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domenica 18 marzo 2012

L'Italia non può perdere? Dipenderà da noi!

In questo momento sono distante dai partiti come lo può essere il Polo nord dal Polo sud,  il disgusto che provo è al livello di guardia. Ho la fortuna di pensare con la mia testa, di non essere legata ad alcun partito e di non essere facilmente condizionabile quindi quando qualche amico di FaceBook  si preoccupa per il dissenso che  destra e sinistra  stanno accumulando in funzione del sostegno a Monti, la mia risposta è sempre la stessa: "Mi preoccupo di noi, popolo italiano, e non di che cosa accadrà ai partiti..." Dirò di più, questa sarà probabilmente la prima volta in vita mia che non esprimerò il mio voto in assenza di un competitor veramente convincente, sempre ammesso che il prossimo anno si possa andare a votare.
Nella mia vita di cittadino ho sempre votato secondo coscienza, tenendo conto a parer mio di un interesse generale che travalicava la mia simpatia di voto, ho sempre sbagliato, vedendo quello che è accaduto in questi primi 65 anni di repubblica, ho sempre sbagliato: se ora l'Italia è rovinata e se è retta da leggi assurde, da clientele, da corruttele, da ingiustizie civili e penali, da raccomandazioni ecc ecc, vuol dire che tutti noi abbiamo sempre sbagliato, non abbiamo prestato attenzione, non abbiamo cambiato il manovratore in tempo.
Ora nessuno può chiederci di andare a votare come se niente fosse, come se tutto questo non fosse accaduto, ora nessuno di chi è  "parte del sistema politico, partitico, giudiziario" può permettersi di ripresentarsi nelle liste  come se niente fosse, qui non è più questione di destra, di sinistra o di centro, qui è questione di persone e il discrimine è tra persone oneste, provatamente oneste, e quelle disoneste. Questa volta teniamo tutti gli occhi bene aperti e sgomberiamo la mente da eventuali pressioni, questa volta vediamo di non sbagliare la scelta o la non scelta. L'Italia non può perdere, dipenderà da noi.

venerdì 17 giugno 2011

Verità e Giustizia per Paola Romano!


La Siremar – Tirrenia

oltre ai debiti non onora neanche i morti
Paola Romano era una carissima amica di famiglia, una persona veramente speciale. Paola morì tragicamente  in seguito allo schianto terribile dell'aliscafo della Siremar (Tirrenia) sulla banchina del porto di Trapani. L'aliscafo era un mezzo di trasporto di linea  che collegava Marettimo a Trapani, era  l'11 agosto del 2007 e lei fu l'unica vittima di quel gravissimo incidente.                          

A distanza di 4 anni  Paola non  ha ancora avuto giustizia e la sua morte  non è stata ancora risarcita. 
Venerdì 24 giugno, Serena Romano, la sorella di Paola,  parteciperà alla trasmissione “Mi manda Rai 3” (in onda a partire dalle 21,00) nella quale verranno affrontati gli inquietanti retroscena di questa vicenda e messi in guardia i vacanzieri che con l’avvicinarsi dell’estate utilizzeranno traghetti e aliscafi. Nel malaugurato caso di un incidente grave, infatti, per essere risarciti potrebbero essere costretti a ricorrere ad avvocati e giudici: con tutti gli aggravi di spesa, di strazio e senso di impotenza che si aggiungono al dolore della perdita di una persona cara e senza, per questo, ottenere un risultato. 

Per avere maggiori notizie sull'incidente occorso a Paola e sulle incredibile vicende che riguardano la Siremar vi invito a visitare il blog Amici di Paola

domenica 27 febbraio 2011

Caino che cosa hai fatto?

«Cosa hai fatto?» disse Dio a Caino... «Meglio sarebbe per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare» disse Gesù..... ma nonostante questo Caino è tra noi ancora oggi e per via di quel libero arbitrio che è proprio  dell'uomo, colpisce inesorabilmente creature innocenti. Il sorriso di Yara Gambirasio è stato spento per sempre, da ieri lo sappiamo tutti e lo sa anche la sua famiglia.
Una ragazzina di tredici anni rapita, uccisa e poi abbandonata a marcire in un campo.. che cosa può esserci di più crudele di un gesto simile, come faranno la sua mamma e il suo papà a ritornare a vivere? Dopo Sarah Scazzi, Yara e con un numero che è una costante diabolica, il 26... il 26 di agosto sparì Sarah e il 26 novembre Yara che venne poi ritrovata il 26 febbraio, ieri appunto.
Ora sentiremo le solite frasi di circostanza, i soliti servizi televisivi, assisteremo allo scandagliare impietoso nelle vite dei protagonisti di questa tragedia e vedremo la piccola ginnasta nelle foto che la ritraggono sorridente con le sue compagne. Ma l'assassino lo vedremo? Lo vedremo in faccia questo mostro? E soprattutto questo mostro verrà punito in modo esemplare o farà i soliti 10 anni di galera e poi sarà libero come Erica e Omar, coma la Franzoni, come molti altri mostri che hanno insanguinato questa  nostra epoca?
Caino continua a colpire inesorabilmente ma non c'è nessuno che gli mette  "al collo una macina girata da asino, e lo getta negli abissi del mare" e io questo vorrei, lo vorrei per Yara, per Sarah, per Samuele e per tutti quei poveri angeli che in questi anni hanno trovato la morte e che ora  possono solo sperare in una giustizia giusta e inflessibile.

mercoledì 25 febbraio 2009

Essere onesti

Perchè dobbiamo essere onesti, leali, mantenere la parola data, non fare minacce e ricatti quando sappiamo benissimo che molti, usando mezzi illeciti si sono arricchiti, sono diventati potenti e vengono ammirati ed elogiati? Se molte fortune sono nate dalla genialità degli imprenditori, altre sono il frutto di furfanterie. Gli americani chiamano Robber Barons alcuni loro famosi magnati.
Se la disonestà paga, perchè tante persone continuano ad essere oneste, integre, corrette? Alcuni rispondono che lo fanno per timore della legge. Ma davvero credete che gli onesti siano onesti per timore del magistrato? No. Le leggi sono indispensabili, ma noi non siamo gentili con nostro marito o nostra moglie, non ci prendiamo cura dei nostri figli, non facciamo il nostro lavoro quotidiano, non aiutiamo gli altri per timore della legge. La società è fondata sui costumi, regole morali, valori, legami affettivi e solo quando questi fattori cessano di funzionare deve intervenire la legge. E non sempre con molto successo, come dimostrano le aree di mafia e di camorra. Il rigore morale è qualcosa che incominciamo a formarci da bambini attraverso l'esempio dei genitori, degli insegnanti, degli amici. E’ una bussola interna che rafforziamo da adolescenti, da adulti, nelle prove della vita.E’ un costrutto personale, il prodotto di una volontà, di una autodisciplina come ogni altra virtù, ogni altra abilità. Il bravo pianista, il bravo calciatore devono incominciare presto, ma poi continuare a coltivare la propria capacità. Chi non si è costruito questa bussola considererà normale ingannare, rubare, tradire. E lo farà sempre.
Ora domandiamoci: gli onesti, coloro che hanno la bussola della integrità, come possono operare in un mondo dove ci sono tanti potenti corrotti e tanti spregiudicati? Non verranno sempre sconfitti? Non è detto. Perchè chi ha scelto la rettitudine ed ha rinunciato ad imbrogliare, è portato a sviluppare altre capacità. Un pò come il cieco che, non vedendo, acquista una straordinaria capacità uditiva tattile e cenestesica. L'onesto sviluppa molto di più l'intelligenza, la creatività, l'efficienza. Inventa, organizza, costruisce, ispira fiducia, ottiene credito. Quando devi fidarti veramente di qualcuno, vedere le cose fatte bene, sei costretto a rivolgerti a lui. Nessuno, nemmeno il politico più spregiudicato, può farne completamente a meno. Questa è la sua forza e per questo, alla fine, si afferma e rende vivibile la nostra società.
Francesco Alberoni

domenica 14 settembre 2008

Un Papa che illumina il mondo

Papa Benedetto è a Lourdes, in quel luogo straodinario molti di noi vorrebbero esserci con lui e da Lourdes con la forza delle sue parole, il Papa indica la via ad ogni credente ed è una via limpida, priva di compromessi, una via che ognuno di noi può scegliere con libertà assoluta.

"Mai Dio domanda all’uomo di fare sacrificio della sua ragione!". "Mai la ragione entra in contraddizione reale con la fede! L’unico Dio - Padre, Figlio e Spirito Santo - ha creato la nostra ragione e ci dona la fede, proponendo alla nostra libertà di riceverla come un dono prezioso. È il culto degli idoli che distoglie l’uomo da questa prospettiva - osserva - e la ragione stessa può forgiarsi degli idoli".

"
Seguire il signore è il mezzo migliore per fuggire gli idoli". "Lui solo ci insegna a fuggire idoli come il denaro, la sete dell'avere,il potere e perfino il sapere. A tutti gli uomini di buona volontà che mi ascoltano io dico come San Paolo: fuggite il culto degli idoli, non smettete di fare il bene, di ricercare la verità e la giustizia in questo mondo e fatelo a qualsiasi costo".

domenica 20 luglio 2008

Il papa chiama e i giovani rispondono....

Lo spettacolo meraviglioso di Benedetto XVI con i giovani di tutto il mondo e il coinvolgimento che questi ragazzi dimostrano portano conforto ad una umanità in affanno senza valori e principi, ci indicato la via per la realizzazione del regno di Dio sulla terra.
Riporto il brano del vangelo di oggi, direi che leggendo con attenzione si può avere una indicazione di come sia semplice arrivare allo scopo.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,24-43.

Un'altra parabola espose loro così: «Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio». Un'altra parabola espose loro: «Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami». Un'altra parabola disse loro: «Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti». Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole, perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno, e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!