"Per ogni sorriso donato a chi lo sapeva apprezzare, per ogni tuo istante vissuto intensamente. Libero e nello stesso tempo attaccato a tutto ciò che ti era caro. Ribelle e combattivo a volte, dolce e generoso altre.
Abbiamo condiviso con te gioie e dolori. Ancora non riusciamo a credere che tu non sia più con noi, quello di cui siamo certi è che ovunque saremo ci sarai anche tu, nei nostri cuori".
Milano, 23 luglio 2007
Sono passati tre anni e il mio dolore è immutato, reso solo più sopportabile dal tuo costante essermi vicino.
Grazie papà, ti voglio bene!
Manuela
giovedì 22 luglio 2010
Dedicato a papà Ferdinando
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anniversario morte Ferdinando Valletti
martedì 13 luglio 2010
Il piccolo gufo reale
Sembrava la solita passeggiata nel bosco, una delle tante che facciamo ogni mattino in questo caldissimo luglio, ed invece abbiamo fatto un incontro che ci ha regalato una fortissima emozione.
La nostra cagnona correva davanti a noi, il sentiero piano nella pineta non nascondeva pericoli e a lei non pareva vero di mettere il suo tartufone tra il fogliame e le piantine di mirtillo, poi l’incontro e il suo balzo indietro…. a lato di una grosso masso, quasi completamente mimetizzato con la flora del bosco, un piccolo di gufo reale con un’ala aperta e i suoi grandi occhi gialli implorava aiuto.
Non amo particolarmente i pennuti, da bimba ho avuto un trauma legato alle piume dei piccioni e sono proprio le piume che mi fanno ribrezzo, ma il piccolo gufo mi guarda e comincia a muovere il becco come volesse parlare. Allontaniamo il cane e ci dedichiamo a lui, il primo pensiero è quello di chiamare un veterinario, ho il numero del cellulare e lo chiamo.
Il medico, molto disponibile, mi fa richiamare subito dopo dai guardiacaccia del luogo, cerco di localizzare geograficamene il piccolo, il luogo, il bosco dove potranno trovarlo. Evidenzio il luogo dove si trova con un bastone e una piccola borsa di plastica bianca a mo di bandiera…
Gli sono accanto ancora una volta prima di proseguire per la nostra passeggiata e gli sussurro:”Dai piccolo non mollare, ora arrivano…. resisti e non avere paura io ti voglio aiutare”, lui mi fissa con i suoi occhioni gialli e ruota il capo a 360 gradi, riuscendo a richiudere l’ala e ad adagiarsi su un fianco, credo abbia capito che non vogliamo fargli del male.
Ritorniamo dalla passeggiata ma lui è ancora li, richiamo i guardiacaccia, mi confermano che stanno arrivano…. non sono tranquilla, ma non posso fare altro, gli uccelli selvatici non vanno mai toccati, questo lo so.
Verso mezzogiorno il guardiacaccia mi chiama per avvisarmi che il piccolo è stato raccolto ed inviato ad un centro di recupero, verrà curato.
Mi sento il cuore che scoppia di felicità, non so come mai, ma so che è una sensazione meravigliosa e che gli animali sono esseri speciali a cui noi qualche volta riusciamo anche a fare del bene.
ecco il piccolo di gufo
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giovedì 1 luglio 2010
I malati di Alzheimer mantengono il ricordo emotivo
Un nuovo studio di ricercatori dell’Università dello Iowa offre una serie di indicazioni interessanti sulla modalità relazionale da tenere con le persone malate di Alzheimer e con problemi di memoria: anche se il paziente può dimenticare uno scherzo o un gesto di affetto, è però in grado di mantenere il ricordo dell’esperienza emotiva vissuta, e ciò può influire in maniera sensibile sull’umore generale del malato.
La ricerca si è svolta con l’osservazione di cinque pazienti affetti da un male neurologico raro che danneggia l’ippocampo, quell’area del cervello dove vengono immagazzinati i ricordi, sia quelli brevi che quelli a lungo termine.
I pazienti sono stati sottoposti all’esperimento con una tecnica di induzione delle emozioni, in pratica sottoposti alla visione di spezzoni di film con scene altamente emotive di tristezza e di gioia.
I ricercatori hanno così osservato, al follow-up che sebbene i pazienti non avessero mantenuto il ricordo delle scene, tuttavia erano ancora influenzati dai sentimenti che queste suscitavano, di allegria o di dolore.
Secondo gli autori dello studio, l’ippocampo è una regione danneggiata anche nei pazienti con il morbo di Alzheimer, e per questa ragione ciò che da loro osservato nei pazienti affetti da danno neurologico a quell’area del cervello accade presumibilmente anche nel caso dell’Alzheimer.
Ciò offre dunque un’indicazione su quanto in realtà il malato che apparentemente sembra dimenticare immediatamente la visita di un parente, una telefonata, un atto gentile e di riguardo nei suoi confronti in realtà sia in grado di mantenere a lungo l’emozione vissuta.
Un motivo in più, oltre a quello etico, concludono gli autori della ricerca, per trattare i malati di Alzheimer con il dovuto rispetto e dignità.
da:http://www.stetoscopio.net/neurologia/i-malati-di-alzheimer-mantengono-il-ricordo-emotivo/
NOTA PERSONALE
A volte la scienza fa scoperte che il tuo cuore aveva già fatto.
Sono emozionata per questa conferma e ringrazio la mia cara amica Enrica per avermi segnalato l'articolo.
E ora la battaglia contro il muro di indifferenza e di ignoranza che circonda questi malati continua e avrà questo slogan: "Ma chi lo dice che non si possa fare nulla ?"
Appuntamento a Vicenza il 24 settembre 2010 Giornata Mondiale dell'Alzheimer con il Prof. Trabucchi in una giornata di studio che sfocerà con la presentazione del mio libro "Papà mi portava in bicicletta" ritenuto indicativo di un nuovo approccio alla malattia.
La ricerca si è svolta con l’osservazione di cinque pazienti affetti da un male neurologico raro che danneggia l’ippocampo, quell’area del cervello dove vengono immagazzinati i ricordi, sia quelli brevi che quelli a lungo termine.
I pazienti sono stati sottoposti all’esperimento con una tecnica di induzione delle emozioni, in pratica sottoposti alla visione di spezzoni di film con scene altamente emotive di tristezza e di gioia.
I ricercatori hanno così osservato, al follow-up che sebbene i pazienti non avessero mantenuto il ricordo delle scene, tuttavia erano ancora influenzati dai sentimenti che queste suscitavano, di allegria o di dolore.
Secondo gli autori dello studio, l’ippocampo è una regione danneggiata anche nei pazienti con il morbo di Alzheimer, e per questa ragione ciò che da loro osservato nei pazienti affetti da danno neurologico a quell’area del cervello accade presumibilmente anche nel caso dell’Alzheimer.
Ciò offre dunque un’indicazione su quanto in realtà il malato che apparentemente sembra dimenticare immediatamente la visita di un parente, una telefonata, un atto gentile e di riguardo nei suoi confronti in realtà sia in grado di mantenere a lungo l’emozione vissuta.
Un motivo in più, oltre a quello etico, concludono gli autori della ricerca, per trattare i malati di Alzheimer con il dovuto rispetto e dignità.
da:http://www.stetoscopio.net/neurologia/i-malati-di-alzheimer-mantengono-il-ricordo-emotivo/
NOTA PERSONALE
A volte la scienza fa scoperte che il tuo cuore aveva già fatto.
Sono emozionata per questa conferma e ringrazio la mia cara amica Enrica per avermi segnalato l'articolo.
E ora la battaglia contro il muro di indifferenza e di ignoranza che circonda questi malati continua e avrà questo slogan: "Ma chi lo dice che non si possa fare nulla ?"
Appuntamento a Vicenza il 24 settembre 2010 Giornata Mondiale dell'Alzheimer con il Prof. Trabucchi in una giornata di studio che sfocerà con la presentazione del mio libro "Papà mi portava in bicicletta" ritenuto indicativo di un nuovo approccio alla malattia.
giovedì 24 giugno 2010
Oggi si celebra il centenario dell'ALFA ROMEO:cari Alfisti, in alto i cuori!
L'Alfa Romeo fa parte della storia della mia famiglia.
Cento anni or sono, accanto all'ing. Romeo, fondatore della storcia fabbrica milanese, c'era un valente tecnico Amedeo Liva, mio nonno materno, in seguito all'Alfa lavorano i miei zii, i miei genitori, io e mio marito.
Ricordo con che grande emozione affrontai il mio primo giorno di lavoro .. ero stata assegnata alla Programmazione con il Dott. Fusi, avevo 17 anni e quello era il mio primo impiego. Anche mio padre lavorava in Alfa, era dirigente del settore logistico e spesso andavamo e al lavoro insieme. Dopo qualche tempo di dura gavetta, passai alla Qualità: un ufficio nuovo che aveva il compito di verificare la qualità delle vetture, io ero la segretaria dell' Ing. D'Auria. Ricordo che non esistevano orari, se c'era da omologare un particolare o un motore si rimaneva tutti in reparto ad oltranza, ma era tanta la passione per quello che facevamo che a nessuno sarebbe venuto in mente di andarsene a casa.I miei colleghi erano straordinari, tutti ragazzi giovani come me provenienti da diverse parti d'Italia, il clima che si era creato era di grande amicizia e collaborazione. Nella nostra "riservatissima" officina si testavano anche i prototipi, i collaudatori con le auto camuffate si cimentavano nelle prove di resistenza al gelo o al caldo percorrendo ininterrottamente 100.000 km nei luoghi più disparati. Di quel periodo ricordo una prova di guida sui tornanti che portano a Superga, eravamo li per il salone dell'auto di Torino: credo di non aver mai provato una emozione così bella. Mi capitava spesso di incontrare vecchi lavoratori che avevano conosciuto mio nonno e che mi parlavano di lui con molta stima.. la prima volta che accadde mi emozionai moltissimo e mi sentii importante, molto importante. Rimasi in Alfa per dieci anni, poi arrivò il mio primo figlio e per un po' di tempo feci la mamma. Nel frattempo mio marito era approdato al Portello nel settore Acquisti e così la fabbrica continuava a rimanere nella nostra vita. Poi la "nostra" Alfa venne regalata alla Fiat e tutto il bagaglio di esperienza e di qualità che l'avevano resa grande nel mondo, venne disperso.
Sono passati tanti anni e la mia vita ha preso altre direzioni, ma non ho mai dimenticato quel periodo fantastico, quel sentirsi parte di qualche cosa di grande, qualche cosa di cui andare fiera.
Domani per noi Alfisti si celebra una data importante. Forse avrò l'occasione di incontrare qualche mio ex collega o forse no, ma vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con me questa straordinaria avventura
Manuela Valletti
Cento anni or sono, accanto all'ing. Romeo, fondatore della storcia fabbrica milanese, c'era un valente tecnico Amedeo Liva, mio nonno materno, in seguito all'Alfa lavorano i miei zii, i miei genitori, io e mio marito.
Ricordo con che grande emozione affrontai il mio primo giorno di lavoro .. ero stata assegnata alla Programmazione con il Dott. Fusi, avevo 17 anni e quello era il mio primo impiego. Anche mio padre lavorava in Alfa, era dirigente del settore logistico e spesso andavamo e al lavoro insieme. Dopo qualche tempo di dura gavetta, passai alla Qualità: un ufficio nuovo che aveva il compito di verificare la qualità delle vetture, io ero la segretaria dell' Ing. D'Auria. Ricordo che non esistevano orari, se c'era da omologare un particolare o un motore si rimaneva tutti in reparto ad oltranza, ma era tanta la passione per quello che facevamo che a nessuno sarebbe venuto in mente di andarsene a casa.I miei colleghi erano straordinari, tutti ragazzi giovani come me provenienti da diverse parti d'Italia, il clima che si era creato era di grande amicizia e collaborazione. Nella nostra "riservatissima" officina si testavano anche i prototipi, i collaudatori con le auto camuffate si cimentavano nelle prove di resistenza al gelo o al caldo percorrendo ininterrottamente 100.000 km nei luoghi più disparati. Di quel periodo ricordo una prova di guida sui tornanti che portano a Superga, eravamo li per il salone dell'auto di Torino: credo di non aver mai provato una emozione così bella. Mi capitava spesso di incontrare vecchi lavoratori che avevano conosciuto mio nonno e che mi parlavano di lui con molta stima.. la prima volta che accadde mi emozionai moltissimo e mi sentii importante, molto importante. Rimasi in Alfa per dieci anni, poi arrivò il mio primo figlio e per un po' di tempo feci la mamma. Nel frattempo mio marito era approdato al Portello nel settore Acquisti e così la fabbrica continuava a rimanere nella nostra vita. Poi la "nostra" Alfa venne regalata alla Fiat e tutto il bagaglio di esperienza e di qualità che l'avevano resa grande nel mondo, venne disperso.
Sono passati tanti anni e la mia vita ha preso altre direzioni, ma non ho mai dimenticato quel periodo fantastico, quel sentirsi parte di qualche cosa di grande, qualche cosa di cui andare fiera.
Domani per noi Alfisti si celebra una data importante. Forse avrò l'occasione di incontrare qualche mio ex collega o forse no, ma vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con me questa straordinaria avventura
Manuela Valletti
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lunedì 14 giugno 2010
Corsi pratici per migliorare la posizione lavorativa o specializzarsi
CORSI DI SPECIALIZZAZIONE
La crisi economica sta per terminare, da molte parti riceviamo segnali di concreta ripresa.
Vuoi essere pronto a riprenderti la tua fetta di mercato, o vuoi cimentarti in altri ambiti?
Vuoi trasformare una negatività in una positività con un restyling della tua immagine professionale?
Qualificati con i corsi MADRI, si terranno anche nella tua città, approfittane e iscriviti ora!
Avrai anche la possibilità di frequentare corsi on line.
Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per il prossimo corso nazionale: Seo Web Marketing Experience 2010
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Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per il prossimo corso nazionale: Seo Web Marketing Experience 2010
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