Per tutto il secolo scorso abbiamo continuato a credere che la mente potesse comprendere la psiche, dominarne la complessità, darle ordine, curarla, guidarla sulla giusta via. È il presupposto della psicoanalisi, della psicoterapia, della medicina psicosomatica. Oggi stiamo rinunciando all'idea che l'esperienza umana sia dotata di senso e che il pensiero possa governarla. Le gente sente sempre meno il bisogno di studiare se stessa, analizzare la propria esperienza, confrontarla con quella degli altri, arrivare ad una visione d'insieme per poi agire. Non vuol fare sforzi, vuole un manuale che in poche parole le dica cosa fare.
Perciò non vuol più saperne della riflessione psicologica, filosofica. Preferisce la narrativa, il cinema, la fiction, i cartoni animati, i videogiochi e la musica. Perchè ti fanno fare delle esperienze, ti fanno vivere altre vite senza richiederti di riflettere e cercare di trovargli un ordine. O i talk show televisivi in cui tutte le opinioni hanno lo stesso valore e non si arriva mai ad una conclusione. Ma, persa la fiducia nella propria mente, per guarire, per eliminare il dolore, per star bene psicologicamente, gli uomini hanno incominciato a guardare al cervello e alla possibilità di risolvere i problemi agendo su di esso.
In caso di nevrosi, di incertezza è inutile andare alle ricerca di un senso. Basta prendere un farmaco. Se sei giù di morale un antidepressivo; se sei eccitato un betabloccante; se sei ansioso un ansiolitico. Ci sono poi la mariuhana e la cocaina. Che però fanno male. Ma domani, ci assicurano gli scienziati, avremo delle meraviglie: chi proverà un grande dolore, per esempio per la morte di un figlio, potrà annullarlo cancellandone il ricordo conservato nei neuroni. E l'innamorato basterà che ingoi una pillola per dimenticare chi lo fa soffrire. Tanto l'innamoramento non è altro che un fatto chimico, prodotto da serotonina, ossitocina e ferormoni. Agendo sul cervello staremo come vorremo!,
Ma è una speranza o un incubo? Amare, sperare, sognare, aver fede, cancellare il ricordo dei dolori e le esperienze sgradevoli a comando, con la chimica, seguendo l'impulso immediato distrugge la nostra persona reale, la nostra identità No. La chimica non basta. Non possiamo rinunciare ad essere noi stessi, coscienti di cosa siamo, di cosa è bene e cosa è male, di avere un criterio per decidere dove andare. No la chimica non basta. Dobbiamo ricominciare a pensare.
Francesco Alberoni
venerdì 21 novembre 2008
La mente
Etichette:
i rimedi per diventare insensibili,
la mente
IL RISPETTO PER LE ISTITUZIONI E IL CASO VILLARI
Villari è stato regolarmente eletto Presidente dell'organismo di vigilanza della RAI in assenza di un candidato dell'opposizione che incontrasse il favore anche della maggioranza. Villari fra l'altro era del Pd e quindi anche questo criterio di spartizione del potere era stato rispettato. Una elezione regolare dunque che però all'opposizione non è piaciuta per nulla ed allora il Pd indica come suo sostituto Sergio Zavoli e il PDL si dice concorde sul nome indicato. Entrambi sembrano dimenticare che un Presidente è già stato eletto e che il suo nome è Villari.
Ieri abbiamo assistito alla grottesca richiesta da parte di tutti, comprese le cariche istituzionali più alte, delle dimissioni di Villari. Come a dire "ora il nome c'è, togliti dai piedi". E le istituzioni? E la democrazia?
Questi signori non si rendono forse conto, o se se ne rendono conto ancora peggio, che stanno dando spettacolo, che stanno fornendo agli italiani un esempio lampante di come i parititi abusino delle istituzioni per loro fini di potere. E questo è assalutamente inaccettabile.
Non conosco Villari, ma comincia ad essermi molto simpatico. Che resti al suo posto, lui è legittimato a farlo dal voto dei membri della commissione di vigilanza.Le chiacchiere stanno a zero.
Ieri abbiamo assistito alla grottesca richiesta da parte di tutti, comprese le cariche istituzionali più alte, delle dimissioni di Villari. Come a dire "ora il nome c'è, togliti dai piedi". E le istituzioni? E la democrazia?
Questi signori non si rendono forse conto, o se se ne rendono conto ancora peggio, che stanno dando spettacolo, che stanno fornendo agli italiani un esempio lampante di come i parititi abusino delle istituzioni per loro fini di potere. E questo è assalutamente inaccettabile.
Non conosco Villari, ma comincia ad essermi molto simpatico. Che resti al suo posto, lui è legittimato a farlo dal voto dei membri della commissione di vigilanza.Le chiacchiere stanno a zero.
mercoledì 19 novembre 2008
“NON COOPERATE ALL’UCCISIONE DI ELUANA”
SCIENZA & VITA FA APPELLO ALLE COSCIENZE DI TUTTI:
“NON COOPERATE ALL’UCCISIONE DI ELUANA”
“Ci appelliamo alle coscienze di tutti quelli che nelle prossime ore e nei prossimi giorni si avvicineranno a Eluana Englaro, perché non cooperino alla sua uccisione”. E’ l'appello che l’Associazione Scienza & Vita rivolge a tutti, “al papà Beppino come agli altri familiari, a tutti gli amici ma anche ai medici, ai rappresentanti delle istituzioni dello Stato e delle Regioni. Un invito pressante rivolto a quanti possa essere richiesto di cooperare, a vario titolo, a porre fine all’esistenza terrena di Eluana. Una giovane donna da anni in stato vegetativo persistente, non dunque una malata terminale, che versa in un gravissimo stato di disabilità che necessita solo di un’assistenza elementare nell’idratazione e nell’alimentazione”.
“Non è ancora troppo tardi per fermarsi – ammonisce Scienza & Vita –. Non c’è alcun obbligo di dare attuazione alla sentenza di condanna emanata dal giudice. E’ ancora possibile rispondere al comandamento dell’amore che ama la vita, qualunque vita, anche la più fragile e tormentata. E assecondare quella voce che da secoli viene dal profondo della coscienza di ogni uomo e di ogni donna e che risuona come un comando: non uccidere”.
segreteria@scienzaevita.org - fax 0668195205
“NON COOPERATE ALL’UCCISIONE DI ELUANA”
“Ci appelliamo alle coscienze di tutti quelli che nelle prossime ore e nei prossimi giorni si avvicineranno a Eluana Englaro, perché non cooperino alla sua uccisione”. E’ l'appello che l’Associazione Scienza & Vita rivolge a tutti, “al papà Beppino come agli altri familiari, a tutti gli amici ma anche ai medici, ai rappresentanti delle istituzioni dello Stato e delle Regioni. Un invito pressante rivolto a quanti possa essere richiesto di cooperare, a vario titolo, a porre fine all’esistenza terrena di Eluana. Una giovane donna da anni in stato vegetativo persistente, non dunque una malata terminale, che versa in un gravissimo stato di disabilità che necessita solo di un’assistenza elementare nell’idratazione e nell’alimentazione”.
“Non è ancora troppo tardi per fermarsi – ammonisce Scienza & Vita –. Non c’è alcun obbligo di dare attuazione alla sentenza di condanna emanata dal giudice. E’ ancora possibile rispondere al comandamento dell’amore che ama la vita, qualunque vita, anche la più fragile e tormentata. E assecondare quella voce che da secoli viene dal profondo della coscienza di ogni uomo e di ogni donna e che risuona come un comando: non uccidere”.
segreteria@scienzaevita.or
lunedì 17 novembre 2008
Bepino Englaro? Ormai è quasi uno psicopata e magalomane. Lo comprendo. Ma Eluana non va soppressa
“ Comprendo il papà di Eluana, ha vissuto e vive un incubo, una tragedia. Ma è passato da una fase di anonimato,alla ribalta mediatica e questo causa danni spesso anche gravi”: lo afferma il professor Francesco Bruno, psicopatologo forense,uno degli scienziati certamente più autorevoli. Professore, se dovesse esaminare il papà di Luana,che direbbe? :” che ha vissuto traumaticamente la trasformazione di un fatto privato in un evento pubblico e questo ha incidenza sulla psiche. Insomma,oggi quasi ogni quotidiano gli dedica due pagine al giorno. Quindi inevitabilmente è salito alla ribalta della scena, con tocchi che vanno dal cinismo,alla incontrollabilità. Ha perso il senso della pietà e dell'umanità”. Possiamo parlare di patologie?: “ in senso tecnico non ancora. Ma ci siamo vicini. Siamo in prossimità di una psicopatia a sfondo megalomane “ Per quale ragione si può parlare di cinismo? : “ ormai il fatto privato ...
... si è distaccato da lui. Insomma,la dimensione privata ha fatto largo al lato pubblico, dunque si sente al centro delle attenzioni e del mondo,probabilmente istigato e sobillato da interessi politici e mediatici. Certe penose situazioni e a lui va tutta la mia solidarietà,inducono il soggetto a credersi investito di una importanza fuori del comune,a perdere il senso della mediazione, quindi a distorcere la realtà. Sotto questo aspetto parlo di psicopatologia,non nel senso clinico e tipico del termine”.
Si sente a volte il centro del mondo : “ può capitare. Specie quando si riversano interessi mediatici e politici sproporzionati e ai quali il soggetto non è abituato. Poi considerate che quel povero uomo ha vissuto anni in una situazione angosciante”.
Che deduce dallo sguardo?: “ un conflitto interiore, grande confusione e angoscia. Ma certo non ci vuole lo psichiatra per dirlo”. Detto questo passiamo ad Eluana. Lei che pensa di tutto questo caso? : “ che si sta commettendo un orrendo delitto. Io sono dell'opinione,avendo parlato con amici avvocati e giudici che l'esecuzione si possa evitare. Il reato di omicidio esiste ancora”.
Non si sarebbe dovuto indagare meglio sull'attività cerebrale di Eluana?: “ certo i mezzi esistono,ma oggi vincono paura ed egoismo”.
Che cosa vuol dire?: “ non mi riferisco per carità ai parenti di Eluana. Ma sempre più spesso oggi il malato terminale o in coma è considerato un peso ed un costo sia per la famiglia che per la collettività. Dunque,la cosa migliore,camuffata da carità ipocrita, è la soppressione ,la dolce morte”
Insomma il malato costa: “ costa tempo,denaro e fatica. Oggi si tende a rifiutare la sofferenza”.
Non si trova per nulla d'accordo con la sentenza della Cassazione: “ guardi io sono uno strenuo difensore della vita. Tutte le decisioni che portano alla morte mi trovano all'opposto. Nel caso di Eluana è assolutamente sbagliato staccare la spina, insomma si commette un omicidio di stato, giustificato per sentenza”.
Ma per quale ragione,nella nostra società contemporanea, la vita ha sempre meno valore?: “ un poco perché sono venute meno molte certezze,poi per la superficialità dei nostri valori. Lo ripeto, oggi si apprezza l'aborto,l'eutanasia con la scusa del pietismo. Invece si tratta di egoismo a basso livello. Nessuno vuole vivere col malato, condividerne le sofferenze. Purtroppo, il malato grave o terminale viene considerato un peso. Triste,ma è così”.
di Bruno Volpe
http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/vips/689-bepino-englaro-ormai-e-quasi-uno-psicopata-e-magalomane-lo-comprendo-ma-eluana-non-va-soppressa
... si è distaccato da lui. Insomma,la dimensione privata ha fatto largo al lato pubblico, dunque si sente al centro delle attenzioni e del mondo,probabilmente istigato e sobillato da interessi politici e mediatici. Certe penose situazioni e a lui va tutta la mia solidarietà,inducono il soggetto a credersi investito di una importanza fuori del comune,a perdere il senso della mediazione, quindi a distorcere la realtà. Sotto questo aspetto parlo di psicopatologia,non nel senso clinico e tipico del termine”.
Si sente a volte il centro del mondo : “ può capitare. Specie quando si riversano interessi mediatici e politici sproporzionati e ai quali il soggetto non è abituato. Poi considerate che quel povero uomo ha vissuto anni in una situazione angosciante”.
Che deduce dallo sguardo?: “ un conflitto interiore, grande confusione e angoscia. Ma certo non ci vuole lo psichiatra per dirlo”. Detto questo passiamo ad Eluana. Lei che pensa di tutto questo caso? : “ che si sta commettendo un orrendo delitto. Io sono dell'opinione,avendo parlato con amici avvocati e giudici che l'esecuzione si possa evitare. Il reato di omicidio esiste ancora”.
Non si sarebbe dovuto indagare meglio sull'attività cerebrale di Eluana?: “ certo i mezzi esistono,ma oggi vincono paura ed egoismo”.
Che cosa vuol dire?: “ non mi riferisco per carità ai parenti di Eluana. Ma sempre più spesso oggi il malato terminale o in coma è considerato un peso ed un costo sia per la famiglia che per la collettività. Dunque,la cosa migliore,camuffata da carità ipocrita, è la soppressione ,la dolce morte”
Insomma il malato costa: “ costa tempo,denaro e fatica. Oggi si tende a rifiutare la sofferenza”.
Non si trova per nulla d'accordo con la sentenza della Cassazione: “ guardi io sono uno strenuo difensore della vita. Tutte le decisioni che portano alla morte mi trovano all'opposto. Nel caso di Eluana è assolutamente sbagliato staccare la spina, insomma si commette un omicidio di stato, giustificato per sentenza”.
Ma per quale ragione,nella nostra società contemporanea, la vita ha sempre meno valore?: “ un poco perché sono venute meno molte certezze,poi per la superficialità dei nostri valori. Lo ripeto, oggi si apprezza l'aborto,l'eutanasia con la scusa del pietismo. Invece si tratta di egoismo a basso livello. Nessuno vuole vivere col malato, condividerne le sofferenze. Purtroppo, il malato grave o terminale viene considerato un peso. Triste,ma è così”.
di Bruno Volpe
http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/vips/689-bepino-englaro-ormai-e-quasi-uno-psicopata-e-magalomane-lo-comprendo-ma-eluana-non-va-soppressa
Etichette:
PROF.BRUNO - PARERE SU BEPINO ENGLARO
domenica 16 novembre 2008
Le persone che attraversano le nostre vite
Nel corso degli anni sono molte le persone che sono entrate ed uscite nelle vite di tutti noi. Sono certa che per ognuna di loro ci sia stata una ragione e quindi per il tempo breve o lungo che ci ha regalato ci sia stato un motivo ben preciso.
Il motivo per cui una persona entra nella vita di un'altra è quasi sempre per soddisfarne una necessità inconscia, in quel preciso frangente la persona da consigli e aiuto fisico, emotivo e spirituale. Può sembrare un dono del cielo e se sei credente, probabilmente lo è. Ma potrà capitare poi che senza una apparente ragione o nel un momento meno opportuno, questa persona dira’ o fara’ qualcosa per portare la relazione a una fine. Qualche volta la persona muore, qualche volta semplicemente se ne va, qualche volta ti ferisce e ti costringe a prendere una decisione. Cio’ che dobbiamo capire e’ che in realtà il suo compito era finito perchè noi eravamo pronti per andare avanti da soli.
Alcune persone attraversano la nostra vita per una sola stagione, perche’ e’ arrivato il nostro momento di condividere, crescere e imparare, loro ti portano un’esperienza positiva. Possono insegnarti cose che non hai mai fatto. Di solito ti danno un’ incredibile quantita’ di gioia, ma la loro presenza accanto a te e per un tempo limitato.
Le relazioni che durano invece tutta la vita ti danno lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere delle solide fondamenta emotive. Tu devi solamente accettare la lezione, amare la persona e usare cio’ che hai imparato in tutte le altre relazioni della tua vita.
Il motivo per cui una persona entra nella vita di un'altra è quasi sempre per soddisfarne una necessità inconscia, in quel preciso frangente la persona da consigli e aiuto fisico, emotivo e spirituale. Può sembrare un dono del cielo e se sei credente, probabilmente lo è. Ma potrà capitare poi che senza una apparente ragione o nel un momento meno opportuno, questa persona dira’ o fara’ qualcosa per portare la relazione a una fine. Qualche volta la persona muore, qualche volta semplicemente se ne va, qualche volta ti ferisce e ti costringe a prendere una decisione. Cio’ che dobbiamo capire e’ che in realtà il suo compito era finito perchè noi eravamo pronti per andare avanti da soli.
Alcune persone attraversano la nostra vita per una sola stagione, perche’ e’ arrivato il nostro momento di condividere, crescere e imparare, loro ti portano un’esperienza positiva. Possono insegnarti cose che non hai mai fatto. Di solito ti danno un’ incredibile quantita’ di gioia, ma la loro presenza accanto a te e per un tempo limitato.
Le relazioni che durano invece tutta la vita ti danno lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere delle solide fondamenta emotive. Tu devi solamente accettare la lezione, amare la persona e usare cio’ che hai imparato in tutte le altre relazioni della tua vita.
Iscriviti a:
Post (Atom)