politico-corretto alle « intel­li­ghen­zie » di domani, ben pre­sto ci sarà forse, a diri­gere l’orchestra mon­diale, quell’altro cer­vello fino della Clinton.
Tor­nando a noi, ora menti geniali, come ad esem­pio quella della Annun­ziata, par­lano di « cal­cio dell ’asino ». Certo, ma c’è un errore. Biso­gna dire : cal­cio agli asini. Per­ché se Ber­lu­sconi si dimette non dopo, ma bensi’ prima di aver curato che gli impe­gni con la UE siano man­te­nuti, l’obbligo spi­no­sis­simo di far bere a noi Ita­liani l’amara pozione cura­tiva (patri­mo­niale, tasse, licen­zia­menti etc.) cadrebbe sulle spalle degli asini appunto. Que­sta ricca Ona­gro­cra­zia di fifoni e di « buo­ni­sti » rin­grazi dun­que Iddio che ci sia ancora un Cav. che, invece di man­darli tutti a quel paese pro­prio « ora » , hic et nunc , fa ancora la parte del Cri­sto paziente per toglier le casta­gne dal fuoco. Io, e voi credo, al posto suo li spe­di­rei tutti dove sapete, e me ne andrei invece dove non sapete a brin­dare alla fac­cia loro.
A me, penso a noi tutti, resta un senso di sde­gno morale e di gri­gia, sepol­crale noia : rico­min­cerà la vec­chia tiri­tera di com­pli­cità e striz­zate d’occhio con­dite di belle parole ? Aiuto -, ma non finirà mai !?
Leo­nardo Cam­ma­rano, 10 novem­bre 2011
zonadifrontiera.org (Sito Web)