Dal 26 di febbraio i genitori della piccola Yara Gambirasio stanno aspettando di poter rendere l'ultimo saluto alla loro bambina. Hanno bisogno di poterla veder riposare in pace, per lei hanno scelto una piccola zolla di terra accanto ai nonni paterni nel cimitero di Bonate Sopra.
Dopo la straziante attesa per un ritrovamento della ragazza che non è avvenuto, dopo il traumatico ritrovamento del suo cadavere, dopo le tante ipotesi sulla sua morte e peggio dopo che non esistono praticamente indizi per scovare il suo assassino, questi genitori si vedono anche negare la possibilità di fare un funerale alla figlia.
Il termine del 3 aprile indicato dalla Procura per la riconsegna del cadavere ai familiari sembra poter nuovamente slittare e il dolore dei genitori non può in alcun modo placarsi. C'è bisogno di riportare Yara a casa e poi di accompagnarla nella sua palestra dove le compagne e tutto il paese la saluteranno per l'ultima volta, c'è bisogno di sapere che la piccola è ritornata tra chi la ama e che nessuno le farà più del male, poi la accoglieranno i nonni e la proteggeranno loro.
Almeno questo ai Signori Gambirasio si potrebbe concederlo, si potrebbe donare loro un po' di pace.
venerdì 25 marzo 2011
Abbiate pietà della famiglia di Yara!
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Yara Gambirasio
giovedì 24 marzo 2011
Violazione del copyright
Credo sia utile a tutti conoscere come sono tutelati i nostri scritti sul web, siano essi articoli o email.
Questo dice la legge:
Questo dice la legge:
Testi, scritti, articoli, e-mail - Ogni forma di testo, anche breve, è tutelata dalla normativa sul diritto d'autore e non può essere copiata, riprodotta (anche in altri formati o su supporti diversi), né tantomeno è possibile appropriarsi della sua paternità. L'unica eccezione prevista dalla legge (art. 70 l. 633/41) è quella di consentire il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie (ma non l'intera opera, o una parte compiuta di essa) a scopo di studio, discussione, documentazione o insegnamento, purché vengano citati l'autore e la fonte, e non si agisca a scopo di lucro, sempre che tali citazioni non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera stessa. Solo in questa particolare ipotesi si può agire senza il consenso dell'autore.
Qualsiasi testo originale, che abbia il carattere minimo di creatività è dunque protetto di diritto, senza bisogno di particolari adempimenti o avvertenze, pure se espresso in forma orale (ad es. la fonoregistrazione di un'opera di teatro).
Nessun limite di legge sussiste invece per la riproduzione di testi di autori morti da oltre settant'anni.
Si deve comunque considerare che pure gli scritti dal carattere non specificatamente creativo (ma divulgativo, comunicativo, informativo), che vengono trasmessi attraverso la rete, beneficiano di tutela giuridica. è il caso ad esempio delle E-MAIL, che, rappresentando una forma di corrispondenza, sono sottoposte al divieto di rivelazione, violazione, sottrazione, soppressione previsto dagli artt. 616 e 618 del codice penale.
Fin qui la normativa, a questo si aggiunge il fatto che ove l'autore di un blog avverta che i suoi articoli NON sono riproducibili senza il suo consenso, fatta eccezione per i social network indicati sul blog stesso, è veramente arduo sostenere di avere diritto di appropriarsi dello suo scritto soprattutto se lo scopo non è così limpido come si vuol far credere.
Nel caso specifico di questo blog, sono molto chiare le note che danno indicazioni sulla non possibilità di copiare articoli senza il mio consenso, a questo scopo il blog è stato appositamente protetto da ulteriore copyright che si aggiunge al diritto naturale di ogni autore di non vedere il suo lavoro riprodotto su un altro sito.
Verificando ora il sito che ha pubblicato i miei scritti oggi - 25 marzo 2011 - ho notato sotto i miei articoli scritte giustificative... peccato che io sia in possesso di bel altro materiale dove la violazione del mio copyright era palese, vi sono riportate perfino l'immagine della testata del mio blog...in ogni modo attendo pazientemente che venga tolta dal suddetto sito la mia firma e se dovessero capitarmi guai per questa iniziativa scriteriata, il proprietario del sito se ne assumerà la responsabilità. La ricreazione è finita.
Nel caso specifico di questo blog, sono molto chiare le note che danno indicazioni sulla non possibilità di copiare articoli senza il mio consenso, a questo scopo il blog è stato appositamente protetto da ulteriore copyright che si aggiunge al diritto naturale di ogni autore di non vedere il suo lavoro riprodotto su un altro sito.
Verificando ora il sito che ha pubblicato i miei scritti oggi - 25 marzo 2011 - ho notato sotto i miei articoli scritte giustificative... peccato che io sia in possesso di bel altro materiale dove la violazione del mio copyright era palese, vi sono riportate perfino l'immagine della testata del mio blog...in ogni modo attendo pazientemente che venga tolta dal suddetto sito la mia firma e se dovessero capitarmi guai per questa iniziativa scriteriata, il proprietario del sito se ne assumerà la responsabilità. La ricreazione è finita.
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domenica 20 marzo 2011
Una guerra che non mi piace
Sono molte le ragioni che preludono allo scatenarsi di una guerra, nessuna di queste è mai così nobile da giustificarla. Le guerre servono "per portare la pace", "per liberare gli oppressi", "per sistemare questioni interne alle Nazioni", "per ragioni economiche" e per "rifare il trucco a qualche capo di stato in cattive acque" e anche per una bella donna, ricordiamoci la guerra di Troia.
Le motivazioni addotte dall'Onu per giustificare l'azione militare contro la Libia di Gheddafi oggi, sono almeno sospette e non mi convincono fino in fondo.
Sono sempre passata per una guerrafondaia :-)), ero infatti a favore degli interventi in Afghanistan ed in Iraq, sono molte le volte che sono stata contestata e coinvolta in mille polemiche in rete per la mia posizione, mi sono sempre state rivolte accuse di tutti i generi per le mie crociate contro i pacifisti quindi non credo che il mio pensiero oggi possa essere accomunato ad una banale presa di posizione contro la guerra in generale, io sono contro questa guerra ed ecco perchè:
A- sono molte le emergente umanitarie nel mondo e nessuno se ne fa carico ( Darfur,Bahrain;Iran, Tibet ecc), si registrano e basta e allora come mai ci occupiamo ora e tardivamente della Libia?
B - la Francia e in particolare Sarkozy si era detto pronto ad intervenire da solo fin da subito se l'Onu non avesse autorizzato l'operazione e infatti non ha aspettato nemmeno la risoluzione per andare a bombardare la Libia. Non lo ha fatto certo per una questione umanitaria, ricordiamoci che la Francia non ha mai mosso un dito in molte altre emergenze di questo tipo. Come mai qui è così interventista? Probabilmente ha una voglia matta di mettere le mani sul petrolio che una volta era nostro.
C - la situazione libica è caotica, non si sa chi si va ad aiutare. In Libia c'è una guerra civile e due fazioni che si combattono e noi in tutta onestà conosciamo solo il perfido Gheddafi.. ma gli altri chi sono? Potremmo trovarci ad aver soccorso (ammesso che vada così) anche un potenziale nuovo dittatore...e che cosa accadrà dopo? Quale è il progetto per la Libia?
D - l'intervento militare in atto ha già prodotto moltissimi morti e lo spiegamento di forze pronte ad intervenire mi fa pensare che non si tratti di creare una semplice No Fly Zone ma ben altro.
Posso anche capire che, visto la posizione Francese, l'Italia abbia dovuto per forza intervenire per salvare i propri interessi, ma è una gran brutta storia, una storia che non vorrei che il mio Paese fosse stato costretto a scrivere.
sabato 19 marzo 2011
Giornalisti e velinari
In Italia i giornalisti vengono sovente e da più parti messi sotto accusa, se ne contesta il ruolo, la professionalità e il loro condizionamento politico. Devo dire che in linea di massima condivido il fatto che nella nostra nazione la stampa segua spesso "l'onda" e che sia molto difficile assistere a dibattiti televisivi che vedano politici veramente messi in difficoltà da giornalisti con gli attributi, le domande sono spesso addomesticate e l'onorevole di turno sfrutta l'occasione per farsi propaganda. Questo "sistema" è in uso sia in Tv che sulla carta stampata, oramai i cittadini sanno benissimo le tendenze di questo o quel quotidiano e spesso acquistano quello che sposa proprio il loro pensiero politico rinunciando così ad una informazione non di parte. In realtà per essere informati correttamente si dovrebbero acquistare almeno 6 quotidiani, ma visto i costi di un giornale, credo che pochi se lo possano permettere. Questa è comunque storia nota ed è proprio per avere la libertà di esprimersi, che chi scrive ha sempre esercitato la professione da freelance.
In questi giorni invece il dibattito si è spostato sui colleghi che si occupano di cronaca nera: i casi di Sara Scazzi e di Yara Gambirasio e le cronache dalle varie procure hanno dato l'impressione di una diffusione pura e semplice della voce degli inquirenti e non, invece, ad una cronaca giornalistica vera e propria.Si è in pratica evitato di esercitare il diritto di critica e questo è certamente un male visto che sono tanti e palesi gli "errori" che un bravo giornalista avrebbe dovuto rilevare sulle indagini di uno e dell'altro caso, a cominciare, ad esempio, dalla mancata delimitazione della zona del crimine ad Avetrana per finire alle quasi certezze che gli inquirenti avevano sbandierato di ritrovare Yara viva a Brembate...
Quello che servirebbe oggi è invece è un giornalismo investigativo che "non guardi in faccia nessuno" che indaghi anche sullo svolgimento delle indagini e che ne denunci puntualmente le carenze e i ritardi. Tutto ciò avrebbe l'indubbio merito di aiutare la giustizia e di nobilitare la professione.
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L'iimagine di una tragedia e i soliti sciacalli
Ho scelto questa immagine per ricordare la tragedia del Giappone, non lo scempio delle città, non le tute bianche che richiamano la paura di un probabile disastro nucleare, ma l'immagine di una mamma con la sua bimba in braccio, il viso distrutto dal dolore e dalla stanchezza guarda la bimba che pare dormire, entrambe ricoperte di fango. Forse non sapremo mai se la bimba è morta, noi speriamo di no, sta di fatto che questa è l'immagine del coraggioso popolo giapponese, un popolo che ne ha passate tante e che anche oggi, davanti a questo immane disastro affronta con compostezza tutto quanto deve affrontare.
Noi speriamo con loro che le cose si risolvano presto, che il disastro nucleare sia contenibile e che alla fine riescano a seppellire tutti i loro morti. Ce la faranno e ricostruiranno tutto, anche altre centrali nucleari, loro, proprio loro che hanno subito il disastro di Hiroschima, perchè i giapponesi guardano in faccia alla vita sempre e comunque con la consapevolezza che il progresso ha i suoi costi e che senza nucleare non potrebbero sopravvivere.
Mentre accade questo, in Italia i soliti parolai hanno già lanciato il guanto di sfida contro il nucleare, sono gli stessi che magari si lamentano dei rincari energetici e che vedono con favore le centrali francesi e svizzere comunque a pochi passi da noi. Quanta ipocrisia da parte dei "signori del no" di quelli che si lamentano sempre e per tutto.
Che abbiano almeno la decenza di non strumentalizzare una tragedia che non è la loro e che deve essere vissuta con rispetto per le persone e per le loro scelte.
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