lunedì 12 settembre 2016

A 15 anni dal crollo delle Torri Gemelle il terrorismo vuol farla ancora da padrone


Dall'11 settembre 2001 il terrorismo è tra noi e minaccia le nostre liberta




Oggi si ricordano le vittime di quell'#11 settembre che portò il mondo intero in un abisso senza fine; da allora, nonostante le guerre che l'occidente ha scatenato in Medio Oriente e in Africa, il#terrorismo ha accompagnato e accompagna la vita di tutti i giorni degli americani e degli europei, ma anche di tanti altri popoli che intralciano il potere dell'ISIS.

Cosa cambiò da qual giorno

Dopo quell'attentato cambiarono molte cose. Senza che ce ne rendessimo conto la nostra vita mutò nei suoi ritmi, ma anche nelle sue abitudini. Le emergenze continue contro lo stato di al-Qaeda prima e dell'Isis poi, e il conseguente dispiegamento di uomini e mezzi, misero le economie in ginocchio, ma mentre i popoli si impoverivano, il commercio delle armi a livello mondiale triplicava i suoi introiti.
L’intervento degli americani e dei loro alleati in Iraq, nel 2003, fu l’inizio di una serie drammatica di conflitti che oggi, a distanza di molti anni, possiamo definire nefasti senza timore di essere smentiti: furono figlie di quel conflitto le Primavere Arabe e l'eliminazione di Gheddafi, la sanguinosa guerra civile siriana, i movimenti imperialisti della Russia contro la Georgia, il secessionismo in Ucraina (Donbass e Crimea) e l'inquietante ritorno della Guerra Fredda, con le sanzioni economiche nei confronti della Russia di Putin.
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martedì 6 settembre 2016

D'ALEMA SFIDA RENDI SUL REFERENDUM

D'Alema fonda il Comitato Nazionale per il 'NO', intanto il referendum slitta a dicembre

Massimo D'Alema annuncia ufficialmente la nascita di un comitato nazionale per il No al referendum, mentre la data del voto si allontana.#Massimo D'Alema rompe gli indugi e annuncia il suo "NO" al #referendumcostituzionale dal palco del cinema Farnese di Roma, dove ha organizzato un'assemblea aperta. Erano presenti molti nomi noti come Carlo Freccero,Paolo Corsini, Massimo Mucchetti. In platea anche il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto, Alfredo D’Attorre, Nerina Dirindin, Luigi Manconi, Claudio Micheloni, Walter Tocci, Luisa Bossa, Angelo Capodicasa e Franco Monaco.Un "NO" per aiutare il Paese
I motivi di un dissenso
D'Alema ha indicato come presidente del "Comitato Nazionale per il No" che andrà a fondare Guido Calvi, che non è un uomo di partito e ha invitato la parte del centrosinistra che non condivide il SI al referendum promosso dal Governo a unirsi a lui. L’ex premier ha tenuto a precisare che con la sua azione non intende dividere il partito: la sua è un'iniziativa per tutelare il Paese da una riforma assolutamente negativa per il sistema democratico, ha detto. Ha precisato, inoltre, che l'iniziativa del Comitato è stata suffragata dalle molte richieste provenienti da ogni parte del Paese aggiungendo che poi queste richieste andranno analizzate visto che provengono da milioni di persone che hanno smesso di votare il Partito Democratico da qualche anno.
Il dissenso di D'Alema si basa sostanzialmente sul fatto che chi ha cambiato la Costituzione non aveva il titolo per farlo e questo potrebbe nel tempo pregiudicare l'applicazione della Costituzione stessa per un grave vizio di forma. Nel proseguo del suo intervento l'ex premier ha toccato tutti i punti di dissenso dalla riforma costituzionale che sarà sottoposta a referendum: la falsa abolizione del senato, il premio di maggioranza e la ricerca costante di un bipolarismo che in Italia non esiste più.....


lunedì 5 settembre 2016

La Caserma Montello ai migranti: costerà ai milanesi 5 milioni l'anno

Caserma Montello: se diventerà centro di accoglienza, costerà ai milanesi 5 milioni l'anno

Sulla Caserma Montello i progetti erano diversi, gli accordi in essere per il suo utilizzo, se disattesi, costeranno cari ai milanesi.

Il caso della cessione temporanea della#Caserma Montello (vicino a Piazza Firenze) agli immigrati che stanno giungendo in massa a #Milano, è esploso in agosto; molti milanesi erano in ferie, ma quelli che erano in città non hanno perso tempo e si sono costituiti nel Comitato "Giù' le mani dalla Montello",con striscioni e banchetti (autorizzati) per la raccolta firme (fino ad oggi 4000)  contro quella che sembrava molto più di una cessione temporanea, ma una vero e proprio cambio di destinazione d'uso della struttura


La storia della Caserma Montello

La storia della Caserma Montello si intreccia con la storia della città e inizia nel 1910 con la Caserma Di Cavalleria al Rondò della Cagnola, l'entrata principale era su Via Caracciolo al civico 29. L'enorme complesso militare viene completato nel 1913 e a quell'epoca gli ingressi molto ampi, erano tre ed erano ad arcate. La Caserma si estende su 70mila metri quadrati di superficie totale, di cui 20mila coperti, ma ci sono anche magazzini di stoccaggio, alloggi, uffici e persino bunker. 


Cedere la caserma anche se temporaneamente agli immigrati, non pare essere così semplice, esistono protocolli  in essere con altri enti che non possono essere disattesi.

domenica 4 settembre 2016

L'ossessione del Papa per i migranti

Posted: 02 Sep 2016 01:18 AM PDT
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Proprio nelle stesse ore in cui il Viminale dava notizia di una nuova ondata migratoria all’assalto dell’Italia (oltre 13 mila in soli quattro giorni: siamo già arrivati a 145 mila migranti ospitati, quando in tutto il 2015 erano stati 103 mila), proprio nelle stesse ore – dicevo – papa Bergoglio ha varato un nuovo dicastero sociale prendendo lui stesso – in persona – la responsabilità della “sezione migranti” per potenziare al massimo le sue pressioni per l’abbattimento delle frontiere d’Europa.
Ormai quello dell’emigrazione, per lui, è qualcosa più di un’ossessione: è un dogma ideologicocon cui sta sostituendo i bimillenari pilastri della Chiesa Cattolica.
Non lo sfiora l’idea che l’emigrazione, in sé, sia una tragedia che dovrebbe essere scongiurata (sia per i paesi d’origine, sia per chi parte, sia per i paesi d’arrivo).
Così come lo lascia indifferente la crisi del nostro stato sociale che ormai non riesce più sostenere nemmeno le fasce indigenti della popolazione italiana.
E’ indifferente pure all’enorme problema rappresentato dall’immigrazione musulmana in Europa che risulta non assimilabile ai nostri valori e a volte permeabile alla predicazione violenta o terroristica.
La propaganda bergogliana per una immigrazione indiscriminata iniziò nel luglio 2013 con il viaggio a Lampedusa (che è stato preso come un invito a salpare dalle coste africane) ed è stata particolarmente devastante per l’Italia.
L’ultimo numero di “Limes” dedicato proprio all’emigrazione, rileva la novità del 2016: adesso “da Paese di transito siamo diventati Paese obiettivo”.
La rivista di geopolitica aggiunge: “L’Italia sta cambiando pelle” e “immaginare che mutamenti tanto profondi possano impattare sull’Italia senza produrvi strappi, a tessuto sociale e politico-istituzionale costante, implica l’uso di sostanze stupefacenti. Eppure proprio questa sembra la postura della nostra classe dirigente”.
Purtroppo l’asse Bergoglio-Sinistra porta non solo a sottovalutare il problema, ma, peggio, a considerarlo positivo. A marzo scorso Bergoglio ha apertamente ammesso che è in atto una “invasione araba”, ma che non è di per sé una cosa negativa.
Del resto ha anche giustificato ed elogiato l’Islam in tutti i modi, assestando invece sui cattolici (e sull’occidente) una gragnuola continua di accuse.
Bergoglio sembra perseguire un progetto nichilista di distruzione delle identità dei popoli e della Chiesa stessa, nella quale assistiamo da tre anni a un radicale ribaltamento di direzione.
CAPOVOLGIMENTO
Fino a Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI – in continuità con duemila anni di tradizione cattolica – la missione fondamentale è stata spirituale (la salvezza eterna), al centro delle preoccupazioni e del lavoro della Chiesa c’è stata l’evangelizzazione (per far fronte alla scristianizzazione di interi popoli) e la difesa della vita e della famiglia, come fondamenti dell’umano aggrediti dall’ideologia moderna.
Con Bergoglio sparisce ciò che è spirituale e soprannaturale e tutta la scena viene occupata dai temi mondani della rozza Teologia della liberazione sudamericana (un cattocomunismo ribollito).
Bergoglio infatti intrattiene rapporti fraterni con tutti i capoccia della sinistra sudamericana, a cominciare da quel Morales che gli regalò il crocifisso su Falce e martello, per finire alla brasiliana Dilma Rousseff, appena destituita e sottoposta a impeachment (Leonardo Boff, uno dei padri della Teologia della liberazione, amico personale di Bergoglio, ha reso noto che il papa argentino ha scritto una lettera personale di sostegno alla Roussef).
Ma ancor di più Bergoglio è vezzeggiato dai magnati del nuovo capitalismo americano che amano atteggiarsi da progressisti magari sostenendo le crociate più anticattoliche dell’ideologia “politically correct”.
Il pellegrinaggio di questi paperoni laicisti da Bergoglio è continuo: l’ultimo in ordine di tempo è stato Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.
Il 22 gennaio scorso era stata la volta di Tim Cook, amministratore delegato di Apple, che ha portato a Bergoglio una grossa elargizione (pecunia non olet). Pure Leonardo Di Caprio il 28 gennaio si è presentato con un assegno “per opere di carità”. Bergoglio aveva ricevuto anche il capo di Google, Eric Schmidt e – a fine febbraio – Kevin Systrom, fondatore e amministratore delegato di Instagram.
Invece il papa argentino ha chiuso la porta in faccia ai poverissimi familiari di Asia Bibi, la madre cristiana condannata a morte in Pakistan per la sua fede, quando sono venuti in Europa a cercare aiuto e sostegno (hanno trovato appoggio perfino in Hollande, ma Bergoglio non ha accordato loro né un’udienza privata, né un appello pubblico).
Solo per miliardari e Vip lui ha sempre la porta spalancata. Ma il suo sponsor più potente e discusso è il famoso speculatore d’assalto George Soros (recentemente schieratosi contro la Brexit).
IL PAPA E SOROS
Considerando il tipo di cause che Soros sostiene e finanzia è sicuramente da considerarsi un nemico della Chiesa Cattolica. Proprio le sue battaglie sono venute alla luce di recente grazie ad hacker che hanno reso pubblici migliaia di documenti della sua Open Society. Si è appreso del sostegno dato alla causa dell’aborto e a quella Lgbt, infine alla lotta contro la cosiddetta islamofobia (la sua fondazione finanzia anche organizzazioni anti-israeliane).
Si batte inoltre a favore dell’emigrazione in Europa da considerarsi come “nuovo standard di normalità”.
Infine è emerso – ma i giornali italiani lo hanno taciuto – che Soros è potentemente intervenuto perché si cambino “le priorità della Chiesa Cattolica statunitense” e perché i vescovi americani si allineino a Bergoglio. Lo scopo è portare l’elettorato cattolico a votare Hillary Clinton (di cui Soros è donatore) e non Trump.
Cambiare le priorità della Chiesa significa accantonare i temi della famiglia e della vita e sbandierare i temi sociali cari ai liberal, alla Sinistra.
Già altri potentati nei decenni scorsi hanno cercato di influenzare cattolici e gerarchia per sovvertire l’insegnamento della Chiesa. Ma ora, per la prima volta, hanno il loro migliore alleato nel vescovo di Roma.
ZANZARE E MARTIRI
Ormai nella Chiesa di Bergoglio sono spariti i “principi non negoziabili” e pure sui sacramenti e sulla legge morale si assestano colpi pesanti. Mentre sono stati elevati a verità indiscutibili l’emigrazione e l’ambientalismo più eco-catastrofista.
Ieri per esempio Bergoglio ha celebrato la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato. Non una giornata mondiale di preghiera per i cristiani perseguitati e massacrati, ma una giornata per la salvaguardia di zanzare e piccoli rettili di cui si preoccupa già nella sua enciclica ecologista.
E’ quella nuova “religione della terra” di sapore New age, cioè gnostico, che già ha celebrato il suo trionfo con la mostruosa proiezione di scimmioni sulla facciata di San Pietro.
Nel suo messaggio per l’evento di ieri, Bergoglio chiede una “conversione ecologica”. In un’epoca di grande apostasia, in cui interi popoli hanno dimenticato Dio, Bergoglio – vicario di un “Dio non cattolico” (parole sue) – chiede la “conversione ecologica”, invece della conversione a Gesù Cristo.
Inoltre papa Bergoglio – che evita di rinnovare il grido di dolore dei predecessori davanti a un miliardo di aborti in 20 anni – invita a pentirsi “del male che stiamo facendo alla terra”, per esempio, quando non facciamo la raccolta differenziata, quando non facciamo un uso oculato della plastica e quando non utilizziamo il trasporto pubblico, ma quello privato (esempi suoi).
Queste trasgressioni vanno confessate ed espiate, dice il papa che nell’Amoris laetitia ha archiviato i peccati mortali da sempre condannati nel Vangelo.
Come si vede qua il cambiamento di priorità è vertiginoso. Benedetto XVI aveva iniziato il suo pontificato tuonando contro “la dittatura del relativismo”, Bergoglio in questo regime nichilista e anticristiano è invece applauditissimo.
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Antonio Socci
Da “Libero”, 2 settembre 2016
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Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale”
Twitter: @AntonioSocci1

domenica 28 agosto 2016

Terremotati nelle tendopoli? No grazie

Sulla rete le polemiche divampano: sono in molti a chiedere che i terremotati vengano sistemate negli alberghi.


Sulla rete, in particolare sui social, sono moltissime gli italiani che chiedono al Governo che i nostri connazionali colpiti dal terremoto, trovino presto una sistemazione negli Hotel come è accaduto e accade molto spesso per i#migranti. La polemica divampa e coinvolge anche giornalisti noti, sacerdoti e gente comune.
Enrico Mentana, direttore del TG di La 7, ha scritto sulla sua pagina Facebook un post inequivocabilmente polemico nei confronti di chi ha assunto questa decisa posizione, in poche parole secondo lui: "E' evidente che non gli interessa né degli uni né degli altri. Vogliono solo contribuire a loro modo, versando bile".

Terremoto: in Lombardia ci sono ben 57 comuni ad alto rischio


Anche la Lombardia è a rischio terremoto, ma si stanno realizzando interventi di prevenzione.



Anche la #Lombardia potrebbe essere funestata da un #Terremotoi lombardi che pensavano di non avere problemi, devono sapere che 57 comuni che si trovano tra le province di Brescia e Mantova sono ad alto rischio sismico (vedi mappa  Regione Lombardia aggiornata al 2016). 
Da quanto è dato sapere, la Regione non sarà impreparata ad una possibile catastrofe. Simona Bordonali, Assessore alla Sicurezza e Protezione Civile, ha proposto al Consiglio Regionale uno stanziamento di 2 milioni di euro per effettuare un adeguamento antisismicoin 202 comuni. Lo stanziamento è stato approvato.

Interventi di prevenzione in Lombardia

Nell'ultimo triennio la Regione ha effettuato molteplici interventi riguardanti proprio i comuni a rischio: sono stati ridefinite le zone sismiche, è stata emanata una nuova normativa e nuove regole in materia di vigilanza sismica su edifici pubblici e privati ed è stata anche costituita, all'interno dell'Assessorato Sicurezza e Protezione Civile, una struttura tecnica che ha il compito, importantissimo, di prevenire il rischio sismico

Storie da un terremoto: non solo dolore ma anche grande umanità.


Dalle zone del terremoto ci giungono anche storie di grande umanità che meritano di essere raccontate






Il #Terremoto in  Centro Italia ci è stato mostrato in tutto il suo orrore, le scene di devastazione e morte campeggiano sulle prime pagine di tutti i  giornali internazionali, come sempre però, tra tanto dolore, ci sono episodi che meritano di essere raccontati: ve ne proponiamo tre, ci hanno colpito per l'umanità dei soccorritori e per il coraggio e la determinazione dei protagonisti. 

Signora anziana parla con soccorritore

Siamo in località Capodacqua in provincia di Ascoli Piceno, una signora anziana è stata individuata sotto la sua casa completamente crollata, tra una maceria e l'altra si scorge il suo braccio coperto di sangue, il soccorritore della Protezione Civile si avvicina e le parla con dolcezza: "Signora, riesce a respirare almeno un pochino?" la donna risponde con un filo di voce: "Si, un pochino, ma dovrei andare in bagno", il soccorritore la tranquillizza e le risponde: "Ora arrivano i soccorsi, ma lei signora, lo so che è brutto dirlo, ma se deve fare la pipì, non si preoccupi, la faccia, la faccia"! 

mercoledì 24 agosto 2016

TERREMOTO IN CENTRO ITALIA: SOTTOVALUTATA LA SITUAZIONE, PAESI DISTRUTTI, MORTI E FERITI



Fino ad ora  i morti accertati sono una settantina e gli sfollati 2500. Erano abitanti dei diversi paesini situati in Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, paesini stupendi sospesi sulle montagne, ricchi di storia e tradizioni (ad Amatrice tutto il mondo deve la famosa 'pasta all'Amatriciana'). Le tre forti scosse sismiche sono avvenute nella notte. La prima e più forte (magnitudo 6) registrata alle 3:36 con epicentro a 2 chilometri daAccumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ed Amatrice(Rieti).Le decine di repliche del #terremoto di magnitudo 6.0 sembra si stiano attenuando, ma sappiamo bene che le scosse di assestamento saranno molte. 

Amatrice difficile da raggiungere

Amatrice e le sue 69 frazioni, sono difficile da raggiungere, per il momento  si cercano 7 persone, tre religiose e 4 anziani. I soccorsi sono arrivati dall'Esercito di Rieti , i militari stanno lavorando per ritrovare i dispersi. Nel centro storico è devastato ed è probabile che i morti siano destinati a crescere . Il Sindaco ipotizza che sotto le macerie ci siano almeno una cinquantina di persone. I diversi borghi che formano il comune risultano essere irraggiungibili. Il Primo cittadino di Amatrice, Sergio Pirozzi, che ha lanciato per primo l'allarme, sta coordinando con la Protezione Civile  le operazioni di soccorso.
# Terremoto
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giovedì 18 agosto 2016

'La Francia è causa del suo male'

 'la Francia è causa del suo male' ed è furiosa polemica



La frase decisamente grave del rappresentate della comunità islamica di Milano, scatena gli ospiti di Omnibus.

Ad Omnibus, la trasmissione mattutina di La 7, si stava affrontando un argomento entrato ieri di prepotenza nel dibattito politico italiano, ma per la verità di scarso spessore: il #burkini: una sorta di tuta con copricapo indossato dalle donne musulmane per andare in spiaggia e fare il bagno. Erano presenti in studio i giornalisti Bea e Fusari, i politici Di Pietro e Comi e, in collegamento da Milano, Saif Abouabid (rappresentante della#comunità islamica di Milano). Ildibattito pro e contro il divieto francese sull'uso del burkini sulle loro spiagge si stava svolgendo regolarmente, quando Abouabid, asserendo che la Francia non era assolutamente una democrazia si è lasciato sfuggire una frase grave che ha impietrito i presenti.

mercoledì 17 agosto 2016

Piccolo di 18 mesi ucciso dai suoi due Dogo argentini



La tragedia è avvenuta in località Miscaluccia (Catania): Giorgio, un bimbo di 18 mesi, giocava con i suoi due #cani al bordo della piscina della sua villetta, quando i due molossoidi lo hanno improvvisamente azzanno al volto, al collo e al torace, determinandone la morte quasi immediata. Il piccolo è stato trasportato all'ospedale di Catania con l'elisoccorso, ma inutilmente. La sua  mamma, Maria Crisafulli, 31 anni, ha tentato disperatamente di fermare i cani frapponendosi tra loro e il bimbo ed è rimasta gravemente ferita.

Cause per ora non individuate

Le cause della feroce #aggressione non sono state ancora individuate, i due animali di tre e otto anni, sono stati affidati al servizio veterinario della ASL. Il Pm Fabrizio Aliotta, a cui è stata affidata l'indagine dalla Procura di catania, ha posto sotto sequestro anche la villa per effettuare tutti i rilievi necessarie alle indagini.

martedì 9 agosto 2016

I terroristi sono criminali e non psicolabili!

La tendenza dei media ad attribuire le azioni terroristiche a persone con problemi psichici era stata già messa in evidenza qualche giorno fa da Enrico Mentana sul suo profilo Facebook, ora dobbiamo registrare sullo stesso argomento un intervento dello psichiatra Prof. Alessandro Meluzzi che va giù pesante e senza peli sulla lingua:

 " I giornalisti seguono il politicamente corretto e quindi per loro i terroristi non appartengono ad una particolare religione e non sono soggetti ad una precisa ideologia, sono persone generiche, solo "lievemente disturbate" a causa dei problemi che hanno incontrato nella loro misera vita. Sono spesso immigrati di seconda generazione cresciuti in quartieri degradati, non hanno un lavoro stabile, sono stati lasciati dalla moglie o dalla fidanzata e via di questo passo."

 Non è un problema psichiatrico Sempre secondo Meluzzi, i media usano questo sistema per alterare la verità, per distorcere la realtà dei fatti e per far questo fanno un uso distorto anche della psichiatria. Naturalmente questa analisi fuorviante produce dei danni, ad esempio la sottovalutazione degli accadimenti di questi ultimi tempi. Stiamo subendo un attacco terribile alla nostra civiltà, il più grave da 70 anni a questa parte e siamo del tutto impreparati anche perchè i media pensano alla politica e non alla verità dei fatti.

 La situazione potrebbe aggravarsi improvvisamente a causa della migrazione imponente di islamici che arrivano da noi con palese difficoltà psicosociale e che, in queste condizioni, sono facile preda del CALIFFATO
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lunedì 8 agosto 2016

Straziente lettera dalla Grecia : " Se continuiamo così moriremo tutti"

Panagiotis Grigoriou non è un estremista. Mercoledì ha scritto una lettera drammatica ad Alberto Bagnai, economista controcorrente e fondatore di ‘Asimmetrie‘, l’associazione di cui sono onorato di essere vicepresidente.
Non è il “classico” articolo sulla crisi greca, denso di dati; anche se l’aggettivo classico è inappropriato per la semplice ragione che nessuno parla più della crisi greca, sebbene la situazione nel Paese ellenico non faccia che peggiorare.
Ora Panagiotis Grigoriou scrive una lettera semplice e al contempo sconvolgente che vale più di un saggio per la sua drammatica testimonianza umana e per la forza della sua denuncia. Rivolgendosi ad Alberto Bagnai, lo storico greco, che, come la maggior parte dei greci fino a pochi anni fa mai si sarebbe immaginato di trovarsi sull’orlo dell’indigenza, osserva:
Le ho appena inviato un messaggio con un appello per la nostra campagna di finanziamento partecipativo (“crowdfunding”) perGreece Terra Incognita, che potrebbe far circolare attraverso la sua rete.
Stremati da questo paese, in realtà in punto di morte eppure sempre così bello da visitare, lanciamo infine la nostra campagna… credo come ultima possibilità!
La trappola finale scatta dopo l’euro, l’ulteriore arma di distruzione di massa utilizzata dell’Europeismo (e non solo) sono i migranti. La mia compagna (da ottobre scorso priva di risorse perché disoccupata) ed io stesso, tentiamo quest’ultima… sortita per la sopravvivenza, attraverso la nostra attività Greece Terra Incognita, nel campo del turismo.
Se falliremo (visto che le donazioni che riceve Greek Crisis non sono sufficienti), non ci resterà che attendere la morte fisica, dopo quella economica, o lasciare la Grecia…
E ancora:
Gli altri Greci intorno a noi sono più o meno nella stessa situazione, e un 20% della popolazione se la cava, anche grazie… all’economia alternativa. Mi ricordo quando abbiamo parlato nel 2013 e 2014, avevo evocato diverse volte la prostituzione delle studentesse, come per esempio in Russia negli anni 1990: oggi in Grecia ci siamo in pieno; e ancora, in tanti vendono per strada tabacco “fatto in casa” nelle zone di campagna, i nostri legami sociali e familiari si disfano e, evidentemente, il racconto della grande solidarietà nei confronti dei migranti non è altro che propaganda, riguarda una parte minima dei Greci (da cui la sociologia del clientelismo SYRIZA), e – purtroppo per i migranti – non può essere diversamente.
Sono convinto che l’integrazione… mondialista abbia deciso di sostituire anche una parte della popolazione della Grecia e già si parla della creazione di zone economiche speciali.
La situazione è tale che
i Greci in questo momento sognano una “buona dittatura militare e patriottica” lo sento dire tutti i giorni per le strade, anche se non sui media. Perché secondo me Tsipras aveva “venduto” tutto prima di arrivare al potere e questo enorme tradimento della nazione (e non soltanto del popolo di sinistra, come si è detto) ha distrutto nei Greci l’ultima speranza di uno svolgimento politico legale, e insieme ha polverizzato per sempre la loro ultima possibilità (anche teorica) di gestire il tempo ancora possibile perché sperato, quello del futuro. Da questo punto di vista, la mutazione (e mutilazione) antropologica della società greca è dunque immensa, con SYRIZA il coltello nella ferita ha superato la barriera anatomica della società greca…”

venerdì 5 agosto 2016

FEMMINICIDI A CATENA: IL RUOLO DELLA TELEVISIONE

Assistiamo impotenti all'aumento esponenziale degli omicidi di donne ad opera di fidanzati respinti o di mariti lasciati, il fenomeno è troppo rilevante e merita di essere approfondito, notando ad esempio, il susseguirsi fotocopia delle modalità di alcuni delitti.

Il ruolo della televisione

Telegiornali e trasmissioni televisive ci informano con puntualità cronometrica di ogni delitto con dovizia di particolari, testimonianze e commenti di "esperti", tutto ciò condito con la puntuale esecrazione del conduttore o della conduttrice. Ma quale è il fine ultimo di questi programmi? Si pensa forse che informando si possa forse limitare il perpetrarsi dei femminicidi? Ebbene, il risultato è esattamente l'opposto perché non si è tenuto conto dell'effetto emulazione. Più le scene a video sono cruente, più i particolari sono agghiaccianti (se non interpretati) e con dovizia di particolari, più menti facilmente influenzabili ne rimangono affascinati e si convincono che rifare ciò che hanno visto in televisione sia possibile anche per loro.

martedì 26 luglio 2016

Parola d'ordine: il terrorismo non esiste


Parola d'ordine: il terrorismo non esiste

I politici fanno a gara a sdrammatizzare gli ultimi atti terroristici, ma i morti sono lì a dimostrare che il terrore colpisce duro.



Parola d'ordine: il terrore non esiste
Parola d'ordine: il terrore non esiste
Siamo giornalmente funestati da notizie di morte, una morte atroce, che colpisce in diverse parti del mondo con una spietatezza senza precedenti e non fa distinzione tra bambini, giovani e vecchi.Viviamo un periodo terribile, costretti come siamo a convivere con il terrorismo islamico senza sapere dove, come e quando colpirà.

Gli Stati minimizzano

I governi di Francia, Germania ma anche d'Italia, che per ora non è stata colpita,non fanno altro che sdrammatizzare ciò che accadeA Nizza hanno perfino fatto cancellare alcuni fotogrammi del filmato del camion assassino che falciava la folla. Il nostro premier Renzi ci fa sapere che se accadrà qualche cosa in Italia, solo allora si potranno chiudere le frontiere.
Sono in molti ormai quelli che sui social network invocano più sicurezza e tacciano igoverni europei di inadeguatezza nel fronteggiare la gravissima situazione, visto che, stranamente, i vari attentatori vengono fatti passare sempre più spesso, per depressi e disadattati. Si arriva addirittura a sostenere che lo Stato Islamico sia totalmente estraneo agli ultimi attentati che hanno colpito Nizza e la Germania.

Buonisti allo sbaraglio

L'abitudine ormai consolidata e molto in voga tra i buonisti di assolvere comunque e a priori i  musulmani da qualsiasi gesto terroristico viene molto contestata su Facebook e su Twitter, dove in molti si interrogano sul ruolo degli Stati Uniti e dei suoi contatti con il Califfato, su Erdogan e il suo colpo di stato fasullo esul silenzio veramente incredibile dell'Europa, ma anche dell'America sull'epurazione senza precedenti e sulla negazione dei diritti civili  messa in atto dal premier turco nella sua nazione.
Si parla di terza guerra mondiale strisciante, ma non sono ben chiari i contendenti in campo e non c'è nulla di peggio di dover combattere una guerra senza conoscere il nemico vero e nemmeno gli alleati su cui poter contare.

venerdì 22 luglio 2016

L'integrazione è un concetto ideologico

    Integrazione è una parola dalla definizione complessa. E’ entrata di prepotenza nel nostro lessico quotidiano per dare sostanza alla strategia sociale del fenomeno immigratorio.
    Una volta s’usava per cose diverse per lo più per definire questioni di tipo politico-istituzionale, finanziario-commerciale, scientifico-matematico ovvero sindacale-assistenziale.
    L’uso preponderante della parola che se ne fa oggi, intesa come sistema d’incorporazione di culture, di etnie e di sensibilità etico-religiose e culturali diverse, però, è il meno appropriato.
    L’integrazione, infatti, richiede il progressivo sistema di adeguamento tra due parti che si propongono di iniziare un definitivo percorso comune. L’ingrediente principale per l’integrazione, pertanto, non può che essere l’accettazione di questo processo. Altrimenti sarebbe come fare il pane senza la farina. Se non c’è la volontà da una parte e dall’altra, o dalle due parti insieme, sarebbe un processo inutile, servirebbe solo a consumare risorse ed energie. Sarebbe come pretendere che i differenti poli magnetici di due calamite si uniscano tra loro. Non succederà mai: si respingeranno sempre.
    E non succederà mai che due culture molto diverse, ciascuna portatrice di una propria civiltà, storicamente in conflitto tra loro, da una parte persino con radicati sentimenti revanscisti, decidano di mettere una pietra sopra ai conflitti passati, agli usi, ai costumi, al sistema stesso di vita sociale, per integrare la propria storia futura con quella che ne contraddice quella passata.
    Non possiamo violentare ciò che siamo solo per adempiere ad una pretesa ideologica che si predispone di compensare le diversità, quindi la natura di ciò che siamo, per costruire un futuro diverso in cui nessuno sia più quello che è, e tutti siano nella stessa maniera predisposti e fungibili a tutto.
    Non scherziamo. Ci hanno sempre detto che essere se stessi è un valore. E noi vogliamo essere autonomi, laici, liberi e democratici. Vogliamo i diritti, l’uguaglianza dei sessi, la libertà di scegliere, di vestirci come vogliamo e la libertà di credere o non credere.
    L’identità non è una cosa che ci facciamo da soli come una marionetta di legno in un laboratorio di falegnameria. L’identità è proprio ciò che siamo per natura, per legami, per origine, per tradizioni, per cultura.
    Il laboratorio del multiculturalismo è fallito perché l’integrazione non è come una massa di farina che s’impasta con acqua e lievito e cresce. Dove ci hanno provato non funziona. Le seconde, le terze, le quarte generazioni, com’è tragicamente emerso in Francia e in Belgio, come sta succedendo negli USA, ripropongono le difficoltà di convivenza e rilanciano i fenomeni violenti dell’integralismo etico-religioso delle culture di appartenenza. Succede anche quando si cresce, si studia e si lavora in un contesto del tutto diverso.
    Le stesse difficoltà nella convivenza civile si avvertono tra gli immigrati di etnie diverse. Non si integrano neanche tra loro pur avendo gli stessi problemi e incontrando le stesse difficoltà.
    Si parla, infine, erroneamente di xenofobia e di razzismo degli italiani che temono l’estendersi del fenomeno migratorio, ma non si parla del razzismo di chi è intollerante verso altre etnie e che odiano la nostra civiltà.
    Stiamo sbagliando tutto. L’integrazione è un falso concetto come quello dell’islam moderato: non esiste.
    Non può esistere.
Vito Schepisi

mercoledì 20 luglio 2016

Ora basta con i “je suis”

Eppure, sicuramente anche oggi ci sarà qualche Boldrini, o simil Boldrini qualunque, che non se la sentirà di dire che questa è una guerra. Che siamo in guerra. Ci sarà ancora qualcuno che proverà fastidio nel pronunciare il nome di quel nemico subdolo e vigliacco che non si vede, ma che esiste: il fanatismo ISLAMICO. Non terrorismo in generale, non fanatismo e basta, ma islamico. Sia chiaro.
Invece, cari Boldrini e soci, oggi più che mai questa è una guerra, una guerra totale contro il fanatismo religioso islamico e i loro adepti che provengono da una parte ben definita del mondo e che professano un credo ben chiaro, e che si nascondono come serpenti in ogni nazione d’Europa, pronti ad iniettare il proprio veleno.
Ora l’obiettivo è la Francia, quella che ci dava lezioni di integrazione e di immigrazione, domani sarà di nuovo l’Inghilterra, il Belgio, la Spagna. Poi chissà, toccherà alla Germania, all’Italia e a tutti gli altri. Uno dopo l’altro. Finché ne rimarrà anche solo uno in vita, sarà sempre così. Senza tregua. Perché questa guerra non avrà una fine.
Nessuno è più al sicuro, questo è il messaggio che vogliono imprimerci nelle nostre vite quotidiane, e se i vari Boldrini e soci, e i servizi segreti dei governi europei, non prenderanno le misure necessarie per stanare e neutralizzare queste cellule di folli islamici, passeremo i prossimi dieci o venti anni a piangere ancora vittime inermi sterminate sulle nostre strade, nei nostri ristoranti, negli stadi, nei parchi, nelle spiagge, sui treni, sugli aerei, nelle metropolitane.

L’assassino che il 14 luglio guidava quel camion bianco a Nizza era un franco-tunisino di fede islamica. Con quel mezzo ha fatto 2 chilometri a zig zag per falciare più persone possibili. Ha anche abbattuto un chiosco di caramelle. Di caramelle, capite? In quel chiosco ci sarebbe potuto essere chiunque di noi. A difesa della Promenade des Anglais e dei centomila presenti a vedere i fuochi del 14 luglio, c’erano due piccole transenne di ferro. Migliaia di persone sul lungomare e due transenne.
Ci odiano, ormai è chiaro, e non odiano qualcuno in particolare. Odiano tutti i cristiani del mondo. Indistintamente. Qualunque essi siano. Anzi, odiano anche quelli che cristiani non lo sono ma che non sono come loro. E quindi non c’è via di scampo. Non accettano il nostro modo di pensare, di vivere, di essere liberi, di divertirci, di viaggiare, di vestire, di pregare, forse anche di mangiare. E questo gli è sufficiente per salire su un camion e farsi due chilometri a zig zag sulla Promenade des Anglais. E questo gli basta per sentire l’impulso di uccidere trenta bambini e cinquanta persone comuni. Persone che non avrebbero mai e poi mai, nemmeno pensato, di far loro del male. Persone comuni, come me e come voi, per le quali egiziani, marocchini, senegalesi, tunisini, ebrei, o cinesi, sono tutti uguali. È questo che ci differenzia da loro: le bestie, dagli esseri umani.

Ora basta però con i “je suis”, ne abbiamo già visti troppi, e non servono a niente. Basta con gli appelli alla pace, le promesse ipocrite dei governi, i vertici di emergenza, i pubblici cordogli, i fiori alle ambasciate, l’innalzamento dei livelli di allerta (che al massimo durano tre giorni, appena subito dopo gli attentati). Basta con le giornate di lutto nazionale, le marce per la pace, i funerali di Stato dei quali a nessuno interessa nulla. A quelle persone, a quei bambini, a quelle mamme e a quei papà, interessava solo di vivere, non di finire in una bara con una bandiera stesa sopra.
Il presidente Hollande ha ripetuto le stesse parole vuote dette dopo le stragi del Bataclan (“reagiremo”). Alle sue seguiranno quelle inutili e ipocrite dei vari Merkel, Renzi e Obama.
La verità è che abbiamo paura. Tanta paura. La verità è che sotto quel camion bianco ci siamo finiti tutti. Ma ci sono finiti per primi i nostri governi che ancora non hanno il coraggio di ammettere di aver sbagliato tutto e di non aver ancora trovato la forza di reagire per proteggere i propri cittadini.
Ci sentiamo inermi di fronte a questo nemico invisibile, è vero, ma ci sentiamo ancor più inermi soprattutto perché i nostri governanti, chiusi dentro al loro ridicolo buonismo di Stato, non permettono ai loro cittadini di essere liberi di passeggiare, in luglio, sulla Promenade di Nizza, accanto ad un chiosco di caramelle.

lunedì 18 luglio 2016

Io non vado a rizzare tende alla Mecca.....

“Io non vado a rizzare tende alla Mecca. Io non vado a cantar Paternostri e Avemarie dinanzi alla tomba di Maometto. Io non vado a fare pipì sui marmi delle loro moschee, non vado a fare la cacca ai piedi dei loro minareti. Quando mi trovo nei loro paesi (cosa dalla quale non traggo mai diletto) non dimentico mai d’ essere un’ ospite e una straniera. Sto attenta a non offenderli con abiti o gesti o comportamenti che per noi sono normali e per loro inammissibili. Li tratto con doveroso rispetto, doverosa cortesia, mi scuso se per sbadatezza o ignoranza infrango qualche loro regola o superstizione. (…)  noi italiani non siamo nelle condizioni degli americani: mosaico di gruppi etnici e religiosi, guazzabuglio di mille culture, nel medesimo tempo aperti ad ogni invasione e capaci di respingerla. Sto dicendoti che, proprio perché è definita da molti secoli e molto precisa, la nostra identità culturale non può sopportare un’ ondata migratoria composta da persone che in un modo o nell’ altro vogliono cambiare il nostro sistema di vita. I nostri valori. Sto dicendoti che da noi non c’ è posto per i muezzin, per i minareti, per i falsi astemi, per il loro fottuto Medioevo, per il loro fottuto chador. E se ci fosse, non glielo darei. Perché equivarrebbe a buttar via Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, il Rinascimento, il Risorgimento, la libertà che ci siamo bene o male conquistati, la nostra Patria. Significherebbe regalargli l’ Italia. E io l’ Italia non gliela regalo.”

da “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci

domenica 10 luglio 2016

VITTIME O CARNEFICI, MA IL COLORE DELLA PELLE NON C'ENTRA



Al funerale di Emmanuel il parroco parla di due vittime della istintività, ma ai politici ha fatto comodo strumentalizzare il fatto.



Emmanuel Chidi Nnamdi, il nigeriano ucciso a Fermo, è stato vittima della sua istintività, ecco ciò che ha detto Vinicio Albanesi, il prete che ne ha celebrato il funerale. La stessa cosa vale perAmedeo Mancini, il 39enne ultrà fermato per omicidio preterintenzionale.

Ora che le indagini hanno chiarito il meccanismo che ha portato alla morte di Emmanuel, pare che nessuno abbia più voglia di parlare di razzismo da parte del popolo italiano, come invece era accaduto subito dopo il fatto.

La reazione fuorviante delle istituzioni

Presidente della Repubblica, del Governo, presidente della Camera e persino una buona parte del Parlamento e molte Associazioni di sinistra, si erano apertamente schierati a favore del nigeriano e della sua sposa "condannando con fermezza il vergognoso atto di razzismo" che ne aveva causato la morte. Si sono celebrate fiaccolate e manifestazioni contro il razzismo perché, veniva scritto, "il seme del razzismo va stroncato alla radice".

In sostanza si è tentato di criminalizzare un popolo, quello italiano, che per incapacità dei suoi governanti, sta facendo fronte ad una immigrazione biblica incontrollata e affronta ogni giorno gravissimi disagi.

Nessuno di questi signori, sempre pronti ad emettere sentenze quando gli imputati non sono loro, ha pensato nemmeno per un attimo che in una situazione tanto grave come è quella in cui versa il nostro Paese, basta davvero poco per far divampare odio e rancore nei confronti degli immigrati, soprattutto quando gli stessi sono autori di stupri, rapine e violenze quotidiane anche contro le forze dell'ordine.

Le molte vittime italiane

Si sono tutti dimenticati degli italiani uccisi con il machete brandito dal signor Kabobo a Milano, o dei due anziani uccisi nel catanese (lui sgozzato e lei violentata e lanciata dal balcone) per cui venne inquisito un Ivoriano di Cara di Mineo? Solo per citare i casi più ecclatanti.
Tags:#razzismo #immigrazione #istituzioni

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martedì 5 luglio 2016

A DACCA HANNO UCCISO COME CANI RABBIOSI

La frase riportata nel titolo è di Enrico Mentana, giornalista senza padroni, e mi sento di condividerla totalmente. Mi riferisco naturalmente alla strage di Dacca, ma anche alle altre moltissime stragi che hanno massacrato migliaia di persone nel mondo in nome di una religione che semina odio e violenza e rimane per noi incomprensibile.
Si dice che esista un Islam moderato, mi piacerebbe esserne certa. Questa gente è oramai in casa nostra e in casa nostra progetta attentati. Li abbiamo visti fare questo nel Veneto, addirittura mantenuti dallo Stato come indigenti. Per fortuna sono stati catturati. I nostri Servizi per ora funzionano, ma fino a quando sarà così, se "loro" qui sono sempre più numerosi? Che cosa si nasconde dietro questa immigrazione di massa che porta nel nostro Paese e in Europa in generale milioni di profughi di ogni etnia, ma soprattutto musulmani?
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domenica 26 giugno 2016

LA BELLA LEZIONE DEL POPOLO INGLESE

Ieri sera i primi sondaggi dicevano esattamente il contrario, sembrava che la maggioranza degli inglesi volesse rimanere nella UE, poi, uno dopo l’altro, sono arrivati i risultati delle periferie, delle campagne, di quelle zone del paese che maggiormente si trovano a dover fare i conti con un mercato del lavoro sempre più difficile, con la paura dell’immigrazione e la frustrazione di non riuscire a garantire un futuro dignitoso per i propri figli e allora è cambiato tutto.
Sono loro, i cittadini delle periferie, i fautori della vittoria del fronte Leave. Una classe popolare spaventata dal futuro, insoddisfatta dal proprio presente, che preferisce compiere un salto nel buio votando la Brexit e ha il coraggio di farlo.

Le dimissioni di Cameron

Appresi i risultati sono diventati definitivi,il premier Cameron, in un discorso pubblico ha ringraziato gli inglesi per il loro impegno nel voto e ha annunciato le sue dimissioni poichè lui sosteneva ufficialmente l'opzione che vedeva l'Inghilterra parte dell'Unione Europea.
La reazione stizzita dei notabili europei, soprattutto della Germania, che fino a qualche giorno prima aveva cercato di dissuadere gli inglesi dal lasciare l'Unione, ha reso l'idea di quanta delusione abbiano provato. Dai vertici europei è arrivata immediatamente una sollecitazione all'Inghilterra ad accelerare i tempi per iniziare l'iter per abbandonare le istituzioni europee, ma gli inglesi hanno ribadito di non avere alcuna fretta.

venerdì 24 giugno 2016

L'INGHILTERRA HA SCELTO: VIA DALL'EUROPA

L'Inghilterra ha scelto: Via dall'Europa



Si, è andata proprio così, l'Inghilterra lascia l'Unione, i risultati del referendum (52%-48%) non lasciano dubbi. Non è valsa l'emotività per l'uccisione della deputata inglese Jo Cox per influenzare il voto, il Regno Unito ha scelto la libertà da una Unione solo oppressiva, piena di balzelli e di misure negative e la sua scelta lascia un segno indelebile nella storia.

Questa UE dovrà prendere atto della sua sconfitta, dovrà comprendere che una unione finanziaria non equivale ad una unione dei popoli e che così come è stato fino ad ora non può continuare ad essere.

Altri Paesi prenderanno la strada dell'Inghilterra? Questo è difficile da prevedere, ma certo è possibile se le cose non cambieranno. 

Manuela Valletti 

TAGS: #Inghilterra, #unione europea, #Exit

mercoledì 15 giugno 2016

FLESSIBILITA' IN USCITA PER CHI E' PROSSIMO ALLA PENSIONE.

FLESSIBILITA' IN USCITA PER CHI E' PROSSIMO ALLA PENSIONE.
Questo provvedimento è incredibile, una vera e propria infamia, una truffa a carico dei pensionati che comunque hanno versato contributi che paiono essersi volatilizzati. Hanno detto che il debito non è esigibile dagli eredi, hanno pensato bene di gravare i pensionati di una assicurazione nel caso venissero a mancare prima della scadenza del mutuo. Solo una mente perversa può arrivare a formulare una proposta del genere a dei lavoratori a cui manca qualche anno per andare in pensione. Sono i limiti di pensionamento che devono essere abbassati.
E ciò che mi sconcerta ancora di più è l'accordo dei sindacati.
Indovinate chi ci guadagna anche in questo caso? Le banche ovviamente!
Manuela Valletti

mercoledì 8 giugno 2016

Analisi di una sconfitta annunciata: Matteo Renzi

Renzi dice di non essere contento del voto, ma tace sul fatto che  gli Italiani non lo amano più.




Gli italiani hanno votato per leamministrative domenica scorsa e hanno sancito la fine dell'idillio tra loro eRenzi. I democratici fedelissimi del Premier raccontano che il voto amministrativo non ha valenza politica, ma quello che appare certo è che le cose per loro stanno cambiando e molto. 

Le cause di una sconfitta

Dopo due anni di governo e tante promesse non mantenute, una tra tutte l'aver finto di abbassare le tasse da una parte per aumentarle dall'altra, Renzi sta arrivando probabilmente al capolinea. Il modo spregiudicato e arrogante di governare non gli ha giovato, quasi sempre ha imposto i provvedimenti del suo governo a colpi di maggioranza, avvalendosi senza alcuna remora del partito, non proprio immacolato, di Verdini (anche se oggi si è affrettato a definire chiusa la collaborazione), è riuscito aprovocare una scissione nel suo partito che non ha condiviso scelte politiche importanti, l'ultima in ordine di tempo, la Riforma Istituzionale che sarà sottoposta a referendum nel prossimo ottobre.
Proprio lo smantellamento della base del PD in città e regioni italiane è stata la causa principale della sua attuale debacle, i militanti hanno deciso di non seguirlo, per loro Matteo Renzi è un corpo estraneo che con la sinistra non ha nulla a che vedere.

I ballottaggi a Roma e Milano

Ora si attende il risultato di alcuni ballottaggi previsti tra 12 giorni, infatti a Milano e a Roma i candidati in corsa per la poltrona di sindaco (Sala a Milano e Giachetti a Roma) sono stati scelti personalmente da Renzi, zia.... CONTINUA A LEGGERE

giovedì 2 giugno 2016

REGALATE 5 STELLE A MILANO

A TUTTI I MIEI CONCITTADINI

Per 70 anni abbiamo votato (i nostri genitori e noi) sempre gli stessi partiti, con il risultato criminale che la nostra Milano e la nostra Italia sono allo sfascio-
Se vogliamo che le cose cambino dobbiamo noi per primi cambiare il nostro voto.
I giovani del Movimento 5 stelle sono il cambimento in cui possiamo sperare. Diamogli fiducia, cominciamo dal sindaco della mostra città! Come fate a non vedere che Sala e Parisi sono "nel sistema" e non potranno cambiare le cose.
Questa volta io voto i 5 stelle, non potrei fare diversente senza vergognarmi di me stessa.
Manuela Valletti
giornalista
GIANLUCA CORRADO
GIANLUCA CORRADO
CANDIDATO SINDACO PER I 5 STELLE A MILANO
Siete pronti per la festa di chiusura della campagna elettorale?
È stata una lunga e impegnativa campagna elettorale e, specialmente a Milano, la sfida è stata difficilissima.
Tutti voi mi siete stati accanto e questo ha reso il percorso più umano, più profondo e duraturo.
Nel tempo abbiamo creato una squadra e un programma serio e, oggi, ci sentiamo pronti ad affrontare le sfide che l'amministrazione di Milano ci lancerà e, sia da sindaco che da semplice consigliere, avrò bisogno di tutti voi al mio fianco per trovare, insieme, le soluzioni migliori.
FESTA : VENITE TUTTI PER CONOSCERLO E FESTEGGIARE 
Vi invito quindi alla festa di chiusura della campagna elettorale che si terrà all'Arco della Pace di Milano, venerdì 3 giugno, dalle 18.
Con me ci saranno, oltre ai candidati, anche tanti nostri portavoce europei, nazionali e regionali.
Si parlerà dei temi che contraddistinguono la nostra idea di città, avrete modo di conoscere tutti i nostri candidati e saremo in collegamento con l'evento di Roma.
Ma siccome è una festa, ci sarà anche da mangiare, bere e ballare con DJ famosi.
Sarebbe bello se fossimo in tanti, tantissimi, così da salutarci prima del voto con un caldo abbraccio.
Vi chiedo quindi di passare parola e, visto che l'evento è autofinanziato dato che non prendiamo soldi pubblici, vi chiedo di aiutarci con una piccola donazione:
Beneficiario: "Carmine Vena mandatario elettorale di Gianluca Corrado"
Causale: "Contributo per la campagna elettorale di Gianluca Corrado"
IBAN: "IT30M0501801600000000231072"
Grazie e buon 2 giugno a tutti!

Festa della repubblica? che cosa c'è da festeggiare,,,


referendum monarchia e repubblica

Settant’anni di inganni, di accordi sottobanco, di promesse non mantenute, di rapine fiscali, di governi antipopolari, di degrado.
La Repubblica Italiana nasceva il 2 giugno 1946 a seguito di un broglio elettorale mostruoso: due milioni di voti monarchici spariti, annullati, invalidati, tramutati, grazie alle magie del democristiano Giuseppe Romita, allora ministro degli interni, con la sponsorizzazione dell’alleato americano che riteneva meglio gestibile (e più corruttibile) una repubblica rispetto ad un regno.
Gli accordi di Yalta tra USA e URSS avevano cristallizzato la spartizione delle rispettive aree d’influenza in Europa e pertanto fin da allora il destino del nostro Paese era segnato: sarebbe stata una colonia militare, economica e politica degli USA, dopo la spoliazione di tutti i territori d'oltremare e la cessione di Istria, Dalmazia e Trieste alla Jugoslavia..
Settant’anni sono trascorsi e tutto sembra come allora, ma con meno ottimismo, meno aspettative di progresso, meno speranze di un futuro migliore. Ed un Vaticano tornato al potere temporale in modo più subdolo che prima del 20 Settembre 1870.
E gli stessi inganni, le stesse delusioni, le stesse rapine fiscali, ma con molto altro a carico: centinaia di migliaia di parassiti stranieri da mantenere, ingiustizie ripugnanti a danno dei nostri connazionali, un regime esoso e disonesto, una classe politica impresentabile ed un nuovo colonizzatore ottuso e spietato, questa Europa delle banche e della finanza criminale

giovedì 26 maggio 2016

Il professore di Psicologia e il bicchiere d'acqua

Il professore della Facoltà di Psicologia fa il suo ingresso in aula. Il suo corso è uno dei più frequentati. Prima che inizi la lezione c’è un gran vociare tra gli studenti che, riuniti a piccoli gruppi, parlano tra loro.
Il professore tiene in mano un bicchiere d’acqua. Nessuno nota questo dettaglio finché il professore, sempre con il bicchiere d’acqua in mano, inizia a girovagare tra i banchi dell’aula. Il professore cammina, incrocia gli sguardi dei ragazzi, ma rimane in silenzio.
Gli studenti si scambiano sguardi divertiti, ma non sono sorpresi. Qualcuno pensa che il gesto serva a introdurre una lezione sull’ottimismo e sul classico esempio del bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto.
Il professore, invece, si ferma, e domanda ai suoi studenti:
“Secondo voi quanto pesa questo bicchiere d’acqua?“
Gli studenti sembrano un po’ spiazzati dalla domanda, ma in molti rispondono ipotizzando un peso compreso tra i 200 e i 300 grammi. Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante”
– risponde il professore –
“Ciò che conta davvero, è per quanto tempo lo tenete sollevato!“
Felice di aver catturato l’attenzione dei suoi studenti, il professore continua:
“Sollevatelo per un minuto, e non avrete problemi!
Sollevatelo per un’ora, e vi ritroverete un braccio dolorante…
Sollevatelo per un’intera giornata, e vi ritroverete un braccio paralizzato!“
Gli studenti continuano ad ascoltare attentamente il loro professore di psicologia:
“In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato!
Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante…
Lo stress e le preoccupazioni, sono come questo bicchiere d’acqua.
Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro.
Se dedichiamo ad esse il tempo minimo indispensabile, la nostra mente non ne risente.
Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia ad essere stanca e nervosa.
Se pensiamo continuamente alle nostre preoccupazioni, la nostra mente si paralizza!”
Il professore capisce, di avere la completa attenzione dei suoi studenti, e decide di concludere il suo ragionamento:
“Per ritrovare la serenità, dovete imparare a lasciare andare lo stress e le preoccupazioni.
Dovete imparare a dedicare loro il minor tempo possibile, focalizzando la vostra attenzione su ciò che volete, e non su ciò che non volete!
Dovete imparare a mettere giù il bicchiere d’acqua!”
MORALE: Non affannatevi, dunque, per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno, basta la sua pena!