lunedì 17 ottobre 2011

Differenza tra Olocausto e Shoah

Quale è la differenza tra Olocausto e Shoah? In quali contesti storiografici si usano? Col termine Olocausto viene attualmente designato il genocidio o sterminio di una considerevole componente degli ebrei d’Europa. Assieme agli ebrei altri gruppi finirono nel programma di sterminio dei regimi nazi-fascisti, anche se l’ostilità antiebraica – nella sua nuova veste di moderno antisemitismo razziale – fu fin dall’inizio parte integrante della ideologia del Nazismo tedesco. Il termine olocausto, che deriva dal greco e successivamente dal latino, traduce anche un termine biblico legato alla sfera dei sacrifici cruenti e animali. Con tale termine si traduce in lingua greca il sacrificio ebraico detto ‘olah, ossia innalzamento, un sacrificio che viene “tutto bruciato”. Il fumo che sale “è odore gradito al Signore”. Il termine utilizzato per descrivere la lo sterminio degli ebrei d’Europa si è mantenuto nella lingua inglese (Holocaust). Che esso provenga da ambienti cristiani di età medievale, che indichi un lemma proveniente dal mondo pagano, che abbia un significato troppo religioso, come spesso si afferma, è tutto sommato irrilevante. Certo ci può essere una sorta di assonanza tra il fumo dei campi di sterminio e quello della vittima sacrificale, ma si tratta di assonanza superficiale e deviante, poiché l’immagine biblica indica ben altro gesto culturale. Cosa si voleva intendere quando si associo’ lo sterminio degli ebrei all’offerta sacrificale del mondo antico? Un “sacrificio” dei nazisti al “dio della Razza”? O una autoconcezione del sé ebraico come vittima sacrificale simile alle concezioni del sacrificio cristiano? L’ambiguità del significato di questo termine è ovvia, provoca di certo disagio. Da qualche decennio – per lo più nei paesi di tradizione non anglosassone – è invalso l’uso di utilizzare un termine ebraico, ritenuto più pertinente. Nel lessico biblico, il termine Shoah – שואה – veicola diversi significati legati all’idea di distruzione. Esso è certamente più neutro, meno connotato in senso religioso, anche se a dire il vero, il lemma ricorre frequentemente nel libro di Giobbe, nella lingua del profeta Isaia e in alcuni salmi, ed essendo in qualche senso legato alla sfera del religioso, non è così determinato dalle azioni di carattere cultuali. Cristiana Facchini

Immagine di Edel Rodriguez : Gusen

mercoledì 12 ottobre 2011

Villa Triste a Milano





Nel 1944 Villa Triste a Milano fu requisita dalla Banda Koch che qui praticò torture anche mortali. La Banda Koch operò principalmente a Roma e in seguito, brevemente, anche a Milano, macchiandosi di numerosi crimini. 

venerdì 7 ottobre 2011

A Milano la mostra 'Anna Frank, una storia attuale

La Provincia di Milano, in collaborazione con il Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi di Milano, e la 'Anne Frank House' di Amsterdam, nell’ambito dell’iniziativa 'I viaggi della memoria', ospiterà a Palazzo Isimbardi la mostra 'Anna Frank, una storia attuale'. L’esposizione verrà inaugurata alle 12,30 del 9 ottobre (Cortile d’Onore, ingresso da corso Monforte 35) dal presidente dell’Ente, On. Guido Podestà, e dal vicepresidente e assessore alla Cultura, Novo Umberto Maerna.
La mostra, a ingresso libero, rimarrà aperta fino al 20 ottobre (dal lunedì al venerdì, orari 9-13/14-18). Interverranno all’evento, inoltre, Wim Kok, presidente della Fondazione Anne Frank, già ministro delle Finanze e Premier (1994-2002), insignito nel 2003 del titolo di ministro di Stato, massima onorificenza paragonabile alla carica di senatore a vita; Nico Kamp, console onorario del Regno dei Paesi Bassi a Firenze, che ha intimamente vissuto il dramma dei campi di sterminio avendo avuto entrambi i genitori deportati ad Auschwitz sullo stesso treno, peraltro, della famiglia Frank; Ronald Leopold, direttore della 'Anne Frank House'.

Il titolo dell’esposizione ci introduce a una rilettura della Shoah inquadrata in un’ottica biografica grazie al supporto di un ricco apparato iconografico, riproduzioni documentarie e citazioni tratte dal diario personale della Frank. Si tratta, insomma, di un vero e proprio viaggio virtuale nella vita di Anne e dei suoi cari in cui viene esplicitata la condizione di una famiglia ebrea durante il periodo nazista. La rassegna fotografica si sviluppa attorno a 34 pannelli in polipropilene a colori (dimensioni cm. 100x200) con testo e riproduzioni fotografiche.

giovedì 6 ottobre 2011

Steve Jobs dies at 56: a man of contradiction and genius

Steve Jobs, billionaire co-founder of Apple and the mastermind behind an empire of products that revolutionised computing, telephony and the music industry, has died in California at the age of 56.

Jobs stepped down in August as chief executive of the company he helped set up in 1976, citing illness. He had been battling an unusual form of pancreatic cancer, and had received a liver transplant in 2009.

Jobs wrote in his letter of resignation: "I have always said if there ever came a day when I could no longer meet my duties and expectations as Apple's CEO, I would be the first to let you know. Unfortunately, that day has come."

Apple released a statement paying tribute: "Steve's brilliance, passion and energy were the source of countless innovations that enrich and improve all of our lives … The world is immeasurably better because of Steve."

Bill Gates, the former chief executive of Microsoft, said in a statement that he was "truly saddened to learn of Steve Jobs's death". He added: "The world rarely sees someone who has had the profound impact Steve has had, the effects of which will be felt for many generations to come.

"For those of us lucky enough to get to work with him, it's been an insanely great honour. I will miss Steve immensely."

He is survived by his wife, Laurene, and four children. In a statement his family said Jobs "died peacefully today surrounded by his family … We know many of you will mourn with us, and we ask that you respect our privacy during our time of grief".

Jobs was one of the pioneers of Silicon Valley and helped establish the region's claim as the global centre of technology. He founded Apple with his childhood friend Steve Wozniak, and the two marketed what was considered the world's first personal computer, the Apple II.

He was ousted in a bitter boardroom battle in 1985, a move that he later claimed was the best thing that could have happened to him. Jobs went on to buy Pixar, the company behind some of the biggest animated hits in cinema history including Toy Story, Cars and Finding Nemo.

He returned to Apple 11 years later when it was being written off by rivals. What followed was one of the most remarkable comebacks in business history.

Apple was briefly the most valuable company in the world earlier this year, knocking oil giant Exxon Mobil off the top spot. The company produces $65.2bn a year in revenue compared with $7.1bn in its business year ending September 1997.

Starting with his brightly coloured iMacs, Jobs went on to launch hit after hit transformed personal computing.

Then came the success of the iPod, which revolutionised the music industry, leading to a collapse in CD sales and making Jobs one of the most powerful voices in an industry he loved.

His firm was named in homage to the Beatles' record label, Apple. But the borrowing was permitted on the basis that the computing firm would stay out of music. After the success of the iPod the two Apples became engaged in a lengthy legal battle which finally ended last year when the Beatles allowed iTunes to start selling their back catalogue.

Jobs's remarkable capacity to spot what people wanted next came without the aid of market research or focus groups.

"For something this complicated, it's really hard to design products by focus groups," he once said. "A lot of times, people don't know what they want until you show it to them."

Jobs initially hid his illness but his startling weight loss started to unnerve his investors. He took a six-month medical leave of absence in 2009, during which he received a liver transplant, and another medical leave of absence in mid-January before stepping down as chief executive in August.

Jobs leaves an estimated $8.3bn, but he often dismissed others' interest in his wealth. "Being the richest man in the cemetery doesn't matter to me … Going to bed at night saying we've done something wonderful … that's what matters to me."

Intercettazioni: è tutto sbagliato

Ho letto alcuni passaggi del DDL sulle intercettazioni che è approdato in Parlamento e francamente stento a capire e non condivido assolutamente che i soli penalizzati pesantemente (addirittura il carcere) debbano essere  i giornalisti "che pubblicano" ciò che fuoriesce dalle Procure.
Penso che come in altri Paesi, ad esempio negli Stati Uniti, i PM dovrebbero essere assolutamente responsabili del materiale che si procurano per le loro indagini ( quindi anche le intercettazioni) e se questo materiale viene divulgato saranno loro e solo loro a doverne rispondere.
Che cosa c'entrano i giornalisti? E' noto che il giornalista che riceve una notizia la  verifica e la pubblica e ha il diritto per legge di proteggere la sua fonte, allora non giochiamo a scarica barile e per una volta il Parlamento si dimostri serio e all'altezza e legiferi con cognizione di causa. Francamente mettere in carcere un giornalista perchè pubblica ciò che ha reperito o che gli è stato passato è una azione infame e veramente lesiva della libertà di stampa.
Se vogliamo poi discutere nel merito, sulla riduzione delle intercettazioni, sulla loro necessità per arrivare a risolvere un caso, direi che c'è caso e caso e che occorre autorizzarle con molta prudenza e ove veramente indispensabili visto che le pagano sempre i cittadini.