domenica 29 novembre 2015

Le radici cristiane dell'Unione europea, una occasione mancata



di DI MARIO DE SCALZI 

Se ne discusse, per la verità con poca passione, per circa quattro anni dal 2003 al 2007. Era opportuno inserire nella Costituzione Europea, o almeno nel suo "preambolo", un riferimento alle comuni i radici giudaico-cristiane? Alla fine si decise per il no. Il più attento – e non settario - sostenitore della tesi favorevole fu, curiosamente, un laico di ferro, tale Giuliano Amato, ex braccio destro di Craxi, ex presidente del consiglio e vice presidente proprio della Convenzione che varò quello che doveva essere il manifesto della nuova Europa. Entrato in vigore nel 2009, nessun europeo lo ha mai letto, pochissimi ne conoscono l’esistenza. Le radici cristiane dell'Unione europea, una occasione mancata A onor del vero occorre dire che anche la Chiesa Cattolica Romana non fece una forte e adeguata battaglia di principio per ottenere quell'inserimento nella Costituzione. Ci furono timide parole di Karol Woityla (peraltro sempre pronto a partire lancia in resta contro i laicismi di stato) e pochissimi documenti formali dei vescovi europei. Una tiepidezza che si ritrova nelle parole di allora di mons. Aldo Giordano, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee:«Non è certo interesse delle Chiese ritrovarsi semplicemente nominate nella Convenzione europea. Quello che sta a cuore è che siano presenti in Europa i valori che si ispirano al cristianesimo». Belle parole e nobili proponimenti. Ma da laico impenitente, io chiedo: se la costituzione europea fosse stata un po' più cristiana, con meno reverenziali timori dell’Islam e di altre minoranze religiose, saremmo oggi qui a parlare delle scuole che hanno tolto dalle aule i crocifissi? O di quei presidi che hanno eliminato manu militari dal calendario scolastico la festività del natale? O di chi vorrebbe sopprimere il presepe ?( A proposito, perché l’albero decorato no?). E ancora: ci sarebbe stata ugualmente l’invasione di clandestini e rifugiati provenienti da Medioriente ed Africa, se già nella costituzione europea ci fosse stato il baluardo ideologico del richiamo alle comuni radici cristiane? Ci sarebbe un proliferare di Moschee illegali in migliaia di box per auto o privati appartamenti dove la fa da padrone il proselitismo terrorista dell’ISIS? Quelle comuni radici giudaico-cristiane insomma potevano essere opportune (e sono comunque maggioritarie) o non esserlo. Ma anche i laici oggi dovrebbero riconoscerne una funzionalità politica che una giovane federazione di stati come la UE avrebbe dovuto ben ponderare con un occhio al futuro. Un futuro che avrebbe fatto irruzione solo pochi anni dopo dalle porte del mediterraneo, su carrette del mare cariche di disperati, o con colonne umane in marcia attraverso Turchia, Grecia , Macedonia travolgendo muri e fili spinati molto più deboli delle idee e delle certezze religiose. Di cui loro sono dotati. E noi no.

LA SOLITUDINE È DELETERIA PER GLI ANZIANI, ACCORCIA LA VITA


LA SOLITUDINE È DELETERIA PER GLI ANZIANI, ACCORCIA LA VITA

Le persone di una certa età che soffrono di solitudine hanno molte più probabilità di ammalarsi rispetto a chi è circondato da familiari e amici.



La solitudine degli anziani fa male alla salute


Quando si diventa anziani si va incontro alla solitudine per motivi diversi, anche del tutto naturali, come la perdita del coniuge, degli amici e anche dei figli che in molti casi, sono indaffarati nella cura della propria famiglia. Due università americane hanno confermato con uno studio durato un anno che gli anziani che soffrono di solitudine hanno una probabilità di ammalarsi molto superiore di quelli che vivono circondati dall'affetto dei familiari .....

mercoledì 25 novembre 2015

KHALED AL-ASSAD, L'UOMO DI PALMIRA, RICORDATO A MILANO AL GIARDINO DEI GIUSTI

Khaled al-Assad è stato ricordato e onorato oggi dall'Associazione Gariwo e dal Sindaco Pisapia al Montestella di Milano, nel Giardino dei Giusti.

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Nella magnifica cornice del Monte Stella a Milano, Khaled al-Assad ha trovato una dimora imperitura nel tempo, lui checustodiva Palmira, la città abbattuta dai mostri dell'Isis e che ha pagato con la tortura e con la vita il suo amore per l'umanità, da oggi può essere ricordato nel Giardino dei Giusti di Milano.

martedì 17 novembre 2015

L'INADEGUATEZZA DEI GOVERNANTI EUROPEI CI HA PORTATO ALLA STRAGE DI PARIGI


Ci hanno fatto vedere orrori di tutti i generi da anni, che cosa avrebbe dovuto fare di più l'ISIS per allarmare chi ci governa?




La domanda  sorge spontanea in molti di noi all'indomani degli attentati nella capitale francese, che è parsa completamente impreparata davanti ai terribili eventi.

La morte di tanti giovani europei

La responsabilità delle morti di Parigi, soprattutto di quei ragazzi che avevano in media 25 anni, provenivano da ben 19 paesi diversi  e stavano semplicemente passando una serata a teatro o cenando in un ristorante esotico, ricade certo sui terroristidell'Isis, ma anche sull'inettitudine, voluta o meno, di tutti i governanti occidentali.

Sono anni che l'Isis ci bombarda con propaganda orribile, ci mostra occidentali sgozzati o bruciati vivi, antiche città rase al suolo, attentati in ogni parte del mondo, e minaccia di continuo questa o a quella città europea:  perché queste minacce sono state sottovalutate? 



sabato 14 novembre 2015

ORA NON LIMITATEVI A COMMEMORARE, MA VENDICATE LE VITTIME.

Il terribile attentato di Parigi rischia di finire come sempre

n una grande manifestazione di sdegno e lutto, ma questo 

non ci salverà


Ricordo di aver visto un film americano in cui per prevenire un attendato
annunciato dagli islamici, una città si faceva carico di radunare, anche
con la forza, i molti islamici nello stadio per identificarli, allora pensai
che fosse una violenza vera e propria, ora credo che il film fosse
realistico e che questa possa essere una via per tenere sotto controllo
 gli immigrati.
recentissimi attentati terroristici di Parigi, l'esplosione in volo
dell'aereo russo e l'accoltellamento a Milano di un ebreo
ortodosso, fanno probabilmente parte di una stessa strategia
 del terrore che vuole punire e destabilizzare l'Europa per l'intervento
 militare in Siria, ma soprattutto per la matrice cristiana del suo popolo.

Come reagirà l'Europa?

Naturalmente ad una dichiarazione di guerra tanto esplicita non
si può rispondere con il solo lutto per le vittime e con le vetuste
 manifestazioni di solidarietà per i paesi colpiti, qui occorre un
intervento  CONTINUA A LEGGERE

giovedì 12 novembre 2015

Come guadagnare, investire, fare trading con il sistema binario


Come guadagnare, investire, fare trading
con il sistema binario

 

Da qualche tempo si parla e si scrive di "opzioni binarie", abbiamo voluto occuparcene anche noi per fornirvi una informazione corretta che speriamo vi possa essere utile per guadagnare investendo pochi spiccioli.

 

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domenica 8 novembre 2015

Cosa sei diventata, America? di Marcello Foa

Cosa sei diventata, America? 

 
Non riconosco più l’America. Quando ero un ragazzo era il Paese della libertà, quando avevo 19 anni lo attraversi in bus, sui Greyhound, coast to coast, andata e ritorno. Dormivamo nei motel passeggiavamo liberamente nelle grandi città come in quelle piccole; non avevamo paura e non sentivamo alcuna diffidenza attorno a noi. Era un vero piacere.
Poi dopo l’11 settembre ho assistito a una metamorfosi progressiva: gli Usa sono diventati il Paese che viveva nella paura, nella diffidenza, che travalicava i suoi splendidi valori costituzionali nel nome della sicurezza
L’ultima volta che ci sono stato, nel 2012, l’America mi parve trasformata, come se il suo Dna fosse cambiato. Scoprii, con grande dispiacere, il Paese dei divieti e di una polizia sempre più presente e invadente. E superarmata. In un decennio, coperto dal compiacente silenzio dei media, la polizia di tutti gli Usa è stata dotata di equipaggiamenti da guerra, come se fosse a Baghdad e non nel Wisconsin o in California.
E il suo comportamento si svela sempre più violento e prevaricatore. Brutale anche per reati comuni, più simile a quello di uno Stato totalitario che a un Paese democratico. I fatti di Ferguson hanno fatto esplodere una rabbia che covava da tempo. Ma il clima, nel frattempo, non è migliorato.
Quasi ogni settimana escono notizie e video assurdi, come quello della studentessa arrestata in classe e trascinata per i capelli.
Navigando su internet ne ho scoperto un altro: due persone sono state arrestate ad Austin per… aver attraversato la strada a piedi con il rosso. Arrestate e picchiate selvaggiamente. La polizia di Austin ha aperto un’inchiesta. Ma la sproporzione tra il “reato” e il comportamento degli agenti è evidente. E soncertante.
Guardatelo, il video. E inorridite.
Che cosa sei diventata, America?


giovedì 29 ottobre 2015

IL MILAN CITA IN GIUDIZIO LA FONDAZIONE FIERA

Si potrebbe non crederci, ma in questa vicenda pare sia tutto possibile. Dopo mesi e mesi di feroci proteste da parte degli abitanti della Zona 8 per la realizzazione dello stadio del Milan nell'ex area Portello, il Milan vince il bando di gara e ha il via libera per la realizzazione del suo nuovo impianto sportivo.
Come sono andati i fatti
I progetti alternativi finiscono miseramente nel cestino pur piacendo molto al "Comitato No Stadio al Portello" e a tutti i cittadini che rappresenta. Il colpo di scena avviene subito dopo questo passaggio: pare che il Milan, che aveva sottoscritto il contratto con l'obbligo di bonificare l'area dove sarebbe sorto lo stadio, trova che la bonifica sia davvero troppo gravosa per le tasche già bucate del club rossonero e quindi rinuncia in toto al progetto, lasciando la Fondazione Fiera con un contratto divenuto improvvisamente carta straccia.
La Fondazione Fiera chiede il rispetto del contratto e davanti alla netta opposizione del Milan, minaccia azioni legali. Dopo un periodo di intense trattative bilaterali per addivenire ad un compromesso, il Milan  lascia il tavolo sbattendo la porta e notifica alla Fondazione un citazione in giudizioper i ritardi nella aggiudicazione dell'appalto e per l'impossibilità di verificare preventivamente l'ammontare delle spese per la bonifica del terreno.

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lunedì 19 ottobre 2015

MILANESI CONTRO COSTRUZIONI SUL MONTE STELLA

L'ampliamento del Giardino dei Giusti che ha sede al Monte Stella è un errore madornale che i milanesi non perdoneranno.



scorcio progetto Giardino dei Giusti - i muri


Ho raccontato diverse volte  nella cronaca di Milano la diatriba tra cittadini milanesi, in particolare quelli di zona 8, e la Giunta Municipale di Milano per l'approvazione dell'ampliamento del Giardino dei Giustiche dal 2003 è allocato al Monte Stella, ora siamo giunti alla fine della storia, almeno per quanto riguarda la Giunta che ha dato l'assenso all'ampliamento nonostante il parere contrario del Consiglio di Circoscrizione 8.

Cosa nasconde questo ampliamento

La verità è che dietro la parola "ampliamento" viene fatto passare un progetto della Associazione Gariwo (Arch.Valabrega) che comprende l'edificazione di muri di oltre 2 metri  funzionali alla creazione di "stanze" a tema  sul  gradone del Monte Stella che ospita gli alberi dedicati ai Giusti. e anche un auditorium di quasi 300 posti.
Ricordo che il Monte Stella è un parco urbano a cui tutti i milanesi sono affezionati  perchè è sorto dall'accumulo delle macerie delle loro case subito dopo la seconda guerra mondiale, grazie all'intuizione di Piero Bottoni, l'architetto che progettò il QT8, un quartiere modello nato proprio alle falde del parco che ne è diventato il fulcro, un luogo che necessita di una severa tutela ambientale.

I veri motivi dell'opposizione dei cittadini

I motivi che spingono i cittadini a contrastare con determinazione l'ampliamento del Giardino dei Giusti non sono ideologici o addirittura  anitisemitici, come CONTINUA A LEGGERE

lunedì 28 settembre 2015

Alzheimer: una testimonianza

LA TESTIMONIANZA

La luce della vita in chi è malato di Alzheimer

quattro figli, una fiorente attività di libera professione, un alpino innamorato dei suoi monti. Un uomo bello, alto, sicuro di sé, appassionato del proprio lavoro ed innamorato della propria famiglia. Nel dicembre dello stesso anno la sentenza: morbo di Alzheimer. La nostra famiglia in un istante si stringe attorno a lui per proteggerlo, per ridargli la sicurezza che la malattia gli sta togliendo. Sì, perché il malato di Alzheimer è un essere umano bisognoso di amore incondizionato, di comprensione oltre la ragione, di pazienza, di conforto. Le emozioni vivono in lui fino alla fine ed a questo dobbiamo affidarci per andare oltre il suo «non essere più lui». Inizia così un calvario che dura cinque lunghissimi anni durante i quali Paolo perde la memoria, la deambulazione, la parola, la deglutizione ma mai il sorriso, attraverso i suoi splendidi occhi verdi. Un calvario che abbiamo condiviso con lui con tutto il nostro amore, prendendolo per mano come lui ha fatto con noi quando eravamo piccoli, quando con lui faticavamo per i sentieri di montagna, motivando le nostre fatiche con l’immensità del panorama. Le difficoltà in questi cinque anni sono state grandi ed a momenti quasi insuperabili, finché sono «comparsi» gli angeli del Nucleo Alzheimer della Casa di soggiorno per anziani di Bedizzole. Da quel momento la nostra famiglia si è allargata ed intorno a Paolo si sono unite a noi le assistenti di reparto, gli infermieri, i medici, i pazienti con i loro familiari. Con loro abbiamo ricreato quelle certezze che solo le pareti domestiche sanno dare; con professionalità e dolcezza si sono presi cura di lui ed hanno dato a noi gli strumenti per capire ed affrontare la sua malattia. Il 24 dicembre del 2014 ci siamo raccolti intorno a lui, lo abbiamo stretto al nostro cuore e abbracciandolo lo abbiamo accompagnato nel suo ultimo respiro. Monica e tutti gli angeli di reparto, hanno dedicato a noi familiari un pensiero che vorremmo condividere con voi, a dimostrazione di quanto sia stata importante la loro presenza per noi e per il nostro papi e quanto questa malattia, per quanto terribile, abbia valorizzato in tutti noi il profondo rispetto per la sofferenza, per l’amore senza confini, per la vita: «...È come se si fosse spenta una luce, una luce che per tanti anni ha illuminato il vostro cammino, ha accompagnato la dolcezza di L., l’eleganza di S., la perseveranza di E., la premurosità di A., il silenzio di G.. Questa luce ha dato a tutti voi quello di cui avete avuto bisogno per tanti anni... la forza... la forza che non sapevate di avere... e poi vi ha dato ancora la fiducia in voi stessi che pensavate di aver perso. Questa luce ha insegnato a tutti voi e tutti noi che la vita è semplicemente una luce bianca, rossa, gialla, verde, blu, che prima brilla e poi pian piano si spegne. Solo quando chiudi gli occhi te la ricordi, ti ricorda come stavi bene quando illuminava intorno a te, un ricordo per sempre nel cuore, nell’anima, poi col tempo si rimane semplicemente felici ed appagati di tutto quello che ognuno di voi ha fatto per tenere accesa questa luce fino alla fine e questa luce che si è appena spenta dice a voi "la vita è come una luce: brilla, illumina, scalda", perciò vivete le vostre vite come fossero luci», con affetto, «La casa di Paolo». Questa luce è in tutti i malati di Alzheimer e va alimentata per dare un senso a tutto ciò. Non dimenticheremo mai quanto questi angeli hanno fatto per Paolo e per noi, come il focolare acceso in una stanza fredda e buia ci hanno accolto, scaldato, confortato. Grazie da L., S., E., A., G. e il nostro papi. // Lettera firmata

giovedì 10 settembre 2015

Perdonate, ma oggi la mia schnauzer Flora è morta.......

Ieri, martedì 8 settembre, è stato il mio ultimo giorno di vita

flora
Ieri me ne sono andata per sempre, non so che cosa sia successo, ma all'iimprovviso ho visto tutto nero e sono caduta a terra, ho sentito in lontananza la mamma che mi chiamava e piangeva, ma io ero già lontana e non potevo tornare indietro. E' così che è finita la mia avventuira sulla terra, penso di essere stata una brava cagnolona, forse un po' pazzerella, ma piena d'amore da regalare a chi mi ha voluto bene. Il mio fratellino Strauss è triste e mi cerca, ma io cerco di suggerirgli di stare tranquillo, presto avrà un'altra compagna di giochi. Papà, mamma e Giovanna piangono, mi chiamano.... e io vorrei tornare, ma non posso, qualcuno mi ha detto che devo stare qui, in questo posto meraviglioso dove c'è anche Rhoda, e BillY e Grigio e Lady e Leone ... tutti i cani e i gatti che sono stati nella mia famiglia. Papà e mamma. non posso tornare, ma posso starvi vicino, e quando vi sentirete soli..e malinconici ci sarà la mia zampona sulle vostre ginocchia e magari troverete un osso.... come se fosse capitato li per caso. Vi voglio bene.
CIAO A TUTTI!
FLORA Schnauzer Gigante
26-10-2005/8-09-2014

lunedì 7 settembre 2015

L'AFRICA CI PRESENTA IL CONTO





Dopo anni di sfruttamento e guerre dal continente africano è in atto una migrazione biblica verso l'Europa, l'occidente ricordi le sue colpe. 

L' Africa, la grande Africa, vive da sempre alcune contraddizioni che paiono insormontabili. È una terra ricca di risorse e di fonti energetiche eppure gli africani sono per la maggior parte poveri per non dire alla fame. I vari Stati sono da sempre governati da dittatori militari o religiosi che fanno i loro interessi e non quelli dei popoli che governano.


mercoledì 2 settembre 2015

ANZIANI ITALIANI, VERI EROI DEL NOSTRO TEMPO


Nel nostro paese anziani con pensioni minime sono diventati il sostegno di figli e nipoti a causa della crisi economica.




Gli eroi dei nostri tempi sono persone semplici che combattono ogni giorno contro la crisi economica che prende alla gola  e che disgrega la società separando sempre più distintamente i poveri dai ricchi. In questo spaccato italiano di grande attualità,gli anziani che, con la loro misera pensionesostengono economicamente i loro figli e i loro nipoti nell'indifferenza generale, possono essere senza dubbio indicati come  i nostri eroi. 
Un aiuto importante - La crisi ha colpito duro tutti, ma loro, gli anziani, non mollano, si rimboccano le maniche e cercano di mettere insieme il pranzo con la cena per loro e i loro cari con sacrifici inimmaginabili, eppure anche loro avevano dei sogni fatti di una serenità conquistata con tanti anni di lavoro, ma si sa che la famiglia per noi italiani viene prima di tutto  e quindi  i figli vanno aiutati e senza nemmeno farlo troppo pesare.
E lo Stato? Guardando negli occhi questepersone abituate ai sacrifici, ma troppo anziani per continuare a farli, viene da chiedersi dove sia lo Stato e che cosa stia facendo per loro? Poi ci ricordiamo che quando  lo Stato si è occupato degli anziani lo ha fatto per tartassarli con la famigerata legge Fornero, perchè  prelevare denaro  dalle pensioni è facile, poco dignitoso ma facile. La Corte Costituzionale ha cercato di rimettere a posto le cose, ma in Italia le leggi sono sempre interpretabili come meglio serve e quindi qualche cosa del maltolto è stato restituito, ma non tutti i denari che erano stati sottratti.  
Un ricco bottino - Sempre gli anziani si sono presi anche  le feroci critiche dei politici "perchè loro hanno la pensione e i giovani non si sa se riusciranno ad averla" quasi fossero loro i responsabili della crisi della Previdenza. Naturalmente  non sono  state le loro pensioni a far saltare i bilanci di uno Stato sprecone, anche perchè loro i contributi li hanno versati, ma piuttosto gli sprechi istituzionalizzati, una allegra amministrazione della cosa pubblica e, non ultimi i vergognosi vitalizi di senatori, deputati e consiglieri regionali che si troveranno alla fine del loro mandato, un ricchissimo bottino  pagato naturalmente da noi italiani. Se è vero che il grado di civiltà di un paese si vede da come vengono trattati i soggetti più deboli, ossia anziani e bambini, i nostri anziani, operosi e tenaci, sono trattati malissimo e quindi la conclusione è una sola, l'Italia non è un gran Paese.

martedì 1 settembre 2015

Il nuovo cattolico non è praticante, perchè?

CREDENTE MA NON PRATICANTE, ECCO IL CATTOLICO DEI NOSTRI GIORNI



Diventa sempre più difficile oggi essere vicini ad un Clero inadeguato e scandaloso, ma la fede è un dono a cui non si rinuncia.

Sono moltissimi i cattolici che si discostano dalla Chiesa a causa del comportamento del Clero, lo fanno anche con una certa sofferenza, ma spesso è una scelta obbligata per non scendere a patti con la propria coscienza.
Da qualche anno i comportamenti sconvolgenti di prelati o anche di semplici preti sono sotto i nostri occhi e sono oggetto dell'attenzione della giustizia e della stampa. Dopo un primo momento di incredulità, tanti cattolici hanno cominciato a prendere le distanze da una Chiesa che non corrispondeva più al credo al quale si ispirava.
Certo i preti sono uomini e come tali si comportano, a volte senza alcun rispetto per l'abito che indossano, non tutti naturalmente, ma troppi, perchè  il ruolo  che il sacerdote ha sempre incarnato nella vita di tante famiglie non ne venisse intaccato. Il nostro  confessore, l'educatore religioso dei nostri figli, colui che impartisce il battesimo, la cresima e l'estrema unzione ai nostri cari, va perdendo ai nostri occhi di credenti  tutto il suo "prestigio" di ministro di Dio.
La crisi della Chiesa come istituzione è forte, come è forte il distacco dei credenti dalla Chiesa. I cattolici però continuano a comportarsi da cattolici anche se non frequentano la parrocchia assiduamente. Come a dire "io credo in Dio e mi rivolgo spesso a lui, ma lo faccio in ogni luogo, anche in una Chiesa deserta, dove posso stare in raccoglimento".  

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domenica 23 agosto 2015

VITTORIO CASAMONICA ESERCITAVA IL SUO POTERE SU POLITICI ED ECCLESIASTICI?

Non vedo, non sento, non parlo, ma sta di fatto che il funerale di Casamonica si è svolto con un rito tipicamente mafioso e tutti lo sapevano.

Le esequie in stile mafioso di Vittorio Casamonica pare abbiano indignato un po' tutti, dai politici alla Chiesa, tutti si sono affrettati a dire che non sapevano, che sono rimasti stupiti  e che non hanno potuto evitare tutto ciò che è successo. Domandiamoci allora che cosa è successo....
Vittorio Casamonica, 65 anni,  originario dell' Abruzzo ma Sinti di nascita, muore a 65 anni, è incensurato e a suo carico non ci sono procedimenti penali  in corso e  non è nemmeno attenzionato dalla Questura; l'origine del suo immenso patrimonio pare illecita, pare anche che la rete capillare della criminalità romana passi da casa sua, ma lui diceva sempre: "sono uno zingaro e vendo macchine".
In seguito a questa morte viene celebrato dai parenti in gramaglie un funerale assai pomposo, nello stile   mafioso/zingaresco  (capita così anche ai capi delle varie tribù nomadi quando muoiono e vengono onorati dalla loro gente): gigantografie con la foto del defunto sulle pareti della chiesa, una carrozza trainata dai cavalli con il pennacchio nero (pare fosse quella usata da Totò) che trasporta una bara bianca, la musica del Padrino diffusa a tutto volume  e un elicottero che inonda il piazzare della chiesa di petali di rosa.

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mercoledì 19 agosto 2015

SE AMATE IL PICCOLO ACHILLE, FATELO ADOTTARE!

un bimbo che dorme serenamente

La triste vicenda della mamma dell'acido potrebbe avere un riscontro positivo se il piccolo Achille venisse adottato subito.

Sulle decisioni dei giudici del tribunale del minori di Milano nei confronti del piccoloAchille, figlio di Martina, la donna che ha sfigurato con l'acido il suo ex fidanzato, si sono aperte moltissime polemiche pro e contro l'adozione. Io penso che al bimbo la cosa migliore che gli potesse capitare è quella che gli è capitata: essere messo in stato di adottabilità. Per una volta l'allontanamento del bimbo dalla madre, ma anche dalle famiglie di origine, sarà positivo e lo sarà in modo maggiore, se avverrà in brevissimo tempo. I giudici si sono basati sulla perizia psichiatrica effettuata sulla madre Martina che èrisultata essere una persona disturbata e dal passato quanto mai controverso.
Le vendette ripetute di Martina nei confronti dei suoi ex fidanzati (il primo venne evirato e il secondo sfigurato con l'acido complice il suo attuale fidanzato) fanno pensare che i suoi rapporti con il sesso maschile siano problematici e ilpiccolo Achille è un bel  maschietto. Chi ci potrà assicurare che anche lui non diventi oggetto delle turbe della sua mamma?

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