venerdì 21 novembre 2008

IL RISPETTO PER LE ISTITUZIONI E IL CASO VILLARI


Villari è stato regolarmente eletto Presidente dell'organismo di vigilanza della RAI in assenza di un candidato dell'opposizione che incontrasse il favore anche della maggioranza. Villari fra l'altro era del Pd e quindi anche questo criterio di spartizione del potere era stato rispettato. Una elezione regolare dunque che però all'opposizione non è piaciuta per nulla ed allora il Pd indica come suo sostituto Sergio Zavoli e il PDL si dice concorde sul nome indicato. Entrambi sembrano dimenticare che un Presidente è già stato eletto e che il suo nome è Villari.
Ieri abbiamo assistito alla grottesca richiesta da parte di tutti, comprese le cariche istituzionali più alte, delle dimissioni di Villari. Come a dire "ora il nome c'è, togliti dai piedi". E le istituzioni? E la democrazia?
Questi signori non si rendono forse conto, o se se ne rendono conto ancora peggio, che stanno dando spettacolo, che stanno fornendo agli italiani un esempio lampante di come i parititi abusino delle istituzioni per loro fini di potere. E questo è assalutamente inaccettabile.
Non conosco Villari, ma comincia ad essermi molto simpatico. Che resti al suo posto, lui è legittimato a farlo dal voto dei membri della commissione di vigilanza.Le chiacchiere stanno a zero.

mercoledì 19 novembre 2008

“NON COOPERATE ALL’UCCISIONE DI ELUANA”

SCIENZA & VITA FA APPELLO ALLE COSCIENZE DI TUTTI:
“NON COOPERATE ALL’UCCISIONE DI ELUANA”

“Ci appelliamo alle coscienze di tutti quelli che nelle prossime ore e nei prossimi giorni si avvicineranno a Eluana Englaro, perché non cooperino alla sua uccisione”. E’ l'appello che l’Associazione Scienza & Vita rivolge a tutti, “al papà Beppino come agli altri familiari, a tutti gli amici ma anche ai medici, ai rappresentanti delle istituzioni dello Stato e delle Regioni. Un invito pressante rivolto a quanti possa essere richiesto di cooperare, a vario titolo, a porre fine all’esistenza terrena di Eluana. Una giovane donna da anni in stato vegetativo persistente, non dunque una malata terminale, che versa in un gravissimo stato di disabilità che necessita solo di un’assistenza elementare nell’idratazione e nell’alimentazione”.
“Non è ancora troppo tardi per fermarsi – ammonisce Scienza & Vita –. Non c’è alcun obbligo di dare attuazione alla sentenza di condanna emanata dal giudice. E’ ancora possibile rispondere al comandamento dell’amore che ama la vita, qualunque vita, anche la più fragile e tormentata. E assecondare quella voce che da secoli viene dal profondo della coscienza di ogni uomo e di ogni donna e che risuona come un comando: non uccidere”.

segreteria@scienzaevita.or
g - fax 0668195205

lunedì 17 novembre 2008

Bepino Englaro? Ormai è quasi uno psicopata e magalomane. Lo comprendo. Ma Eluana non va soppressa

“ Comprendo il papà di Eluana, ha vissuto e vive un incubo, una tragedia. Ma è passato da una fase di anonimato,alla ribalta mediatica e questo causa danni spesso anche gravi”: lo afferma il professor Francesco Bruno, psicopatologo forense,uno degli scienziati certamente più autorevoli. Professore, se dovesse esaminare il papà di Luana,che direbbe? :” che ha vissuto traumaticamente la trasformazione di un fatto privato in un evento pubblico e questo ha incidenza sulla psiche. Insomma,oggi quasi ogni quotidiano gli dedica due pagine al giorno. Quindi inevitabilmente è salito alla ribalta della scena, con tocchi che vanno dal cinismo,alla incontrollabilità. Ha perso il senso della pietà e dell'umanità”. Possiamo parlare di patologie?: “ in senso tecnico non ancora. Ma ci siamo vicini. Siamo in prossimità di una psicopatia a sfondo megalomane “ Per quale ragione si può parlare di cinismo? : “ ormai il fatto privato ...

... si è distaccato da lui. Insomma,la dimensione privata ha fatto largo al lato pubblico, dunque si sente al centro delle attenzioni e del mondo,probabilmente istigato e sobillato da interessi politici e mediatici. Certe penose situazioni e a lui va tutta la mia solidarietà,inducono il soggetto a credersi investito di una importanza fuori del comune,a perdere il senso della mediazione, quindi a distorcere la realtà. Sotto questo aspetto parlo di psicopatologia,non nel senso clinico e tipico del termine”.

Si sente a volte il centro del mondo : “ può capitare. Specie quando si riversano interessi mediatici e politici sproporzionati e ai quali il soggetto non è abituato. Poi considerate che quel povero uomo ha vissuto anni in una situazione angosciante”.

Che deduce dallo sguardo?: “ un conflitto interiore, grande confusione e angoscia. Ma certo non ci vuole lo psichiatra per dirlo”. Detto questo passiamo ad Eluana. Lei che pensa di tutto questo caso? : “ che si sta commettendo un orrendo delitto. Io sono dell'opinione,avendo parlato con amici avvocati e giudici che l'esecuzione si possa evitare. Il reato di omicidio esiste ancora”.

Non si sarebbe dovuto indagare meglio sull'attività cerebrale di Eluana?: “ certo i mezzi esistono,ma oggi vincono paura ed egoismo”.

Che cosa vuol dire?: “ non mi riferisco per carità ai parenti di Eluana. Ma sempre più spesso oggi il malato terminale o in coma è considerato un peso ed un costo sia per la famiglia che per la collettività. Dunque,la cosa migliore,camuffata da carità ipocrita, è la soppressione ,la dolce morte”

Insomma il malato costa: “ costa tempo,denaro e fatica. Oggi si tende a rifiutare la sofferenza”.

Non si trova per nulla d'accordo con la sentenza della Cassazione: “ guardi io sono uno strenuo difensore della vita. Tutte le decisioni che portano alla morte mi trovano all'opposto. Nel caso di Eluana è assolutamente sbagliato staccare la spina, insomma si commette un omicidio di stato, giustificato per sentenza”.

Ma per quale ragione,nella nostra società contemporanea, la vita ha sempre meno valore?: “ un poco perché sono venute meno molte certezze,poi per la superficialità dei nostri valori. Lo ripeto, oggi si apprezza l'aborto,l'eutanasia con la scusa del pietismo. Invece si tratta di egoismo a basso livello. Nessuno vuole vivere col malato, condividerne le sofferenze. Purtroppo, il malato grave o terminale viene considerato un peso. Triste,ma è così”.

di Bruno Volpe

http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/vips/689-bepino-englaro-ormai-e-quasi-uno-psicopata-e-magalomane-lo-comprendo-ma-eluana-non-va-soppressa

domenica 16 novembre 2008

Le persone che attraversano le nostre vite

Nel corso degli anni sono molte le persone che sono entrate ed uscite nelle vite di tutti noi. Sono certa che per ognuna di loro ci sia stata una ragione e quindi per il tempo breve o lungo che ci ha regalato ci sia stato un motivo ben preciso.
Il motivo per cui una persona entra nella vita di un'altra è quasi sempre per soddisfarne una necessità inconscia, in quel preciso frangente la persona da consigli e aiuto fisico, emotivo e spirituale. Può sembrare un dono del cielo e se sei credente, probabilmente lo è. Ma potrà capitare poi che senza una apparente ragione o nel un momento meno opportuno, questa persona dira’ o fara’ qualcosa per portare la relazione a una fine. Qualche volta la persona muore, qualche volta semplicemente se ne va, qualche volta ti ferisce e ti costringe a prendere una decisione. Cio’ che dobbiamo capire e’ che in realtà il suo compito era finito perchè noi eravamo pronti per andare avanti da soli.
Alcune persone attraversano la nostra vita per una sola stagione, perche’ e’ arrivato il nostro momento di condividere, crescere e imparare, loro ti portano un’esperienza positiva. Possono insegnarti cose che non hai mai fatto. Di solito ti danno un’ incredibile quantita’ di gioia, ma la loro presenza accanto a te e per un tempo limitato.
Le relazioni che durano invece tutta la vita ti danno lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere delle solide fondamenta emotive. Tu devi solamente accettare la lezione, amare la persona e usare cio’ che hai imparato in tutte le altre relazioni della tua vita.

ELUANA ENGLARO: L'OPINIONE DI CL

Che società è quella che chiama la vita "un inferno" e la morte "una liberazione"?
Dov'è il punto di origine di una ragione impazzita, capace di ribaltare bene e male e, quindi, incapace di dare alle cose il loro vero nome?
L'annunciata sospensione dell'alimentazione di Eluana è un omicidio. La cosa è tanto più grave in quanto impedisce l'esercizio della carità, perché c'è chi si è preso cura di lei e continuerebbe a farlo.
Nella lunga storia della medicina il suo sviluppo è diventato più fecondo quando, in epoca cristiana, è cominciata l'assistenza proprio agli "inguaribili", che prima venivano espulsi dalla comunità degli uomini "sani", lasciati morire fuori dalle mura della città o eliminati. Chi se ne fosse occupato avrebbe messo a rischio la propria vita. Per questo chi cominciò a prendersi cura degli inguaribili lo fece per una ragione che era più potente della vita stessa: una passione per il destino dell'altro uomo, per il suo valore infinito perché immagine di Dio creatore.
Così il caso Eluana ci mette davanti alla prima evidenza che emerge nella nostra vita: non ci facciamo da soli. Siamo voluti da un Altro. Siamo strappati al nulla da Qualcuno che ci ama e che ha detto: «Persino i capelli del vostro capo sono contati».
Rifiutare questa evidenza vuol dire, prima o poi, rifiutare la realtà. Persino quando questa realtà ha il volto delle persone che amiamo.
Ecco perché arrivare fino a riconoscere Chi ci sta donando la presenza di Eluana non è un'aggiunta "spirituale" per chi ha fede. È una necessità per tutti coloro che, avendo la ragione, cercano un significato. Senza questo riconoscimento diventa impossibile abbracciare Eluana e vivere il sacrificio di accompagnarla; anzi, diventa possibile ucciderla e scambiare questo gesto, in buona fede, per amore.
Il cristianesimo è nato precisamente come passione per l'uomo: Dio si è fatto uomo per rispondere all'esigenza drammatica - che ognuno avverte, credente o no - di un significato per vivere e per morire; Cristo ha avuto pietà del nostro niente fino a dare la vita per affermare il valore infinito di ciascuno di noi, qualunque sia la nostra condizione.
Abbiamo bisogno di Lui, per essere noi stessi. E abbiamo bisogno di essere educati a riconoscerLo, per vivere.
Comunione e Liberazione
Novembre 2008.

http://www.clonline.org/articoli/ita/vol_Eluana1108.pdf