domenica 1 maggio 2011

"Prendente in mano la vostra vita e fatene un capolavoro"

"Prendente in mano la vostra vita e fatene un capolavoro",  questo fu l'invito di Karol Wojtyla ai giovani di tutto il mondo durante il suo lungo pontificato  e oggi, nel giorno della sua beatificazione, i giovani erano li accanto a lui, in Piazza S. Pietro, ad applaudirlo di nuovo,  con loro migliaia di persone di ogni età e di ogni parte del mondo.
E' grande questo Papa e che sarebbe diventato Santo lo sapevamo da sempre, un Papa dalla forza interiore fortissima che ha saputo regalarci la speranza e la gioia di vivere  attraverso l'incontro con Cristo.
Karol Wojtyla ha vissuto, ha lottato e ha sofferto accanto a tutti noi e con noi  e come noi ha portato la croce, anzi forse l'ha portata più di noi e l'ha fatto con un coraggio straordinario. Gesù Cristo lo ha spogliato piano piano di tutto e lui ha sempre ripetuto "accetto!", lo ha fatto anche quando il suo fisico non gli rispondeva più, lo ha fatto fino all'ultimo, quando affacciandosi alla finestra del suo appartamento per l'ultima volta, tentò di parlare alla folla che si era radunata per vederlo e non ci riuscì, dalla sua bocca uscì un rantolo. I fedeli capirono il suo dramma e  piangendo applaudirono, poche ore dopo egli morì, era il 2 aprile del 2005.
"Santo subito" fu l'urlo della folla durante i suoi funerali e oggi il primo passo verso la santità è stato ufficializzato, molti di noi sanno che non occorre il consenso della Chiesa per riconoscere la santità di questo grande uomo, noi ci rivolgiamo a lui con tanto affetto  e sappiamo di essere sempre ascoltati... così, semplicemente, sarà sufficiente spalancargli il nostro cuore!

venerdì 29 aprile 2011

La colonna della Libertà 2011


Una magnifica rievocazione storica della Liberazione avvenuta 66 anni or sono ha celebrato degnamente la ricorrenza del 25 aprile, si tratta della "Colonna della Libertà", che formata da jeep, camion, mezzi anfibi, moto, soldati in uniforme originale con tanto di armi  della seconda guerra mondiale, giunta alla terza edizione, è tornata a svolgersi nei territori del fiume Po. La manifestazione ha avuto un grandissimo successo di pubblico e ha suscitato molta commozione in chi il giorno della Liberazione l'ha veramente vissuto. 
La partenza e l’arrivo dell'evento storico-rievocativo ha avuto luogo a Felonica, mentre il percorso dei veicoli, rigorosamente risalenti al secondo conflitto mondiale, si è articolata in tre giorni, con importanti tappe nelle città di Verona e Mantova. A Verona, Sabato 23 aprile  alle 16, si è svolta  la rievocazione della liberazione della città con l'intervento, oltre che dei veicoli gommati, di cingolati e di fanteria. La colonna è giunta a Mantova il 25 aprile ed è entrata trionfalmente in città  da   ponte di San Giorgio.
Durante tutta la manifestazione non sono mancati gli aneddoti e i ricordi di chi c'era allora e ha voluto esserci anche oggi.

Per la terza volta la Presidenza della Repubblica ha riconosciuto l'importanza dell'evento, inviando come premio di rappresentanza una massiccia targa in bronzo
Una bellissima iniziativa che aiuta a non dimenticare eventi che hanno regalato la libertà alla nostra Italia.

Daniel Libeskind ha firmato il primo museo d'Arte Contemporanea di Milano

Il primo museo d'arte contemporanea di Milano firmato Daniel Libeskind è una meraviglia e sarà pronto entro il 2013.
L'avvenieristico edificio  sorgerà nel cuore di Citylife. Il progetto, supportato da filmati e fotografie, è stato presentato dal Sindaco  e dall'archistar polacco in forma smagliante che  ha illustrato per la prima volta al pubblico i dettagli inediti della sua creatura che considera un omaggio «a Leonardo e a Milano, capitale di cultura contemporanea». Ringrazia tutti, Libeskind, e di sicuro i milanesi ringrazieranno  lui, ricordo che Libeskind ha al suo attivo capolavori di livello mondiale come il Museo Ebraico di Berlino.  L'edificio avrà cinquemila metri quadrati di superficie espositiva coperta, distribuiti su cinque piani, di cui uno interrato; quasi settemila metri di spazi espositivi esterni, suddivisi tra il giardino, le terrazze ai piani (1600 metri) e la grande terrazza circolare sul tetto (1400 metri); cinque gallerie espositive, un bar/bistrot al piano terra, un ristorante al piano ammezzato affacciato sul parco, con una sala per 80 ospiti e un`ampia cucina per ospitare i catering; e poi, ancora, un laboratorio artigianale per l`allestimento delle mostre temporanee e un bookshop, oltre agli uffici di amministrazione dell`intero edificio. La gigantesca terrazza sul tetto offrirà spunti al relax, agli eventi e alle installazioni degli artisti. Sulla facciata, invece, l'edificio è caratterizzato da uno schermo esterno fatto di lamelle in alluminio verniciato, color bronzo, che lo avvolgono facendo percepire la geometria da cui nasce lo spazio dell'architettura.

mercoledì 27 aprile 2011

Il perdono è dei grandi uomini

" Gusen, 26 maggio 1945 sabato
Ieri sera il Dott. Piéta leggeva a Pawlak la deposizione del colonnello Ziereis. I tre ordini ricevuti dal Burgermeister Pohl erano di ucciderci tutti con questi mezzi: 
1 -  far saltare con la dinamite l'imboccatura del tunnel pieno di prigionieri, previa introduzione di gas
2 - cannoneggiare il campo dove rimanevano i servizi e l'ospedale con malati e personale
3 - veleno per i rimanenti
Ziereis ha dichiarato, a sua discolpa tardiva, ma a noi utile, che egli nonostante le insistenze di Pohl, non aveva predisposto nulla per questa carneficina, perchè gli ripugnava. Ha lasciato una lettera alla moglie nella quale la invita a venir qui a deporre sul modo volgare e prepotente con cui era trattato dal Burgermeister.
Zeireis è morto in seguito alla ferita; era stato colpito sul lato destro vicino all'ombelico.
Il dottor Piéta era presente alla deposizione.

Tanti morti in quei giorni!  Guardando fuori dalla mia finestra vedevo il cadavere di Ziereis impiccato al reticolato. Un gruppo di deportati l'aveva appeso nudo sulla rete, ormai prima di corrente elettrica, con una croce uncinata e un " Heil Hitler" dipinti sulla schiena: Ci è rimasto per due o tre giorni. Avevo anche pensato di fare un disegno, ma non l'ho fatto. Ero stufo di vedere e disegnare  morti"


e ancora, sempre a proposito degli orrori subiti:


"La roccia, l'umana roccia, mantiene dignità anche se non compie alcun atto di giudizio, se non mette in esecuzione la condanna....
La Provvidenza ti salva talvolta senza che tu lo avverta, ti porta fuori dal pericolo, così come l'acqua lascia il fuscello appoggiato alla sponda.... Sia ringraziato il Signore, è già molto che il gran fiume abbia depositato il mio sacco sul limo della spiaggia."


DAL DIARIO DI GUSEN di ALDO CARPI
(il Diario di Gusen è l'unico diario italiano uscito dal lager)


Leggendo Carpi mi viene in mente mio padre, deportato con lui a Gusen e suo caro amico. Quante affinità tra questi due uomini! Entrambi conoscevano il nome del delatore che li aveva denunciati ai fascisti e ai nazisti, entrambi hanno passato la maggior parte della loro deportazione a Gusen, entrambi avevano un amore infinito per la loro famiglia ed erano animati da una grande fede, una fede che ha permesso loro di perdonare i loro aguzzini e non dopo anni dalla liberazione del campo, ma da subito. Non erano  uomini comuni, ma "rocce umane"... perchè  il  perdono è solo dei grandi uomini.
Mio padre aiutò diverse volte il Prof. Carpi e lui gli fu riconoscente per tutta la vita e scrisse di "quel bravo giovane" sul suo Diario di Gusen. Dopo la deportazione, rientrati a Milano, i due si incontrarono in diverse occasioni, rimasero legati da un sincero affetto.

martedì 19 aprile 2011

Danza lenta

Ho ricevuto questa poesia per email, ero sul punto di cestinarla, lo faccio sempre quando le "catene" mi riempiono la casella della posta, ma mi sono fermata a leggere i primi versi e ho capito che questa volta lo scritto meritava davvero di essere letto e divulgato è un inno alle vita.

DANZA LENTA
Hai mai guardato i bambini in un girotondo ?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla ?
O osservato il sole allo
svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo ?
Quando dici "Come stai?"
ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive
che ti passano per la testa ?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio,
"lo faremo domani?"
senza notare nella fretta,
il suo dispiacere ?
Mai perso il contatto,
con una buona amicizia
che poi finita perché
tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire "Ciao" ?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Quando corri cosi veloce
per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto
il giorno, come un regalo mai aperto . . .
gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica


Questa poesia mi  è stata inviata da Alessandro Cicognani, direttore del dipartimento di pediatria del Sant' Orsola dell'Università degli Studi di Bologna,. E' stata scritta da una adolescente malata terminale di cancro. Se credete, fatela girare.