Ho riletto questa splendida poesia di Quasimodo, si riferisce al periodo Nazista e con una serie di metafore racconta di oppressione, di religione e di dolore in una Italia che allora era la Patria da liberare!
"Alle fronde dei salici"
E come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
Salvatore Quasimodo
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domenica 4 settembre 2011
Alle fronde dei salici
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mercoledì 31 agosto 2011
Stranieri in Italia : perchè?
Ricevo e pubblico volentieri questa lettera che ho ricevuto da un lettore perchè pone questioni che credo interessino a tutti soprattutto oggi che "la coperta è proprio stretta"-
Cara Manuela
Dopo le sommosse (banlieue) in Francia e le rivolte recenti in Inghilterra, quando è prevista la rivolta degli stranieri in Italia.
Fra qualche mese? fra un anno? Quando?
I disoccupati stranieri (dati 2010) sono 274.121,-
Le famiglie straniere che risultano in difficoltà sono 58,8%.
Perché si continua a dire che gli stranieri servono perché fanno i lavori che non vogliono fare più gli italiani?
Gli imprenditori stranieri (si fa per dire) sono 628.221.In realtà sono venditori ambulanti, negozi, bar ecc.
Stranieri che non producono niente ma consumano sanità,scuole, assistenza, maternità.
Risorse che vengono sottratte ai lavoratori e pensionati italiani alla gente italiana indigente.
L'altro aspetto negativo: lo straniero, che lavora, è per l'industria i trasporti ecc. in funzione di crumiraggio. L'imprenditore in molti casi preferisce lo straniero più docile più disponibile ad accettare le ingiustizie.
Ora si dovranno sottrarre altre risorse agli italiani perche bisogna ampliare le carceri
che ospitano il 75% di stranieri.
Non si riesce capire perchè i "buoni" Sinistra, Sindacati, Clero (per me sono demagogici, nemici del buon senso) siano così animosi di accogliere gli stranieri che, troppi, alla fine danneggiano di più gli stranieri stessi.
Per non parlare delle bande giovanile che cominciano a rifondersi nelle grandi città, Ho letto su Milano qualcosa di molto preoccupante.
I figli degli stranieri, amesso che i loro genitori abbiano voglia di lavorare, loro saranno dei lavoratori o degli sbandati?
Per aver posto, in una assemblea della CGIL pensionati, quessta domanda:
"Dato che ci sono molti disoccupati italiani non è il caso di far venire meno stranieri."
La risposta dell'assemblea in un coro fu :"Razzista Razzista"
Io me ne sono andato, non sono più iscritto alla CGIL ne al PD.
Cara Manuela non ho detto tutto e probabilmente non bene.
Comunque sarei contento di sentire un tuo pensiero sull'argomento.
Ciao R.B.- Verona
Caro R.B., ti rispondo molto volentieri perchè le tue domande sono di molti, soprattutto ora che la nostra Italia è in grande difficoltà. Noto una mancanza nelle numerosi situazioni elencate ed è quella degli sbarchi a Lampedusa che in questo momento sono fuori controllo e per i quali i denari da spendere sono molto ingenti.
La situazione degli stranieri in Italia è certamente complessa ed è stata inizialmente presa sottogamba dai nostri politici nazionali e comunali. In nome di una benefica evoluzione della nostra società in multietnica (chissà poi perchè) si sono lasciati entrare nel nostro Paese cani e porci, gente che lasciava la propria patria per effettiva necessità, ma anche per aver commesso reati (mi riferisco soprattutto ai paesi dell'est). Le principali città sono state le prime a dare l'allarme per le condizioni di invivibilità che denunciavano i cittadini. Davanti a questa nuova emergenza italiana i politici erano del tutto impreparati e hanno legiferato in base alle loro ideologie (a favore la sinistra con i cattocomunisti - contro la destra) ma in entrambi i casi non erano stati messi in campo gli strumenti per attuare quanto le nuove leggi prevedevano. Sarebbe stato forse utile dare uno sguardo ai comportamenti europei davanti all'immigrazione, nessun altro paese ha aperto le frontiere come noi.
Naturalmente tra gli immigrati c'erano persone veramente ansiose di costruirsi un futuro (nel Veneto ad esempio) e si sono dati da fare per imparare il lavoro che gli veniva offerto, altri sono stati sfruttati e sottopagati (al sud) e tutti gli altri sono diventati solo un peso, un altro peso per un Paese che ricco non è. Questi ultimi si sono buttati nella delinquenza e sono finiti in carcere.
Come potrai capire non ho nulla contro gli stranieri, ma concordo con te quando dici che se non si mettono in atto tutte le misure per offrire loro un lavoro, una vita decente e una casa,sarebbe meglio, molto meglio non illuderli e suggerire loro di rimanere nella propria terra.
Il problema comunque sta sempre a monte: una classe politica che non decide, o che decide secondo le proprie convenienze politiche e un Clero che non ha ben chiaro il concetto di carità e che forse vuole anch'esso fare proseliti.
Se si vuole affrontare davvero questo problema occorre coinvolgere l'Europa e varare leggi comunitarie prive di spinte ideologiche e dell'influenza della Chiesa.
Spero di essere stata esauriente.
Un caro saluto
Manuela
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venerdì 26 agosto 2011
Oggi ricordiamo la piccola Sarah Scazzi
L'orrenda fine di Sarah, la ragazzina di Avetrana di 15 anni, non permette a nessuno di dimenticare. Sarah è stata tradita da persone che amava teneramente, da queste persone è stata uccisa e gettata in un pozzo esattamente un anno fa.
Cosa accadde il 26 agosto 2010
Dopo la denuncia di scomparsa di Sarah, partono le indagini. Si seguono le piste più disparate: dalla fuga volontaria al rapimento, dal sequestro di persona all'ipotesi di un maniaco sessuale conosciuto via internet. L'epilogo sarà ben più drammatico. Sarah non è sparita. Il pomeriggio del 26 agosto è giunta a casa Misseri, ma non ne è più uscita viva. Quel che resta del suo corpo, viene ritrovato nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, in un pozzo-cisterna in contrada Mosca, nelle campagne di Avetrana.
La confessione di Michele Misseri
Michele Misseri, zio di Sarah, messo alle strette dai carabinieri dopo la denuncia pubblica (il 29 settembre) del rocambolesco ritrovamento del cellulare della nipote nelle campagne, crolla. Confessa il delitto, ma ben presto la sua versione dei fatti non convice gli inquirenti. Così, pezzo dopo pezzo, la procura di Taranto scoprirà che dietro la morte della bambina di Avetrana c'è una orribile storia di famiglia, quella dei Misseri, cugini per parte di madre, che la piccola Sarah frequentava come una seconda casa. A distanza di otto mesi dal delitto, la verità investigativa che emergerà sarà inquietante.
Per i pm i killer sono Sabrina e Cosima
Sarah sarebbe stata uccisa da Sabrina e dalla madre Cosima dopo l'ennesima lite tra Sabrina e Sarah che si erano invaghite entrambe di un amico comune, Ivano Russo. Michele avrebbe eliminato il cadavere, aiutato da un fratello e un nipote. Ora, a un anno esatto dal delitto, a rischiare il processo ci sono 13 imputati. Per altri tre la posizione è stata stralciata in attesa che ci sia almeno la sentenza di primo grado.
Lunedì 29 dinanzi al gup del Tribunale di Taranto Pompeo Carriere si terrà la prima udienza preliminare, fissata con decreto d'urgenza perchè il 14 ottobre scadono i termini di custodia cautelare per uno dei principali imputati, Sabrina Misseri. Intanto, Avetrana ricorderà Sarah con una messa che si terrà nella chiesa madre alle 19.30
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martedì 23 agosto 2011
Alex, il cane morto di crepacuore
In una società che ignora i sentimenti e le buone azioni il piccolo Alex brilla di luce propria.
Ecco la cronaca della sua ultima giornata.
E' morto dopo aver vegliato la sua padrona, in attesa che qualcuno arrivasse. Protagonista della vicenda, avvenuta a Calderara di Reno, alle porte di Bologna, un bulldog di nome Axel, che ha abbaiato oltre un'ora, per chiamare aiuto per la sua padrona che stava morendo. Quando i soccorsi sono arrivati, chiamati dai vicini allertati da quegli strazianti latrati, era troppo tardi. Il cane è poi morto, probabilmente di crepacuore.
Carabinieri e personale di Bologna Soccorso sono intervenuti intorno alle 4 della scorsa notte, chiamati dai vicini che avevano segnalato un incessante guaito di un cane provenire da uno degli appartamenti. Dopo avere suonato invano il campanello e sentito i lamenti dell'animale, i militari hanno contattato un parente della pensionata che, nel giro di pochi minuti, è arrivato con le chiavi.
Entrati in casa, hanno trovato, disteso sul pavimento, il corpo ormai senza vita della donna, malata di cuore e stroncata probabilmente da un arresto cardiocircolatorio, e il cane che guaiva accanto a lei.
Durante tutto il tempo in cui il personale del 118 ha verificato e poi accertato il decesso della donna, Axel non si è mai allontanato dalla padrona. Poi si è improvvisamente accasciato a sua volta ed è morto. Di crepacuore, secondo i medici.
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lunedì 22 agosto 2011
Quel brutto vizio di copiare
Sono molti coloro che si attribuiscono la paternità di un'opera o di parte di essa e invece approfittano della buona fede del pubblico o degli studenti facendo dei miseri copia-incolla da libri, filmati e altro. I più alla fine vengono smascherati.. E' quello che è capitato ad un esimio professore, nonchè editorialista di Repubblica
Umberto Galimberti copia. Ora non lo dice più solo il Giornale. La 'condanna' arriva niente meno che dall'Università Ca' Foscari, che ha inoltrato richiamo formale all'esimio professore per la mancata citazione delle fonti nella redazione di alcuni suoi testi scientifici. Lo smacco, in realtà, era nell'aria da tempo. Al Senato accademico, infatti, era giunta una segnalazione riguardo alla poco simpatica abitudine dell'editorialista di Repubblica di "copiare e incollare" testi altrui nei propri saggi. Ca'Foscari ha reso ora noto che l'Advisory board ha concluso l'esame della segnalazione. La procedura - informa l'Ateneo - si è conclusa "con un richiamo affinchè il docente voglia adeguarsi nella redazione dei testi scientifici all'uso sistematico della citazione delle fonti secondo la prassi condivisa e consolidata nel campo della ricerca nazionale e internazionale". "Abbiamo affrontato con serietà e tempestività questa vicenda - spiega il rettore, Carlo Carraro -. Così come abbiamo scelto di valutare con attenzione l'originalità dei lavori dei nostri studenti attraverso l'introduzione del software anti-plagio, allo stesso modo esaminiamo con cura i lavori dei suoi docenti. Il nostro obiettivo è quello di garantire la qualità della produzione scientifica dell'ateneo". Il prorettore alla valutazione, Agostino Cortesi, aveva chiesto alla fine di maggio a Galimberti una memoria scritta in risposta alle accuse di "clonazione libraria". Il docente aveva risposto l'8 giugno con un documento in cui precisava la sua posizione, chiarendo "gran parte degli episodi attribuitigli" e dimostrando - conclude l'Ateneo veneziano - di aver "già provveduto a correggere in edizioni successive dei volumi le omissioni nelle citazioni".
da "Il Giornale"
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