domenica 29 gennaio 2012

Anche i Massoni deportati nei lager... una verità che conoscono in pochi

Questo articolo è stato postato nel giorno della memoria sul mio gruppo "Binario 21 deportati nei lager nazisti" che su FB ha oltre 4500 iscritti.
La cosa mi è giunta nuova e degna di essere approfondita, se non altro per una correttezza di informazione.

Riporto anche questo interessante aneddoto postato da  un membro del gruppo che ci rivela qualche cosa di veramente insolito

E' una cosa che ho scoperto in questi giorni, Nell'anno 1933 Adolph Hitler dichiarò che tutte le organizzazioni segrete erano dannose al suo piano criminale per la conquista del mondo, ma ordinò anche la distruzione della Massoneria. A quel tempo in Germania vi erano 85.000 Massoni di buona reputazione. Eichmenn segretamente emise severi ordini: la morte per ognuno di loro. 80.000 Massoni incontrarono una morte inappropriata. I restanti 5.000, il cui nome non era inserito sui libri della Grande Loggia, si nascosero. Nascosero tutti i loro documenti massonici e smisero anche di indossare anelli e spille. Scelsero un piccolo fiore, il non ti scordar di me. Perciò essi comunicarono in questo modo senza mai essere scoperti dai nazisti.




Ironicamente questo era il fiore preferito di Hitler e quindi si meravigliò quando scoprì che degli uomini  indossavano questo simbolo  e pensò che si trattasse di un tributo a lui. Eichmann non scoprì mai il vero significato di questo piccolo fiore grazioso chiamato non ti scordar di me. Questo simbolo è ancora usato in Germania, per ricordare coloro che furono assassinati per fare onore agli insegnamenti dell'Ordine Massonico.

sabato 28 gennaio 2012

BINARIO 21 - Posata la prima delle 20 pietre del Memoriale della Deportazione

Il 26 gennaio 2012, a Milano in via Ferrante Aporti 3, Ferruccio de Bortoli e Roberto Jarach, presidente e vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della Regione Roberto Formigoni, il presidente della Provincia Guido Podestà e la storica Liliana Picciotto hanno partecipato alla cerimonia di posa della prima targa commemorativa dei convogli partiti dal binario 21. In tutto saranno posate 20 targhe, tanti sono stati - almeno allo stato delle conoscenze attuali - i "trasporti" verso il Lager nazisti dei deportati politici ed ebrei partiti da quei binari, nascosti nel ventre della Stazione Centrale di Milano.
Liliana Picciotto, del Cdec, ha annunciato che al Memoriale saranno affidate le biografie dei circa 900 ebrei partiti di lì verso i Lager della morte.
E' seguito un reading di brani letterari, lettere e saggi sulla deportazione e sul genocidio.
In rappresentanza dell'ANED di Milano è intervenuto il presidente della sezione Dario Venegoni, che ha letto il messaggio Al visitatore, scritto da Primo Levi in occasione della inaugurazione del Memoriale italiano ad Auschwitz, nel 1980. Venegoni ha annunciato che anche l'ANED di Milano collaborerà alla banca dati del futuro Memoriale della Shoah, fornendo i nomi degli oltre 800 deportati politici partiti dal Binario 21 verso i Lager nazisti, da dove in maggioranza non feccero ritorno.
Per l'ANPI di Milano è intervenuto il presidente provinciale Roberto Cenati.
Da sinistra : De Bortoli, Podestà, Formigoni., Pisapia,Jarach.

La mia Giornata della Memoria

"Ho giurato di non rimanere in silenzio quando e dove gli esseri umani sopportano sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre prendere una posizione. La neutralità aiuta l'oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia il tormentatore, mai i tormentati". -

(Elie Wiesel, sopravvissuto alla Shoah)

La mia Giornata della Memoria è stata faticosa ma esaltante. E' iniziata con una conferenza nell'istituto Lagrange Brera che ha coinvolto studenti delle classi terze, quarte e quinte, insomma una marea di ragazzi molto attenti al racconto che scaturiva dal mio libro "Deportato I 57633" e che narra la storia della deportazione del mio papà Ferdinando Valletti. Una esperienza viva colma di una grande tensione emotiva da parte di tutti.
Il pomeriggio sono stata intervistata  da Jacopo Casoni negli studi di Telenova News. Ho raccontare la figura di mio padre, presentato il libro ed esternato sensazioni ed emozioni della giornata, trenta minuti fitti fitti tra dialogo e vecchie foto. Ringrazio Casoni per il suo invito e la sua gentilezza.
La sera ho raggiunto il Consiglio di Circoscrizione 8 e ho reso omaggio al mio papà e anche a tanti altri deportati della zona, soprattutto dell'Alfa Romeo, in  una sala gremita all'inverosimile. E' stata una serata dalle forti emozioni: le foto ingiallite dal tempo  si inserivano di prepotenza nei racconti, nelle poesie di Falanga, nell'accorato ricordo di Fiamma. Il giovane responsabile della Commissione Cultura, Mattia Tarelli, ha condotto in modo encomiabile e con grande abilità una serata non certo facile, ma molto, molto bella.
La cosa che mi ha fatto più piacere? Le molte persone che conoscendo mio padre, si sono letteralmente buttate su di me per abbracciarmi.
Grazie a tutti, davvero!



sabato 21 gennaio 2012

Deportato I57633 Voglia di non morire : il libro, la scultura e il documentario

Il mio contributo alla GIORNATA DELLA MEMORIA è la riproposizione del mio libro "Deportato I 57633 Voglia di non morire" aggiornato con i nuovi documenti che ho reperito e che danno una svolta all'ultimo periodo della prigionia  di mio padre Ferdinando Valletti, nel terribile campo di sterminio di Gusen II.(Sottocampo di Mauthausen)




Si tratta di una bellissima scultura Raku  raffigurante la deportazione di Ferdinando Valletti
realizzata dal maestro Angelo Melaranci e donata
all'Associazione Culturale Ferdinando Valletti

Segnalo anche il documentario che porta lo stesso titolo del mio libro e che è stato realizzato dal Mauro V.Quattrina.  Si tratta di un  bel  documentario che, come tutti i lavori liberamente tratti, per esigenze narrative, può non essere coerente con il libro.


Voci dal Lager, il libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri

Siamo vicini alla GIORNATA DELLA MEMORIA e in tutta l'Italia sono diverse le iniziative a cui i cittadini sono chiamati a partecipare. Ognuno deve sentire il dovere di esserci e non per una celebrazione retorica o per schieramento politico, ma perchè esserci nel 2012 significa far parte della tragica storia di   quei maledetti campi di sterminio nazisti e se si è parte di quella tragedia  allora si ha il dovere di  informare le nuove generazioni sui pericoli che qualsiasi democrazia può sempre correre se non si sta sempre allerta e si permettono crimini contro la dignità dell'uomo.
Ieri sera sono stata invitata alla presentazione del libro "Voci dal lager" una raccolta di lettere e documenti di deportati politici nei campi di sterminio nazisti nel periodo 1943-1945. Gli autori hanno svolto un lavoro importante, hanno raccolto e catalogato moltissimi documenti e ci hanno mostrato il lato umano dei deportati in un contesto emozionale che colpisce profondamente. Le lettere a madri, mogli, figli sono scritte in modo delicato, sempre misurate, quasi a non voler far male, quasi a non voler raccontare ai propri cari la brutalità e l'orrore che invece i deportati stavano vivendo fino in fondo ogni giorno della loro deportazione.
Occorrerebbe leggere e rileggere quelle lettere perchè non è più il tempo di  limitarsi a citare i numeri tragici della deportazione e gli orrori di massa che sono stati compiuti dai fascisti e dai nazisti. Dietro la divisa a righe bianche e blu di quelle povere anime che hanno patito le pene dell'inferno e che spesso non sono più tornate ,c'erano uomini, persone che hanno sperato fino in fondo di farcela, di tornare dalle loro famiglie, dai loro figli.
Mai come in questo libro vengono messi in luce i meriti dei deportati politici, gente che nelle proprie città aveva partecipato alla lotta armata partigiana, aveva organizzato scioperi, partecipava alle Brigate Garibaldi, gente spesso poco celebrata davanti all'immane tragedia ebraica, ma altrettanto vittima del fascismo e del nazismo non per appartenenza di razza o religione, ma per consapevole scelta politica.