lunedì 14 novembre 2011

Grazie!

Sarà per la crisi di governo che ho trattato ampiamente, sarà per la contemporanea pubblicazione dei miei post su FaceBook, ma ieri il mio blog ha registrato un incredibile numero di visite. La sorpresa l'ho avuta questa mattina visionando le statistiche e gli accessi, ecco qua:


Visualizzazioni di pagine per paese 13.11.2011
Italia
4.144
Stati Uniti
94
Germania
85
Federazione Russa
51
Paesi Bassi
38
Regno Unito
11
Francia
10
India
6
Georgia
5
Slovenia
4

Non posso far altro che ringraziare tutti i visitatori e assicurarvi che qui troverete sempre un'amica!
Manuela Valletti

domenica 13 novembre 2011

IL COMPLOTTONE CONTRO IL CAVALIERE

Riporto un articolo di Maria Giovanna Maglie che condivido in toto e che avevo anticipato nei contenuti solo qualche giorno fa proprio su questo blog.
M.Valletti


Se è finita con un banchiere economista, un uomo della Goldman Sachs, trasformato frettolosamente e maldestramente in senatore a vita, e con un bel “vaffa...” - almeno per ora - ai diritti degli elettori, è però cominciata ben prima la costruzione della caduta di Silvio Berlusconi. E si è sviluppata sapientemente tra Roma, Parigi, Bruxelles e Berlino, le sedi del Fondo Monetario, le riunioni di banchieri che continuano a dividersi quattrini fra i soci anche in questi giorni, le redazioni di riviste pseudo economiche e pseudo autorevoli come Economist e Financial Times, che per occuparsi dei fatti italiani e chiedere al Cav di andarsene in nome di Dio si ispirano a quell'assassinio sanguinario di Oliver Cromwell; si è nutrita di una guerra contro un dittatore, Gheddafi, che fino a poco tempo prima posava con i Grandi, benedetta dai pacifisti e dalla sinistra; si è fornita di alcuni congiurati illustri o almeno molto conosciuti e influenti, altri da trenta denari, i Sarkò e le Merkel, gli Antonione e le Carlucci.

La costruzione della caduta ha causato la sospensione della democrazia politica a colpi di spread, che salgono e scendono a comando; ha inventato la promozione della sinistra e dei democristiani a salvatori d'Italia e a nemici giurati del debito pubblico che hanno invece costruito per quarant'anni, vedi verginelle alla Cirino Pomicino e fini liberali come Pier Ferdinando Casini.

Dove non sono riusciti “bunga bunga” e persecuzione giudiziaria, è riuscita l’entente. Forse possiamo azzardarci a chiamarlo complotto internazionale, tanto da perdere abbiamo solo le nostre catene, da Berlusconi e dal berlusconismo non avendo mai avuto nulla e nulla avendo a pretendere dal nuovo governo e dai tecnocrati col grembiulino, non aspettandoci nulla se non la soddisfazione di vedere come reagiranno Camusso e indignados alle misure da olio di ricino che li aspettano.

La costruzione del complotto ha un regista eccellente in Italia, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, orecchio fine e attento più che al voto dei suoi amati concittadini ad altri suggerimenti e telefonate, come quelle da Washington, l'amico Barack Obama che non ne azzecca una e che per essere rieletto da quel gran democratico progressista che è sarebbe anche capace di fare la guerra all’Iran; da Parigi, quel Sarkozy che si crede Napoleone e probabilmente finirà con impersonare il Corso in qualche pensionato di lusso; da Berlino, la Merkel che ragiona per diktat tedeschi da impartire al resto d’Europa, in una nuova forma di annessione. Uomo colto e raffinato Napolitano, non certo uno sgradevole Scalfaro, ma tutt’altro che super partes, tutt’altro che tirato per la giacchetta nelle sue decisioni e pesanti intromissioni: uno che ha ammazzato Craxi quando era presidente della Camera, poi un antiberlusconiano storico, che prima ha fatto il capo occulto dell’opposizione, e ce n’era bisogno visto chi la rappresenta, poi ha fatto il super mediatore del gran casino internazionale, anche a costo di saccheggiare la Costituzione che tiene sempre sul cuore.

Ma ha anche attori assai attivi nella parte di Bruto, uomini d’onore, per esempio il ministro Giulio Tremonti, per esempio il ministro Franco Frattini. Il primo ha gestito l’economia come gli pareva - male - fino a trasformarsi in un avversario del governo nel governo: doveva fare la guerra alle banche e non l’ha fatta, doveva abbassare le tasse e si è applicato in una odiosa persecuzione, è stato incapace o non ha voluto far passare la verità, e cioè che l'attacco che stava subendo l’Italia sui mercati finanziari era conseguenza dell’immobilismo dell’Europa rispetto alla crisi greca, della situazione del debito pubblico americano e del ruolo giocato dalle banche italiane, e che in seguito questa situazione è stata utilizzata strumentalmente per far fuori un personaggio scomodo come il Cav, ovvero l’amico di Putin e l’ex amico di Gheddafi, uno che la politica finanziaria ed estera cercava di farsela un po’ in proprio invece che da subalterno.

Il secondo, Frattini, ha coltivato l’immagine leccata del tecnocrate attento agli umori di Bruxelles, agli strilli di Hillary Clinton, agli spifferi del Quirinale. Ha convinto, forse contribuito a costringere, il Cav alla sciagurata campagna di Libia, con tanto di missioni, altro che solo fornire le basi alle operazioni Nato. E’ finita che continuava a ripetere come un disco rotto che i nostri affari con Tripoli sono sempre gli stessi e vantaggiosi, mentre li ha lasciati passare tutti a Parigi e un po’ a Londra, contribuendo a risollevare le malconce sorti di Sarkò e Cameron, ma non le nostre. E’ finita che l’Italia è stata trascinata nella vergogna della macelleria, in un assassinio che, come ha dichiarato il capo del Cnt dei ribelli, è stato commissionato da un capo di stato straniero che temeva le rivelazioni di un Gheddafi sconfitto e prigioniero, ansioso di parlare. A proposito chi aveva pagato la costosa campagna di elezione di Sarkozy a presidente? E’ morto, non lo può dire.

L’allarmismo internazionale e nazionale sono stati il brodo di coltura della congiura. Hanno trasformato un debito ampiamente garantito e gestibile in una potenziale insolvenza,e l’Italia in un ammalato grave, quando all’ospedale sono ricoverati praticamente tutti. Il Cav ci ha messo del suo.

di Maria Giovanna Maglie
13/11/2011

Tgcom - Berlusconi, il videomessaggio integrale - Video Mediaset

Tgcom - Berlusconi, il videomessaggio integrale - Video Mediaset

Oggi in Italia ha perso la democrazia!

Oggi è una brutta giornata per la democrazia Italiana. Ieri la Politica ha abdicato in favore dell'economia e del potere delle banche. Un governo legittimamente eletto dagli italiani e' stato costretto alle dimissioni dall'Europa dei tecnocrati, nell'incosistenza piu' totale della sinistra italiana. Auguro al mio Paese un sussulto di orgoglio che consenta di avere quanto prima un governo eletto dagli elettori.

sabato 12 novembre 2011

I GOVERNI LI DECIDONO GLI ELETTORI


E' terminato da pochi minuti un affollattissimo incontro  promosso dai giornalisti Ferrara, Feltri e Sallusti al teatro Manzoni di Milano. Una folla di milanesi ha partecipato con entusiasmo e ha ribadito con forza che "Chi governa devono stabilirlo gli elettori".







Ognuno dei presenti, per primi i parlamentari Rotondi e Santanchè, si farà carico di portare avanti quanto emerso dalla assemblea, ossia a gran voce : ELEZIONI SUBITO!

I due parlamentari riferiranno al Premier Berlusconi quanto deciso dall' Assemblea.

giovedì 10 novembre 2011

Il ritorno dei nulla

di 


Ho sem­pre rite­nuto che la pro­po­sta poli­tica di Ber­lu­sconi fosse l’unica pro­po­sta seria oggi repe­ri­bile sul mer­cato : è essa infatti l’ inso­sti­tui­bile, pro­po­sta libe­rale, da noi in Ita­lia sem­pre vagheg­giata, talora accen­nata, mai com­piu­ta­mente spe­ri­men­tata. E’ giunto adesso il momento di dimo­strare la serietà di que­sta non solo mia con­vin­zione. I tra­di­zio­nali nemici della via libe­rale sono sul punto di farsi avanti di nuovo, con rin­no­vato accanimento.
Que­sti anni di governo Ber­lu­sconi sono stati tutt’altro che inu­tili : quando nel 1994 egli entro’ in campo, il Comu­ni­smo era ancora con­si­de­rato una teo­ria poli­tica seria (da noi, come è noto, « il muro » era caduto invano ; gli inte­ressi demo­cri­stiani osta­vano ad ogni presa di coscienza che tur­basse il comodo pano­rama poli­tico DC/PC, quell’esiziale gioco « a bilan­cia », che la per­si­stenza delPCI con­sen­tiva di pro­trarre). Orbene, tra pur alterne vicende, i circa vent’anni della « cura Ber­lu­sconi » sono riu­sciti a pro­vo­care anche da noi quel risve­glio dal sonno dog­ma­tico che ovun­que altrove era ormai cosa fatta: la « teo­ria poli­tica seria » altro non era che un tra­gi­co­mico barac­cone in cui si espo­ne­vano e pro­po­ne­vano le stolte, ormai cen­te­na­rie, chiac­chiere intorno alla sem­pi­terna lotta di classe ; in con­creto, si trat­tava invece d’ un per­verso coa­cervo di pre­va­ri­ca­zioni di potere e di con­ve­nienze finan­zia­rie tutt’altro che tra­spa­renti, « sini­stre » fac­cende che nulla mai ebbero ed hanno a che vedere con il bene collettivo.
In un clima poli­tico come il nostro, dove la verità è nor­mal­mente sosti­tuita dalla men­zo­gna, una men­zo­gna par­ti­co­lar­mente incu­ra­bile per­ché fatta di mor­bida gomma, que­sta ber­lu­sco­niana opera di sma­sche­ra­mento ebbe impor­tanza immensa. E per rea­liz­zarla ci voleva pro­prio uno come lui, Ber­lu­sconi, un uomo unius nego­tii, dalla deter­mi­na­zione con­vinta e coria­cea, già solo per que­sto diverso da tutti gli altri poli­tici dispo­ni­bili, che soli­ta­mente seguono senza fare una piega il modello ita­lico : farsi duri, duris­simi, severi, seve­ris­simi, solo quando ne va di mezzo il van­tag­gio personale.
Qual­cuno a que­sto punto potrebbe dire: bene, l’opera è com­piuta, ora Ber­lu­sconi puo’ cedere ad altri il passo. E certo, sarebbe pro­prio cosi’, se il clima poli­tico ita­liano non pre­sen­tasse ancora un’altra sgra­de­vo­lis­sima nota : il cini­smo, oscena virtu’ nega­tiva che in sostanza signi­fica « negare la verità dimo­strata ». E’ quel che i reli­giosi chi­mano « il pec­cato con­tro lo spi­rito ». Da noi, nulla di più facile che rico­min­ciare con le vec­chie tiri­tere. Per cui l’iniziale riscossa libe­rale avrebbe adesso biso­gno di con­creti pro­grammi sosti­tu­tivi atti appunto ad intral­ciare l’ ita­lica malat­tia della « iste­resi », i ritorni all’indietro. Insomma la situa­zione gene­rale ten­deva, come al solito, verso il metodo « mate­rasso di gomma » : chi altri, se noi lui, Ber­lu­sconi, poteva rom­pere l’esiziale incan­te­simo ? Tutti coloro che ber­ciano affer­mando che l’opera di Ber­lu­sconi è fal­lita, non sanno o fin­gono di non sapere che quest’opera di demo­li­zione era ben lon­tana dall’essere irre­ver­si­bil­mente com­piuta. E poi­ché, come afferma una pen­sa­trice ebrea, la Arendt, è la « bana­lità » una delle note salienti del « Male », ecco che si pro­fila all’orizzonte una ripe­ti­zione dell’antica ver­go­gnosa vicenda : col­lu­sione tra cat­to­lici e simil-comunisti per ripren­dersi la barra del timone. Altro che « rot­ta­ma­zione », caro Renzi !
Insomma : il comu­ni­smo come pro­po­sta poli­tica (fino a ierl’altro, da noi, ancora preso sul serio !) è dun­que mise­ra­mente crol­lato, mostrando il vero se stesso : una ope­rosa agen­zia di utili inganni ; ma non per que­sto è stata debel­lata la legge « del mate­rasso di gomma », l’ iste­resi tipica della sto­ria e delle sto­rie ita­liane. Scon­fitto sul piano della teo­ria (o meglio, delle pre­tese teo­ri­che), il « pen­siero di sini­stra » ora si ripro­pone per per­pe­tuare in altra forma e con nuovi mezzi la vec­chia sostanza : la difesa con­ser­va­trice dei vec­chi pri­vi­legi. Van­taggi per­so­nali o di sin­gole « cosche », neces­sità di col­le­ga­menti tra malin­ten­zio­nati, sono, e saranno, sem­pre gli stessi. Alla cele­bra­zione dello scudo teo­rico mar­xiano è stata sosti­tuita, per la gioia degli stuoli di menti deboli, la lita­nia della « por­no­gra­fica » dia­bo­li­cità del ber­lu­sco­ni­smo. Dite : si poteva tro­vare sosti­tu­zione più idiota ? Certo, ma que­sto va detto agli idioti che se la bev­vero, se la bevono e con­ti­nue­ranno a ber­sela. Pro­vate a doman­dare in giro, qui da noi, a chi giova — per esem­pio — che San­toro si arric­chi­sca ulte­rior­mente ; a chi, che De Bene­detti, dopo averci affib­biato le sue tele­scri­venti ava­riate, i ridi­coli « Mini­tel », gli « orga­nici » neces­sari al caso, riprenda ogni volta, imper­ter­rito, l’ampliamento della sua impresa finan­zia­ria ; oppure, non so, che il Mar­razzo rian­nodi indi­stur­bato i suoi pen­sosi, mistici com­merci gay; che con impu­nità pre­via­mente garan­tita i « gio­vani » con­ti­nuino a rom­pere le vetrine delle Agen­zie ban­ca­rie e le nostre sca­tole; che Cian­ci­mino con­ti­nui a dire la verità e Ingroja a gioirne ; che il « 30% » (dicono) della magi­stra­tura con­ti­nui a essere ver­go­gno­sa­mente par­ziale, etc. etc.? Vi rispon­de­ranno : « ma che c’entra tutto que­sto ? », ma sarà la domanda di per­sone inte­res­sate alla cosa, o ver­go­gno­sa­mente ignare del fatto che pro­prio di que­sto si tratta.
Io penso che adesso che Ber­lu­sconi ha rice­vuto dai tra­di­tori di cui il Bel Paese è colmo l’elegante regalo che sap­piamo, ogni Ita­liano pen­soso non solo del bene comune, ma della pro­pria dignità debba offrir­gli il suo mode­sto aiuto : per qua­lità per­so­nali e per posi­zione, al di là dei suoi « grandi » difetti di gusto, di tem­pe­sti­vità, di inde­ci­sione, è stato, ed è ancora, l’unico in grado di difen­dere l’accesso alla famosa via libe­rale, dalla caduta del fasci­smo in poi « sem­pre » attesa.
Cer­cate di figu­rarvi la pia­ce­vo­lezza ed uti­lità del ritorno di quel clima demo­cri­stiano che servi’, ma solo « a naso turato », per difen­derci dagli eccessi del suo com­pri­ma­rio. Sta forse per ripro­porsi la bal­bet­tante sequela dei Niente e dei Nulla che si chiamo’ Governo Prodi? Rico­min­ce­ranno la sac­cente tiri­tera di D’Alema, la ragio­nata incon­clu­denza di Casini, la « bontà » male­vola e gio­vial­mente invida di Vel­troni ? — mine­strone con­dito sta­volta dal vol­gare dia­let­ta­li­smo di Di Pie­tro, e dai post-strutturalistici fiumi di vuo­tag­gini orec­chiate, copiate ed espet­to­rate da Ven­dola !? Poveri noi !
Ber­lu­sconi ne ha molte da pagare. Sul piano interno, ha tur­bato equi­li­bri ed affari di « mafie » che tutti quelli che vogliono cono­scono (di Cor­leone ce n’è ovun­que); sul piano inter­na­zio­nale, ha scom­pi­gliato, con l’aiuto di Putin e di altri (Ghed­dafi ci ha rimesso la pelle : e non scan­sarsi prima che il san­gue schiz­zasse all’intorno è stato il mas­simo errore poli­tico e morale del Cava­liere), il nor­male flusso dei rifor­ni­menti ener­ge­tici ed ovvia­mente di altro. Ma « alle­gri, ragassi ! », come dice Ber­sani, tutto il pia­neta ora gira verso il trionfo dell’Intelligenza Pura : men­tre la Carla mostra come si fa a prov­ve­dere in modo politico-corretto alle « intel­li­ghen­zie » di domani, ben pre­sto ci sarà forse, a diri­gere l’orchestra mon­diale, quell’altro cer­vello fino della Clinton.
Tor­nando a noi, ora menti geniali, come ad esem­pio quella della Annun­ziata, par­lano di « cal­cio dell ’asino ». Certo, ma c’è un errore. Biso­gna dire : cal­cio agli asini. Per­ché se Ber­lu­sconi si dimette non dopo, ma bensi’ prima di aver curato che gli impe­gni con la UE siano man­te­nuti, l’obbligo spi­no­sis­simo di far bere a noi Ita­liani l’amara pozione cura­tiva (patri­mo­niale, tasse, licen­zia­menti etc.) cadrebbe sulle spalle degli asini appunto. Que­sta ricca Ona­gro­cra­zia di fifoni e di « buo­ni­sti » rin­grazi dun­que Iddio che ci sia ancora un Cav. che, invece di man­darli tutti a quel paese pro­prio « ora » , hic et nunc , fa ancora la parte del Cri­sto paziente per toglier le casta­gne dal fuoco. Io, e voi credo, al posto suo li spe­di­rei tutti dove sapete, e me ne andrei invece dove non sapete a brin­dare alla fac­cia loro.
A me, penso a noi tutti, resta un senso di sde­gno morale e di gri­gia, sepol­crale noia : rico­min­cerà la vec­chia tiri­tera di com­pli­cità e striz­zate d’occhio con­dite di belle parole ? Aiuto -, ma non finirà mai !?
Leo­nardo Cam­ma­rano, 10 novem­bre 2011
zonadifrontiera.org (Sito Web)

Il vero potere ha gettato la maschera

Il vero potere ha gettato la maschera e le ultime vestigia della semi-sovranità italiana sono state demolite, nell’annus horribilis della nostra Repubblica, dopo che anche la guerra di Libia aveva svelato la disfatta di ogni autonomia nazionale. Nessuna urgenza economica al mondo può giustificare un peggioramento così repentino degli interessi del debito – oltre la soglia del non ritorno, oltre le convenzioni del default tecnico – come quello del 9 novembre 2011. Solo un concorso di volontà decise a imprimere una svolta rivoluzionaria poteva scatenare un attacco di questa portata, micidiale quanto un colpo di stato.
A suggello di un giorno trionfale per la sovversione dall’alto decisa a livello di classi dominanti globali, il presidente della Repubblica ha nominato Monti e Napolitanosenatore a vita Mario Monti, il tecnocrate italiano più organico all’élite planetaria, un vero cardinale del pensiero unico economico, uno dei padri nobili del feroce disastro sociale di questi anni, il babbo insensibile di tutti i precari, il fratello coltello di tutti i pensionati. L’uomo di Rockefeller e della Goldman Sachs, della Commissione Trilaterale e del Gruppo Bilderberg.
Queste sue affiliazioni sono fuori dai radar dei grandi media, persino ora che viene visto come Presidente del Consiglio in pectore, eppure sono il tratto vero del personaggio, in tutta la sua caratura internazionale. Il centrosinistra italiano ovviamente non ne parlerà, perché sulle questioni internazionali non decide, si fa decidere. Politica estera e politica monetaria, per loro, sono una sorta di entità data, che si riceve e non si discute. Fra iMatteo Renzi100 punti del “Wiki-Pd” di Matteo Renzi, per esempio, solo due o tre parlano di questioni internazionali, e solo vaghissimamente, mentre nessuno parla di moneta.
Renzi è in buona compagnia. Tutte le classi dirigenti italiane sono inserite in un gioco di potere sub-dominante nel quale accettano un ruolo declinante dell’Italia: decidano altri. Il nucleo cesaristico della sovranità ha il baricentro in altre capitali, e lo avrà sempre di più: aiuterà a spolpare meglio e in pochi anni ricchezze costruite in generazioni. Il Caimandrillo fu una volta definito dal suo medico “tecnicamente immortale”. Possiamo dire, politicamente, che è “tecnicamente morto”. Morendo politicamente lui, muore la cosiddetta seconda Repubblica. La Terza Repubblica è già qui, e vuole scongelare tutto quello che è stato assurdamente paralizzato dalla lunghissima gelata berlusconiana. Monti sarà sostenuto da una squadra di curatori fallimentari del Sistema Italia che passeranno la ruspa sul tenore di vita di milioni di persone. Italia avrà il volto di Equitalia.
Così come nessuno, pur sapendosi mortale, crede fino in fondo e “davvero” alla propria inevitabile dipartita, allo stesso modo milioni di italiani, pur presi da certi inequivocabili presagi, non pensano che accadrà “davvero” anche da noi un’altra Grecia, così come nei caffè di Sarajevo, nell’aprile 1992, nessuno accettava che i suoni di cannone che sentivano nelle vicinanze potessero “davvero” portare alla guerra, che puntualmente arrivò. Non sono solo metafore. Sto parlando, per ognuno dei casi citati, della sottovalutazione esiziale degli effetti indotti da un crollo di sovranità, David Crosby e Graham Nash a Occupy Wall Streetche si accentua in presenza di classi dirigenti inette e asservite a interessi lontani.
Nessuna illusione su Giorgio Napolitano (anche se tanti agnelli sacrificali ne coltivano ancora). Niente illusioni su Mario Monti (anche se vorranno vendercele). Esattamente due anni fa in un articolo che – a rileggerlo – suona ancora tremendamente attuale, cercai di avvertire che la fine del Caimandrillo avrebbe palesato dolorosamente l’inservibilità di un’intera classe dirigente, tanto più davanti a una crisi economica sistemica come quella che si annunciava.
Dobbiamo costruire una classe dirigente alternativa. Dapprima in forma di un fronte sociale che difenda accanitamente ogni bene dalla rapina della tecnofinanza e rimetta in discussione l’attuale debito. Poi in forma di progetto politico consapevole di vivere in tempi rivoluzionari e inteso a conquistare sovranità in capo al popolo italiano. Siamo pronti o siamo Monti? Siamo pronti o siamo tonti? Stiamo pronti, o siamo morti. Stiamo pronti, che siamo molti.
(Pino Cabras, “Monti, siamo pronti”, da “Megachip” del 10 novembre 2011).

mercoledì 9 novembre 2011

Oggi ricordiamo la caduta del Muro di Berlino


Un evento storico che aprì le porte al crollo del comunismo. Ricordo che quel giorno mi alzai in piedi e nell'aula del Consiglio diedi con grande emozione la notizia della caduta del Muro di Berlino, i colleghi consiglieri di sinistra rimasero esterrefatti, non vollero riconoscere la valenza storica dell'evento e si rifiutarono di sottoscrivere  l'ordine del giorno che scaturì dalla seduta. Una esperienza che non potrò mai dimenticare. 

All'Italia ci pensiamo noi, dateci la parola!!!

Berlusconi è formalmente in procinto di dare le dimissioni e oggi la Borsa è crollata, lo spread si avvia verso livelli inaccettabili, ma come? Non doveva essere lui il problema della credibilità dell'Italia? 
Evidentemente non lo è solo lui, ma tutti i dirigenti della nostra classe politica, diciamo pure che lui era il minore dei mali, tutti gli altri gruppi, gruppetti, partiti, partitini, responsabili o irresponsabili che siano rappresentano la fine della nostra economia.
Sono certa che gli  unici in grado di ripristinare la credibilità dell'Italia sono gli Italiani, lo sono per il loro lavoro, la loro genialità, la loro voglia di fare impresa, il loro essere leader nel mondo per i prodotti made in Italy e anche per il loro tenere comunque alla famiglia, alla casa di proprietà, ai risparmi, sani principi che solo bene possono portare.
Allora cari politici è venuto il momento di fare le valigie e di lasciare il campo a noi, gli Italiani, quelli orgogliosi di esserlo. Dateci una scheda in mano e cambieremo la situazione, FATECI VOTARE SUBITO, il tempo è scaduto! 

lunedì 7 novembre 2011

Seo Web Marketing Experience 2011 - Ecco com’e’ andata…

Seo Web Marketing Experience 2011 - Ecco com’e’ andata…

Anche quest’anno, a leggere dai primi feedback e commenti apparsi in rete, il Seo Web Marketing Experience sembra aver riscosso un altro successo.
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“Un piccolo scorcio dell’aulta durante l’evento”
Il 28 ottobre 2011 la sala del centro congressi di Assolombarda a Milano era letteralmente gremita di esperti ed appassionati di web marketing provenienti da tutta Italia.
La prima parte del corso ha visto sul palco Enrico Madrigrano che ha affrontato le ultime novita’ del settore e fatto “il punto della situazione” sugli algoritmi dei motori di ricerca, sottolineando come la “ricerca personalizzata” stia fortemente impattando sul lavoro di chi si occupa di Seo. SuccessivamentePiersante Paneghel ha portato un intervento di alto livello dedicato al “Seo d’attacco” e al “Seo da difesa”, attraverso 3 inedite case history di soluzione e rientro da una penalizzazione.
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“Parte del pubblico presente in sala”
Enrico Altavilla ha invece affrontato, con la solita professionalita’ e precisione che lo contraddistingue, un’interessante esperienza personale di come, la corretta“pulizia di un sito” da fonti duplicate, abbia consentito una rapida ripresa di posizioni su Google. Infine ha chiuso la mattinata sempre Enrico Madrigranocon un interessantissimo dibattito tutto dedicato alla costruzione di network di matrici di links efficaci , attraverso esempi ed informazioni finoratotalmente inedite.
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“Enrico Madrigrano parla di Matrici di links”
Durante il pomeriggio si e’ poi parlato di Google Places e di soluzione di “problemi comuni” attraverso gli esempi e le case history del noto Seo Luca Bove. Successivamente, l’inarrestabile e coinvolgente speech di Filippo Tososulla Lead generation optimization, ha mostrato come, con semplici e facili modifiche di pochi minuti sia stato possibile raddoppiare e, in certi casi, quadruplicare i risultati di alcune campagne pubblicitarie. Anche l’intervento diGianpaolo Lorusso, dedicato alla “usabilità low-cost” ha riscosso l’interesse dei numerosi appassionati presenti in sala mentre, l’astuto marketer Moreno Bonechi, ha riportato con assoluta precisione l’inusuale case-history personale vissuta su Facebook: dalla “ri-appropriazione” di una Fan page con 30 mila iscritti, alla creazione di una campagna Facebook con ROI molto elevati.
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“Una delle numerose Case-History presentate durante il corso…”
Per concludere, Enrico Madrigrano si e’ focalizzato sul “guadagno online”, prima strappando il sorriso dell’aula (con qualche ironico esempio dei “falsi miti” legati a questo settore) per poi sorprendere gli oltre 420 partecipanti presenti in sala, attraverso 4 case-history di eccellenza: la prima dedicata al guadagno dalla vendita di prodotti fisici, la seconda dedicata alla monetizzazione di servizi “inusuali” (oroscopi), la terza totalmente “fuori dalla norma” e focalizzata sui 500.000$ guadagnati in meno di 9 mesi con Adsense e, infine, l’ultima incentrata sui 350.000 Euro raccolti dalla vendita di 1 solo infoprodotto.
Al termine della giornata Elena Farinelli, moderatrice dell’intero evento, ha invitato sul palco numerosi altri esperti del settore, tra cui Giorgio Taverniti, Davide Pozzi, Francesco Tinti, Paolo Moro, Alessandro Sportelli e molti altri “volti noti” del panorama italiano, per discutere con i partecipanti i temi di questo corso nazionale.
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“Tavola Rotonda finale con relatori e ospiti a confronto…”
Considerato il “tutto esaurito” di quest’anno, per chi non fosse riuscito ad iscriversi in tempo, sono ora disponibili i video integrali dell’intero evento. Maggiori informazioni in merito sono disponibili sul sito web ufficiale dell’eventomentre, i dettagli relativi alla prossima edizione 2012, verranno resi noti prossimamente sul sito web di Madri Internet Marketing.
Non avete potuto partecipare e desiderate acquistare i video esplicativi, proprio come se ci foste stati?

domenica 6 novembre 2011

"C'è un albero per ogni uomo che ha scelto il bene"

Il giardino dei Giusti a Milano


Il 24 gennaio 2003 è stato inaugurato a Milano uno spazio dedicato ai Giusti di tutto il mondo, nella grande area verde del "Monte Stella". Nel Giardino vengono piantati ogni anno nuovi alberi per onorare gli uomini e le donne che hanno aiutato le vittime delle persecuzioni, difeso i diritti umani ovunque fossero calpestati, salvaguardato la dignità dell’Uomo contro ogni forma di annientamento della sua identità libera e consapevole, testimoniato a favore della verità contro i reiterati tentativi di negare i crimini perpetrati.

A ciascuno di loro è dedicato un pruno, messo a dimora durante una cerimonia in sua presenza o con la partecipazione dei suoi familiari, con un cippo in granito deposto nel prato sottostante. I primi alberi sono stati dedicati agli animatori dei primi "Giardini dei Giusti" proposti nel mondo, a Gerusalemme, Yerevan e Sarajevo: Moshe Bejski per i Giusti della Shoah, Pietro Kuciukian in onore dei Giusti per gli armeni, Svetlana Broz per i Giusti contro la pulizia etnica.

Dal 13 novembre 2008 la gestione del Giardino è affidata all'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, fondata dal Comune di Milano, dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dal Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo.

Il Giardino è nato grazie alla proposta di Gabriele Nissim, Presidente del Comitato Foresta dei Giusti, di riservare un luogo simbolico della città alla memoria delle figure esemplari di resistenza morale di ogni parte della Terra.

sabato 5 novembre 2011

Jerry ha conosciuto gli uomini: sepolto vivo per 2 giorni

Il fatto è accaduto a Desenzano del Garda. Un cane di nome Jerry è stato sottoposto ad un supplizio di un sadismo patologico da parte del suo padrone, è stato sepolto vivo sotto mezzo metro di detriti.
Il cagnolino è stato salvato dalla polizia locale dopo quasi due giorni di tortura. La segnalazione ai vigili è arrivata a mezzogiorno del primo novembre: un cittadino ha sentito dei lamenti provenire da un appezzamento di terreno in aperta campagna, era Jerry che chiedeva aiuto. Fortunatamente è stato salvato e il suo proprietario arrestato.

ecco Jerry appena liberato dai detriti che lo seppellivano


Che cosa si può dire di un uomo così crudele con il suo cane? Gli auguro di rimanere in carcere per lungo, lunghissimo  tempo anche se in Italia questo è quasi impossibile. Al piccolo Jerry invece auguro una famiglia che sappia fargli dimenticare la sua orribile esperienza.
Umani e cani.. un binomio che spesso è legato da  un affetto indissolubile. Chissà come mai a rompere il legame è sempre l'uomo!



Quelle come me....

manifesto per la giornata internazionale della donna del  1950

Quelle come me….
Quelle come me sono capaci di grandi amori e grandi collere, grandi litigi, grandi pianti e grandi perdoni.
Quelle come me non tradiscono mai.
Quelle come me hanno valori che sono incastrati nella testa come se fossero pezzi di un puzzle, dove ogni singolo pezzo ha il suo incastro e lì deve andare.
Niente per loro è sottotono, niente è superficiale o scontato, non le amiche, non i figli, non la famiglia, non gli amori che hanno voluto, che hanno cercato, e difeso e sopportato.
Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l'anima, perché un'anima da sola, è come una goccia d’acqua nel deserto
ALDA MERINI

Raramente mi sono trovata in sintonia con una poesia come con questa, bellissima, di Ada Merini. Me la sento addosso e ritrovo i suoi versi anche nel modo di essere di alcune mie amiche carissime e di molte donne italiane.
So per esperienza personale che ad essere "come me" si soffre, ma non potrei essere diversa. Io vivo la vita e dalla vita mi lascio coinvolgere fino in fondo!

venerdì 4 novembre 2011

Avrom Sutzkever, il grande poeta della Shoah

Avrom Sutzkever, nacque nel 1913 a Smorgon, un paesino vicino a Vilnius, la capitale della Lituania e morì in Israele nel gennaio del 2010. Fu forse il più grande poeta della Shoah e partecipò attivamente alla resistenza del Ghetto di Vilnius, nel 1943. Con gli altri suoi compagni era stato costretto dai nazisti a scavare la fossa in cui sarebbero caduti. Avrom Sutzkever sopravvisse alla fucilazione. Ferito, cadde nella fossa assieme ai suoi compagni morti e fu coperto di terra ma resistette. Resistette il suo amore per la vita e in quello trovò le energie necessarie per uscire dalla morte, vivere clandestinamente nel ghetto e organizzare una colonna di combattenti che, capeggiati dal poeta, iniziarono la resistenza armata nei paesi baltici. Nel 1943, Sutzkever ha trent’anni ed è un importante leader della resistenza antinazista. Il suo prestigio supera le frontiere, tanto che, dopo vari tentativi falliti, un aereo militare sovietico riesce ad atterrare oltre le linee tedesche e condurlo a Mosca. Gli intellettuali lo invitano a restare in Unione Sovietica ma Sutzkever rifiuta tutto e decide che il suo posto è nella resistenza. Terminata la guerra, il poeta fu un testimone chiave nel processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti. Poi, nel 1947, alla vigilia della nascita dello Stato di Israele, si recò in Palestina, assistette alla nascita dello Stato di Israele, dove visse fino al suo ultimo giorno.

SOTTO LE TUE BIANCHE STELLE 
Sotto le tue bianche stelle
tendimi la tua mano.
Le mie parole sono lacrime
e possano riposare nelle tua mano.
Vedi, il tuo fulgore si oscura
nel mio sguardo tenebroso
e non ho nessun posto
per restituirtelo.
Però voglio, mio amato Dio,
affidarti il mio patrimonio,
Poiché in me arde un fuoco
e, nel fuoco, i miei giorni.
Solo in cantina ed in buche
piange la calma assassina.
Io grido più su, sui tetti,
e cerco: Dove sei?
Strane scale, strani mucchi
mi danno la caccia.
Appendo una pagina strappata
e così ti canto:
Sotto le tue bianche stelle
tendimi la tua mano.
Le mie parole sono lacrime
e possano riposare nelle tua mano.

Questa poesia fu scritta da Sutzkever durante la resistenza del Ghetto di Vilnius.

Crisi, le verità che non vi dicono

Non capite cosa sta accadendo? Siete smarriti dai continui sbalzi dei mercati, che un giorno crollano del 5% e due giorni dopo crescono del 4%, per poi ricorllare e ricrescere? Limitandosi ad osservare non si capisce nulla, se però si conoscno alcuni retroscena il quadro appare meno confuso di quanto appaia.

1) Di ogni leader bisognerebbe leggere attentamente la biografia e dunque non dimenticarsi mai delle sue origini. Prendiamo il premier Papandreou. E’ greco? Senza dubbio, ma solo a metà. Sua madre è americana e in America ha studiato. Niente di male, anzi, però bisogna sapere che negli ultimi vent’anni ha stabilito eccellenti rapporti con un certo establishment finanziario anglosassone. Viste le sue strane peripezie con l’annuncio di misure lacrime e sangue, poi la negazione di quanto fatto finora con la proclamazione di un referendum annunciato e infine l’annullamento dello stesso, Papandreu sta facendo gli interessi del popolo greco o risponde ad altre logiche e ad altri interessi?

2) E prendiamo Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia, ma anche ex vicepresidente di Goldman Sachs e, soprattutto, stimatissimo presidente del Financial stability forum, che dalla scoppio della crisi del 2008, ha preservato gli interessi del mondo finanziario e in primis delle grandi banche che hanno provocato quella crisi e che sono state salvate. Domanda: rappresenta l’Italia, l’Europa o il mondo finanziario transnazionale? Ah saperlo…

3) E’ cosî scandaloso che un Paese, la Grecia, pensi di chiedere al popolo di decidere il proprio destino? Il referendum, a quanto pare, non ci sarà, ma avrebbe dovuto essere indetto tempo fa, mentre l’Europa viene costruita sempre sopra le teste dei cittadini e prelevando di volta in volta pezzi crescenti di sovranità, naturalmente senza mai dichiararlo apertamente ma dissimulando le proprie intenzioni. L’Europa dell’euro, di Shenghen, di Maastricht è un’Europa tendenzialmente non democratica e questo dovrebbe preoccupare tutti noi, ma siamo cosî ipnotizzati dall’andamento dei mercati da non accorgercene nemmeno. A furia di pensare solo all’andamento dei mercati, rischiamo di perdere anche quel poco che resta della nostra libertà e della nostra autonomia decisionale…

4) Il destino dell’Italia è segnato perchè non controlliamo più il debito pubblico, come ho spiegato in questo post. E perché vogliono far cadere Berlusconi ad ogni costo, il quale ha agevolato i suoi nemici, che si annidano non tanto in casa ma nell’establishment europeo; dunque non ha saputo leggerne i disegni, decriptarne le intenzioni, non è stato capace di elaborare risposte convincenti e di mostrarsi pubblicamente all’altezza della situazione. E sotto l’impulso della crisi svuoteranno l’Italia lasciandole forse risanata ma esangue. E’ il destino di chi rinuncia alla propria sovranità…
Marcello Foa


giovedì 3 novembre 2011

La mattanza della politica

Stiamo assistendo in questi giorni ad una vera e propria mattanza della  politica di questo nostro Paese, hanno perso tutti la testa per una crisi che non sembra spaventare il Governatore della Banca d'Italia che  ieri ha affermato che i nostri conti potrebbero reggere benissimo anche se gli interessi sui titoli di stato  raggiungessero l'8%. Se non si preoccupa lui perchè tutti sembrano impazziti?  Sarebbe veramente folle se tutto questo avesse solo come  fine ultimo l'eliminazione dalla scena politica del Premier... si  dice che a parlar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina  a allora  proviamo a ricostruire per sommi capi da dove è cominciato e da chi è cominciato il suo sputtanamento internazionale perchè di questo si tratta.
Qualche mese fa la magistratura di Milano imbastisce il processo contro di lui per favoreggiamento alla prostituzione e il suo "bunga bunga" fa il giro del mondo, sarebbe accaduto tutto questo in un altro Paese?  Kennedy, donnaiolo pure lui  fu sempre coperto dai suoi servizi segreti, come mai qui si  arriva a mettere  una nazione alla berlina senza alcuna remora per  una questione che tutto sommato pare montata ad arte e non è di natura politica. Berlusconi sarà un libertino, avrà certamente tenuto comportamenti poco consoni alla sua carica, ma era nel suo privato.
Per non parlare poi di tutto il resto.. delle risate di Sarkosy e della Merkel, delle pressioni della BCE sul nostro governo come fossimo sotto tutela quando il mago Tremonti aveva sempre ribadito che i nostri conti avrebbero tenuto. Lo stesso Tremonti va in Spagna e auspica elezioni anche per noi.... davvero una bella pensata  andare all'estero e mettere in mora il governo. L'opposizione in tutto questo tempo ripeteva ossessivamente che Berlusconi avrebbe dovuto lasciare, la stessa cosa facevano Fini e Casini... Insomma  nulla di nuovo sotto il sole. Come nuovo non era  il nostro debito pubblico, per altro sempre onorato.
A questo punto  un pensierino sui complotti di palazzo bisogna proprio farlo, peccato che chi ci rimette è l'Italia. Se fosse davvero l'odio per  un uomo a procurare questo disastro?
Nei prossimi giorni ne sapremo di più, si scopriranno le carte e la verità verrà a galla. Probabilmente ci troviamo alla vigilia delle Idi di marzo e ora come allora Cesare verrà ucciso da ventitre pugnalate e a infliggergliele potrebbe non essere l'opposizione.  Se posso permettermi un consiglio al Premier, ripeto quello che scrivevo qualche giorno fa: vada in aula, chieda la fiducia e parli chiaro agli italiani, non c'è via migliore per uscire di scena.

mercoledì 2 novembre 2011

Denis Avey, testimone oculare ad Auschwitz



È possibile immaginare che qualcuno si sia introdotto volontariamente ad Auschwitz? 
Eppure, nel 1944, un uomo è stato capace di farlo.
 Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese, che durante il giorno è costretto ai lavori forzati insieme ai detenuti ebrei.....

Ricordo i miei cari Angeli

Oggi si ricordano i defunti, questa giornata è dedicata a loro, alle persone che abbiamo tanto amato e che ci hanno lasciato.
Proprio ieri, mentre attraversavamo il cimitero per raggiungere ogni loro sepoltura, mio marito ed io ci siamo resi conto che oramai sono tanti, davvero tanti i nostri cari che ci hanno lasciato.
Noi abbiamo una schiera di Angeli che sono con noi e che per quanto possono ci proteggono. A tutti abbiamo voluto bene e tutti sono sempre nei nostri pensieri con il ricordo di un aneddoto, di un loro modo di essere di un loro particolare sorriso.
Naturalmente il mio Angelo particolare riposa  qui con me, le ceneri del mio papà sono qui in casa mia e con lui il colloquio è quotidiano.
E così si va avanti…. con la certezza che quando saremo chiamati per il grande viaggio non saremo soli, qualcuno ci aspetta e sarà contento di riabbracciarci.

martedì 1 novembre 2011

La giovinezza del cuore

La giovinezza non è un periodo della vita, è uno stato d’animo che consiste in una certa forma della volontà, in una disposizione dell’immaginazione, in una forza emotiva; nel prevalere dell’audacia sulla timidezza e della sete dell’avventura sull’amore per le comodità.

Non si invecchia per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni, ma solo quando si abbandona il proprio ideale. Se gli anni tracciano i loro solchi sul corpo, la rinuncia all’entusiasmo li traccia sull’anima. La noia, il dubbio, la mancanza di sicurezza, il timore e la sfiducia sono lunghi anni che fanno chinare il capo e conducono lo spirito alla morte.

Essere giovani significa conservare a sessanta o settant’anni l’amore del meraviglioso, lo stupore per le cose sfavillanti e per i pensieri luminosi: la sfida intrepida lanciata agli avvenimenti, il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto ciò che è nuovo, il senso del lato piacevole dell’esistenza.


Voi siete giovani come la vostra fiducia, vecchi come la vostra sfiducia, giovani come la vostra sicurezza, vecchi come il vostro timore, giovani come la vostra speranza, vecchi come il vostro sconforto. Resterete giovani finché il vostro cuore saprà ricevere i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio, di grandezza e di forza che vi giungono dalla terra, da un uomo o dall’infinito.

Quando tutte le fibre del vostro cuore saranno spezzate e su di esso si saranno accumulate le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo, è solo allora che diverrete vecchi e possa Iddio aver pietà della vostra anima di vecchi.

Una riflessione sul senso della vita

Crisi Economica, le misure per evitare il fallimento

Questa volta l’Italia dovrà cambiare modello economico sul serio. Vediamo in dettaglio perché. 
Tremonti, qualche settimana fa, ha fatto un errore nel tentare di garantire il pareggio di bilancio entro il 2013 solo con tagli e aumenti di tasse. Il mercato ha subito calcolato che il rigore sarà a scapito della crescita. Ciò ridurrà il gettito e quindi renderà impossibile il pareggio o richiederà tasse crescenti per raggiungerlo, avviando una spirale depressiva che alla fine renderà insostenibile il debito.
Per tale motivo - combinato con la scelta della Germania di rendere parziali e non totali le eurogaranzie sugli eurodebiti - il mercato ha preteso un premio maggiore per comprare titoli italiani. Se il premio crescerà ancora l’Italia dovrà dichiarare l’insolvenza, pur in grado di gestire il debito entro costi normali. Per calmierare tale premio, cercando di mantenerlo sotto il 6% (e sotto il 4% il differenziale con i titoli tedeschi) la Bce è intervenuta negli ultimi tre mesi sul mercato secondario. Ma è una misura tampone che non può risolvere il problema. Per questo la Ue ha imposto all’Italia, con massima priorità, di cambiare modello in pochi mesi per invertire la profezia del mercato sull’Italia, cioè per convincerlo che la crescita futura renderà sostenibile e ripagabile il debito.

La Ue non ha esagerato. L’Italia è davvero il ventre molle dell’Eurozona a causa di un debito superiore alla capacità della crescita del Pil di sostenerlo e dell’intero eurosistema di garantirlo. Meglio è dire che lo potrebbe garantire facendo stampare moneta alla Bce. Ma la Germania lo vieta per il conseguente incremento dell’inflazione. Il problema è amplificato dal contesto globale. Il mercato teme l’insolvenza non solo degli eurodebiti, ma anche di quelli nipponico, mostruoso perché oltre il 200% del Pil, e statunitense, attorno al 120% del Pil, che vale circa 15 trilioni di dollari se calcolati anche i debiti pubblici locali. Cifre enormi. Una sola insolvenza non ben gestita sarebbe il segnale di fuga dai titoli di debito, molti Stati dovrebbero dichiarare bancarotta, il sistema bancario globale collasserebbe, l’euro forse si dissolverebbe, certamente America ed Europa cadrebbero in una depressione duratura che si estenderebbe alla Cina ed altri emergenti, oltre al Giappone, dipendenti dall’export. Tale rischio è reale, ma i modi per ridurlo ci sono. Tuttavia, questa volta tali modi non possono essere solo iniezioni di liquidità per salvataggio, ma comportano modifiche dei modelli economici delle nazioni fonti di contagio.

Questa analisi serve a far capire perché tutto il mondo premerà sull’Italia affinché cambi modello economico. La buona notizia è che l’Italia può farlo in quanto la sua forza industriale è sufficiente per trasformare ogni riduzione di vincoli al mercato in maggiore crescita. E i vincoli da rimuovere devono essere quelli che più bloccano il sistema: rigidità del mercato del lavoro che limita gli investimenti nelle imprese, concorrenza insufficiente a causa delle troppe aree di mercato protetto, eccesso di burocrazia e terrorismo fiscale. Sindacati ed interessi colpiti faranno rumore. Invito governo e maggioranza a non spaventarsi, a cercare mediazioni intelligenti se possibile, ma se impossibile ad andare giù durissimi. Questo governo ha cambiato natura da qualche settimana: ha una missione in nome della Ue e del sistema globale per rimettere l’Italia a posto e per tale motivo sarà sostenuto dall’esterno per restare in carica fino a fine mandato. Lo capiscano opposizione e inquieti. Finisca entro la maggioranza qualsiasi polemica, tutti facciano il loro lavoro. Se così, ce la faremo.

di Carlo Pelanda
www.carlopelanda.com