domenica 2 maggio 2010

Alhzeimer: nuove terapie invece dei soliti farmaci dannosi

Sono lieta di riportare una notizia che apre il cuore alla speranza per chi è malato di Alzheimer e per i suoi famigliari, ricordo che ho provato di persona la positività della vicinanza dei cani con il mio papà che aveva proprio questa malattia, di loro racconto  ampiamente nel mio libro "Papà mi portava in bicicletta", chi volesse acquistarlo trova il link qui a lato.


Animali e musica contro l'Alhzeimer



Riducono disagi psichici della malattia
Le terapie non farmacologiche possono essere un valido aiuto per i malati di Alzheimer. La pet therapy, ovvero il compito di prendersi cura di un animale, oppure la possibilità di interagire con una bambola, o il fatto di ascoltare la musica non possono di certo bloccare la progressione della malattia, ma hanno un influsso positivo sui disagi psichici legati al male, come aggressività, agitazione, allucinazioni e insonnia, che possono ridursi anche del 60%.


I buoni risultati possibili con le cure non farmacologiche dell'Alzheimer sono stati presentati e discussi dagli esperti riuniti per il decimo Congresso dell'Associazione Italiana di Psicogeriatria, a Gardone Riviera in provincia di Brescia.

E' noto che, quando ci si ammala di Alzheimer si perde man mano il contatto con il mondo: si dimentica il nome degli oggetti, non si riconoscono più le persone care, non si riesce più ad esprimersi e a parlare. Le terapie sono ancora scarse, ma le strategie alternative riescono a dare sollievo almeno in alcuni aspetti della malattia. ''I farmaci per la cura dell'Alzheimer possono solo rallentare la progressione dei sintomi - spiega Marco Trabucchi, presidente dell'Associazione Italiana di Psicogeriatria - Si sono quindi diffusi approcci di medicina alternativa, che hanno resistito alla prove di efficacia e vanno sempre più conquistandosi uno spazio tra le cure accettate a tutti i livelli": Tra queste ci sono la doll therapy e la pet therapy, che hanno lo scopo di focalizzare su un compito l'attenzione della persona ammalata di demenza, ad esempio quello di giocare con un cane, un gatto, un criceto o una bambola, evitando in questo modo di concentrarsi sulle idee che riempiono in maniera scoordinata il cervello, e che producono ansia, agitazione e uno stato permanente di disagio.

Una ricerca dell'università di Tolosa in corso di pubblicazione ha dimostrato che in questo modo si riducono del 60 per cento i disturbi comportamentali, si creano le condizioni per un miglior adattamento all'ambiente e il paziente riesce anche ad alimentarsi meglio. Gli esperti ricordano che la compagnia di un piccolo animale o di una bambola deve essere comunque mediata da un operatore, che indirizzi e aiuti il paziente: in questo modo si ottiene un ambiente più sereno, in grado di favorire i momenti di riposo e un'alimentazione più tranquilla. "Non sappiamo perché ciò accada - ha precisato Trabucchi - forse c'è una regressione all'età infantile, si attivano ricordi cancellati solo apparentemente dalla malattia, si riescono a sfruttare le capacità affettive residue". Purtroppo l'effetto di pet e doll therapy non dura più di un giorno, precisa l'esperto, ed il giorno successivo bisogna ricominciare da capo.

La terapia con la musica è invece più articolata. Secondo uno studio in via di pubblicazione su Aging and Mental Ealth, condotto dal gruppo di ricerca Geriatrica di Brescia coordinato sempre dal prof. Trabucchi, la musica funziona come una sorta di chiave per accedere alle emozioni dei malati: riduce l'ansia, la depressione l'aggressività e persino le allucinazioni dei malati, con effetti migliori anche dei farmaci e soprattutto senza effetti collaterali. Nel nostro Paese i malati di Alzheimer sono ormai 600.000, in crescita al ritmo di 150.000 nuovi casi ogni anno.

martedì 27 aprile 2010

"Papà mi portava in bicicletta" al Salone Internazionale del Libro di Torino

La bella notizie è arrivata ieri dal mio editore, che cosa possono dire... ne sono lieta. Amo molto questo mio libro, all'apparenza è un diario sofferto di quattro anni trascorsi accanto al mio papà ammalato di Alzheimer... in realtà è la memoria di eventi che hanno cambiamo la mia vita e che sono li, scritti nero su bianco a testimoniare il mio cambiamento. 
La narrazione è lieve e intensa nello stesso tempo, il grande amore che avevo e che ho per mio padre, morto il 23 luglio del 2007, traspare da ogni pagina del libro e mette in evidenza il rapporto speciale che io e lui abbiamo sempre avuto e che ha origini certamente da una affinità di carattere ma anche dal modo in cui "ci siamo conosciuti".. lui mi ha sempre detto di aver  lottato disperatamente per la sua salvezza nel Campo di Sterminio di Mauthausen perchè voleva conoscere il figlio che sapeva di aspettare, quella bimba ero io e mi vide per la prima volta quando avevo 10 mesi.
Pur essendo nato nel 2008, il libro è stato presentato solo ieri per la prima volta in pubblico a Forlì. Il dolore per ciò che è accaduto era ancora troppo vivo e io non riuscivo a parlarne, parlava il libro per me, ma non era la stessa cosa.
Nonostante questa mia reticenza il libro sta facendo un suo percorso di successo, è stato l'ispirazione di un "corto" e proprio in questi giorni sto ricevendo inviti da molti enti, che dopo averlo letto, desiderano che io ne parli.
La più grande intima soddisfazione che ho ricevuto dopo l'evento di Forlì  è stata una frase che mi ha rivolto una persona che ha assistito alla presentazione ed è stata questa: "La ringrazio perchè lei mi ha insegnato a non avere paura della malattia".. E' bellissimo.
Ora il Salone del Libro di Torino.... 



Chi volesse acquistare il libro, lo trova sulla banda laterale.

lunedì 26 aprile 2010

La bellissima esperienza di Forlì

Sono di ritorno da un weekend a Forlì dove ho presentato il mio libro "Papà mi portava in bicicletta". E' stata una bellissima esperienza! Premetto che questo libro è stato presentato ufficialmente in pubblico per la prima volta proprio in questa occasione, lo scorso anno il dolore per la mia vicenda personale era ancora troppo vivo  e non mi era possibile parlarne, ora le cose vanno meglio e finalmente ho potuto farlo.  La presentazione era stata preparata nei minimi dettagli, era accompagnata anche da slides che mostravano stralci della mia vita e le presenze erano  molto qualificata. L'evento è stato organizzato dall'Associazione Culturale Poliedrica e realizzato concretamente da Guido Passini e Silvia Navoni, era presenta il Comune di Forlì con l'Assessore Drei (Servizi Sociali), l'Assessore al Decentramento e il Presidente della Circoscrizione 2. I rappresentanti dell'Associazione " Rete Magica" (che supporta i malati di Alzheimer e le loro famiglie) ha introdotto l'argomento e ha raccontato come viene affrontata questa terribile malattia a Forli, credo che dovrebbe essere presa a modello in molte altre parti d'Italia. Io cercherò di farlo con la mia Associazione "Il Ciclamino". 
Ho presentato il libro e ho risposto ad una serie di domande intense sulla mia esperienza personale accanto al mio papà e  sulla necessità di mantenere i malati nel loro ambiente familiare quando possibile, sono emersi quadri di vita che hanno molto commosso i presenti che hanno a lungo applaudito e che alla fine si sono  complimentati.
Ho saputo proprio ora che il libro verrà inviato al Salone Internazionale del Libro di Torino, ne sono lieta.
L'unica considerazione che posso fare e questa: quando si scrive con il cuore e si ha il coraggio di mettere a nudo le proprie emozioni si trova sempre dall'altra parte persone dotate di grande umanità che apprezzano e alla fine si riesce anche a dare un contributo positivo a tanta sofferenza.

mercoledì 21 aprile 2010

Bella serata e grande successo!!!

Ieri sera nella sede istituzionale della circoscrizione 8 di Milano, è stato presentato il documentario DEPORTATO I 57633 VOGLIA DI NON MORIRE realizzato dal regista veronese Mario Vittorio Quattrina e tratto dal mio libro che porta lo stesso titolo. L'occasione era la celebrazione dell'anniversario della Liberazione.
Ho avuto il grande piacere di incontrare diverse insegnanti che conoscevano mio padre e che  ricordavano perfettamente il suo intervento nelle loro classi, è stato  un momento commovente che poi si è completato nella  visione del documentario. 
Erano presenti anche lo storico del Milan, dott. La Rocca, i rappresentanti dell'ANPI di zona, i rappresentanti del gruppo Anziani dell'Alfa Romeo con la loro gloriosa bandiera, tutti si sono stretti a me in un affettuoso abbraccio e per questo li ringrazio di cuore.
Il regista ha avuto i complimenti di tutta la platea per il bellissimo lavoro che ha svolto, 45 minuti di storia e di grande umanità, un modo di raccontare che tiene lo spettatore incollato alla poltrona. Alcuni passaggi del film sono veramente toccanti e la narrazione in prima persona di mio padre fa si che la sua presenza diventi palpabile.
Dal rappresentante del Milan sono state annunciate iniziative importanti sia per il documentario che per il progetto dell'Associazione Culturale Ferdinando Valletti che si impegnerà nelle scuole, in collaborazione con l'Associazione Storia Viva di Verona,  con un concorso grafico/letterario dal prossimo anno scolastico.

domenica 18 aprile 2010

Quando una partita di calcio ti salva la vita..



Nel documentario/fiction DEPORTATO I 57633 VOGLIA DI NON MORIRE, di cui vedete la locandina,  la storia di Ferdinando Valletti, ex giocatore del Milan, deportato a Mauthausen e la sua straordinaria vicissitudine
 Nell'ambito delle iniziative per la celebrazione del 25 Aprile - Festa di tutti gli Italiani - l'Associazione Culturale Ferdinando Valletti e il Consiglio di Circoscrizione 8 di Milano invitano i milanesi alla proiezione del documentario DEPORTATO I 57633 VOGLIA DI NON MORIRE realizzato dal regista Mauro Vittorio Quattrina e tratto dal libro di Manuela Valletti che racconta la deportazione del padre Ferdinando.
Il documentario narra la vicenda umana di Ferdinando Valletti che deportato a Mauthausen nel marzo del 1943 per aver partecipato allo Sciopero dell'Alfa Romeo, riuscì a salvare la sua vita e quella di molti compagni per aver accettato di giocare una partita di pallone con le SS.......
Sia Manuela Valletti, che il regista Mauro Vittorio Quattrina saranno presenti all'evento.
E' stato invitato anche lo Storico del Milano, Dott. Luigi La Rocca

20 APRILE 2010 - MILANO, VIA QUARENGHI 21 
SALA DEL CONSIGLIO DI CIRCOSCRIZIONE 8



ASSOCIAZIONE CULTURALE FERDINANDO VALLETTI

TELEFONO 02325820 - CELL.3926961133