I segreti della casta di Montecitorio: no censura! Deputato inglese sfida Monti e Unione ...
Ascoltate il discorso dell'inglese Nigel Farage al parlamento: parla di Italia, di Mario Monti... della democrazia in euro...
sabato 3 dicembre 2011
Deputato inglese parla degli abusi democratici dell'UE
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mercoledì 30 novembre 2011
Filippo Facci sul fine vita
In questo bellissimo articolo Filippo Facci affronta i temi del fine vita con una "diagnosi" molto realistica sulle ipocrisie di una politica molto condizionata dalla presenza del Vaticano e di una società che non prende posizione pur vivendo sulla propria pelle situazioni all'estremo della sopportabilità. Lo spunto è il suicidio assistito di Lucio Magri in Svizzera. Facci si domanda se potersi suicidare con assistenza in un paese straniero sia, come sempre, un privilegio dei benestanti. Ovviamente la risposta è SI!
Il suicidio come privilegio
di Filippo Facci
In Italia puoi decidere di andare all’estero a ucciderti legalmente, basta avere i soldi e le conoscenze. In Italia puoi decidere di andare all’estero per la fecondazione assistita, basta avere i soldi e le conoscenze. In Italia puoi decidere di ricorrere all’eutanasia di una persona cara – se non vuoi andare all’estero – e qui forse bastano le conoscenze.
Esattamente come in Italia potevi abortire o divorziare alla Sacra Rota: bastavano i soldi e le conoscenze, e in parte è ancora così. Gli è che una società del genere, in cui i diritti o le facoltà sono regolati dai soldi e dalle conoscenze, è feudale e ingiusta prima ancora che classista. È anche stupida e ipocrita, considerando che ormai viviamo in un’Europa senza frontiere – è il periodo giusto per sottolinearlo – e ogni mancata regolamentazione, in Italia, sa quindi di polvere sotto il tappeto, di doppiezza bigotta o porporale o trinariciuta, quel che volete.
E voi magari pensate che tutto questo sia affare altrui, da manichei professionali, da folgorati ciellini contrapposti a laicisti senzadio, roba da Porta a Porta la sera tardi: perché voi siete personcine sensate e se dipendesse da voi, appunto, ci sarebbe molta più libertà di autoregolare la propria esistenza senza nuocere al prossimo, come no. Ma non è vero, cioè: non è possibile che questo scollamento tra il buonsenso comune e le leggi fatte dai politici – che mancano, o sono vergognose – non abbia una spiegazione che in qualche modo non ci veda anche complici.
In Italia discutiamo di principi ma non facciamo le leggi, all’estero guardano alla vita reale e fanno leggi che cercano di regolarsi alla meno peggio: senza pretendere di rispondere ai grandi quesiti della vita. La Svizzera resterà famosa per le banche e gli orologi a cucù, non per il suicidio assistito a cui Lucio Magri, cittadino italiano informato, ha deciso di ricorrere. E così per tutto il resto: la facoltà di andare all’estero per fare ciò che in Italia è formalmente proibito, da noi, non è vista come un problema, ma come una discreta soluzione. Una soluzione, al solito, cementata a un’ipocrisia profonda, storicamente e culturalmente radicata, inguaribile, ormai codificata: si fa ma non si dice.
Che cosa, si fa? Tutto, purché non ci si faccia beccare: sesso, adulterio, aborto, eutanasia, abusi edilizi, lo scontrino che non ti hanno dato ma che tu non hai chiesto, evasione fiscale, auto in doppia fila, nell’insieme un’immensa zona grigia in cui il lecito può essere moralmente illecito, e l’illecito confina, invece, con una cultura tutta italiana nel definire leggi che probabilmente, già si sa, non verranno rispettate. Ogni nuova regola contempla in partenza un venturo accomodamento, una mediazione a metà tra il suk latino e il rosso porporale. L’accomodamento e la mediazione, a proposito di certe imbarazzanti questioni, è che si deve andare all’estero. Che schifo.
Lagnarsi che la politica italiana tralasci certi questioni, oltretutto, può essere pericoloso: perché il Paese reale con le sue soluzioni sottaciute, tutto sommato, è ancora migliore di un Parlamento in ormai cronico ritardo culturale; meglio la discrezione dei medici piuttosto che certi folgorati che badano solo all’acquiescenza vaticana e non a quella della maggioranza degli italiani. Meglio un Paese che per risolvere dei problemi dolosamente vacanti debba ricorrere all’invasività della magistratura (vedi caso Welby o caso Englaro) piuttosto che quei pateracchi teologici sul testamento biologico o sulla fecondazione assistita, temi per i quali sarebbe bellissimo riportare gli italiani nelle piazze. Ed è qui che entriamo in ballo noi: noi che – di destra o sinistra non importa, come i sondaggi dimostrano – su temi come fine-vita, Legge 194, coppie di fatto, divorzio breve e laicità dello Stato la pensiamo in maniera diametralmente opposta a come (non) legiferano i nostri governi. Perché sappiamo che a dividere le coscienze, alla fine, è solo il nostro vissuto personale, sono le nostre laceranti esperienze private: non un caso Welby o un caso Englaro, non un monologo di Saviano o il suicidio di Mario Monicelli, tantomeno quello di Lucio Magri; non certe opinioni declarate, gli slogan disinformati, i princìpi recitati a freddo, i soliti cretinismi bipolari di esponenti di destra o di sinistra che si consultano per sapere che opinione devono avere. Non quel poveretto dell’Udc che ieri, a proposito di Lucio Magri, ha parlato di «viltà».
Solo quello ci conforta: il nostro vissuto personale, qualcosa che soffriamo e serbiamo silenziosamente per noi. Incapaci, come siamo, di trasfigurarlo nella legittima battaglia di una legittima società civile – o borghesia, direbbe Giuseppe De Rita – che purtroppo non siamo ancora diventati. Dicono che certi temi non spostano voti. Può darsi. I benestanti e gli informati, intanto, sanno come fare. Se sono malati incurabili, e se soffrono come cani, sanno come fare. Persino se vogliono suicidarsi, sanno come fare, sanno dove andare. Mentre i poveri, cazzi loro.
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domenica 27 novembre 2011
Bloccato dal governo l'adeguamento annuale delle pensioni
Se questo è il primo provvedimento del Governo Monti direi che proprio non ci siamo. Qualche giorno fa abbiamo tutti sentito che i parlamentari non hanno accettato l'eliminazione del loro vitalizio da subito, lo faranno dalla prossima legislatura perchè altrimenti sarebbero stati toccati i loro diritti acquisiti!
Invece i milioni di pensionati italiani, magari con un adeguamento dell'1% previsto annualmente dalla legge possono tranquillamente vedere calpestati i loro diritti perchè la prima manovra d'assalto del governo Monti ha deciso così!
Si ricordino i tecnici o i politici di questo Paese che la maggior parte dei pensionati accudiscono i nipoti di figli che lavorano ovviando ai problemi delle carenze dei nidi o ospitano i figli trentenni che il lavoro non ce l'hanno e quindi, alla fine, risultano essere la panacea di molte situazioni difficili create da almeno venti anni di mal governo.
A questo disastro si aggiungerà anche l'ICI sulla prima casa, che colpirà sempre loro perchè figli e nipoti la casa proprio non ce la possono avere.
Dove sono i sindacati, i paladini dei lavoratori e anche dei pensionati? Dove sono quelli che si sono sempre riempiti la bocca con le parole " rigore ed equità "?
Bastava una patrimoniale legata al reddito, quella sarebbe stata equa, ma certo i cittadini ricchi, per intenderci i parlamentari di tutti i partiti e di tutti i colori, non devono essere toccati, meglio colpire i soliti, quelli che da cittadini dipendenti ora sono pensionati dell'INSP, si, proprio loro, sempre loro!
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venerdì 25 novembre 2011
NO ALLA TASSA SUGLI ANIMALI DOMESTICI - Petizioni Online - Raccolta Firme
NO ALLA TASSA SUGLI ANIMALI DOMESTICI - Petizioni Online - Raccolta Firme
Il governo Monti sta emanando una nuova legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in sarebbero BENI DI LUSSO e non parte della famiglia come da anni ci battiamo perchè vengano considerati. L'Associazione Proprietari Responsabile AVVERSA IN MODO DECISO una scelta di questo genere e fa presente al Governo che la scelta devastante che si accinge a compiere incrementerà l'abbandono degli animali e la loro permanenza a vita nei canili e gattili.
Il governo Monti sta emanando una nuova legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in sarebbero BENI DI LUSSO e non parte della famiglia come da anni ci battiamo perchè vengano considerati. L'Associazione Proprietari Responsabile AVVERSA IN MODO DECISO una scelta di questo genere e fa presente al Governo che la scelta devastante che si accinge a compiere incrementerà l'abbandono degli animali e la loro permanenza a vita nei canili e gattili.
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mercoledì 23 novembre 2011
Prima della finanza c'è la vita di ognuno di noi!
Della crisi finanziaria che ha messo in ginocchio buona parte dei Paesi dell'Euro si parla molto, alcuni si spingono anche ad azzardare un gotha internazionale che manovra i fili dell' Europa e degli Stati Uniti in modo da arrivare in breve tempo ad una moneta unica mondiale.
Non so se questo sia vero, non so nemmeno se dietro tutto questo ci siano le economie emergenti dell'India e soprattutto della Cina, non so se possa avere su tutto ciò una qualche influenza la prossima moneta che dovrebbe adottare la Russia... quello che so per certo è che poche, pochissime persone ai vertici di banche di affari internazionali e di Agenzie di Rating sono in grado di far volare o crollare i mercati, di far lievitare gli spread dei titoli di stato dei Paesi Europei e Americani.
Tutto ciò è certamente figlio della globalizzazione, ma anche e soprattutto, della spregiudicatezza degli operatori finanziari, così facendo non solo stabiliscono la vita o la fine di governi democraticamente eletti dai cittadini (Grecia, Italia, Spagna, Portogallo ecc.) ma pilotano la costituzione di nuovi governi che, piaccia o no, non hanno un fondamento democratico ma sono retti da tecnocrati spesso facenti pare proprio di quei poteri forte di cui parlavo prima.
Ciò che risulta umanamente inaccettabile è il condizionamento che pochi "eletti" esercitano inderettamente sulla vita di milioni di persone, stabilendone i livelli di agiatezza o di povertà, destinandoli ad una vita di lavoro durissimo ma ugualmente sotto i livelli di povertà.
Basti pensare a questa risposta data da un politico europeo alla radio questa mattina: "Quanto incide la crisi finanziaria sulla carestia nel Corno d'Africa? "questa è stata la risposta " In questo momento la fiducia dei grandi investitori, il pareggio di bilancio Italiano la crisi del debito devono essere prioritari su ogni decisione inerente aiuti alle popolazioni di quella zona". Et Voilà!
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