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mercoledì 18 marzo 2015

«Milano può competere con il mondo» parola di Libeskind

Riporto un articolo apparso su Il Giornale, in cui  Libeskind, dall'alto della sua posizione, si dice entusiasta di Milano, concordo con lui sul fatto che Milano sia una gran bella città ma faccio notare che il tessuto sociale della metropoli si è fortemente snaturato, i poveri sono più poveri e i ricchi più ricchi. Sul fatto poi che le strutture messe in piedi per EXPO, abbiano migliorato la città mi rende molto dubbiosa e non solo per una questione di età. Alcune piazze sono oggettivamente belle (Piazza Aulenti) altre molto meno, è mancata una integrazione dolce tra il nuovo e il vecchio, integrazione che avrebbe dato valore ad entrambi gli stili. ma si sa, chi governa Milano non ama la storia.
Manuela Valletti


«Stavo camminando per una stradina nel centro di Milano quando ho avuto una visione, sculture che avrebbero potuto definire un luogo, uno spazio» racconta Daniel Libeskind, che firma le quattro sculture tecnologiche, commissionate da Siemens per Expo.
«Dalla tecnologia all'arte il passo può essere breve» per Federico Golla, presidente e ad di Siemens Italia.
Le opere ispirate «alle ali di un uccello e al volo della mente» animeranno la piazza Italia producendo suoni ed emissioni luminose. Le monumentali eliche in alluminio, alte 10 metri e pesanti 14 tonnellate, sono state montate ieri mattina agli angoli della piazza nel cuore del sito espositivo. «Ero a cena con l'architetto Libeskind, quando mi ha raccontato della sua visione - aggiunge Giuseppe Sala, amministratore unico di Expo 2015 spa - insieme abbiamo chiamato il presidente di Siemens, Golla, per renderlo partecipe di questa idea. Tre giorni dopo eravamo a Monaco per dare avvio al progetto. È stato incredibile». Oltre che con le sculture, Siemens sarà presente a Expo con la Smart Grid sviluppata con Enel: un software basato su tecnologia Cloud, che sarà la colonna portante della infrastrutture tecnologica dell'esposizione.
Libeskind è entusiasta di Expo e del tema: «Sono orgoglioso di lavorare per Expo e di far parte del gruppo di promozione dell'evento, che credo sarà un successo. Così reputo il tema scelto “Nutrire il pianeta, energia per la vita” straordinario. I milanesi sono scettici, ma ora nel mondo il messaggio dell'evento si sta diffondendo e tutti iniziano a parlarne».
Milano? «È una città bellissima, viva e contemporanea, che si è arricchita di opere contemporanee veramente belle. É in grado di competere con il mondo». L'architetto non nasconde l'ambizione che le sculture «volanti» vengano conosciute in tutto il mondo, «portate in giro per diffondere il messaggio culturale» di Expo. «Io sono milanese e mi piacerebbe che un'opera rimanesse in città» scherza Sala. Se dovesse scegliete una collocazione per le sue eliche l'archistar con la passione per il Bel Paese sceglierebbe un luogo di periferia: «il centro è già ricco di bellezze, sceglierei un luogo densamente abitato, grigio, che non ha un'identità precisa, che potrebbe diventare così un punto di attrazione culturale».

lunedì 23 giugno 2008

TRE DONNE AL TAVOLO DELL'EXPO

Due novità importanti caratterizzano le odierne assise di Assolombarda. Prima novità, il luogo. Stavolta la prima, più influente e più antica associazione industriale d'Italia alla efficiente ma soffocante sala di via Pantano preferisce i padiglioni di Fieramilano a Rho. E non perché lì si stia più comodi. Quella grandiosa struttura, destinata a raddoppiare per allora, sarà la sede principale dell'Expo 2015. D'altra parte questa è la prima assemblea degli industriali milanesi dopo la «vittoria di Parigi» del 31 marzo scorso, alla quale il presidente Diana Bracco ha dato un contributo rilevante. La scelta di Rho, dunque, segnala chiaramente la volontà di proseguire con altrettanto impegno fino al pieno successo dell'esposizione. Seconda novità. Fra i protagonisti della giornata (come della lunga marcia verso l'Expo) ci sono tre donne: il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente di Confindustria, freschissima di elezione, Emma Marcegaglia e il presidente di Assolombarda Diana Bracco.
Tre donne che fino ad ora hanno ampiamente dimostrato, ciascuna nel proprio ambito, intelligenza, capacità, volontà e tenacia: solo Milano ha tante donne al potere. Sulle quali, quindi, si può contare guardando al percorso ancora impervio verso il 2015. Soprattutto la Bracco enfatizzerà, nel suo intervento, l'importanza che ricerca e innovazione, di cui Milano è da secoli la culla, hanno e sempre di più avranno per riportare le imprese italiane al massimo livello di competitività nel nuovo e più impervio scenario globale. Su questa via ineludibile, pena il declino, l'obiettivo dell'Expo è per l'industria milanese un traguardo ambizioso e quindi un ulteriore stimolo forte

domenica 20 aprile 2008

L’Expo a Milano sarà una fortuna per tutta l’Italia

Vinceremo l’Expo 2015? Sperèm. Dovrebbero dirlo nei rispettivi dialetti e magari in latino tutti i famosi cento campanili della Penisola isole comprese. C’entriamo tutti quanti. I 154 Stati voteranno lunedì sera a Parigi decidendo tra Milano e Smirne. Vale più di un’Olimpia e di un Mondiale di calcio. C’è di mezzo qualcosa assai più prezioso di un prestigio di tolla: ci giochiamo noi stessi, fatturato e qualità della vita, e qualcosa di impalpabile e decisivo che è la tensione di crescere. Credere nel futuro. Sarebbe l’occasione storica per manifestare la voglia di rialzarsi, di non rassegnarsi alla mediocrità, al sentimento di decadenza che attraversa un’Europa fiacca. Ed invece provare a diventare nuovi fiammanti, noi e Milano, lucidando le insegne, trasformando le strade come pavimenti di casa che quasi si metterebbe la cera; anche dando nerbo al desiderio di gustare le cose della vita, il mettere mondo figli, tirar su case, chiese e stadi e monumenti: e di lavorare. Speriamo dunque che questa opportunità ci sia data e aspettiamo lunedì prossimo e poi, se andrà bene, tutti in piazza a festeggiare.