martedì 2 dicembre 2008

Ecco il mio nuovo libro

E' un libro che dedico a tutti coloro che hanno amato e amano un cane e un gatto qui sulla terra.

LA LEGGENDA DEL PONTE ARCOBALENO
Racchiude l'unica originale leggenda che per primi abbiamo proposto in rete con il giornale CYBERDOGS MAGAZINE , arricchita dei suoi riferimenti storici e con la storia di come ne siamo venuti a conoscenza. Se avete perso un cane o un gatto che avete molto amato vi domanderete se sarà possibile ritrovarlo in un altro luogo, se anche lui possa godere di una vita eterna. ....Questo libro vi sarà di grande aiuto perchè vi permetterà di conoscere la filosofia degli Indiani d'America sulla vita oltre la morte anche degli animali. Alla fine del libro troverete spazi bianchi dove potrete inserire la foto dei vostri animali per un perenne ricordo.
Se ne desiderate una copia cliccate qui e seguite le istruzione, a breve lo troverete anche in libreria.



lunedì 1 dicembre 2008

Mi presento...

"Mi chiamo Manuela Valletti e sono la figlia di Ferdinando Valletti, cittadino milanese, partito dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano nel marzo del 1944 per essere deportato a Mauthausen e a Gusen, mio padre aveva il numero di matricola I 57633 ed è morto nel luglio dello scorso anno....."



Ho cominciatò così, con una grande emozione, il mio intervento ieri mattina all'ANED. L'occasione era il raduno nazionale annuale dei deportati viventi e dei figli e nipoti dei deportati che non ci sono più. Accanto a me, mia figlia, emozionatissima. Dalla platea una persona mi sorrideva affettuosamente quasi per incoraggiarmi, era Angelo Ratti, ex deporato, che ha condiviso la prigionia con il mio papà sia a Mauthausen che a Gusen.
Quando avevo varcato la soglia dell'Associazione, Angelo mi si era fatto incontro, ci eravamo presentati e lui mi aveva abbracciato....."Sei la figlia del Nando?" ... "Come assomigli al tuo papà!" e poi mi ha raccontato mille particolari della loro drammatica prigionia, alcuni li conoscevo già, altri sono stati una vera sorpresa. Ci siamo ripromessi di ritrovarci, lui mi darà i suoi appunti e io aplierò il mio libro.
Ho parlato poi del libro, ho spiegato che la mia intenzione era quella di proseguire l'opera di informazione nelle scuole che aveva iniziato mio padre e che il mio scritto aveva il duplice scopo di far ricordare il mio papà e di portare la sua testimonianza ai giovani. Avevo portato una trentina di volumi con lo scopo di devolvere all'Aned il ricavato della loro vendita, il risultato è stato eccellente. Durante il buffet molte persone mi hanno chiesto di firmare la loro copia e mi hanno mostrato un affetto veramente commovente.
Si è toccato poi il tema del Binario 21, un tema scottante che porteremo all'attenzione dell'opinione pubblica entro breve tempo e di cui troverete traccia a questo indirizzo

In prima fila dalla sinistra :Gianfranco Maris presidente dell'ANED e Angelo Ratti che ha condiviso la deportazione con mio padre.

E' stata una bellissima esperienza, un modo per ritrovare il mio papà e per aiutare l'Aned .

martedì 25 novembre 2008

Presentazione del mio libro "Deportato I57633 Voglia di non morire"


Domenica 30 novembre alle ore 16 presso la sede dell'ANED di Milano,
presenterò il libro che ho scritto sulla deportazione del mio papà Ferdinando Valletti.
Ricordo a tutti che il libro è acquistabile in ogni libreria on line, presso l'editore e a breve in tutte le librerie sul territorio nazionale
Per acquistare il libro cliccate qui


In occasione di questo evento mi verrà offerta l'opportunità di sensibilizzare i presenti sul problema del Museo della Shoah che sorgerà presso il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, luogo da cui mio padre e molti milanesi furono caricati sui treni per essere tradotti nei campi di concentramento nazisti.
Sul ricordo di tutti i deportati senza alcuna distinzione nel Museo che sorgerà, ho avuto assicurazione dal Sindaco Moratti, ma desidero che su questo argomento si tenga viva l'attenzione.
Per questo motivo ho aperto anche un gruppo su Facebook che ha raccolto un buon numero di adesioni di cittadini milanesi, il gruppo si chiama BINARIO 21, UN DOLORE DA CONDIVIDERE, chi volesse iscriversi può farlo.

venerdì 21 novembre 2008

I miei libri



In quest'ultimo anno ho scritto 3 libri, uno dei quali è stato tradotto in inglese. Ne vedete le copertine qui sopra, ma anche nella fascia destra del blog . Devo dire che sono molto soddisfatta per il successo che hanno avuto e che ora il mio editore mi testimonia con le piccole stelline gialle che ne indicano il gradimento dei lettori.
Ringrazio tutti per aver concorso a questo successo e sono lieta di comunicarvi che è in uscita il mio quarto libro che potrà essere, accanto agli altri, un bel regalo di Natale per i vostri amici, a breve la presentazione.
A presto e ancora grazie.
Manuela Valletti Ghezzi

La mente

Per tutto il secolo scorso abbiamo continuato a credere che la mente potesse comprendere la psiche, dominarne la complessità, darle ordine, curarla, guidarla sulla giusta via. È il presupposto della psicoanalisi, della psicoterapia, della medicina psicosomatica. Oggi stiamo rinunciando all'idea che l'esperienza umana sia dotata di senso e che il pensiero possa governarla. Le gente sente sempre meno il bisogno di studiare se stessa, analizzare la propria esperienza, confrontarla con quella degli altri, arrivare ad una visione d'insieme per poi agire. Non vuol fare sforzi, vuole un manuale che in poche parole le dica cosa fare.
Perciò non vuol più saperne della riflessione psicologica, filosofica. Preferisce la narrativa, il cinema, la fiction, i cartoni animati, i videogiochi e la musica. Perchè ti fanno fare delle esperienze, ti fanno vivere altre vite senza richiederti di riflettere e cercare di trovargli un ordine. O i talk show televisivi in cui tutte le opinioni hanno lo stesso valore e non si arriva mai ad una conclusione. Ma, persa la fiducia nella propria mente, per guarire, per eliminare il dolore, per star bene psicologicamente, gli uomini hanno incominciato a guardare al cervello e alla possibilità di risolvere i problemi agendo su di esso.
In caso di nevrosi, di incertezza è inutile andare alle ricerca di un senso. Basta prendere un farmaco. Se sei giù di morale un antidepressivo; se sei eccitato un betabloccante; se sei ansioso un ansiolitico. Ci sono poi la mariuhana e la cocaina. Che però fanno male. Ma domani, ci assicurano gli scienziati, avremo delle meraviglie: chi proverà un grande dolore, per esempio per la morte di un figlio, potrà annullarlo cancellandone il ricordo conservato nei neuroni. E l'innamorato basterà che ingoi una pillola per dimenticare chi lo fa soffrire. Tanto l'innamoramento non è altro che un fatto chimico, prodotto da serotonina, ossitocina e ferormoni. Agendo sul cervello staremo come vorremo!,
Ma è una speranza o un incubo? Amare, sperare, sognare, aver fede, cancellare il ricordo dei dolori e le esperienze sgradevoli a comando, con la chimica, seguendo l'impulso immediato distrugge la nostra persona reale, la nostra identità No. La chimica non basta. Non possiamo rinunciare ad essere noi stessi, coscienti di cosa siamo, di cosa è bene e cosa è male, di avere un criterio per decidere dove andare. No la chimica non basta. Dobbiamo ricominciare a pensare.
Francesco Alberoni