sabato 24 dicembre 2011
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lunedì 19 dicembre 2011
Percorso alla memoria del lavoro: ALFA ROMEO
Nel 1910 nasceva al Portello la fabbrica di automobili A.L.F.A., poi divenuta Alfa Romeo, che per circa 80 anni è stata uno dei simboli del lavoro di Milano. Oggi, nell’area di via Teodorico,via Traiano, piazzale Accursio e via Serra c’è un nuovo quartiere residenziale, commerciale e di servizi. Senza che si trovi traccia alcuna della sua storia precedente. La Lega Spi / Cgil non vuole dimenticare questo pezzo importante della storia della città di Milano e organizza la mostra “Percorso alla memoria del Lavoro”. Aperta al pubblico giovedì 15 e lunedì 19 dicembre dalle 9.00 alle 12.00, presso la sede della Lega Spi / Cgil di piazza Prealpi 4, la Piazza che più di ogni altra era vissuta dai moltissimi lavoratori dell'Alfa della zona, la mostra vuole raccontare quanto l’Alfa sia stata importante per la città e soprattutto per il quartiere del Portello e lo fa con la proiezione di una serie di immagini storiche dell'Alfa, dal 1910 ad oggi.
Per evitare la rimozione dalla memoria di questa importante esperienza, lo Spi/Cgil Sempione-Prealpi ha presentata al presidente del Consiglio di Zona 8 la richiesta di titolazione di vie e piazze che ricordino persone, luoghi e momenti storici significativi; la creazione di un “Percorso del Lavoro”, con il posizionamento di insegne e di ceppi che ripercorrano la storia dei luoghi e fatti importanti della fabbrica; il posizionamento del monumento “L’uomo Libero” ideato dall’artista scultore milanese Mario Robaudi in cima alla nuova “collina verde”del Portello Nord. Il monumento attualmente si trova in uno stato di abbandono, posizionato all’Alfa di Arese di fronte alla 3° Portineria. A sostegno dell’iniziativa sarà organizzata una raccolta firme durante i giorni della mostra.
| Immagini del Centro Commerciale Portello |
| una via all'interno del Centro Commerciale Portello |
Un accesso laterale al Centro Portello: questa facciata è l'unica parte della vecchia e
gloriosa ALFA ROMEO che è rimasta in piedi
Ho partecipato sia alla mostra che all'intervento dello SPI in Consiglio di Circoscrizione con la documentazione inerente mio padre, Ferdinando Valletti, dirigente e Presidente del Gruppo Anziani dell'Alfa Romeo, deportato a Mauthausen/Gusen e uno dei 5 Alfisti sopravvissuti.
Ci sono buone possibilità che venga ricordato tangibilmente proprio nell'area del vecchio Portello.
La mia famiglia è interamente Alfista, dal mio nonno materno, ai miei zii, al mio papà, alla mia mamma, a me e mio marito, abbiamo lavorato tutti e molto orgogliosamente in Alfa Romeo.
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venerdì 16 dicembre 2011
Gariwo - Foresta dei Giusti Firma per i Giusti!
Appello per una giornata europea in memoria dei Giusti
I Giusti hanno salvato l’onore dell’Europa ai tempi della Shoah: in un’epoca dominata dagli ignavi e dagli assassini, ci hanno permesso di non disperare dell’umanità, perché non hanno esitato a rischiare la vita per salvare altri esseri umani. In Francia, in Italia, in Polonia, nella stessa Germania, dovunque in Europa ci sono stati uomini e donne che hanno nascosto, protetto, sottratto migliaia di ebrei alla furia nazista.I Giusti hanno agito anche in altre situazioni, opponendosi al genocidio armeno, aiutando le vittime in Rwanda, in Cambogia o durante la pulizia etnica in ex-Jugoslavia.
I Giusti sono anche gli uomini e le donne che hanno difeso la dignità e la libertà nei regimi totalitari, che hanno denunciato il gulag e che, con il loro coraggio, hanno permesso la riunificazione dell’Europa.
Tali esempi possiedono un valore universale, ci ricordano incessantemente gli atti di queste persone, ci esortano a coltivare la loro eredità e la loro convinta opposizione a ogni forma di razzismo e di discriminazione su basi etniche, sociali, politiche e religiose.
L’azione di questi Giusti si erge a monito contro le persecuzioni e per la prevenzione dei genocidi in tutto il mondo.
Nella realtà violenta che ci circonda, ricordare l’azione dei Giusti, rendere omaggio al Bene, mostrare che ogni individuo, per quanto umile, può compiere il gesto che salva un altro essere umano, ha un immenso valore educativo per i giovani d’oggi!
Per queste ragioni facciamo appello all’Unione Europea e al Consiglio d’Europa affinché istituiscano una giornata dedicata alla memoria dei Giusti.
I PROMOTORI
MAREK HALTER, Scrittore e attivista per i diritti umani, PIETRO KUCIUKIAN, Console onorario d’Armenia in Italia e GABRIELE NISSIM, Storico, saggista e Presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti, Associazione FERDINANDO VALLETTI, Associazione culturale per la Memoria.
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La manovra spiegata da Dostoevskij
La chiave dolorosa della manovra di Monti è ne l'Idiota di Dostoevskij. Il dolore maggiore, spiega lo scrittore, non è la sofferenza patita, ma "la certezza che tra un'ora, poi tra dieci minuti, poi fra mezzo minuto,poi ora,subito" arriverà la mazzata di Stato.
Il premier Mario Monti
Ingrandisci immagine
"Questa certezza è spaventosa. Tu metti la testa sotto la mannaia, senti strisciare il ferro, e quel quarto di secondo è più atroce di qualunque agonia".
Per Dostoevskij il delitto legale è più spaventoso di quello d'un brigante. La legalità- spiega- toglie con certezza matematica spietata anche la speranza di salvarsi. Il dolore per l'annuncio dei sacrifici ha già fatto patire gli italiani. Dal punto di vista fiscale l'effetto è inesistente perché non c'è stato ancora alcun prelievo; ma dal punto di vista morale e psicologico, il danno è già compiuto ed è devastante. Gli italiani arriveranno a pagare la manovra quando saranno già stremati e disperati. Per pietà, finitela con questo stillicidio, non potete tenerci sul patibolo così a lungo. Da mesi proclamate l'imminenza delle nostre sofferenze. Senza averle subite, le abbiamo già patite.
La natura umana, seguita Dostoevskij, non "può sopportare un tal colpo senza perdere la ragione. Perché dunque questa pena mostruosa e inutile? No, no, è inumana la pena, è selvaggia e non può né deve essere lecito applicarla all'uomo". Dostoevskij si riferiva all'attesa dell'esecuzione capitale e alla sua esperienza di graziato in extremis. Qui non c'è condanna a morte, è vero, ma non c'è nemmeno speranza di essere graziati
Marcello Veneziani
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domenica 11 dicembre 2011
Ciao Viorika, che la terra ti sia lieve!
Viorika era una ragazza Ucraina arrivata in Italia molti anni fa per lavorare. Grande lavoratrice, con un cuore pieno di generosità si era fatta benvolere da tutti le persone che le avevano dato lavoro.
Nel 2066 Viorika attraversò la strada che io stavo percorrendo con tanta difficoltà e tanto dolore e diede una mano a mio padre malato di Alzheimer. Papà patì moltissimo ma lei riuscì a farlo tornare a casa dall'ospedale e si disse disponibile a prendersi cura di lui. Si trattava di una persona allettata, bisognosa di molte cure e di molte attenzioni. Lei ce la mise tutta , ci riuscì e lo fece per sette lunghi mesi. Lui, il mio adorato papà, riusciva a dirle "grazie" tutte le volte che dal letto lo spostava sulla sedia a rotelle poi le sorrideva e le faceva una carezza.
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| Viorika nel giorno del suo matrimonio |
Poi mio padre se ne andò e lo fece anche lei, trovò un altro lavoro e poi un altro ancora, ma mantenne con me e la mia famiglia un bel rapporto.
Nel novembre dello scorso anno ricevetti posta dalla Romania, Viorika mi comunicava che si sarebbe sposata con un bravo ragazzo, Dorin, nella sua nuova patria, mi promise anche che sarebbe tornata presto a Milano e che in quel frangente ci saremmo riviste.
Questo non accadde purtroppo.... mi annunciò la sua gravidanza, era al settimo cielo. Aveva altre tre figli ma abitavano in Ucraina con il suo primo marito e questo la faceva tanto soffrire, questa nuova piccolina l'avrebbe certo aiutata a ritrovare un po' di serenità.
Sapevo che entro il 5 di dicembre sarebbe dovuto avvenire il lieto evento ma le notizie non arrivavano.
Una telefonata l'8 dicembre mi dava una notizia che non avrei mai voluto avere: Viorika era morta e con lei la sua bimba, dopo 30 ore di travaglio aveva bisogno di un cesareo e nell'ospedale non c'era l'anestesista. Una morte assurda nel 2011, una tragedia per cui il marito si è rivolto alle autorità affinchè venga aperta una inchiesta... Però lei non c'è più, se ne è andata con la sua bimba stretta al cuore.
Finisce qui la storia di una ragazza che aveva sperato di essere felice, e lo sperava con tutta se stessa mentre aiutava gli altri con tanta generosità. Lascia un marito in lacrime, i suoi tre ragazzini e i genitori anziani ai quali con il suo lavoro e tante privazioni aveva costruito una casa di cui era molto molto fiera.
A riprova di quanto la vita sia ingiusta!
Ciao Viorika, che la terra ti sia lieve!
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