mercoledì 4 maggio 2011

Il nuovo "Deportato I 57633 voglia di non morire" in dirittura d'arrivo

Il libro che ho scritto sulla deportazione di mio padre Ferdinando Valletti e che è stato pubblicato in prima edizione nel 2008 è ora in procinto di essere completamente revisionato. In collaborazione con il Ministero della P.I: sono state apportate  importanti modifiche al testo (grazie anche ai documenti rinvenuti alla morte di mia madre e a quelli ricevuti dalla Croce Rossa Internazionale ), è stato inserito anche un capitolo riguardante l'appartenenza di mio padre alle Brigate Garibaldi e al Corpo Volontari per la Libertà nello stesso campo di concentramento di Gusen.
Il libro verrà proposto con un supporto multimediale molto interessante che contribuirà certamente a catturare l'interesse degli studenti delle scuole e medie e superiori.
Questa nuova edizione di "Deportato I 57633 voglia di non morire" metterà definitivamente in soffitta il mio primo libro.
Vi terrò informati sugli sviluppi 

lunedì 2 maggio 2011

Ogni tanto la storia ci passa accanto...


In questi giorni abbiamo assistito a degli eventi che, a vario titolo, entreranno nella storia: il matrimonio di William e Kate, la beatificazione di Giovanni Paolo II, la guerra in Libia e l'uccisione di Osama Bin Laden.

William e Kate 
I due sposini inglesi ci hanno regalato una bellissima favola moderna: il matrimonio vissuto come da tradizione con abiti classici e in chiesa. D’altra parte io sono una mamma e le mamme sognano per le figlie matrimoni classici: abito bianco, sposo elegante, chiesa addobbata, promessa di amore eterno consacrata da un prete. Molti pensano, e forse a ragione, che questo evento sia stato solo funzionale a dar lustro alla monarchia… ma per una volta non facciamo della retrospettiva e prendiamo i fatti per come appaiono, due bei ragazzi innamorati, un bel matrimonio e probabilmente una famiglia in divenire.

Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II è stato beatificato e ora è venerabile. Diciamo la verità, nessuno di noi aspettava questa beatificazione per rivolgere al Papa una preghiera, per tutti egli era già santo. I milioni di giovani che sono accorsi a Roma per essergli vicino ieri, a 6 anni dalla sua morte, rappresentano la sola grande speranza di questa umanità martoriata. Giovanni Paolo ci ha insegnato che la speranza non deve mai mancare, ci ha insegnato che ci si deve affidare alla misericordia di Cristo e non si deve mai avere paura. Lui ha dato l’esempio per primo nei lunghi anni del suo pontificato: Gesù lo ha spogliato piano piano di tutto, anche il suo corpo gli era diventato ostile, ma lui ha sempre accettato tutto nel suo nome. Dobbiamo riuscire a fare la stessa cosa.

Il dittatore libico Gheddafi

La guerra in Libia è qualche cosa di sconvolgente e di incomprensibile: i molti paesi africani che in questi mesi hanno rivendicato la propria libertà e abbattuto i dittatori che da anni li tenevano in pugno, hanno fatto tutto da soli, la Nato non è intervenuta eppure ci sono state rivolte cruente e vittime ovunque. Per la Libia invece si è deciso di fare diversamente e il dittatore Gheddafi, una volta amico di molti capi di stato occidentali e con un seggio all’ONU diventa l’uomo da abbattere e allora la Nato fa una risoluzione che autorizza alcuni paesi, tra i quali l’Italia, a creare una no fly zone sopra la Libia… questo è stato l’inizio di quello che oggi si può definire un massacro di civili e la distruzione di molte città. Non mi voglio addentrare nella vicenda, voglio solo fare una considerazione da persona comune: Gheddafi è un dittatore, ma non peggio ne meglio di altri. Il suo popolo è diviso, una parte contro di lui, un’altra a favore (almeno questo è quello che si vede), ieri i bombardamenti Nato (ora partecipa anche l’Italia) hanno ucciso suo figlio e 4 nipotini in tenera età e naturalmente molte altre persone.Possibile che nessuno abbia mai pensato di offrire a Gheddafi una “onorevole” via d’uscita? Possibile che l’amico di molti sia diventato ora il nemico di tutti? Le parole magiche per questo scempio sono PETROLIO e GAS, la Libia ne è ricca e chi vincerà questa “guerra” ne avrà grandi benefici. E i libici? Loro raggiungono come possono le nostre coste per fuggire da una guerra che forse non hanno nemmeno voluto.


Osama Bin Laden
Bin Laden è stato ucciso dopo 10 anni dall’attentato gravissimo delle Torri Gemelle e dopo svariati attentati in tutto il mondo. Sembra che abbia risposto con il fuoco all’irruzione delle forze americane/pachistane e che quindi sia stato colpito a morte. Le foto del suo cadavere fanno già il giro del mondo, proprio per dimostrare la sua fine. Si può gioire per la morte di un uom, anche se criminale? Avrei preferito che fosse stato giudicato da un tribunale internazionale. Un grande criminale ucciso prima che possa parlare non è un grande successo e poi ognuno merita di avere un processo, forse per lui sarebbe stato peggio il processo e la detenzione a vita. Purtroppo non credo che la sua morte ci porti la fine del terrorismo, i suoi seguaci fanatici continueranno a colpire in suo nome e per suo conto.

domenica 1 maggio 2011

"Prendente in mano la vostra vita e fatene un capolavoro"

"Prendente in mano la vostra vita e fatene un capolavoro",  questo fu l'invito di Karol Wojtyla ai giovani di tutto il mondo durante il suo lungo pontificato  e oggi, nel giorno della sua beatificazione, i giovani erano li accanto a lui, in Piazza S. Pietro, ad applaudirlo di nuovo,  con loro migliaia di persone di ogni età e di ogni parte del mondo.
E' grande questo Papa e che sarebbe diventato Santo lo sapevamo da sempre, un Papa dalla forza interiore fortissima che ha saputo regalarci la speranza e la gioia di vivere  attraverso l'incontro con Cristo.
Karol Wojtyla ha vissuto, ha lottato e ha sofferto accanto a tutti noi e con noi  e come noi ha portato la croce, anzi forse l'ha portata più di noi e l'ha fatto con un coraggio straordinario. Gesù Cristo lo ha spogliato piano piano di tutto e lui ha sempre ripetuto "accetto!", lo ha fatto anche quando il suo fisico non gli rispondeva più, lo ha fatto fino all'ultimo, quando affacciandosi alla finestra del suo appartamento per l'ultima volta, tentò di parlare alla folla che si era radunata per vederlo e non ci riuscì, dalla sua bocca uscì un rantolo. I fedeli capirono il suo dramma e  piangendo applaudirono, poche ore dopo egli morì, era il 2 aprile del 2005.
"Santo subito" fu l'urlo della folla durante i suoi funerali e oggi il primo passo verso la santità è stato ufficializzato, molti di noi sanno che non occorre il consenso della Chiesa per riconoscere la santità di questo grande uomo, noi ci rivolgiamo a lui con tanto affetto  e sappiamo di essere sempre ascoltati... così, semplicemente, sarà sufficiente spalancargli il nostro cuore!

venerdì 29 aprile 2011

La colonna della Libertà 2011


Una magnifica rievocazione storica della Liberazione avvenuta 66 anni or sono ha celebrato degnamente la ricorrenza del 25 aprile, si tratta della "Colonna della Libertà", che formata da jeep, camion, mezzi anfibi, moto, soldati in uniforme originale con tanto di armi  della seconda guerra mondiale, giunta alla terza edizione, è tornata a svolgersi nei territori del fiume Po. La manifestazione ha avuto un grandissimo successo di pubblico e ha suscitato molta commozione in chi il giorno della Liberazione l'ha veramente vissuto. 
La partenza e l’arrivo dell'evento storico-rievocativo ha avuto luogo a Felonica, mentre il percorso dei veicoli, rigorosamente risalenti al secondo conflitto mondiale, si è articolata in tre giorni, con importanti tappe nelle città di Verona e Mantova. A Verona, Sabato 23 aprile  alle 16, si è svolta  la rievocazione della liberazione della città con l'intervento, oltre che dei veicoli gommati, di cingolati e di fanteria. La colonna è giunta a Mantova il 25 aprile ed è entrata trionfalmente in città  da   ponte di San Giorgio.
Durante tutta la manifestazione non sono mancati gli aneddoti e i ricordi di chi c'era allora e ha voluto esserci anche oggi.

Per la terza volta la Presidenza della Repubblica ha riconosciuto l'importanza dell'evento, inviando come premio di rappresentanza una massiccia targa in bronzo
Una bellissima iniziativa che aiuta a non dimenticare eventi che hanno regalato la libertà alla nostra Italia.

Daniel Libeskind ha firmato il primo museo d'Arte Contemporanea di Milano

Il primo museo d'arte contemporanea di Milano firmato Daniel Libeskind è una meraviglia e sarà pronto entro il 2013.
L'avvenieristico edificio  sorgerà nel cuore di Citylife. Il progetto, supportato da filmati e fotografie, è stato presentato dal Sindaco  e dall'archistar polacco in forma smagliante che  ha illustrato per la prima volta al pubblico i dettagli inediti della sua creatura che considera un omaggio «a Leonardo e a Milano, capitale di cultura contemporanea». Ringrazia tutti, Libeskind, e di sicuro i milanesi ringrazieranno  lui, ricordo che Libeskind ha al suo attivo capolavori di livello mondiale come il Museo Ebraico di Berlino.  L'edificio avrà cinquemila metri quadrati di superficie espositiva coperta, distribuiti su cinque piani, di cui uno interrato; quasi settemila metri di spazi espositivi esterni, suddivisi tra il giardino, le terrazze ai piani (1600 metri) e la grande terrazza circolare sul tetto (1400 metri); cinque gallerie espositive, un bar/bistrot al piano terra, un ristorante al piano ammezzato affacciato sul parco, con una sala per 80 ospiti e un`ampia cucina per ospitare i catering; e poi, ancora, un laboratorio artigianale per l`allestimento delle mostre temporanee e un bookshop, oltre agli uffici di amministrazione dell`intero edificio. La gigantesca terrazza sul tetto offrirà spunti al relax, agli eventi e alle installazioni degli artisti. Sulla facciata, invece, l'edificio è caratterizzato da uno schermo esterno fatto di lamelle in alluminio verniciato, color bronzo, che lo avvolgono facendo percepire la geometria da cui nasce lo spazio dell'architettura.