lunedì 23 giugno 2008

TRE DONNE AL TAVOLO DELL'EXPO

Due novità importanti caratterizzano le odierne assise di Assolombarda. Prima novità, il luogo. Stavolta la prima, più influente e più antica associazione industriale d'Italia alla efficiente ma soffocante sala di via Pantano preferisce i padiglioni di Fieramilano a Rho. E non perché lì si stia più comodi. Quella grandiosa struttura, destinata a raddoppiare per allora, sarà la sede principale dell'Expo 2015. D'altra parte questa è la prima assemblea degli industriali milanesi dopo la «vittoria di Parigi» del 31 marzo scorso, alla quale il presidente Diana Bracco ha dato un contributo rilevante. La scelta di Rho, dunque, segnala chiaramente la volontà di proseguire con altrettanto impegno fino al pieno successo dell'esposizione. Seconda novità. Fra i protagonisti della giornata (come della lunga marcia verso l'Expo) ci sono tre donne: il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente di Confindustria, freschissima di elezione, Emma Marcegaglia e il presidente di Assolombarda Diana Bracco.
Tre donne che fino ad ora hanno ampiamente dimostrato, ciascuna nel proprio ambito, intelligenza, capacità, volontà e tenacia: solo Milano ha tante donne al potere. Sulle quali, quindi, si può contare guardando al percorso ancora impervio verso il 2015. Soprattutto la Bracco enfatizzerà, nel suo intervento, l'importanza che ricerca e innovazione, di cui Milano è da secoli la culla, hanno e sempre di più avranno per riportare le imprese italiane al massimo livello di competitività nel nuovo e più impervio scenario globale. Su questa via ineludibile, pena il declino, l'obiettivo dell'Expo è per l'industria milanese un traguardo ambizioso e quindi un ulteriore stimolo forte

giovedì 19 giugno 2008

Amministratore di sostegno

La mia associazione Il Ciclamino ha ricevuto diverse lettere in merito alla figura dell'Amministratore di sostegno, visto che è un argomento di interesse generale ecco l'inquadramento della figura giuridica e come fare per richiederlo.

L’amministrazione di sostegno è una figura istituita con la Legge numero 6 del 9 gennaio 2004, a tutela di chi, pur avendo difficoltà nel provvedere ai propri interessi, non necessita comunque di ricorrere all'interdizione o all'inabilitazione.

Chi è
L’amministratore di sostegno è un tutore delle persone dichiarate non autonome, anziane o disabili. Viene nominato dal giudice tutelare e scelto, dove è possibile, nello stesso ambito familiare dell’assistito. Possono diventare quindi amministratori di sostegno il coniuge, purché non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, e comunque il parente entro il quarto grado.

Che cosa fa
L’ufficio di amministrazione di sostegno non prevede l'annullamento delle capacità del beneficiario a compiere validamente atti giuridici, e in questo si differenzia dall'interdizione.

I poteri dell'amministratore di sostegno vengono annotati a margine dei registri di stato civile, al fine di consentire a terzi il controllo sul suo operato.

Dura dieci anni, ma può essere rinnovato, a meno che si tratti di un parente o del coniuge o della persona stabilmente convivente, nel qual caso dura per sempre, salvo rinuncia o richiesta di revoca dello stesso interessato.

A chi si rivolge
L’amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di dover provvedere ai propri interessi.

Anziani o disabili, ma anche alcolisti, tossicodipendenti, carcerati, malati terminali, ciechi, potranno ottenere, anche in previsione della propria eventuale futura incapacità, che il giudice tutelare nomini una persona, che abbia cura della loro persona e del loro patrimonio.

Come fare
La persona interessata può mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata presentare la richiesta al giudice tutelare della propria zona di residenza o anche domicilio e entro sessanta giorni dalla data di presentazione della richiesta, il giudice provvederà alla nomina dell'amministratore. Il suo decreto diventa immediatamente esecutivo.

Nel caso che la richiesta venga fatta da uno dei figli e trovi gli altri in disaccordo si procederò alla nomina di una amministratore esterno alla famiglia.

Inoltre i responsabili dei servizi sanitari e sociali, se a conoscenza di fatti tali da rendere necessario il procedimento di amministrazione di sostegno, devono fornirne notizia al pubblico ministero.

I giudici tutelari si trovano presso ogni Procura della Repubblica. Esiste anche il registro comunale degli amministratori di sostengo, il primo registro è nato a Roma dopo una fase di sperimentazione.

mercoledì 18 giugno 2008

E' finita la tregua, meno male.

Ieri con un "clamoroso" annuncio, Veltroni ci ha fatto sapere che è finita la tregua con la maggioranza di Governo. Siamo tutti atterriti da questa notizia, tanto atterriti che ci viene da fare un commento immediato: "meno male, era ora che ognuno rientrasse nei suoi ruoli!"
Il Governo poggia su una maggioranza solida e gli italiani lo hanno votato in massa perchè governi e non perchè intrecci rapporti amichevoli con le opposizioni, di questo a noi non importa nulla. E' assolutamente inutile e anzi diventa una perdita di tempo cercare di trovare accordi quando questi accordi non è possibile trovarli. Ci sono temi che dividono così tanto le due fazioni che anche discutere giornate intere non porterebbe a nessun risultato, cito ad esempio la giustizia, la sicurezza, la concezione della famiglia, la scuola, insomma quasi tutto.
Inutile quindi fare esercizi empirici per andare d'accordo quando questo accordo non può esistere. Ognuno vada per la sua strada, alla fine gli elettori giudicheranno e il loro verdetto sarà inappellabile.

sabato 14 giugno 2008

Dopo le cliniche private ora indagate nelle RSA per anziani....

Dopo gli arresti di 14 persone per lo scandalo della "clinica degli orrori" a Milano, sono oltre 100 le denunce arrivate alla Guardia di finanza da parte di pazienti o di loro parenti che avanzano sospetti sulla reale utilità degli interventi cui sono stati sottoposti. Intanto, secondo il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, i dati dell'ispezione rilevano "un aumento della mortalità che va verificato attentamente".

"I numeri sono pochi - spiega Fazio - e vanno compensati con i fattori di rischio dei pazienti e la gravità della loro malattia. I controlli effettuati dicono che per quanto riguarda locali, attrezzature e strutture queste sono in ordine. Alcune carenze vi sono solo per gli accessi delle ambulanze. Quanto ai controlli amministrativi che poteva fare, la Regione si è comportata bene. Ora stiamo mettendo in piedi sistemi di controlli più accurati e il ministero è attrezzato per realizzarli".

Suggerisco al Sottosegretario Fazio di predisporre controlli accurati anche nelle case di riposo per anziani, alcune delle quali nascondono dietro un nome prestogioso, carenze mediche e assistenziali gravissime e spesso fatali per i pazienti. Dopo lo scandalo della scorsa estate che ha riguardato il Trivulzio, sarebbe opportuno rivedere le convenzioni anche con RSA private ed effettuare controlli a tappeto.

mercoledì 11 giugno 2008

Lo schifo e l'orrore del S. RITA

Ciò che è accaduto al S.Rita è intollerabile, ciò che hanno fatto alcuni medici di quella clinica provoca il voltastomaco: gli interventi non necessari su pazienti ultraottantenni poi deceduti, l'asportazioni di polmoni e mammelle sani, la sfrenata ricerca del denaro a qualsiasi costo con la formula "più operi e più gadagni" e l'ascolto delle intercettazioni dei colloqui di questi "bravi medici" che parlano dei loro sfortunati pazienti con un disprezzo inaudito, provoca una indignazione così alta da invocare per loro la pena di morte.Certo noi non siamo come loro, noi non uccidiamo per il piacere di farlo o per denaro, noi non vogliamo la giustizia sommaria, ma la giustizia si, quella la pretendiamo e senza sconti per nessuno.Le indagini sono state lunghissime e si sono avvalse di segnalazioni della Regione Lombardia che aveva notato irregolarità nel numero degli interventi al torace eseguiti in quella struttura, decisamente troppi. Si è indagato al 2006 ad oggi, credo sarebbe meglio andare un po' a ritroso nel tempo, penso che altre nefandezze verranno portate alla luce.
Quello che non capisco sono gli interventi eseguiti senza informare i familiari dei pazienti, gli anziani morti senza che nessun parente dicesse nulla: recentemente mi sono trovata a dover sottrarre dalle grinfie di un chirurgo la mamma di una mia cara amica. La signora era stata ricovera in un ospedale pubblico per dolori addominali e sospetto blocco intestinale, nel giro di qualche ora la situazione si era sbloccata, la signora stava decisamente meglio, ma i medici volevano ugualmente effettuare un intervento esplorativo anche se avevano ammesso che si trattava di diverticolosi. La mia amica mi aveva telefonato in lacrime, così l'ho raggiunta ed insieme e non senza difficoltà, abbiamo disposto il trasferimento della signora anziana in una clinica di fiducia, da dove, dopo una settimana di terapie adeguate, è stata dimessa. Se non ci fossimo opposti all'intervento forse la mamma della mia amica non ci sarebbe più.La vigilanza dei parenti nei confronti di persone anziane diventa indispensabile, come è indispensabile non fidarsi subito di quello che dice un medico, se ci sono dubbi che se ne senta un altro, è un diritto raccogliere più pareri prima di un intervento e questo vale per anziani, giovani e bambini.Insomma, speriamo che di cliniche S.Rita ne esista una sola, ma stiamo in campana!