domenica 10 aprile 2011

Famiglia

La famiglia è  unita dal sangue, dal dovere, dalla necessità, dal desiderio... e qualche volta, se si è molto fortunati, dall'amore. E' una parola che sottintende solidità, fondamenta salde come la roccia, un luogo, una casa in cui fare ritorno ..una casa da lasciare quando si è cresciuti e tuttavia da ricordare con affetto.. gli echi non abbandonano mai l'udito e il cuore, i ricordi sono scolpiti come avorio ricavato da un'unica zanna, dipinto delicatamente in vari toni, alcuni brillanti, altri più dolci, a volte sbiaditi, così tenui da essere quasi dimenticati.. e tuttavia mai scordati e abbandonati completamente. Il luogo dove si comincia e si spera di finire.. ciò che si cerca di costruire con impegno.. come un edificio proteso verso il cielo...
La famiglia quante immagini evoca.. quanti ricordi.. quanti sogni.


E' in arrivo il mi nuovo libro!

sabato 9 aprile 2011

Onore e gloria : una bellissima manifestazione dedicata alle razze canine utilizzate a livello militare

Ho ricevuto la richiesta di pubblicizzare questa bellissima iniziativa che è dedicata ai nostri amici più cari, i cani... ma non ai cani comuni, quelli che per razza e addestramento hanno affiancato l'uomo in battaglia dall' antica Roma ad oggi. La notizia è stata data anche sul mio giornale di settore CYBERDOGS MAGAZINE, ma la riporto anche qui, invierò un cronista che segua e poi riferisca.
Manuela Valletti

150° Unità d’Italia Onore e Gloria
Cani e soldati dall’antichità a oggi
Il 24 e 25 aprile 2011 (Pasqua e Pasquetta, nonché Festa della Liberazione), dalle 10 alle 19, nella sede espositiva di 30.000 metri quadrati del Centro Ombrianello di Crema si terrà la manifestazione Onore e Gloria: cani e soldati dall’antichità a oggi.  Il Centro Ombrianello di Crema – a 3 km. da Crema e 25 da Milano, posto a fianco della scorrevole Strada Paullese – è confinante con l’omonimo golf club ed è sede di grandi eventi.
Alla manifestazione saranno presentati esemplari di razze canine, anche molto rare, utilizzate a livello militare dall’impero romano fino alle odierne missioni di pace italiane in Iraq e Afghanistan. Parteciperanno le unità cinofile delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate. Durante le due giornate, negli appositi ring, si svolgeranno decine di prove per cani da lavoro, nelle specializzazioni di attacco, difesa, anti sommossa, anti esplosivi, scorta, ricerca, soccorso, obbedienza e altro. Alla manifestazione parteciperanno gruppi di rievocazione storica in un excursus attinente l’utilizzo di cani, dall’antichità a oggi. Sono incluse presentazioni di libri di cinofilia e storia con la partecipazione, come relatori, degli autori e di esperti di livello nazionale e internazionale.
Alla manifestazione parteciperanno solo esemplari delle seguenti razze (o tipi, se in attesa di riconoscimento):mastino del Tibet, mastino mongolo, mastino spagnolo, fila brasileiro, pastore fonnese, dogo sardesco, rottweiler, pastore tedesco, pastore della Beauce, dobermann, riesenschnauzer, mastiff, labrador, dogo argentino, terrier russo nero, mastino napoletano, dogue de Bordeaux, collie, pastori belgi malinois, groenendael, tervuren e laekenois, pastore olandese, pastore australiano, perro pampas, cimarron uruguayo, sharpei, chow chow, cane corso, pastori dell’Anatolia, guardiano moscovita, alano, boerboel, akita, shikoku, airedale, terranova, bullmastiff, pitbull, amstaff, hovawart, boxer, maremmano-abruzzese, briard, cane da montagna dei Pirenei, bovaro delle Fiandre, sanbernardo, bulldog, bovaro del Bernese, gran bovaro svizzero, pastore dell’Asia Centrale, pastore del Caucaso, pastore della Russia Meridionale, cane lupo cecoslovacco, cane lupo italiano, husky, malamute, samoiedo, golden retriever, barbet, barbone gigante, bloodhound, border collie, bull terrier, irish wolfhound, deerhound, kuvasz, komondor, laika, landseer, lurcher, olde english bulldogge, ciarplanina, flat-coated retriever, rhodesian ridgeback.
La manifestazione, unica nel suo genere, accomuna due mondi solo apparentemente distanti fra loro: quello militare e quello cinofilo, entrambi caratterizzati da un vastissimo seguito di appassionati. In effetti, il cane militare – utilizzato già 4000 anni fa ma ancora in auge – sta esattamente in mezzo a questi due settori. Visto che molte delle razze canine utilizzate in ambito militare sono le stesse in uso per la guardia delle proprietà private, l’idea trainante della manifestazione è quella di rappresentare tutto ciò che è legato alla sicurezza. Per esempio, chi vuole proteggere la propria casa può affidarsi a un buon cane (addestrato) o a un buon impianto antifurto (valido). Oppure ad ambedue, ognuno complementare all’altro. Il pubblico potrà rendersi direttamente conto di ciò che gli serve e di ciò che gli si offre, cane o antifurto che sia. Una scelta che può fare la differenza.
Onore e Gloria: cani e soldati dall’antichità a oggi (il riferimento è anche a una famosa frase detta nel film “Il gladiatore” di Ridley Scott, in cui compare per l’appunto un cane da guerra) il visitatore entrerà in contatto con tutto ciò che ruota intorno al tema “cani e sicurezza”: allevamenti cinofili, istruttori, veterinari, alimenti e articoli per cani, autovetture fuoristrada e station wagon, assicurazioni contro i furti o per cani, serramenti e recinzioni, istituti di vigilanza, case editrici specializzate e così via. In Italia finora non esisteva una manifestazione così particolare e nel contempo così necessaria a tanti quanto a esigenze della vita quotidiana. La manifestazione si svolgerà su un’area di 30.000 metri quadrati, di cui 3000 di padiglioni espositivi coperti. L’ingresso giornaliero è di 8 euro a persona. Per i bambini fino a 10 anni, purché accompagnati da un adulto, l’ingresso è gratuito. Divieti particolari: vietato l’ingresso agli animali e in particolare ai cani, esclusi quelli degli espositori allevatori e degli altri inseriti nella manifestazione. Detto divieto, che potrà apparire anacronistico, è motivato dal fatto che i cani da lavoro e degli allevamenti sono addestrati e abituati a ignorarsi, mentre non lo sono affatto i cani dei privati. In un tale contesto, pertanto, è prudente evitare potenziali momenti di provocazione, anche in considerazione del genere di cani al centro della manifestazione.
Onore e Gloria
Cani e soldati dall’antichità a oggi
24 e 25 aprile 2011, dalle 10 alle 19
Centro Ombrianello di Crema
Biglietto d’ingresso giornaliero, 8 euro a persona
Info: Media free time, tel. 0373 278314 – 3489000276 mediaro@libero.it

giovedì 7 aprile 2011

La montagnetta di San Siro.



Bella la canzone che Nanni Svampa dedica alla  mia Montagnetta e bello anche il video! 
Il Monte Stella, così chiamato per volere dell'Architetto Bottoni a cui si deve il progetto di tutto il QT8 (Quartiere Triennale Ottava), nasce proprio dalle macerie della II Guerra Mondiale. Ricordo ancora i la fila di  camion che portavano in quel luogo ciò che rimaneva delle case, delle chiese, delle fabbriche della Milano bombardata, ricordo anche che molte persone assistevano agli scarichi con grande commozione.
Ora il Monte Stella è un parco meraviglioso, molto curato e caratteristico, è veramente  una piccola montagna, con salite e discese, con molti alberi ma anche spazi verdi completamente fruibili. In primavera si diffonde nell'aria un profumo fruttato veramente particolare e in autunno le foglie che cadono creano meravigliosi tappeti nei viali. Durante tutto l'anno il parco è  molto visitato:studenti delle scuole del quartiere, sportivi, padroni di cani e  bimbi con i genitori si godono una boccata di ossigeno e ammirano dalla cima  la Madonnina del Duomo  e le Prealpi.
Da qualche anno il Parco Montestella ospita il Giardino dei Giusti, che ricorda con tanti alberi e sobrie pietre tutti quei "Giusti" che hanno contribuito a salvare vite umane. Il Giardino è collocato molto opportunamente direi, viste le origini storiche della montagnetta.

mercoledì 6 aprile 2011

Carpi, i foglietti che dipingono l' orrore

Riporto  un articolo del Corriere della Sera che ricorda Aldo Carpi, il grande pittore milanese e il rettore dell'Accademia di Brera. Nell'ultima parte dell'articolo Carpi cita mio padre, Ferdinando Valletti. Certo ero al corrente del fatto che mio padre gli aveva salvato la vita, ma vedere l'articolo di giornale mi ha molto commosso. Ho sempre sentito parlare del Prof. Carpi, mio padre gli telefonava spesso, un'amicizia grande che si era forgiata negli orrori del lagher di Mauthausen. Si salvarono entrambi.
Manuela Valletti

Carpi, i foglietti che dipingono l' orrore
un profilo del pittore Aldo Carpi, " l' ultimo grande scapigliato "
Per due giorni parlo' senza interruzione, poi tacque. Quando torno' a casa, dopo un anno e mezzo, il pittore Aldo Carpi, "l' ultimo grande scapigliato", non dimentico' nulla del lager, ma ne avrebbe parlato malvolentieri. Gli era rimasto nel naso l' odore del gas, diceva ogni tanto. Venne arrestato il 23 gennaio 1944 a Mondonico, in Brianza, dove era sfollato con la famiglia. Fu denunciato per attivita' antifascista da uno scultore, Dante Morozzi, un insegnante di Brera. Quella domenica mattina Carpi, dal suo studio, vide un gruppo di fascisti risalire la strada e dirigersi verso la sua casa, all' altra estremita' del paese. Avrebbe potuto fuggire, ma non fuggi' . Preferi' consegnarsi, per evitare che prendessero i suoi figli. Quel giorno Aldo Carpi stava ultimando L' arresto degli Arlecchini, un quadro a olio che raffigura quattro nerissimi poliziotti che inseguono sei arlecchini trasparenti. Sei come i suoi figli, che sperava "imprendibili come una nuvola". Ma furono catturati. Uno, Paolo, fu ammazzato a diciassette anni a Gross Rosen, alle nove del mattino del 25 febbraio 1945: con una iniezione di fenolo, perche' quel piccolo campo della Slesia meridionale non disponeva di camere a gas. Per Aldo prima Mauthausen, poi Gusen. Quando torna a casa, conta i figli: uno due, tre, quattro, cinque. Manca Paolo. Anche Pinin, che nel ' 45 aveva ventisei anni, aveva fatto la sua Resistenza: dura, durissima. Benche' ora riesca a parlare di arresti, del carcere a San Vittore, di interrogatori, di fughe e di appostamenti, della vicenda di suo padre, di Paolo come se raccontasse una delle tante storie per ragazzi che ha scritto in questi anni. Qui purtroppo non ci sono ne' leoni parlanti ne' gnomi ne' fate ne' maghi: qui e' tutto atrocemente vero. Ricorda suo padre, Aldo, tornare nella casa di via De Alessandri, che era stata sede delle prime riunioni del Cln: il corpo (un metro e ottanta) smagrito, i quaranta chili registrati il giorno della liberazione erano di poco aumentati, sente ancora nelle orecchie l' urlo di gioia di sua madre. Ricorda i foglietti minuscoli, riposti nella pellicola piegata di una radiografia che per un anno e mezzo suo padre tenne nascosta sul petto: "Se li avessero trovati lo avrebbero ammazzato". Quei foglietti contenevano il famoso Diario di Gusen, che Pinin Carpi avrebbe trascritto e pubblicato da Garzanti nel 1971. La seconda edizione, rivista e ampliata, e' da poco uscita nei Tascabili Einaudi con una introduzione di Corrado Stajano e con una nuova appendice, e verra' presentata oggi pomeriggio (alle ore 18) nella Sala Teatro della Accademia di Brera. Forse l' unico diario scritto in presa diretta, giorno dopo giorno nel lager. Aldo Carpi avrebbe poi testimoniato quella tragedia anche in molti disegni realizzati nei decenni seguenti. Ma quelle note, scritte sulle ricette di un medico, furono redatte tra il 1944 e il ' 45: "Un documento di religiosita' profonda . scrive Stajano ., una lezione di pudore, di dignita' e di coraggio che incute commosso rispetto". Pinin ricorda la religiosita' dei suoi genitori: "Una religiosita' molto sentita, ma tutt' altro che bigotta: mio padre, anche dopo il campo di concentramento, rimase un uomo dolcissimo con noi. Non sembrava cambiato per niente". Il vecchio partigiano Ferdinando Valletti, operaio dell' Alfa Romeo, anch' egli finito a Gusen per avere organizzato uno sciopero, vedendo Aldo sul letto di morte, ricordo' i giorni del lager, quando a uno a uno i deportati cercavano consolazione nella fede, nelle parole di Aldo Carpi. Il quale, precocemente invecchiato li' dentro, a 57 anni, continuava a dipingere ritratti per i suoi aguzzini, i loro figli, le loro donne. Valletti lo aveva salvato quando, appena arrivato a Gusen, Aldo fu messo a lavorare in una cava, dove le SS avrebbero voluto seppellire i cadaveri delle loro vittime. Doveva raccogliere e trasportare i massi che venivano fatti rotolare dall' alto. E lui non stava piu' in piedi. Fu Valletti a sostenerlo, a nasconderlo, a curarlo ormai moribondo. Poi, un medico polacco lo porto' nel suo studio e gli propose di fare quadri per gli ufficiali. Fu questo "dipingere con la testa nel sacco" a salvarlo. Non certo a fargli dimenticare i giovani russi che dalla sua finestra vedeva gettarsi contro i reticolati dell' alta tensione, disperati dopo le torture. Oppure il volto dell' Alfredo Borghi, un operaio, che dalla camera a gas, in attesa della fine, urlo' : "Carpi, damm de bev".

Di Stefano Paolo

martedì 5 aprile 2011

Oggi mio padre avrebbe novant'anni!

Che bella  giornata avrei trascorso oggi se il mio papà fosse stato ancora qui con noi. I novant'anni sono un grande traguardo e certo tutta la famiglia gli sarebbe stata in festa. Tante volte mi sono ritrovata a pensare mio padre  vecchio, me lo immaginavo scherzoso ed acuto come solo lui sapeva essere e  attorniato dall'affetto di tutti i familiari. Non è andata così, la vita ha deciso diversamente, ma oggi, accanto al rimpianto di averlo perduto 3 anni or sono, c'è la consapevolezza che la sua vita sia stata una vita piena e affrontata a viso aperto. Una vita certamente non facile ma vissuta in ogni momento con l' intensità e lo spirito di chi vuole vendere cara la pelle. Così un' infanzia trascorsa in un istituto e una giovinezza devastata dalla deportazione a Mauthausen,  sono stati episodi dolorosi che lui ha saputo bilanciare costruendo in positivo: un diploma, una appartenenza al Milan,  una bella famiglia, un grande successo professionale...insomma creando ciò che conta per  un uomo che si possa definire tale. Perfino alle gravi patologie che lo hanno colpito in vecchiaia non ha dato tregua, ha lottato fino alla fine per non soccombere e quando ha compreso che il tempo che era rimasto era poco, ha sfruttato questo tempo  per dispensare carezze, buffetti e sguardi pieni di affetto alle persone che amava. 
In questi giorni sto recuperando molti documenti che lo riguardano e che daranno una svolta molto interessante al libro che gli ho dedicato e che trovate su questo blog, è come se mi facesse sapere che c'è di più da scoprire e mi indirizza verso le persone giuste... anche questo è un modo di non mollare, lo fa attraverso me e io gli sono grata!!!!!