
giovedì 26 febbraio 2009
Serenità

Oggi mi sento serena, avverto quella sensazione di immenso piacere che mi proviene da dentro, quella voglia di vivere, sorridere, capire chi mi è accanto e mi vuole bene: oggi ho ritrovato le mille sfumature e i milioni di colori della vita e io voglio goderne completamente, oggi riesco finalmente a guardare al passato con distacco, con occhi diversi e a raccontarlo con leggerezza. Ci sono cose che non dimenticherò mai, sofferenze che hanno lasciato cicatrici profonde, ma oggi fa tutto meno male, oggi posso andare avanti con passo spedito verso nuovi traguardi.
Forse vi domanderete che cosa sia successo oggi di così importante, fra qualche giorno lo saprete. Per ora gioite con me.
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mercoledì 25 febbraio 2009
Essere onesti
Perchè dobbiamo essere onesti, leali, mantenere la parola data, non fare minacce e ricatti quando sappiamo benissimo che molti, usando mezzi illeciti si sono arricchiti, sono diventati potenti e vengono ammirati ed elogiati? Se molte fortune sono nate dalla genialità degli imprenditori, altre sono il frutto di furfanterie. Gli americani chiamano Robber Barons alcuni loro famosi magnati.
Se la disonestà paga, perchè tante persone continuano ad essere oneste, integre, corrette? Alcuni rispondono che lo fanno per timore della legge. Ma davvero credete che gli onesti siano onesti per timore del magistrato? No. Le leggi sono indispensabili, ma noi non siamo gentili con nostro marito o nostra moglie, non ci prendiamo cura dei nostri figli, non facciamo il nostro lavoro quotidiano, non aiutiamo gli altri per timore della legge. La società è fondata sui costumi, regole morali, valori, legami affettivi e solo quando questi fattori cessano di funzionare deve intervenire la legge. E non sempre con molto successo, come dimostrano le aree di mafia e di camorra. Il rigore morale è qualcosa che incominciamo a formarci da bambini attraverso l'esempio dei genitori, degli insegnanti, degli amici. E’ una bussola interna che rafforziamo da adolescenti, da adulti, nelle prove della vita.E’ un costrutto personale, il prodotto di una volontà, di una autodisciplina come ogni altra virtù, ogni altra abilità. Il bravo pianista, il bravo calciatore devono incominciare presto, ma poi continuare a coltivare la propria capacità. Chi non si è costruito questa bussola considererà normale ingannare, rubare, tradire. E lo farà sempre.
Ora domandiamoci: gli onesti, coloro che hanno la bussola della integrità, come possono operare in un mondo dove ci sono tanti potenti corrotti e tanti spregiudicati? Non verranno sempre sconfitti? Non è detto. Perchè chi ha scelto la rettitudine ed ha rinunciato ad imbrogliare, è portato a sviluppare altre capacità. Un pò come il cieco che, non vedendo, acquista una straordinaria capacità uditiva tattile e cenestesica. L'onesto sviluppa molto di più l'intelligenza, la creatività, l'efficienza. Inventa, organizza, costruisce, ispira fiducia, ottiene credito. Quando devi fidarti veramente di qualcuno, vedere le cose fatte bene, sei costretto a rivolgerti a lui. Nessuno, nemmeno il politico più spregiudicato, può farne completamente a meno. Questa è la sua forza e per questo, alla fine, si afferma e rende vivibile la nostra società.
Francesco Alberoni
Se la disonestà paga, perchè tante persone continuano ad essere oneste, integre, corrette? Alcuni rispondono che lo fanno per timore della legge. Ma davvero credete che gli onesti siano onesti per timore del magistrato? No. Le leggi sono indispensabili, ma noi non siamo gentili con nostro marito o nostra moglie, non ci prendiamo cura dei nostri figli, non facciamo il nostro lavoro quotidiano, non aiutiamo gli altri per timore della legge. La società è fondata sui costumi, regole morali, valori, legami affettivi e solo quando questi fattori cessano di funzionare deve intervenire la legge. E non sempre con molto successo, come dimostrano le aree di mafia e di camorra. Il rigore morale è qualcosa che incominciamo a formarci da bambini attraverso l'esempio dei genitori, degli insegnanti, degli amici. E’ una bussola interna che rafforziamo da adolescenti, da adulti, nelle prove della vita.E’ un costrutto personale, il prodotto di una volontà, di una autodisciplina come ogni altra virtù, ogni altra abilità. Il bravo pianista, il bravo calciatore devono incominciare presto, ma poi continuare a coltivare la propria capacità. Chi non si è costruito questa bussola considererà normale ingannare, rubare, tradire. E lo farà sempre.
Ora domandiamoci: gli onesti, coloro che hanno la bussola della integrità, come possono operare in un mondo dove ci sono tanti potenti corrotti e tanti spregiudicati? Non verranno sempre sconfitti? Non è detto. Perchè chi ha scelto la rettitudine ed ha rinunciato ad imbrogliare, è portato a sviluppare altre capacità. Un pò come il cieco che, non vedendo, acquista una straordinaria capacità uditiva tattile e cenestesica. L'onesto sviluppa molto di più l'intelligenza, la creatività, l'efficienza. Inventa, organizza, costruisce, ispira fiducia, ottiene credito. Quando devi fidarti veramente di qualcuno, vedere le cose fatte bene, sei costretto a rivolgerti a lui. Nessuno, nemmeno il politico più spregiudicato, può farne completamente a meno. Questa è la sua forza e per questo, alla fine, si afferma e rende vivibile la nostra società.
Francesco Alberoni
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Per salvarci dobbiamo ricominciare a pensare
Per tutto il secolo scorso abbiamo continuato a credere che la mente potesse comprendere la psiche, dominarne la complessità, darle ordine, curarla, guidarla sulla giusta via. È il presupposto della psicoanalisi, della psicoterapia, della medicina psicosomatica. Oggi stiamo rinunciando all'idea che l'esperienza umana sia dotata di senso e che il pensiero possa governarla. Le gente sente sempre meno il bisogno di studiare se stessa, analizzare la propria esperienza, confrontarla con quella degli altri, arrivare ad una visione d'insieme per poi agire. Non vuol fare sforzi, vuole un manuale che in poche parole le dica cosa fare.
Perciò non vuol più saperne della riflessione psicologica, filosofica. Preferisce la narrativa, il cinema, la fiction, i cartoni animati, i videogiochi e la musica. Perchè ti fanno fare delle esperienze, ti fanno vivere altre vite senza richiederti di riflettere e cercare di trovargli un ordine. O i talk show televisivi in cui tutte le opinioni hanno lo stesso valore e non si arriva mai ad una conclusione. Ma, persa la fiducia nella propria mente, per guarire, per eliminare il dolore, per star bene psicologicamente, gli uomini hanno incominciato a guardare al cervello e alla possibilità di risolvere i problemi agendo su di esso.
In caso di nevrosi, di incertezza è inutile andare alle ricerca di un senso. Basta prendere un farmaco. Se sei giù di morale un antidepressivo; se sei eccitato un betabloccante; se sei ansioso un ansiolitico. Ci sono poi la mariuhana e la cocaina. Che però fanno male. Ma domani, ci assicurano gli scienziati, avremo delle meraviglie: chi proverà un grande dolore, per esempio per la morte di un figlio, potrà annullarlo cancellandone il ricordo conservato nei neuroni. E l'innamorato basterà che ingoi una pillola per dimenticare chi lo fa soffrire. Tanto l'innamoramento non è altro che un fatto chimico, prodotto da serotonina, ossitocina e ferormoni. Agendo sul cervello staremo come vorremo!,
Ma è una speranza o un incubo? Amare, sperare, sognare, aver fede, cancellare il ricordo dei dolori e le esperienze sgradevoli a comando, con la chimica, seguendo l'impulso immediato distrugge la nostra persone reale, la nostra identità No. La chimica non basta. Non possiamo rinunciare ad essere noi stessi, coscienti di cosa siamo, di cosa è bene e cosa è male, di avere un criterio per decidere dove andare. No la chimica non basta. Dobbiamo ricominciare a pensare.
Perciò non vuol più saperne della riflessione psicologica, filosofica. Preferisce la narrativa, il cinema, la fiction, i cartoni animati, i videogiochi e la musica. Perchè ti fanno fare delle esperienze, ti fanno vivere altre vite senza richiederti di riflettere e cercare di trovargli un ordine. O i talk show televisivi in cui tutte le opinioni hanno lo stesso valore e non si arriva mai ad una conclusione. Ma, persa la fiducia nella propria mente, per guarire, per eliminare il dolore, per star bene psicologicamente, gli uomini hanno incominciato a guardare al cervello e alla possibilità di risolvere i problemi agendo su di esso.
In caso di nevrosi, di incertezza è inutile andare alle ricerca di un senso. Basta prendere un farmaco. Se sei giù di morale un antidepressivo; se sei eccitato un betabloccante; se sei ansioso un ansiolitico. Ci sono poi la mariuhana e la cocaina. Che però fanno male. Ma domani, ci assicurano gli scienziati, avremo delle meraviglie: chi proverà un grande dolore, per esempio per la morte di un figlio, potrà annullarlo cancellandone il ricordo conservato nei neuroni. E l'innamorato basterà che ingoi una pillola per dimenticare chi lo fa soffrire. Tanto l'innamoramento non è altro che un fatto chimico, prodotto da serotonina, ossitocina e ferormoni. Agendo sul cervello staremo come vorremo!,
Ma è una speranza o un incubo? Amare, sperare, sognare, aver fede, cancellare il ricordo dei dolori e le esperienze sgradevoli a comando, con la chimica, seguendo l'impulso immediato distrugge la nostra persone reale, la nostra identità No. La chimica non basta. Non possiamo rinunciare ad essere noi stessi, coscienti di cosa siamo, di cosa è bene e cosa è male, di avere un criterio per decidere dove andare. No la chimica non basta. Dobbiamo ricominciare a pensare.
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I distruttori
Nel corso della storia vi sono sempre stati i costruttori ed i distruttori. I primi hanno coltivato la terra, edificato le città, sviluppato le scienze. Gli altri, in genere pastori incolti ma ottimi guerrieri, hanno saccheggiato e distrutto quello che avevano costruito i primi. I grandi costruttori, gli egiziani, i greci, i romani ci hanno lasciato un immenso patrimonio materiale costituito da edifici, città, templi, strade e poi scienza, filosofia, letteratura, teatro. I distruttori invece, pensiamo ai goti, ai vandali, agli unni ci hanno lasciato solo rovine e il ricordo del terrore che incutevano.
Nel campo politico - e talvolta anche nelle imprese - si ripete un pò quello che accade nelle guerre di conquista. Vi sono politici che cercano il potere per realizzare un loro programma. Allora demoliscono ciò che ritengono sbagliato per far posto al nuovo. Inseriscono dirigenti e collaboratori fedeli ma, se trovano della gente di valore, la fanno lavorare al loro progetto. Ma vi sono anche quei politici che, invece, cercano la carica per se stessa, non hanno nessun sogno, nessun progetto da realizzare. Arrivati al potere la loro prima preoccupazione è distruggere ciò che ha realizzato il loro predecessore anche se è ottimo, per emergere loro.
Teniamo presente che tutto quello che facciamo, sia esso la nostra casa, oppure un libro, una canzone, una scuola, è una oggettivazione di noi stessi. Vi trasferiamo ciò che abbiamo di meglio, ciò vogliano donare agli altri, ciò che vogliamo che sopravviva. Chi distrugge, che frena gli altri lo fa perchè non ha nulla da dare e può solo provare invidia. Invece chi crea, realizza edifica, anche quando è ambizioso, anche quando è autoritario nel profondo ha un animo generoso, e si realizza nel fare cose che servono agli altri. Ho conosciuto persone che, senza guadagnarci nulla, hanno edificato scuole, università, ospedali, comunità per il recupero dei drogati in tutte le parti del mondo. E sempre, senza eccezione sono stati attaccati frenati dai distruttori.
Come hanno fatto a difendersene, a vincere? Inventando continuamente sempre nuove cose. Se i distruttori gli bloccavano un progetto, loro ne mettevano in piedi altri dieci. Se li fermavano in un posto, ricominciavano in un altro. E trovavamo sempre qualcuno interessato, qualcuno che li aiutava. I distruttori sono rigidi, non hanno fantasia. E la fantasia, la creatività vincono sempre.
Francesco Alberoni
Nel campo politico - e talvolta anche nelle imprese - si ripete un pò quello che accade nelle guerre di conquista. Vi sono politici che cercano il potere per realizzare un loro programma. Allora demoliscono ciò che ritengono sbagliato per far posto al nuovo. Inseriscono dirigenti e collaboratori fedeli ma, se trovano della gente di valore, la fanno lavorare al loro progetto. Ma vi sono anche quei politici che, invece, cercano la carica per se stessa, non hanno nessun sogno, nessun progetto da realizzare. Arrivati al potere la loro prima preoccupazione è distruggere ciò che ha realizzato il loro predecessore anche se è ottimo, per emergere loro.
Teniamo presente che tutto quello che facciamo, sia esso la nostra casa, oppure un libro, una canzone, una scuola, è una oggettivazione di noi stessi. Vi trasferiamo ciò che abbiamo di meglio, ciò vogliano donare agli altri, ciò che vogliamo che sopravviva. Chi distrugge, che frena gli altri lo fa perchè non ha nulla da dare e può solo provare invidia. Invece chi crea, realizza edifica, anche quando è ambizioso, anche quando è autoritario nel profondo ha un animo generoso, e si realizza nel fare cose che servono agli altri. Ho conosciuto persone che, senza guadagnarci nulla, hanno edificato scuole, università, ospedali, comunità per il recupero dei drogati in tutte le parti del mondo. E sempre, senza eccezione sono stati attaccati frenati dai distruttori.
Come hanno fatto a difendersene, a vincere? Inventando continuamente sempre nuove cose. Se i distruttori gli bloccavano un progetto, loro ne mettevano in piedi altri dieci. Se li fermavano in un posto, ricominciavano in un altro. E trovavamo sempre qualcuno interessato, qualcuno che li aiutava. I distruttori sono rigidi, non hanno fantasia. E la fantasia, la creatività vincono sempre.
Francesco Alberoni
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mercoledì 18 febbraio 2009
Il Cavallo candidato....
"Berlusconi può anche candidare il suo cavallo, come fece Catilina". Parola del vicedirettore de La Repubblica, Massimo Giannini, prima pagina di oggi. Berlusconi sarà pure come Catilina, e avrà candidato un cavallo, ma Giannini è un asino. Catilina ha tentato di fare fuori Cesare, era un politico, sì, ma mai imperatore. Quello che candidò il suo cavallo era Caligola, terzo imperatore romano, appartenente alla dinastia giulio-claudia e regnò dal 37 al 41. Giannini invece è quel giornalista che già un anno fa prese una bella cantonata: disse che Smirne, l'avversaria di Milano per l'Expo, era una "piccola città marinara, perla dell'Egeo, avamposto di una Grecia in crescita...". Gliel'avevamo fatta passare. Catilina però no: sui forum dei quotiidani on line i lettori si stanno scatenando: Willow su Panorama: "Un errore può capitare a tutti, ma se chi lo compie fa parte di quella genia che ad ogni piè sospinto ti fa notare quanto è colto, erudito, bravo, rispetto ad un pezzente come te che vota a destra, beh, allora l'effetto comico è garantito..."; Nonsosescendo sul suo blog: "Certi errori che al liceo sarebbero costati un bel 4 non li dovrebbe fare, ecco!"; "Giannini che lapsus! Anche Er Patata sa la storia Caligola, (ndDago sul sito Adusbef). Vabbè, risparmiamo il resto al vicedirettore. Resta una banale domanda: i lapsus si possono fare, ma i vecchi cari correttori di bozze li dovevamo proprio tagliare?
da Libero
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