giovedì 2 ottobre 2008

IL FENOMENO FACEBOOK

E così se non sei su FACEBOOK non sei nessuno... politici, gente dello spettacolo, manager, persone comuni fano a gara per essere presenti sul social network più importante del monto e si divertono anche.
E' di pochi giorni fa la notizia che Facebook batte Myspace diventando il social network più visitato su internet. Secondo le cifre diffuse da comScore poco più di 132 milioni di persone hanno visitato Facebook, che supera così Myspace e i suoi 117,5 milioni di utenti, affermandosi come numero uno al mondo. In europa nel mese di giugno i visitatori di Facebook sono stati 35,2 milioni più del doppio rispetto al 2007. "Facebook ha fatto un lavoro eccezionale di leva sul brand a livello internazionale nel corso dell'anno passato. Estendendo la rilevanza del sito ai mercati locali. attraverso l'interfaccia di traduzione nei linguaggi locali, - ha spiegato il vice presidente di comScore, Jack Flanagan - Il sito sta diventando sempre più competitivo e sta perfino catturando la leadership in diversi mercati in cui aveva una presenza relativamente minore appena un anno fa". Il numero di utenti dei siti di social network è balzato del 66% nelle regione africane e del Medio Oriente e del 35% in Europa.

lunedì 29 settembre 2008

Un museo al Binario 21 della Stazione Centrale

Finalmente anche Milano avrà il suo Museo della Deportazione, verrà realizzato alla Stazione Centrale e precisamente accanto al binario 21 che era accessibile solo dai sotterranei. Da quel binario sono partite le 605 persone deportate la mattina del 30 gennaio 1944 ad Auschwitz–Birkenau e molti altri convogli per altre campi di concentramento nazisti. Anche mio padre Ferdinando Valletti partì da quel tragico binario il 4 marzo 1943 e venne condotto con altri compagni di sventura prima ad Insbruk, poi a Reichenau che era un piccolo campo di smistamento, e infine a Mauthausen, dove arrivò il 13 marzo 1944 e vi rimase fino al 5 maggio 1945, il giorno della liberazione.
Quest'anno ho visitato il Campo di Mauthausen e ciò che resta di quello di Gusen e ho pensato che la mia città avrebbe proprio dovuto dedicare alla deportazione un museo, un luogo della memoria per tutti coloro che sono morti e hanno sofferto nell'inferno dei campi di sterminio. Sono quindi molto orgogliosa che questo Museo venga realizzato e mi auguro che la documentazione che verrà messa a disposizione di tutti non si limiti alla
Shoah ma comprenda tutti i deportati milanesi.

sabato 27 settembre 2008

Paul Newman se ne è andato

È morto Paul Newman, uno dei più noti attori di Hollywood, indimenticabile protagonista di film come «La stangata», «Lo spaccone» e l'ultimo, «Era mio padre», diretto nel 2002 da Sam Mendes. La notizia è scarna ed essenziale come accade solitamente in questi casi, ma lui, il grande Paul ha fatto sognare le donne di tutto il mondo ed era un uomo con la U maiuscola. L'annuncio lo ha dato Vincenzo Manes, presidente della fondazione Dynamo Camp di Limestre (Pistoia), che fa parte dell'organizzazione internazionale di solidarietà fondata dall'attore americano. Al momento però la notizia non ha altre conferme. «Stamani alle 7.30 ho ricevuto una mail dall'America che mi ha fatto sapere che Paul Newman non è più tra noi» ha detto Manes alla festa annuale della fondazione. I presenti hanno risposta alla notizia con un applauso durato alcuni minuti.
Nato e cresciuto nell'Ohio, vicino a Cleveland, Paul era figlio del proprietario di un negozio di articoli sportivi, a sua volta figlio di emigranti europei, e di una donna ungherese. Giovanissimo si è arruolato nella Naval Air Corp sperando di diventare pilota, ma non ci è riuscito per un problema alla vista. Nel 1949 ha sposato Jackie Witte ed è stato allora che ha deciso di intraprendere la carriera di attore; dal matrimonio sono nato tre figli, ma l'unico maschio, Scott, è morto nel 1978 per overdose. Dopo aver frequentato per meno di un anno la scuola d'arte drammatica della Yale University, Paul si è iscritto all'Actor's Studio di New York e ha debuttato nel 1953 in un teatro a Broadway in «Picnic», opera resa famosa dall'omonimo film. L'esordio cinematografico nel 1954 in «Il calice d'argento». Allora il The New Yorker scrisse: «Recita la sua parte con il fervore emotivo di un autista di autobus che annuncia le fermate locali».

I GRANDI SUCCESSI - Due anni più tardi è andata meglio con la sua interpretazione del pugile Rocky Graziano in «Lassù qualcuno mi ama». Nel 1958 a Las Vegas Newman si è risposato con l'attrice Joanne Woodward, sua compagna fino all'ultimo e da cui ha avuto tre figlie. A cavallo degli anni '60 Paul è stato protagonista di alcuni fra i più grandi successi della storia di Hollywood: «La gatta sul tetto che scotta», «Lo spaccone», «Hud il selvaggio», «Intrigo a Stoccolma», «Il sipario strappato», «Nick mano fredda», «Butch Cassidy», «La stangata». Con la moglie ha recitato poi in «Paris Blues» (1961), «Il mio amore con Samantha» (1963) e «Indianapolis, sfida infernale» (1969). Newman l'ha anche diretta come regista ne «La prima volta di Jennifer» (1968), «The Effect of Gamma Rays on Man-in-the-Moon Marigolds» (1972), «The Shadow Box» (1980) e «Lo zoo di vetr»o (1987). Ha vinto l'Oscar come migliore attore nel 1986 per «Il colore dei soldi», sequel dello «Spaccone».

Ho scelto per ricordarlo la foto che vedete qui accanto, lo vedete accanto alla moglie Joanne Woodward, il grande amore della sua vita, una coppia indistruttibile, come credevamo che fosse lui. (Emmevì)

venerdì 26 settembre 2008

Non esiste un altro uomo così caro come lui

Permettetemi un pensiero per il mio papà.. ho ricevuto questa bella poesia e ve la propongo, so che sono moltissime le persone che piangono un padre che non c'è più e credo che vi farà piacere.


Non esiste un altro uomo
così caro come lui.
Sogna ancora ad occhi aperti
e non ama la tristezza.
Noi ci somigliamo tanto
ma io non sogno ad occhi aperti
io appartengo ad un altro mondo
dove lui vivrebbe male.

Caro, caro vecchio mio
ora corri insieme al tempo
e non corri più nel vento.
Ho il tuo sangue nelle vene
e ti porto nel mio cuore.

I suoi occhi sono buoni,
i capelli tutti bianchi.
Sulle spalle porta il peso
di una vita senza gioie.
Gira il tempo la sua ruota
c’è chi nasce, c’è chi muore,
ma la storia di mio padre
è una storia senza tempo.

Caro, caro vecchio mio
ora corri insieme al tempo
e non corri più nel vento.
Ho il tuo sangue nelle vene
e ti porto nel mio cuore….

da Ciao Pa'

Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi.... Voglio pensare che ancora mi ascolti..... che come allora sorridi... che come allora sorridi....

martedì 23 settembre 2008

VERGOGNA: GIU' DAI TRENI CANI E GATTI AL DI SOPRA DEI 6 KG

Ma si vergnognino le Ferrovie dello Stato, cercano un capro espiatorio per l'invasioni di pulci e zecche recentemente segnalate e non una sola volta, da viaggiatori imbestialiti e allora ecco che ai cani di taglia media e grossa vengono interdetti i treni.
I cani piccoli, quelli che pesano meno di 6 kg potranno viaggiare nella gabbietta e con certificato medico.
Siamo davanti al solito provvedimento ottuso che un po' di sano buon senso riesce facilmente a contestare: a parte che non solo i cani sono portatori di zecche, i topi dove li mettiamo e credo che siano proprio loro la causa del problema, a parte che i cani piccoli con eventuali zecche infestano tanto quanto i grandi, non saranno le sbarre della gabbietta a fermare le fameliche zecche, a parte che i cani che viaggiano con i padroni solitamente sono controllati, voglio dire che non siamo in presenza di randagi, a parte tutto questo, mi spiegate che cosa vogliono risolvere con questa "ideona", nulla. Il solito fumo negli occhi per gli italiani che però questa volta non hanno intenzione di accettare passivamente e hanno cominciato a protestare sonoramente.
Vi rimando al sito dell'Associazione Proprietari Responsabili, dove è possibile inviare una protesta a Trenitalia e anche al Sottosegretario alla Salute.
Personalmente non sono mai salita sul treno con il mio cane, ma vorrei poterlo fare se ne avessi la necessità, è una questione di libertà e di giustizia.