lunedì 24 ottobre 2011

Il laugh-in del Foglio

Il laugh-in del Foglio, domani tutti a ridere davanti all'ambasciata di Francia
L'appuntamento alle 17 a piazza Farnese. 
Ci saranno Antonio Martino e Giuliano Ferrara Domani martedì alle ore 17 in piazza Farnese, davanti all’Ambasciata di Francia, si terrà un “laugh-in”, cioè un sit-in scanzonato di allegra e serissima protesta contro la ridanciana pretesa di scaricare sull’Italia i guai di un governo direttoriale disastroso dell’area euro. Delle prodezze di Nicolas Sarkozy, alias Louis De Funès, parleranno con garbo e fermezza Antonio Martino e Giuliano Ferrara. La manifestazione è promossa dal quotidiano Il Foglio.


Angela Merkel e Nicolas Sarkozy meritano parole chiare e fredde. A nome dei loro paesi pretendono di guidare l’Unione europea e da due anni non sanno come fare. “Gestione disastrosa”, è il referto stilato dal capo dell’area euro Jean-Claude Juncker. La Germania è una grande economia motrice e la locomotiva ha sbuffato fino a ora, alla grande, con le esportazioni sulla sezione del mercato mondiale che tira. La Francia gode di infrastrutture ad alto livello e di un sistema decisionale gaullista. Ma Berlino da sola non ce la fa, e il suo sistema bancario è impaniato nella crisi del debito sovrano. Lo stesso vale per Parigi, che ha in più alle spalle una crescita patologica del debito pubblico ben oltre i parametri, goffi e cucitile su misura, di Maastricht, e nel presente soffre di un deficit troppo alto rispetto a quello dei partner e di una crisi finanziaria e bancaria di proporzioni più che rilevanti ( la fine ingloriosa di Dexia insegna, ma è solo un anticipo). Nessuno in Europa è in grado di dare lezioni ad alcuno dei Paesi fondatori. Secondo il grande economista liberal Paul Krugman, un ebreo americano di genio al quale per qualche ragione è stato perfino comminato un premio Nobel, alla radice della crisi da debito, dell’altalena di sfiducia e speculazione in cui si dondolano i mercati finanziari, c’è il moralismo punitivo a sfondo calvinista che ha fatto dell’euro l’unica moneta al mondo priva di una banca centrale capace strutturalmente, non episodicamente, di fare la funzione delle banche centrali: il prestatore di ultima istanza. Aggiungiamo l’eco culturale della Repubblica di Weimar, l’idea apocalittica che il mostro inflazionista sia sempre in agguato, sempre sbuffante, sempre scalpitante dietro ogni angolo della storia, e che i bravi, gli operosi, i capaci, i parsimoniosi alla fine sono destinati a condividere la miseria comune con le cicale. Balle. L’inflazione si sta rivelando al momento un pericolo remoto, malgrado i potenti stimoli iniettati dagli americani nel circuito della liquidità dopo la crisi dei derivati e dell’immobiliare al quale erano collegati. E il debito, checché ne pensino economisti di valore ma a volte poco fantasiosi, come Alessandro Penati di Repubblica, si cura con la sua diluizione in altro debito, specie in emergenza, con la riduzione dei gradi di patrimonializzazione dell’economia, senza nuove tasse depressive, e con l’impiego delle risorse nella crescita economica a colpi di decise riforme liberalizzatrici e privatizzatrici. Se questo è vero, e mi sembra difficile che una diagnosi convergente dei massimi economisti keynesiani e dei massimi economisti liberisti possa essere smentita da qualche improvvisato nuovo pensiero, Berlusconi è forse l’unico che possa dare, non dico lezioni, ma indicazioni puntute e responsabili ai suoi partner. Quale Berlusconi? Quello che non si lagna, che non si accoda, che non aspetta, che non scarica il barile, che non ha timidezze e complessi verso nessuno, il Berlusconi vero che non ha mai messo piede in Confindustria, che creava ricchezza e valore e mercato quando si accumulava il debito pubblico, e anche grazie al debito pubblico che ha reso ricco e forte (paradossalmente) questo Paese; quello che crede nella libertà delle aziende e delle persone e del lavoro, che ha promesso una storica rottura delle vecchie regole, sia quando è entrato in politica sia di recente, quando la crisi da debito prometteva sinistramente di diventare la boa intorno alla quale fare girare i soliti giochi di potere. Se Berlusconi capisse, e mi sembra che sia sulla buona strada, quanto rapidamente può girare la ruota dell’intelligenza degli italiani, ché quella della fortuna è più volatile, e quanto converrebbe a lui stesso ma soprattutto al Paese una svolta dura, radicale, scandalosa e preziosa nella direzione di un’economia della libertà, quelle parole chiare, fredde, incisive, al summit europeo, e poi sempre, sistematicamente, in tv e nel Paese e nel circuito internazionale, si deciderebbe a tirarle fuori. Le parole da sole non bastano. Il debito lo onoriamo e siamo in grado di ridurlo con l’avanzo primario da primi della classe e il pareggio di bilancio, le nostre banche soffrono le conseguenze della solidarietà con il circuito impazzito del credito mondiale ma stanno meglio di quelle francesi e inglesi, il nostro patrimonio è immenso anche per ragioni patologiche, perché sebbene cattolici e dissipatori in realtà risparmiamo come ossessi e gli imprenditori attribuiscono dividendi spesso rinunciando a investire in ricerca e innovazione (ne tengano conto i giovani caprini di Confindustria riuniti senza i politici a far chiacchiere nell’isola bella). Siamo in condizione di non subire alcun processo, come predicano per la gola i disfattisti troppo furbi alla Scalfari e alla De Benedetti, e possiamo dire la nostra a voce alta e con la testa all’in su. Basta che Berlusconi faccia il suo mestiere fino in fondo, sacrosante e serie riforme liberali, provvedimenti di finanza straordinaria capaci di foraggiare l’economia reale, insomma le cose stesse per cui fa politica da quasi vent’anni.

sabato 22 ottobre 2011

Elie Wiesel
















Elie Wiesel ]

Chi ascolta un superstite dell'Olocausto o della Shoah diventa a sua volta un testimone!

venerdì 21 ottobre 2011

Milano e le sue cascine, meraviglie da salvare

La Milano di una volta, ma anche la Milano meno conosciuta, quella delle periferie e dei parchi agricoli, è al centro di «Memoria Diffusa», festival della memoria partecipata, di scena dal 20 al 30 ottobre.

Tre le location per questa seconda edizione della rassegna, divisa tra il Circolo Filologico, l’Urban Center e i suggestivi spazi della Fonderia Napoleonica Eugenia, esempio di archeologia industriale nel cuore dell’Isola. 
Ed è proprio all’Isola che la manifestazione ideata dall’associazione Storie Digitali riserva un’iniziativa particolare: i possessori di foto e video amatoriali del quartiere risalenti al Novecento potranno, infatti, digitalizzare gratuitamente i loro materiali e creare così un archivio audiovisivo online a disposizione di tutti. 

Un altro momento sarà dedicato al progetto «Il patrimonio rurale immateriale delle cascine di Milano», raccolta di videointerviste ai gestori di antiche cascine - come la Linterno, la Battivacco e la Gaggioli - realizzate nel corso del 2011 con un obiettivo: conservare e condividere la memoria del territorio agricolo milanese. Per i più piccoli saranno proposte alcune favole, da «Cenerentola» a «La bella dai capelli d’oro»: le racconterà Silvio Oggioni in un’atmosfera fiabesca creata dalle lanterne magiche del collezionista Antonio Pignotti. 

Si parlerà anche del periodo di maggior fermento culturale e artistico per la città di Milano: gli anni Sessanta. Un tuffo in un passato glorioso, specie se paragonato al periodo di crisi che stiamo vivendo, attraverso la preview di un documentario girato durante un ciclo di incontri che nel 2010 mise a confronto, nella sede del Circolo Filologico, personaggi quali Bruno Bozzetto, Mario Capanna, Inge Feltrinelli, Bob Krieger e Gianni Rivera. La proiezione si terrà il 27 ottobre in concomitanza con la giornata Unesco del patrimonio audiovisivo, mentre in chiusura, il 30, si potranno ammirare alcuni filmati d’epoca girati per le strade di Milano, abbinati a brani jazz e swing composti a metà del secolo scorso da musicisti che con la nostra città hanno instaurato un legame forte.

giovedì 20 ottobre 2011

Come comportarsi in rete e sui Social Network

Vi invito a condividere questi suggerimenti che giungono da esperti dell'uso della rete e  possono essere molto utili.

"Misurate SEMPRE le parole PRIMA di pubblicarle sul social network. 
Se siete vittime di offese, diffamazioni o altro: - non replicate usando gli stessi mezzi o modi - raccogliete la documentazione (digitale e cartacea) necessaria - recatevi presso il più vicino posto di Polizia Giudiziaria (Commissariato o caserma dei Carabinieri). - informatevi sulle modalità di comportamento da adottare (sempre nell'ambito della legalità) e sulla reale efficacia dell'azione che state per intraprendere: in alcuni casi è indispensabile l'assistenza di un avvocato (valutate le possibili spese da anticipare). 
Un consiglio: visto che su FB è molto facile "far sparire" i contenuti, oltre alle foto dello schermo (http://www.facebook.com/note.php?note_id=434151589477) e i link di riferimento, raccogliete i nominativi di persone che hanno letto e che sono in grado di testimoniare l'illecito (sempre che siano disponibili a farlo, naturalmente): il Giudice (se si arriva in tribunale) può ritenere, infatti, prova non ammissibile la stampa dello schermo in quanto "di paternità incerta" (nel caso in cui venga cancellato il contenuto originale). 

Alcune delle Leggi interessate: 

Codice Penale - Art. 594 Ingiuria 
Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro cinquecento. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa. La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a euro mille, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone. 

Codice Penale - Art. 595 Diffamazione 
Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032 (lire due milioni). Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065 (lire quattro milioni). Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516 (lire un milione). Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate. Codice Penale - 

Art. 599 Ritorsione e provocazione 
Nei casi preveduti dall’articolo 594, se le offese sono reciproche, il giudice può dichiarare non punibili uno o entrambi gli offensori. Non è punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 594 e 595 nello stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui, e subito dopo di esso. La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche all’offensore che non abbia proposto querela per le offese ricevute".  --

martedì 18 ottobre 2011

L' augurio di Max Ehrmann

Tra i moltissimi  graditissimi auguri che oggi hanno inondato la mia bacheca di FB ho scelto questo pensiero da condivedere con voi, è di Max Ehrmann e credo che racchiuda il segreto per essere felici. Lo auguro a tutti voi.
Grazie!


"Vai in pace in mezzo al rumore e alla confusione e ricorda quale pace può esserci nel silenzio. 
Per quanto possibile, ma senza resa, sii in buoni rapporti con tutte le persone,
dì tranquillamente e chiaramente la tua verità; e ascolta gli altri, perfino gli ottusi e gli ignoranti, anche essi hanno la loro storia. 
Evita le persone forti e aggressive, esse sono opprimenti per lo spirito. 
Se ti paragoni agli altri, potresti considerarti inutile e sgradevole, ma sempre ci saranno persone più grandi o meno di te stesso. 
Goditi i tuoi successi così come i tuoi progetti. 
Conserva l'interesse per la tua carriera per quanto modesta possa essere, è una realtà, che nel tempo, le fortune cambiano.
Opera con cautela nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di inganni ma non lasciare che questo ti renda cieco di fronte alle virtù esistenti; molte persone combattono per alti ideali, e dovunque, la vita, è piena di atti di eroismo. 
Sii te stesso. E, principalmente, non fingere nell'affetto, nessuno è cinico nei confronti dell'amore, perché a dispetto di aridità e disillusioni, esso è perenne come l'erba. 
Prendi con dolcezza l'esperienza degli anni, lasciando andare, garbatamente, le cose della giovinezza. 
Rafforza il tuo spirito per difenderti dalle sventure improvvise, ma non affliggerti con fantasie oscure, molte paure sono figlie della fatica e della solitudine. 
Al di là di una sana disciplina, sii gentile con te stesso. 
Tu sei figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle e hai il diritto di stare qui; e che ti sia chiaro o meno, non c'è dubbio che l'universo si stia dispiegando come dovrebbe. 
Perciò sii in pace con dio, comunque tu lo concepisca, e qualunque siano il tuo lavoro e le tue aspirazioni nella rumorosa confusione della vita, conserva la pace nella tua anima. 
Pur con tutte le sue illusioni, le miserie e i sogni infranti, è ancora un mondo meraviglioso. 
Sorridi. 
Cerca di essere felice.