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domenica 29 novembre 2009

Voglia di giustizia

La giustizia è alla base della convivenza civile e un Paese come il nostro che ha nella amministrazione della giustizia un problema gravissimo dovrebbe risolvere la situazione senza indugiare.
E' sacrosanto operare affinchè la giustizia sia  riformata,  i processi diventino  più brevi, ma soprattutto  i giudici e i magistrati siano consci del lavoro che devono svolgere e lo svolgano senza ritardi, senza trascuratezze, senza posizioni preconcette, cercando solo la verità  senza interpretazioni astruse e gestendo il potere che hanno nelle loro mani   in nome e per conto del popolo italiano.
Non è chiedere troppo, è pretendere il giusto.Gli italiani chiedono tutto questo, gli italiani predendono processi brevi e pene giuste e certe.
Per la lunghezza dei nostri processi civili molte aziende statunitensi preferiscono investire in Francia (durata dei processi circa 6 mesi) anzichè in Italia (durata media dei processi da 6 a 10 anni). Questa situazione priva il nostro Paese di molti investimenti che sarebbero fondamentali per risollevare l'economia ed incentivare la creazione di posti di lavoro.
Questa e non altra è la materia del contendere, accanto a questo mettiamoci pure il diritto dei cittadini italiani di veder risolvere le loro controversie in tempi brevi evitando di fermare le loro vite e i loro affari per anni con grave danno economico e biologico per lo stress che una situazione simile comporta.
Chi si oppone a questa riforma per problemi ideologici deve sapere questo e questo deve bastare alle forze politiche per muoversi velocemente.
Altro cardine  della riforma dovrà essere  la responsabilità dei giudici, in merito il popolo italiano si era anche espresso con un referendum. Questa responsabilità deve esserci, chi sbaglia paga e non con i denari dello Stato. Forse si eviterebbero le scarcerazioni facili e incredibili che abbiamo visto negli ultimi tempi, un capitolo che getta fango sul sistema giudiziario italiano e sulla nostra stessa nazione.

martedì 24 novembre 2009

La seconda edizione del libro "Deportato I57633 Voglia di non morire

E' uscita la seconda edizione del mio libro "Deportato I57633 Voglia di non morire". Il libro è stato arricchito con nuova documentazione, con altre foto e con le mie riflessioni su che cosa ha significato per me essere figlia di una deportato, una esperienza che mi appartiene  dalla nascita e di cui solo ora che mio padre se ne è andato, riesco a comprendere il profondo significato.
Da questo libro è stato tratto un documentario che verrà presentato probabilmente nel Giorno della Memoria, il regista ha dato voce a mio padre, sarà lui che racconterà la sua prigionia ... una sceneggiatura molto curata e una musica stupenda faranno da sfondo al film che si preannuncia molto emozionante e coinvolgente.
Vi saprò dire appena possibile  il luogo della prima e il calendario della sua presentazione in giro per l'Italia.




"Deportato I57633 Voglia di non morire" lo potete acquistare on line

lunedì 16 novembre 2009

Manuale di Pronto Soccorso Veterinario

L'Associazione Proprietari Responsabili, che da anni si batte per una perfetta integrazione cani-padroni-società, ha promosso un volumetto di grande interesse, si tratta di un Manuela di Pronto Soccorso Veterinario molto pratico ed essenziale che consente ai proprietari di cani e gatti di prendersi cura dei loro amici in qualsiasi evenienza e con efficacia in attesa dell'arrivo di  un veterinario in carne ed ossa.

"Che cosa fare se il tuo cane o gatto ha un incidente? Come provargli la febbre, come fare una fasciatura o una iniezione, come estrarre un corpo estraneo dalla gola e molto altro ancora, partendo da nozioni di base e dalla conoscenza del proprio animale."

Ecco il Manuale, chi volesse acquistarlo lo può fare on line cliccando questo link , ne esiste anche un versione
E-BOOK, immediatamente scaricabile sul computer che è più economia di rapida consultazione, per l'edizione E-BOOK cliccate qui

giovedì 12 novembre 2009

ALLA FINE ERA UNA QUESTIONE DI EREDITA'

ALLA FINE ERA UNA QUESTIONE DI  EREDITA'

Veronica va in tribunale

MILANO — Alla fine sarà il giudice a dire come dovrà chiudersi il matrimonio tra Veronica Lario e il premier Silvio Berlusconi. Secondo fonti vicine alle parti, la first lady avrebbe depositato in Tribunale un ricorso indivi duale di separazione con ad debito. Non si avvera il desi derio dall’avvocato del pre mier Niccolò Ghedini, all’in domani della mossa di Vero nica di arrivare a una divisio ne morbida. «Chiedere l’ad debito della separazione si­gnifica voler sensibilizzare il giudice sulla gravità dei comportamenti tenuti dal coniuge nei rapporti familia ri », spiega Anna Galizia Da novi, avvocato matrimonia lista e presidente del centro per la riforma del diritto di famiglia.


Sarà dunque battaglia lega le. Che la vicenda stesse im boccando una strada com plessa, lo si era capito negli ultimi giorni. Quando la composizione dei collegi di difesa ha iniziato ad allargar si. Accanto agli avvocati ma trimonialisti, sono scesi in campo anche esperti di dirit to patrimoniale e societario, nonché di assetti ereditari. E questo perché il nodo della separazione è la divisione per eredità di Berlusconi e dunque dell’impero Finin vest. Un gruppo che spazia dalle tv di Mediaset all’edito ria della Mondadori, alla fi nanza di Mediolanum. E che è tra i maggiori in Italia. Le sole tv del Biscione in Borsa hanno un valore totale (com preso quello dei soci di mino ranza) pari a 5,5 miliardi, la compagnia di assicurazioni, 3,2 miliardi, la casa di Segra te quasi 900 milioni. «Lotte in famiglia? Non ce ne sono. E, se mio padre è uo mo giusto ed equo, non ce ne saranno neanche in futu ro », diceva solo pochi mesi fa la figlia Barbara, primoge nita di Veronica e Silvio Ber lusconi.

La stessa Barbara, nei giorni scorsi, aveva fatto sapere del suo interesse ver so Mondadori l’azienda gui data dalla sorella Marina fi glia avuta dal premier (assie me a Pier Silvio) dalla prima moglie Carla Dall’Oglio. Fi glia attualmente presidente sia della Mondadori sia della finanziaria di famiglia (Finin vest) il gruppo. Si tratta di una divisio ne difficile perché i nume ri in campo sono diversi. E diverse saranno le valuta zioni. Se non altro perché ci sono due figli dal primo matrimonio e tre dal secon do. Sia Marina sia Pier Silvio, che in questo ultimo decen nio hanno contribuito a far crescere il gruppo, punteran no

 a far valere questa loro prerogativa. Di sicuro quello di queste ultime ore sarà so lo uno dei tanti passaggi di una vicenda che coinvolge l’assetto di uno dei principali gruppi del Paese e d’Europa.
da Il corriere della sera
Nota a Margine
Le questioni ereditarie  squassano le famiglie, dalle meno ricche alle più ricche... è capitato agli Agnelli, ora ai Berlusconi, con la differenza che il Cav.Agnelli è morto da un pezzo e il Cav. Berlusconi ancora no.  Un conto è chiedere il giusto su il patrimonio di una persona deceduta avendone titolo, altro è andare in tribunale ad ipotecare questo patrimonio tramite un divorzio.
E' pur vero che a volte si cercano conferme affettive anche attraverso cause civili, ma non mi sembra questo il caso, i coniugi Berlusconi non si daranno un'altra possibilità e la storia si chiuderà squallidamente trasformando un grande amore in una questione di interesse.

lunedì 2 novembre 2009

Presenze

Oggi è una giornata piovosa, tipica "da giorno dei morti", sento ancora la voce della mia nonna che usava questa espressione. La mia squadra oltre il ponte si è fatta più numerosa con il passare del tempo, ora accanto alle mie nonne, a qualche mia zia, c'è il mio papà ed è a lui che penso in giornate come queste.

La sua foto mi sorride, è una immagine bellissima che mette in risalto il suo volto aperto e sincero, i suoi occhi che  brillano, proprio come accadeva quando era particolarmente felice e il suo entusiasmo era contagioso; per questioni familiari piuttosto sgradevoli non ho la possibilità di portargli  un fiore, ma il mio colloquio con lui non è mai terminato,  a lui racconto  tutto quanto mi accade e se ho bisogno di aiuto la sua risposta arriva sempre. Farò così anche oggi. Credo che questo rapporto così bello, così intenso di scambievole affetto sia possibile solo tra persone che si sono volute tanto bene e noi due ce ne siamo voluto tantissimo. 
E' rassicurante sapere che il mio papà mi è accanto....oggi voglio regalargli  un abbraccio lieve come una carezza e dirgli  "Ti voglio bene papà"!