lunedì 13 settembre 2010

VICENZA 24 SETTEMBRE- IMPORTANTISSIMO CONVEGNO SULL'ALZHEIMER

Sono stata invitata per la presentazione del mio libro "Papà mi portava in bicicletta"  al convegno che si terrà il 24 settembre a Vicenza e che ha per tema: "Alzheimer: ma chi l'ha detto  che non c'è nulla da fare?"
Il convegno inizierà alle 15 con l'intervento di professori e medici che stanno approfondendo e studiando la malattia e un diverso approccio ai malati.
Il mio libro incarna proprio il messaggio che dal convegno si alza alto e forte: i malati di alzheimer sono persone, provano e danno affetto a chi li circonda, conservano una memoria emotiva che è quella che ci permette di interagire con loro. Il malato di alzheimer dovrebbe vivere nella sua casa, con i volti e le cose che conosce... sono questi i soli riferimenti che lo tengono ancorato alla vita.
Diciamo che con il mio libro ho anticipato i tempi:  ciò che ora la scienza ha scoperto il mio cuore lo aveva sempre saputo.La vicinanza e  il grande affetto che avevo e ho per mio padre, che è mancato 3 anni or sono, mi hanno guidato verso una conoscenza profonda della malattia, il dialogo tra noi due non si è mai interrotto, forse ad un certo punto io ero diventata la madre e lui il figlio, ma l'affetto, quello c'è sempre stato da entrambe le parti.  L'ostacolo più grande e più doloroso per queste persone e per i loro familiari è la mancanza di comunicazione, invece non è così, il paziente non è un demente è solo  una persona che per via della malattia è costretto a comunicare diversamente con chi lo circonda, ma sente, capisce, prova affetto, tenerezza e desidera essere ricambiato. Allora se a questa persona si vuol bene non sarà difficile comunicare con lui, lo si farà con la voce del cuore e lo si proteggerà come una essere prezioso e fragile fino alla fine.
Sono lieta, ma anche orgogliosa, di aver contribuito con il mio libro ad aprire una nuova frontiera.

Ecco  il programma del convegno e la locandina 



mercoledì 18 agosto 2010

Buon viaggio Presidente

Il Presidente Cossiga amava viaggiare, amava soggiornare all'estero, specialmente in Inghilterra, ma anche a Lugano e in molti altri luoghi, e da buon viaggiatore si era preparato bene anche per il suo ultimo viaggio, quello che è iniziato ieri poco dopo le tredici.
Lo ha fatto per tempo, già nel 2007, scrivendo quattro lettere alle massime autorità dello Stato, lettere che ribadiscono il suo amore per l'Italia e per il popolo italiano. Ci ha sorpreso ancora una volta il gentiluomo Cossiga... ho rifiutato i funerali di stato e la presenza di qualsiasi autorità alle sue esequie, certamente ne avrà scritto le motivazioni, ma forse non le sapremo  mai, anche se possiamo intuirle facilmente. Lo stesso fece la famiglia Moro dopo la tragedia che la colpì e di cui Cossiga fu, suo malgrado, attore. A quell'epoca era Ministro dell'Interno e dovette interpretare i dettami del suo governo e soprattutto della DC: "Con i terroristi non si tratta"  era la parola d'ordine di allora, ma Moro era suo amico e lui, combattuto fino all'ultimo, soffrì come un cane e all'epilogo tragico della vicenda si dimise. Disse sempre che si sarebbe preso le sue responsabilità e anche quelle di chi avrebbe dovuto prendersele e non lo fece...
Ho negli occhi una immagine che lo ritraeva due o tre giorni dopo la sepoltura di Moro, accanto alla sua tomba a Torrita Tiberina, quasi aggrappato al cancelletto della cappella di famiglia, quello fu il dramma che condizionò tutta la sua vita.
Ora, come Moro, rifiuta i funerali di Stato e soprattutto la presenza di politiche alle sue esequie, una risposta alla scelta che dovette fare e che costò la vita al suo amico.
Certo Cossiga fu molte altre cose dopo quei tragici eventi, dimostrò di essere un grande uomo e a me dispiace molto averlo perduto, mi mancherà la sua intelligenza, la sua arguzia, e perchè no? Anche il racconto delle sue debolezze, della sua depressione. Nella bolgia della politica dei nostri giorni non c'era più posto per lui, e lui lo aveva capito da tempo e aveva staccato la spina alla voglia di vivere.
Buon viaggio Presidente e la terra le sia lieve!
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giovedì 22 luglio 2010

Dedicato a papà Ferdinando

"Per ogni sorriso donato a chi lo sapeva apprezzare, per ogni tuo istante vissuto intensamente. Libero e nello stesso tempo attaccato a tutto ciò che ti era caro. Ribelle e combattivo a volte, dolce e generoso altre.
Abbiamo condiviso con te gioie e dolori. Ancora non riusciamo a credere che tu non sia più con noi, quello di cui siamo certi è che ovunque saremo ci sarai anche tu, nei nostri cuori".
Milano, 23 luglio 2007


Sono passati tre anni e il mio dolore è immutato, reso solo più sopportabile dal tuo costante essermi vicino.
Grazie papà, ti voglio bene!
Manuela

martedì 13 luglio 2010

Il piccolo gufo reale

Sembrava la solita passeggiata nel bosco, una delle tante che facciamo ogni mattino in questo caldissimo luglio, ed invece abbiamo fatto un incontro che ci ha regalato una fortissima emozione.
La nostra cagnona correva davanti a noi, il sentiero piano nella pineta non nascondeva pericoli e a lei non pareva vero di mettere il suo tartufone tra il fogliame e le piantine di mirtillo, poi l’incontro e il suo balzo indietro…. a lato di una grosso masso, quasi completamente mimetizzato con la flora del bosco, un piccolo di gufo reale con un’ala aperta e i suoi grandi occhi gialli  implorava aiuto.
Non amo particolarmente i pennuti, da bimba ho avuto un trauma legato alle piume dei piccioni e sono proprio le piume che mi fanno ribrezzo, ma il piccolo gufo mi guarda e comincia a muovere il becco come volesse parlare. Allontaniamo il cane e ci dedichiamo a lui, il primo pensiero è quello di chiamare un veterinario, ho il numero del cellulare e lo chiamo.
Il medico, molto disponibile, mi fa richiamare subito dopo dai guardiacaccia del luogo, cerco di localizzare geograficamene il piccolo, il luogo, il bosco dove potranno trovarlo. Evidenzio il luogo dove si trova con un bastone e una piccola borsa di plastica bianca a mo di bandiera…
Gli sono accanto ancora una volta prima di proseguire per la nostra passeggiata e gli sussurro:”Dai piccolo  non mollare, ora arrivano…. resisti e  non avere paura io ti voglio aiutare”, lui mi fissa con i suoi occhioni gialli e ruota il capo a 360 gradi, riuscendo a richiudere l’ala e ad adagiarsi su un fianco, credo abbia capito che non vogliamo fargli del male.
Ritorniamo dalla passeggiata ma lui è ancora li, richiamo i guardiacaccia, mi confermano che stanno arrivano…. non sono tranquilla, ma non posso fare altro, gli uccelli selvatici non vanno mai toccati, questo lo so.
Verso mezzogiorno  il guardiacaccia mi chiama per avvisarmi che il piccolo è stato raccolto ed inviato ad un centro di recupero, verrà curato.
Mi sento il cuore che scoppia di felicità, non so come mai, ma so che è una sensazione meravigliosa e che gli animali sono esseri speciali a cui noi qualche volta riusciamo anche a fare del bene.


ecco il piccolo di gufo




giovedì 1 luglio 2010

I malati di Alzheimer mantengono il ricordo emotivo

Un nuovo studio di ricercatori dell’Università dello Iowa offre una serie di indicazioni interessanti sulla modalità relazionale da tenere con le persone malate di Alzheimer e con problemi di memoria: anche se il paziente può dimenticare uno scherzo o un gesto di affetto, è però in grado di mantenere il ricordo dell’esperienza emotiva vissuta, e ciò può influire in maniera sensibile sull’umore generale del malato.
La ricerca si è svolta con l’osservazione di cinque pazienti affetti da un male neurologico raro che danneggia l’ippocampo, quell’area del cervello dove vengono immagazzinati i ricordi, sia quelli brevi che quelli a lungo termine.
I pazienti sono stati sottoposti all’esperimento con una tecnica di induzione delle emozioni, in pratica sottoposti alla visione di spezzoni di film con scene altamente emotive di tristezza e di gioia.
I ricercatori hanno così osservato, al follow-up che sebbene i pazienti non avessero mantenuto il ricordo delle scene, tuttavia erano ancora influenzati dai sentimenti che queste suscitavano, di allegria o di dolore.
Secondo gli autori dello studio, l’ippocampo è una regione danneggiata anche nei pazienti con il morbo di Alzheimer, e per questa ragione ciò che da loro osservato nei pazienti affetti da danno neurologico a quell’area del cervello accade presumibilmente anche nel caso dell’Alzheimer.
Ciò offre dunque un’indicazione su quanto in realtà il malato che apparentemente sembra dimenticare immediatamente la visita di un parente, una telefonata, un atto gentile e di riguardo nei suoi confronti in realtà sia in grado di mantenere a lungo l’emozione vissuta.
Un motivo in più, oltre a quello etico, concludono gli autori della ricerca, per trattare i malati di Alzheimer con il dovuto rispetto e dignità.

da:http://www.stetoscopio.net/neurologia/i-malati-di-alzheimer-mantengono-il-ricordo-emotivo/

NOTA PERSONALE
A volte la scienza fa scoperte che il tuo cuore aveva già fatto.
Sono emozionata per questa conferma e ringrazio la mia cara amica Enrica per avermi segnalato l'articolo.
E ora la battaglia contro il muro di indifferenza e di ignoranza che circonda questi malati continua e avrà questo slogan: "Ma chi lo dice che non si possa fare nulla ?"
Appuntamento a Vicenza il 24 settembre 2010 Giornata Mondiale dell'Alzheimer con il Prof. Trabucchi in una giornata di studio che sfocerà con la presentazione del mio libro "Papà mi portava in bicicletta" ritenuto indicativo di un nuovo approccio alla malattia.