sabato 5 novembre 2011

Quelle come me....

manifesto per la giornata internazionale della donna del  1950

Quelle come me….
Quelle come me sono capaci di grandi amori e grandi collere, grandi litigi, grandi pianti e grandi perdoni.
Quelle come me non tradiscono mai.
Quelle come me hanno valori che sono incastrati nella testa come se fossero pezzi di un puzzle, dove ogni singolo pezzo ha il suo incastro e lì deve andare.
Niente per loro è sottotono, niente è superficiale o scontato, non le amiche, non i figli, non la famiglia, non gli amori che hanno voluto, che hanno cercato, e difeso e sopportato.
Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l'anima, perché un'anima da sola, è come una goccia d’acqua nel deserto
ALDA MERINI

Raramente mi sono trovata in sintonia con una poesia come con questa, bellissima, di Ada Merini. Me la sento addosso e ritrovo i suoi versi anche nel modo di essere di alcune mie amiche carissime e di molte donne italiane.
So per esperienza personale che ad essere "come me" si soffre, ma non potrei essere diversa. Io vivo la vita e dalla vita mi lascio coinvolgere fino in fondo!

venerdì 4 novembre 2011

Avrom Sutzkever, il grande poeta della Shoah

Avrom Sutzkever, nacque nel 1913 a Smorgon, un paesino vicino a Vilnius, la capitale della Lituania e morì in Israele nel gennaio del 2010. Fu forse il più grande poeta della Shoah e partecipò attivamente alla resistenza del Ghetto di Vilnius, nel 1943. Con gli altri suoi compagni era stato costretto dai nazisti a scavare la fossa in cui sarebbero caduti. Avrom Sutzkever sopravvisse alla fucilazione. Ferito, cadde nella fossa assieme ai suoi compagni morti e fu coperto di terra ma resistette. Resistette il suo amore per la vita e in quello trovò le energie necessarie per uscire dalla morte, vivere clandestinamente nel ghetto e organizzare una colonna di combattenti che, capeggiati dal poeta, iniziarono la resistenza armata nei paesi baltici. Nel 1943, Sutzkever ha trent’anni ed è un importante leader della resistenza antinazista. Il suo prestigio supera le frontiere, tanto che, dopo vari tentativi falliti, un aereo militare sovietico riesce ad atterrare oltre le linee tedesche e condurlo a Mosca. Gli intellettuali lo invitano a restare in Unione Sovietica ma Sutzkever rifiuta tutto e decide che il suo posto è nella resistenza. Terminata la guerra, il poeta fu un testimone chiave nel processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti. Poi, nel 1947, alla vigilia della nascita dello Stato di Israele, si recò in Palestina, assistette alla nascita dello Stato di Israele, dove visse fino al suo ultimo giorno.

SOTTO LE TUE BIANCHE STELLE 
Sotto le tue bianche stelle
tendimi la tua mano.
Le mie parole sono lacrime
e possano riposare nelle tua mano.
Vedi, il tuo fulgore si oscura
nel mio sguardo tenebroso
e non ho nessun posto
per restituirtelo.
Però voglio, mio amato Dio,
affidarti il mio patrimonio,
Poiché in me arde un fuoco
e, nel fuoco, i miei giorni.
Solo in cantina ed in buche
piange la calma assassina.
Io grido più su, sui tetti,
e cerco: Dove sei?
Strane scale, strani mucchi
mi danno la caccia.
Appendo una pagina strappata
e così ti canto:
Sotto le tue bianche stelle
tendimi la tua mano.
Le mie parole sono lacrime
e possano riposare nelle tua mano.

Questa poesia fu scritta da Sutzkever durante la resistenza del Ghetto di Vilnius.

Crisi, le verità che non vi dicono

Non capite cosa sta accadendo? Siete smarriti dai continui sbalzi dei mercati, che un giorno crollano del 5% e due giorni dopo crescono del 4%, per poi ricorllare e ricrescere? Limitandosi ad osservare non si capisce nulla, se però si conoscno alcuni retroscena il quadro appare meno confuso di quanto appaia.

1) Di ogni leader bisognerebbe leggere attentamente la biografia e dunque non dimenticarsi mai delle sue origini. Prendiamo il premier Papandreou. E’ greco? Senza dubbio, ma solo a metà. Sua madre è americana e in America ha studiato. Niente di male, anzi, però bisogna sapere che negli ultimi vent’anni ha stabilito eccellenti rapporti con un certo establishment finanziario anglosassone. Viste le sue strane peripezie con l’annuncio di misure lacrime e sangue, poi la negazione di quanto fatto finora con la proclamazione di un referendum annunciato e infine l’annullamento dello stesso, Papandreu sta facendo gli interessi del popolo greco o risponde ad altre logiche e ad altri interessi?

2) E prendiamo Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia, ma anche ex vicepresidente di Goldman Sachs e, soprattutto, stimatissimo presidente del Financial stability forum, che dalla scoppio della crisi del 2008, ha preservato gli interessi del mondo finanziario e in primis delle grandi banche che hanno provocato quella crisi e che sono state salvate. Domanda: rappresenta l’Italia, l’Europa o il mondo finanziario transnazionale? Ah saperlo…

3) E’ cosî scandaloso che un Paese, la Grecia, pensi di chiedere al popolo di decidere il proprio destino? Il referendum, a quanto pare, non ci sarà, ma avrebbe dovuto essere indetto tempo fa, mentre l’Europa viene costruita sempre sopra le teste dei cittadini e prelevando di volta in volta pezzi crescenti di sovranità, naturalmente senza mai dichiararlo apertamente ma dissimulando le proprie intenzioni. L’Europa dell’euro, di Shenghen, di Maastricht è un’Europa tendenzialmente non democratica e questo dovrebbe preoccupare tutti noi, ma siamo cosî ipnotizzati dall’andamento dei mercati da non accorgercene nemmeno. A furia di pensare solo all’andamento dei mercati, rischiamo di perdere anche quel poco che resta della nostra libertà e della nostra autonomia decisionale…

4) Il destino dell’Italia è segnato perchè non controlliamo più il debito pubblico, come ho spiegato in questo post. E perché vogliono far cadere Berlusconi ad ogni costo, il quale ha agevolato i suoi nemici, che si annidano non tanto in casa ma nell’establishment europeo; dunque non ha saputo leggerne i disegni, decriptarne le intenzioni, non è stato capace di elaborare risposte convincenti e di mostrarsi pubblicamente all’altezza della situazione. E sotto l’impulso della crisi svuoteranno l’Italia lasciandole forse risanata ma esangue. E’ il destino di chi rinuncia alla propria sovranità…
Marcello Foa


giovedì 3 novembre 2011

La mattanza della politica

Stiamo assistendo in questi giorni ad una vera e propria mattanza della  politica di questo nostro Paese, hanno perso tutti la testa per una crisi che non sembra spaventare il Governatore della Banca d'Italia che  ieri ha affermato che i nostri conti potrebbero reggere benissimo anche se gli interessi sui titoli di stato  raggiungessero l'8%. Se non si preoccupa lui perchè tutti sembrano impazziti?  Sarebbe veramente folle se tutto questo avesse solo come  fine ultimo l'eliminazione dalla scena politica del Premier... si  dice che a parlar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina  a allora  proviamo a ricostruire per sommi capi da dove è cominciato e da chi è cominciato il suo sputtanamento internazionale perchè di questo si tratta.
Qualche mese fa la magistratura di Milano imbastisce il processo contro di lui per favoreggiamento alla prostituzione e il suo "bunga bunga" fa il giro del mondo, sarebbe accaduto tutto questo in un altro Paese?  Kennedy, donnaiolo pure lui  fu sempre coperto dai suoi servizi segreti, come mai qui si  arriva a mettere  una nazione alla berlina senza alcuna remora per  una questione che tutto sommato pare montata ad arte e non è di natura politica. Berlusconi sarà un libertino, avrà certamente tenuto comportamenti poco consoni alla sua carica, ma era nel suo privato.
Per non parlare poi di tutto il resto.. delle risate di Sarkosy e della Merkel, delle pressioni della BCE sul nostro governo come fossimo sotto tutela quando il mago Tremonti aveva sempre ribadito che i nostri conti avrebbero tenuto. Lo stesso Tremonti va in Spagna e auspica elezioni anche per noi.... davvero una bella pensata  andare all'estero e mettere in mora il governo. L'opposizione in tutto questo tempo ripeteva ossessivamente che Berlusconi avrebbe dovuto lasciare, la stessa cosa facevano Fini e Casini... Insomma  nulla di nuovo sotto il sole. Come nuovo non era  il nostro debito pubblico, per altro sempre onorato.
A questo punto  un pensierino sui complotti di palazzo bisogna proprio farlo, peccato che chi ci rimette è l'Italia. Se fosse davvero l'odio per  un uomo a procurare questo disastro?
Nei prossimi giorni ne sapremo di più, si scopriranno le carte e la verità verrà a galla. Probabilmente ci troviamo alla vigilia delle Idi di marzo e ora come allora Cesare verrà ucciso da ventitre pugnalate e a infliggergliele potrebbe non essere l'opposizione.  Se posso permettermi un consiglio al Premier, ripeto quello che scrivevo qualche giorno fa: vada in aula, chieda la fiducia e parli chiaro agli italiani, non c'è via migliore per uscire di scena.

mercoledì 2 novembre 2011

Denis Avey, testimone oculare ad Auschwitz



È possibile immaginare che qualcuno si sia introdotto volontariamente ad Auschwitz? 
Eppure, nel 1944, un uomo è stato capace di farlo.
 Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese, che durante il giorno è costretto ai lavori forzati insieme ai detenuti ebrei.....