domenica 27 febbraio 2011

Caino che cosa hai fatto?

«Cosa hai fatto?» disse Dio a Caino... «Meglio sarebbe per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare» disse Gesù..... ma nonostante questo Caino è tra noi ancora oggi e per via di quel libero arbitrio che è proprio  dell'uomo, colpisce inesorabilmente creature innocenti. Il sorriso di Yara Gambirasio è stato spento per sempre, da ieri lo sappiamo tutti e lo sa anche la sua famiglia.
Una ragazzina di tredici anni rapita, uccisa e poi abbandonata a marcire in un campo.. che cosa può esserci di più crudele di un gesto simile, come faranno la sua mamma e il suo papà a ritornare a vivere? Dopo Sarah Scazzi, Yara e con un numero che è una costante diabolica, il 26... il 26 di agosto sparì Sarah e il 26 novembre Yara che venne poi ritrovata il 26 febbraio, ieri appunto.
Ora sentiremo le solite frasi di circostanza, i soliti servizi televisivi, assisteremo allo scandagliare impietoso nelle vite dei protagonisti di questa tragedia e vedremo la piccola ginnasta nelle foto che la ritraggono sorridente con le sue compagne. Ma l'assassino lo vedremo? Lo vedremo in faccia questo mostro? E soprattutto questo mostro verrà punito in modo esemplare o farà i soliti 10 anni di galera e poi sarà libero come Erica e Omar, coma la Franzoni, come molti altri mostri che hanno insanguinato questa  nostra epoca?
Caino continua a colpire inesorabilmente ma non c'è nessuno che gli mette  "al collo una macina girata da asino, e lo getta negli abissi del mare" e io questo vorrei, lo vorrei per Yara, per Sarah, per Samuele e per tutti quei poveri angeli che in questi anni hanno trovato la morte e che ora  possono solo sperare in una giustizia giusta e inflessibile.

martedì 22 febbraio 2011

Per i lettori de IL FATTO chi è di centro destra merita un nuovo Piazzale Loreto


Ricordate Gabrielle Giffords? È la deputata del Congresso americano che rimase gravemente ferita nella sparatoria dell’8 gennaio scorso a Tucson, in Arizona. Un balordo, Jared Lee Loughner, uccise sei persone durante un comizio della Giffords, vero bersaglio dell’attentato. Pesanti critiche travolsero il mancato vicepresidente repubblicano Sarah Palin, che aveva redatto una «target list» di avversari politici tra cui figurava anche la deputata ferita. Fu accusata di fomentare odio e violenza come «mandante morale» della strage.

Chissà allora come si dovrebbe definire l’ultima trovata dell’allegra brigata del Fatto Quotidiano, che ieri sul sito internet diretto da Peter Gomez hanno lanciato il «concorsone del Misfatto». Mentre si moltiplicano gli appelli a raffreddare il clima politico e moderare i toni, la gazzetta delle procure lancia un sondaggio online per votare il miglior «giustificatore dell’ingiustificabile». Cioè una lista di proscrizione con i peggiori «berluscones».

Una goliardata? Tutt’altro, a leggere gli accenti del testo che presenta la «Travaglio’s list»: «Perché in questo Paese gareggiano solo i cantanti a Sanremo? Sono solo costoro a sudare come suini per argomentare tesi eteree? E Belpietro, dove lo mettiamo? Probabilmente insieme a Cicchitto, quindi in posti da frequentare con cautela. E Rotondi? Ogni giorno vediamo sfilare gli stessi volti agghiaccianti di vassalli sguinzagliati in difesa dell’indifendibile, a sostegno dell’insostenibile».

Così il Fatto passa dal televoto del festival al tiro al bersaglio su internet, compresi gli accessori «come la capigliatura da opossum applicato sul cranio della Bernini o lo sguardo ammaliatore di Mario Sechi». Sono 13, numero del malaugurio. Vanno da Daniela Santanchè a Ignazio La Russa, da Belpietro a Sallusti, da Capezzone alla De Girolamo. Ma i lettori si lamentano: troppo pochi questi «lacché». Dove sono Lupi, Rotondi, don Verzé, la Carfagna, la Brambilla? Perché mancano quelli della Lega? E il «repellente Sacconi» (Brulollo)? «Quel ributtante di Ferrara e quella lingua color marrone di minzolino» (roberto291961)? Vorrebbero addirittura «il Pacciani» (tizi66). E naturalmente «tutta la redazione di Libero, il Giornale, Il Foglio e Europa e manca anche Sgarbi» (Catilina).
Hai voglia a dire che non si tratta di una campagna d’odio né di spandifango, appellativi riservati alle inchieste del Giornale.

La verità è che i lettori del Fatto hanno preso la cosa tremendamente sul serio. Alle 20 di ieri erano stati superati i 20mila voti (la Santanché stravince su Capezzone), con un migliaio di segnalazioni su Facebook e 565 feroci commenti contro «i peggiori giustificatori di B». Eccone alcuni, testuali.
«Avete preso un pugno di viscidi vermi e vorreste che noi votassimo il più ripugnante» (filpa52186). «Non sarebbe meglio farli visitare da dottori capaci?» (agnes). «Bisognerebbe istituire un accalappia-politici che ci tolga gli esemplari socialmente patologici» (Johnny). «Sono tutti da portare in discarica» (dopa). «Sono tutti spazzatura umana non riciclabile» (Fabio62). «La lista è composta da nomi appartenenti alla categoria dei “diversamente umani”» (Jack Flash). «Fanno schifo e vomito, fanno paura ai bambini» (mortealtiranno). «Come si può giudicare in una mandria di porci che sguazzano nel loro letame qual è il più pulito?» (asterisco). «Un bel branco di berluscani rabbiosi» (bfuoridaic).
E questi sono i più minacciosi, roba da scongiuri (o da scorta). «Se dovesse accadere l’irreparabile (mister B. continua così) il popolo li cercherà e per loro non sarà una bella esperienza. Quando il popolo si muove le leggi non esistono più...» (Marco_it). «E se smettessimo di ridercela e cominciassimo a muoverci?» (Maria Vittoria). «Morto il re muoiano tutti questi traditori dell’Italia!» (Liberty). «Io mi accontenterei di una semplice inserzione funebre» (Fabrizio Rudian su Facebook). «Quanto mi piacerebbe vederli tutti insieme al loro padrone pagatore a fare l’altalena dalla balaustra di un distributore!» (Cartouche). «...a testa in giù, ovviamente!» (roberto291961). «Un falò e dentro tutti» (Franco Pellizzari). E ad accendere la pira, la carta del Fatto.
da IL GIORNALE - Filippo Facci 

lunedì 14 febbraio 2011

Donne in piazza per la loro dignità?Qualcosa non torna..

Ieri ho assistito ad una grande mobilitazione di donne che scese in piazza in molte città italiane inneggiavano alla salvaguardia della propria dignità e, la maggior parte di loro, chiedeva le dimissioni del Premier colpevole, a loro dire, di aver oltraggiato con i suoi comportamenti la sensibilità delle donne.
Non voglio nascondermi dietro un dito e quindi scrivo che tutto ciò di cui Berlusconi è stato accusato ha molto infastidito anche me, non per una lesa dignità delle donne, le sue per altro consenzienti, ma per una sorta di delusione nei suoi confronti.
Detto questo, devo però specificare che il Premier è per ora solo accusato, continuerò a giudicarlo per la sua azione di governo e non per quello che fa sotto le lenzuola e attenderò che si chiarisca la sua posizione.
Ritornando alla mobilitazione al femminile però qualche cosa non torna. Come mai queste signore si indignano per una presunta accusa al premier e non per i moltissimi casi di ragazzini di 11 anni che assumono stupefacenti o per le ragazzine di 13 anni che si esibiscono sul cubo nelle discoteche milanesi? Sono questi i sintomi di una società malata, eh si, perchè la nostra società è malata davvero e molto gravemente, ma non per colpa di Berlusconi.
Dico alle donne di guardarsi in casa, sanno dove vanno le loro figlie, che cosa fanno i loro figli o pensano che sia la scuola a doverli educare? E poi quale scuola? Quella che li indottrina invece che istruirli? 
Qui non si tratta di combattere il modello " Drive in", qui si tratta di prendere coscienza che le radici di tutto questo sfascio affondano pervicacemente nel '68. Chi a quell'epoca predicava l'amore libero, il sesso ad oltranza, lo spinello, il sei politico, la famiglia allargata, oggi ha mansioni dirigenziali in ogni ambito di questa Nazione e probabilmente ha anche procreato e passato il testimone ai giovani di oggi che fortunatamente non sono tutti come i padri, ma certi valori non li posseggono proprio.
Una bella autocritica sulla nostra società e sull'origine dello sfascio dei valori a cui per anni l'Italia tutta ha fatto riferimento  a questo punto si  impone.
Un'ultima cosa: chi ha manifestato per la propria dignità di donna promuove poi a pieni voti l'aborto, il matrimonio tra gay e l'adozione di bimbi per le coppie omosessuali, forse una qualche contraddizione c'è, non vi pare?

mercoledì 9 febbraio 2011

Il mio libro "candidato" ad essere testo nelle scuole medie superiori

Ieri sera, sono stata invitata ad un incontro molto importante con esponenti del governo e  ho presentato in modo molto originale il mio libro "Deportato I57633 Voglia di non morire" che racconta la deportazione di mio padre Ferdinando a Mauthausen e i fatti incredibili che gli hanno consentito di salvarsi.
Ho letto brani del libro accompagnandoli con la visione di alcuni spezzoni di filmati originali dei campi di sterminio e della loro liberazione, alternandoli con brani musicali ad effetto e con la recitazione di due attori.  Il tutto è risultato molto suggestivo e molto coinvolgente, alla fine il pubblico ha lungamente applaudito. 
Sono molto soddisfatta per la serata e per le nuove prospettive che si aprono per il mio libro, ringrazio tutti i presenti e soprattutto un mio carissimo amico avvocato che ha procurato i filmati e i brani musicali. I due attori che hanno recitato alcune scene fanno parte di una compagnia di mimi.
Sarà possibile ripetere questa performance nuovamente in pubblico, appena ce ne sarà l'occasione.
Dal prossimo anno le scuole interessate al progetto potranno animare la lettura provvedendo alle musiche e alla recitazione. Sarà quindi possibile per i ragazzi "creare il ricordo" impegnandosi in prima persona.

LA PORCATA FINALE

Messaggini, tele­fonate, confi­denze: il gran­de fratello del­le procure, che ha punta­to il suo orecchio su chiunque avesse a che fa­re con Berlusconi, sforna nuovo materiale appeti­toso per guardoni. La cre­pa aperta dai pm di Mila­n­o sta diventando una vo­ragine e adesso si capisce perché la giustizia non funziona: buona parte dei magistrati italiani è da mesi impegnata a spia­re nella vita privata del premier e dei politici, spe­rando di trovare qualche cosa di piccante, se poi non è reato pazienza per­ché l’obiettivo è scredita­re, infangare. Ogni gior­no ha la sua novità, e le ul­time arrivano dalla Procu­ra di Napoli che non vuo­le rimanere indietro nel­l­a corsa all’ammazza Ber­lusconi. Migliaia di inter­cettazioni stanno per es­sere riversate nelle reda­zioni dei giornali, deliri di ragazze in alcuni casi anche probabilmente, o meglio evidentemente, in stato confusionale. Tutto questo è il segno che ormai siamo allo scontro finale. Tanto che la Procura di Milano ha deciso di forzare la mano al diritto e al buon senso chiedendo il processo im­mediato per Berlusconi non soltanto per l’ipotesi di concussione (la telefo­nata in questura sul caso Ruby) ma anche per lo sfruttamento della prosti­tuzione minorile (caso Ruby). Si dà il caso che il rito immediato si usi quando le prove sono schiaccianti, talmente evidenti da saltare la fase istruttoria del processo. Come si fa a ritenere «cer­ti » due reati nei quali le presunte vittime (il fun­zionario della questura e la ragazza) negano di es­sere tali? Non è questo sufficiente a dimostrare quanto meno un dubbio sulla fondatezza dell’ac­cusa? Lo sarebbe per qualsiasi caso, non lo è se di mezzo c’è Silvio Berlu­sconi. Per il premier la legge non si applica, si interpre­ta, e guarda caso sempre a favore dell’accusa. Co­sì, decaduto il legittimo impedimento, a marzo ri­prenderà anche il proces­so Mills (presunta corru­zione) nonostante la pras­si voglia che s­e il presiden­te della corte viene trasfe­rito ( come nel caso in que­stione) il dibattimento debba riprendere dall’ini­zio. Se la situazione non fos­se tragica, perché in gio­co ci sono le elementari li­bertà personali, il mo­mento si potrebbe defini­re comico. Ieri l’opposi­zione ha chiesto di poter ascoltare in Parlamento la giovane Ruby (forse vo­gliono sapere dettagli sui suoi gusti sessuali), e il sindacato delle prostitu­te ha annunciato che scenderà in piazza dome­nica c­ontro la strumenta­lizzazione che la politica sta facendo della profes­sione. Insomma è tutto un bordello, per di più ge­stito e orchestrato da una manica di moralisti pub­blici dalla dubbia morali­tà privata. Contro i quali Giuliano Ferrara, diretto­re del Foglio, ha chiama­to a raccolta per sabato a Milano il popolo degli uo­mini liberi. L’appunta­mento è al teatro Dal Ver­me al motto di: «In mutan­de ma vivi ». Noi non man­cheremo.
A. Sallusti - Il giornale