martedì 6 ottobre 2009

Valletti Ferdinando: salvare un amico a Mauthausen

Girovangando sul WEB per recuperare materiale per un documentario ho scoperto questo articolo del CORRIERE che parlando del Prof.CARPI, insigne pittore e per anni rettore dall'ACCADEMIA DI BRERA, cita mio padre come "autore" del suo salvataggio.
Naturalmente ero al corrente di questo episodio e l'ho citato anche nel mio libro "Deportato 57633 Voglia di non morire", ma vederlo riportato sul giornale mi ha profondamente commosso.
Mio padre aveva solo 23 anni ed era costretto a vivere in condizioni estreme, ma ha trovato la forza di aiutare i compagni e di salvare loro la vita.

Manuela Valletti


CORRIERE DELLA SERA
TERZAPAGINA
Carpi, i foglietti che dipingono l' orrore
un profilo del pittore Aldo Carpi, " l' ultimo grande scapigliato "

Carpi, i foglietti che dipingono l' orrore
Per due giorni parlo' senza interruzione, poi tacque. Quando torno' a casa, dopo un anno e mezzo, il pittore Aldo Carpi, "l' ultimo grande scapigliato", non dimentico' nulla del lager, ma ne avrebbe parlato malvolentieri. Gli era rimasto nel naso l' odore del gas, diceva ogni tanto. Venne arrestato il 23 gennaio 1944 a Mondonico, in Brianza, dove era sfollato con la famiglia. Fu denunciato per attivita' antifascista da uno scultore, Dante Morozzi, un insegnante di Brera. Quella domenica mattina Carpi, dal suo studio, vide un gruppo di fascisti risalire la strada e dirigersi verso la sua casa, all' altra estremita' del paese. Avrebbe potuto fuggire, ma non fuggi' . Preferi' consegnarsi, per evitare che prendessero i suoi figli. Quel giorno Aldo Carpi stava ultimando L' arresto degli Arlecchini, un quadro a olio che raffigura quattro nerissimi poliziotti che inseguono sei arlecchini trasparenti. Sei come i suoi figli, che sperava "imprendibili come una nuvola". Ma furono catturati. Uno, Paolo, fu ammazzato a diciassette anni a Gross Rosen, alle nove del mattino del 25 febbraio 1945: con una iniezione di fenolo, perche' quel piccolo campo della Slesia meridionale non disponeva di camere a gas. Per Aldo prima Mauthausen, poi Gusen. Quando torna a casa, conta i figli: uno due, tre, quattro, cinque. Manca Paolo. Anche Pinin, che nel ' 45 aveva ventisei anni, aveva fatto la sua Resistenza: dura, durissima. Benche' ora riesca a parlare di arresti, del carcere a San Vittore, di interrogatori, di fughe e di appostamenti, della vicenda di suo padre, di Paolo come se raccontasse una delle tante storie per ragazzi che ha scritto in questi anni. Qui purtroppo non ci sono ne' leoni parlanti ne' gnomi ne' fate ne' maghi: qui e' tutto atrocemente vero. Ricorda suo padre, Aldo, tornare nella casa di via De Alessandri, che era stata sede delle prime riunioni del Cln: il corpo (un metro e ottanta) smagrito, i quaranta chili registrati il giorno della liberazione erano di poco aumentati, sente ancora nelle orecchie l' urlo di gioia di sua madre. Ricorda i foglietti minuscoli, riposti nella pellicola piegata di una radiografia che per un anno e mezzo suo padre tenne nascosta sul petto: "Se li avessero trovati lo avrebbero ammazzato". Quei foglietti contenevano il famoso Diario di Gusen, che Pinin Carpi avrebbe trascritto e pubblicato da Garzanti nel 1971. La seconda edizione, rivista e ampliata, e' da poco uscita nei Tascabili Einaudi con una introduzione di Corrado Stajano e con una nuova appendice, e verra' presentata oggi pomeriggio (alle ore 18) nella Sala Teatro della Accademia di Brera. Forse l' unico diario scritto in presa diretta, giorno dopo giorno nel lager. Aldo Carpi avrebbe poi testimoniato quella tragedia anche in molti disegni realizzati nei decenni seguenti. Ma quelle note, scritte sulle ricette di un medico, furono redatte tra il 1944 e il ' 45: "Un documento di religiosita' profonda . scrive Stajano ., una lezione di pudore, di dignita' e di coraggio che incute commosso rispetto". Pinin ricorda la religiosita' dei suoi genitori: "Una religiosita' molto sentita, ma tutt' altro che bigotta: mio padre, anche dopo il campo di concentramento, rimase un uomo dolcissimo con noi. Non sembrava cambiato per niente".

Il giovane Ferdinando Valletti, operaio dell' Alfa Romeo, anch' egli finito a Gusen per avere partecipato ad uno sciopero, vedendo Aldo sul letto di morte, ricordo' i giorni del lager, quando a uno a uno i deportati cercavano consolazione nella fede, nelle parole di Aldo Carpi. Il quale, precocemente invecchiato li' dentro, a 57 anni, continuava a dipingere ritratti per i suoi aguzzini, i loro figli, le loro donne. Valletti lo aveva salvato quando, appena arrivato a Gusen, Aldo fu messo a lavorare in una cava, dove le SS avrebbero voluto seppellire i cadaveri delle loro vittime. Doveva raccogliere e trasportare i massi che venivano fatti rotolare dall' alto. E lui non stava piu' in piedi. Fu Valletti a sostenerlo, a nasconderlo, a curarlo ormai moribondo. Poi, un medico polacco lo porto' nel suo studio e gli propose di fare quadri per gli ufficiali. Fu questo "dipingere con la testa nel sacco" a salvarlo. Non certo a fargli dimenticare i giovani russi che dalla sua finestra vedeva gettarsi contro i reticolati dell' alta tensione, disperati dopo le torture. Oppure il volto dell' Alfredo Borghi, un operaio, che dalla camera a gas, in attesa della fine, urlo' : "Carpi, damm de bev".

Di Stefano Paolo

lunedì 21 settembre 2009

OGGI E' LA GIORNATA MONDIALE DELL'ALZHEIMER

Vorrei richiamare l'attenzione del Governo sulle necessità di assistenza domiciliare, di tutela, di cure dei malati di alzheimer e delle loro famiglie e contemporaneamente vorrei denunciare l'assoluta indifferenza delle istituzioni a questo problema.
Molti anni or sono ricordo di aver contribuito a reperire una sede per la Federazione Alzheimer di Milano, non avrei certo immaginato che questa malattia terribile avrebbe poi devastato mio padre e la mia famiglia.
Questo dovrebbe essere di monito a tutti: non restate indifferenti, non si conoscono le cause di questo morbo e non esistono cure efficaci, un giorno potreste aver bisogno di aiuto, date una mano alle assocciazioni che suppliscono le carenze del pubblico:
Vi segnalo Il Ciclamino la mia piccola associazione che però fornisce aiuti preziosi, la potete aiutare semplicemente acquistando il mio libro "Papà mi portava in bicicletta"

Grazie a tutti coloro che vorranno raccogliere l'appello!

sabato 19 settembre 2009

Immagini da una vacanza...la mia!

Prove d' Autunno... il camino funziona!

Siamo solo al 20 di settembre e le vacanze appena terminate sembrano tanto lontane. Certo ha contribuito a questo brusco risveglio il calo repentino delle temperature... ci siamo ritrovati in un autunno inoltrato ed invece sarebbe stato bellissimo viversi questa mezza stazione tanto ricca di colori, di frutti e di malinconie.
Ma torniamo alle vacanze... non ho ancora avuto modo di mostrarvi qualche foto di Lanzo d'Intelvi e dintorni, lo faccio volentieri perchè il luogo merita, la valle è splendida e incredibilmente incontaminata. Ho riscoperto in questi boschi e prati al confine con la Svizzera brani della mia vita che credevo di aver perso per sempre e di tutto ciò sono molto felice.


villa: giardino


Villa:facciata

icona raffigurante uno schauzer gigante sul padiglione di caccia di Bosco Meriggio

Floretta fa la legna per il camino, è previdente ed ha visto giusto!

Dalla Vetta Sighignola: lago di Lugano, alpi italiane, francesi, svizzere.. una vista mozzafiato!

mucche al pascolo verso i sentieri delle trincee
Da "La Baita" scorcio sul Monte Generoso
Puledri al pascolo

Bosco Meriggio.. una meraviglia


Ci sarebbe molto altro da vedere, per ora vi ho regalato uno scorcio di un luogo bellissimo dove sembra che il tempo si sia fermato e a volte questo non è un male....





lunedì 14 settembre 2009

Scuola, Gelmini inaugura l'anno nuovo: "In classe tetto al 30% per immigrati"

Roma - "In alcuni classi la presenza degli immigrati sfiora il 100 per 100. Queste non sono le condizioni adatte per favorire l’integrazione". Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, in un’intervista a Maurizio Belpietro su Canale 5, sottolinea la necessità di consentire agli studenti immigrati di integrarsi con gli italiani nel giorno in cui 5 milioni di studenti ritornano sui banchi. "Noi abbiamo annunciato un provvedimento di cui stiamo studiando gli aspetti tecnici che prevederà un tetto del 30% per favorire le condizioni migliori per un’integrazione anche degli alunni stranieri - spiega -. Poi avremo anche una nuova materia che credo sia significativa, l’educazione alla cittadinanza e Costituzione. Ossia favorire sia da parte dei nostri ragazzi, sia degli studenti immigrati la conoscenza dei principi basilari del vivere civile".

Stop alla politica "Esiste all’interno della scuola una minoranza di dirigenti e di insegnanti che confonde la scuola con l’agone politico". Il ministro dell’Istruzione ribadisce che "è legittimo, ovviamente, avere posizioni politiche, però queste vanno espresse nelle sedi opportune: la scuola - spiega il ministro - è un’istituzione, forse la più importante del nostro Paese e in quanto tale va rispettata. Nella scuola si applicano le riforme - conclude - e non si fa politica".

Continuità didattica L’azione del governo, spiega poi la Gelmini, è rivolta anche a garantire la "continuità didattica" nelle scuole tamponando la diaspora dei circa 200mila professori che ogni anno cambiano cattedra. "Viene consentita una mobilità eccessiva che va a danno degli studenti e della qualità della scuola - spiega il ministro -. Per questo noi stiamo ragionando per fare in modo che la continuità didattica sia possibile e che, quindi, sia data la facoltà ai dirigenti scolastici di mantenere gli insegnanti nella stessa classe, nello stesso istituto almeno per un biennio. Migliorerebbe di molto la qualità della didattica nelle nostre scuole - conclude - ed è un obiettivo che noi ci prefiggiamo".

da IL GIORNALE

mercoledì 9 settembre 2009

Ciao Mike e grazie!

Ho avuto la fortuna di aver assistito all'inizio di Lascia o Raddoppia e di aver partecipato all'ondata di entusiasmo che aveva travolto l'Italia negli anni 50, allora il giovedì sera le sale cinematografiche, svuotate da tutto il pubblico che preferiva vedere la trasmissione di Mike, avevano optato per mettere un televisore al centro dello schermo per consentirne la visione. I televisori in circolazione non erano molti e spesso ci si riuniva tra famiglie, al bar e appunto al cinema per seguire le avventure milionarie dei vari concorrenti ma anche per vedere lui, il grande Mike. Io avevo una decina d'anni e ricordo che per quel bel ragazzo dai capelli biondi con gli occhi azzurri e che veniva per giunta anche dall'America, mi batteva forte il cuore. Sapevo tutto di lui, dove abitava, gli sport che praticava, i cani che aveva. Se non ricordo male all'epoca viveva in un appartamento in Galleria Passerella, in Piazza S.Babila a Milano.
Ricordo che qualche anno fa il mio papà lo aveva incontrato per una partita di tennis al Campo Sportivo 25 Aprile e si erano abbracciati, erano stati insieme a San Vittore nel 1944 prima di essere deportati a Mauthausen e sono cose che non si dimenticano.
Per tanti tanti anni il bel ragazzo biondo mi ha fatto compagnia, ha rallegrato le mie serate, lo ha fatto con tenacia ed entusiasmo fino a che i suoi capelli si sono tinti di grigio e l'azzuro dei suoi occhi si è un pochino sbiadito ... negli ultimi spot con Fiorello lo si vede molto invecchiato, d'altra parte 85 anni non sono pochi e lui li ha vissuti alla grande.
Voglio ricordarlo al meglio, voglio ringraziarlo per il batticuore che mi ha regalato ai suoi esordi e per la sua costante e rassicurante presenza in televisione, lui un signore d'altri tempi in questa accozzaglia di volgarità che è oggi il mondo dello spettacolo.
No Mike, non ti dimenticherò e non lo faranno nemmegli gli altri italiani, quelli che al dilagare della televisione trash preferivano i tuoi quiz.
Una carezza Mike, e buon viaggio.