mercoledì 30 marzo 2011

I guai della vanità

Le persone veramente grandi sanno di valere. Dante sapeva di essere un sommo poeta e infatti si pone con sicurezza in mezzo ai sei più grandi poeti dell’umanità “io ero sesto fra cotanto senno “.Erano altrettanto sicuri di sè nella filosofia Socrate, nella pittura Giotto, nella scultura Michelangelo, nella musica Bach, Mozart, Verdi, nella scienza Galileo, Newton ed Einstein. E lo erano anche quando venivano perseguitati o addirittura condannati a morte come Socrate , come Dante. In epoca più recente ricordiamo personaggi come Dostoiewsky, Nietzsche, Proust coscienti di valere anche se non ebbero i riconoscimenti che meritavano.
All’estremo opposto di chi è cosciente del proprio valore anche di fronte alla condanna, alla persecuzione,all’ignoranza c’è il vanitoso. Il vanitoso è oscuramente consapevole di valere meno di quanto non pretenda la sua smisurata ambizione e, perciò, ha continuamente bisogno di riconoscimenti, premi, medaglie, onorificenze, certificati, diplomi, dell’applauso del pubblico, di gente che lo guarda, lo ammira, lo esalta, lo elogia. E che si da un immenso daffare per procurarseli.
Tutti gli esseri umani, ce lo ricorda Hegel, hanno bisogno del riconoscimento degli altri. Il valore non ce lo possiamo dare da soli. Il bambino cerca l’amore della mamma e del papà, l’ approvazione del maestro, i ragazzi quello del gruppo di amici.
Il pittore vuol avere successo nelle sue mostre, lo scrittore con i suoi libri, il regista e l’attore sognano il premio oscar, lo scienziato il premio nobel.
La bella ragazza sogna di diventar miss qualchecosa, di essere chiamata a fare la velina o a recitare in un una fiction televisiva. Il laureato alla Bocconi di diventare amministratore delegato di una importante società. Tutti indistintamente desideriamo essere bravi, ammirati, eccellere sugli altri, essere i primi.
Ma la persona sana di mente, ancorata al principio di realtà, riesce a fare comparazioni obbiettive, ad avere una idea delle proprie reali capacità. Ci sono solo due tipi di persone che non lo fanno: il matto e il vanitoso. Il matto perché, mancando del principio di realtà, non capisce. Dice e scrive assurdità e poi si sente un genio incompreso. Il vanitoso perché ha dei dubbi sul suo reale valore, anzi spesso è cosciente di non valere un granchè ma, per non ammetterlo, cerca affannosamente il riconoscimento dagli altri. C’è chi, non potendo fare altro, racconta a tutti quando siano bravi lui e la sua famiglia. Altri non mancano ad una festa, non perdono occasione di apparire in pubblico. C’è poi chi, pur di far parlare di se va in televisione a fare stranezze e a dire sciocchezze. E chi, approfittando del proprio ruolo, fa in modo di apparirvi tutti i giorni. Vi sono poi anche persone che, per snobismo non vanno in televisione, ma si danno un gran daffare per ottenere riconoscimenti solenni, ufficiali ed istituzionali. Siamo comunque sempre e soltanto di fronte alla vanità , che cerca l’ossequio esterno per far tacere il dubbio di non essere ciò che vorresti essere, di non avere, in realtà, fatto qualcosa che ha veramente valore e che merita di essere ricordato.

Come riconoscere i cialtroni

L'apparenza inganna, l’abito non fa il monaco. Proverbi stupidi che invitano alla pigrizia perche tutto ciò che noi siamo si oggettiva all’esterno. I nostri sentimenti, i nostri valori, i nostri vizi, le nostre virtù si stampano nel nostro volto, nei nostri gesti, nel nostro linguaggio, nel nostro abbigliamento, nelle cose che leggiamo o non leggiamo, nell’arrendamento della casa, dell’ufficio, nella scelta dei nostri amici, dei nostri collaboratori. Noi siamo dei libri aperti. Ma la gente o ha gli occhi chiusi, o non sa leggere o non lo legge con attenzione.
I grandi investigatori sono capaci di cogliere sfumature insignificanti, capiscono se uno è il gregario o il capo di una organizzazione malavitosa. Anche i grandi registi, i grandi scrittori sono abituati ad osservare e, con pochi particolari, sanno tratteggiarti un personaggio. Ma anche noi possiamo farlo con un po’ di attenzione. Ci si presenta un uomo elegante, vivace, si offre di aiutarìci. Lo cerchiamo nella sua impresa e risponde una centralinista sgraziata, ci passa un numero dove non risponde nessuno Guardiamo la sua Home Page su Internet, è caotica, disordinata. Ci basta. Inoltre la gente si tradisce sempre. Basta avere pazienza e ricordare cosa si è visto o sentito. A volte per capire se uno vi farà sbagliare basta dare ascolto a un senso di disagio interiore, ad un dubbio che vi ha afferrato mentre faceva la sua proposta.
A volte basta ricordare un frammento di conversazione udito per caso. Ricordo il caso di una signora affascinante di cui ero ospite a cena. Passando mi è capitato di sentirla parlare al telefono non so con chi. Vomitava minacce e oscenità, con tale furia, con tale odio da fare paura. Per sapere di più di una persona fatela parlare, datele corda, guardatela negli occhi e fate cenno di si con la testa come se foste affascinati e d’accordo. Poi ponete domande, chiedete chiarimenti dandole l’impressione di complicità. Faceva così l’avvocato Gianni Agnelli. È il metodo usato dall’investigatore Poirot nei libri di Agatha Christie.
Non fatevi trarre in inganno dagli stereotipi, dai pregiudizi e saprete sempre chi avete davanti.

martedì 29 marzo 2011

Al di la del tempo

Rivedo la camera grande dei miei genitori e il loro lettone, li rivedo  accanto, notte dopo notte, per una intera vita. Mia madre non amava dormire, era come se volesse resistere al sonno e si metteva a letto quasi seduta. Era come se non volesse arrendersi, diceva che  la notte le portava via del tempo prezioso e amava vedere gli spiragli dalle finestre per catturare la prima luce dell'alba.
Mio padre invece si distendeva nel letto per abbandonarsi ad un sonno ristoratore, la giusta ricompensa per un giorno funestato dalle ansie del vivere. Lui, inguaribile ottimista, in vecchiaia era diventato incerto e malinconico. I suoi sonni erano funestati dalle scene terribili della deportazione subita ma il suo risveglio era sempre sereno, non si lamentava mai.
Anche mia madre sognava spesso, i suoi sogni erano spesso premonitori e quasi sempre molto vissuti, la mattina ci intratteneva con il racconto meticoloso di un sogno quasi sempre surreale che finiva per lasciarla sconvolta.
Cominciavano insieme la giornata papà e mamma, li rivedo seduti attorno al tavolo del tinello con la loro tazza di tea e le brioche sul tavolo, era il loro volersi bene anche nelle piccole cose, ognuno con i propri pensieri e le proprie sensazioni ma insieme, lui molto affettuoso con lei e lei più schiva, dopo tanti anni insieme non riusciva ad essere espansiva come lui avrebbe voluto.
Poi la malattia di mio padre sconvolse tutti gli equilibri e gli affetti familiari e dopo qualche anno mia madre rimase sola, si ritrovò così in un letto troppo grande per lei, ma non smise di rifiutare il sonno, raccontava che di notte cercava mio padre allungando una gamba nell'altra metà del letto per poi ritrarla subito, sconsolata.
Ora se ne è andata anche lei e voglio pensare che abbiano ritrovato un grande letto morbido dove continuare i loro sogni senza ansie ed incubi, al di la del tempo.

La mia intervista su WHOHUB si parla di GIORNALISMO


Le interviste realizzate per il sito WHOUB trattato moltissimi temi e vengono poi conservate sul sito stesso per uno scambio di opinioni tra professionisti dello stesso settore,
la mia tratta di GIORNALISMO e la trovate qui Manuela Valletti


Qual è la tua specialità? Che temi tratti?
Tratto argomenti sociali, politici e di costume. I temi che
tratto rappresentano anche il mio interesse personale 
verso gli altri e verso la gestione della cosa pubblica. 
Ho scritto molti articoli anche sugli animali, 
un'altra mia passione.
In che media hai lavorato?
Ho lavorato per alcuni periodici, ho diretto due giornali
di settore e un giornale on line.
Un indirizzo web dove possiamo vedere qualcosa 
su di te?
Cos'è la notizia per te?
Comunicare ad altri qualche cosa che è accaduto.
Cos'è per te l'obbiettività?
Credo che sia onesto dire che ognuno ha il proprio
punto di vista, nello scrivere una notizia occorre
cercare di non lasciare che il nostro punto di vistA
prenda il sopravvento.
Qual è il titolo miglior che abbia mai letto?
Ci sono i titoli che introducono nella notizia e altri
che fanno solo sensazione. Preferisco i primi con
un occhio ai secondi
Qual è il titolo che ti piacerebbe veder scritto un
 giorno sui giornali?
L'Italia al primo posto nel mondo come qualità
della vita.
Che giornale ti compri la domenica? Dove lo leggi?
Il giornale lo compro tutti i giorni e lo leggo 
ovunque mi trovo. Non acquisto settimanali o altro
Finisce la libertà d'espressione, lì dove inizia
la linea editoriale del media?
Non sempre, dipende da chi è l'editore. 
Ma spesso si.
Si sta perdendo il giornalismo di analisi e ricerca?
Senza dubbio si
Grazie alla macchina fotografica in ogni telefono,
ogni cittadino può essere un corrispondente?
Si se ha il senso della notizia, se ha la passione
di comunicare.
Come ti spieghi l'auge della cronaca rosa?
Me la spiego con la superficialità dei tempi
in cui viviamo
Qual è la tua posizione riguardo il diritto dei famosi 
alla loro intimità?
E' indubbiamente un diritto, va rispettato. 
In realtà l'argomento non mi interessa molto.
Cosa ci puoi insegnare sull'arte dell'intervista?
Credo che un'intervista debba partire da una 
buona preparazione,una buona dose di 
informazione su chi si deve intervistare
e le idee molto chiare su che cosa vuoi 
riuscire a sapere dal tuo intervistato.
Personaggi famosi che hai intervistato
Non so quanto famosi, ma tutti i politici 
delle istituzioni milanesi e i parlamentari
qualche anno fa, il Cardinal Martini.
Il giornalismo blog sta rivoluzionando
la professione?
Certo, può essere un ottimo strumento
di comunicazione.
Sparirà il giornalismo su carta?
Il problema del giornalismo su carta è legato 
ai costi della stampa e alla distribuzione. 
Oggi come oggi manca di immediatezza, 
molti giornali hanno copie on line, 
non così dettagliate, ma comunque ottime
come veicolo di informazione.
Cosa pensi dei giornali che si distribuiscono 
gratuitamente per le città?
Alcuni sono di buona qualità, sono letti da
molte persone soprattutto perchè non hanno
alcun costo
Qual è il libro che ti piacerebbe scrivere?
Ho scritto quattro libri partendo da esperienze
personali, mi piacerebbe scrivere un romanzo.
Qualche massima o principio etico che ti aiuta
a prendere una decisione in momenti difficili?
"La sicurezza è degli imbecilli".. quindi
meglio approfondire e poi decidere
Che consiglio daresti alle persone che sono
appena uscite dalla facoltà e che vogliono
introdursi nella professione?


La professione è dura e spesso occorre scendere
a compromessi.In italia manca il giornalismo di
inchiesta, quello serio che non venera il potere,
intraprendete questa strada e buona fortuna.


venerdì 25 marzo 2011

Abbiate pietà della famiglia di Yara!

Dal 26 di febbraio i genitori della piccola Yara Gambirasio stanno aspettando di poter rendere l'ultimo saluto alla loro bambina. Hanno bisogno di poterla veder riposare in pace, per lei hanno scelto una piccola zolla di terra accanto ai nonni paterni nel cimitero di Bonate Sopra.
Dopo la straziante attesa per un ritrovamento della ragazza che non è avvenuto, dopo il traumatico ritrovamento del suo cadavere, dopo le tante ipotesi sulla sua morte e peggio dopo che non esistono praticamente indizi per scovare il suo assassino, questi genitori si vedono anche negare la possibilità di fare un funerale alla figlia.

Il termine del 3 aprile indicato dalla Procura per la riconsegna del cadavere ai familiari sembra poter nuovamente slittare e il dolore dei genitori non può in alcun modo placarsi. C'è bisogno di riportare Yara a casa e poi di accompagnarla nella sua palestra dove le compagne e tutto il paese la saluteranno per l'ultima volta, c'è bisogno di sapere che la piccola è ritornata tra chi la ama e che nessuno le farà più del male, poi la accoglieranno i nonni e la proteggeranno loro.
Almeno questo ai Signori Gambirasio si potrebbe concederlo, si potrebbe donare loro un po' di pace.