domenica 17 ottobre 2010

Sarah e le famiglie perfette di tutti noi

Torno a parlare di Sarah,  una bambina di 15 anni vittima di quella che considerava una famiglia così perfetta da volerne addirittura farne a tutti gli effetti, quella dello zio Michele e della cugina Sabrina, i suoi carnefici.
L'orrore si aggiunge all'orrore, il dolore al dolore. Sarah non c'è più e la sua morte ha portato allo scoperto le ipocrisie e gli odi presenti nella sua famiglia, ma in quante  famiglie che conosciamo  ci  si ammanta di un perbenismo di facciata e si nascondono tensioni così forti da tradursi poi in atti  abberranti o in vera e propria violenza ? Tante, davvero tante. Di alcune conosceremo l'esistenza quando accadrà un altro fatto come quello di Avetrana, di altre forse continueremo a vedere solo la veste migliore fino a che  un dolore, una malattia o una disgrazia non le metterà alla prova facendone saltare i precari equilibri.
Quante volte abbiamo sentito dire ai vicini di una di queste famiglie ..."sembrava una famiglia modello".. oppure .."non ci eravamo accorti di come fossero queste persone"...? Tante. Tantissime.
Ieri ho ascoltato con interesse uno psicologo, uno dei molti che in questi giorni ha analizzato i fatti di Avetrana e una sua frase mi ha particolarmente colpito ed è questa:  "molte volte  all'interno di un nucleo famigliare non si vogliono vedere alcuni comportamenti, e non li si vogliono vedere per autodifesa, perchè farebbe troppo male doverne prendere atto, perchè prendendone atto si sarebbe costretti a cambiare tutta la propria vita....."
E' una frase che ritengo profondamente vera perchè capita spesso anche ad ognuno di noi  che per paura di perdere degli affetti reali o presunti, o per timore di cambiamenti drastici nelle proprie relazioni, si sia  inclini ad essere accondiscendenti, a giustificare, ad andare avanti anche se si è profondamente infelici e se ci si rende conto che gli affetti a cui ci si aggrappa  non sono sinceri o forse sinceri non lo sono stati mai.Ogni tipo di rapporto familiare può essere soggetto a questo stato di "coma indotto", quello  tra figli e genitori, tra fratelli e sorelle, tra marito e moglie.
Forse ora, davanti all'ennesimo caso di violenza famigliare, potremmo trovare tutti il coraggio di guardare anche in casa nostra, di analizzare i nostri sentimenti e magari di cambiare la nostra vita, cominciamo a parlare con chi con il suo comportamento ci fa star male e poi se non troviamo vie d'uscita tagliamo drasticamente quei rami secchi che condizionano la nostra vita negativamente. Ricordiamoci che anche in famiglia possono esserci persone cattive, persone che noi abbiamo il dovere di allontanare per evitare che ci facciano ancora soffrire. 

martedì 12 ottobre 2010

La battaglia per l'informazione libera ora parte da Destra

Quella intrapresa da quotidiano Il Giornale e forse in ugual misura dal quotidiano Libero  è una partita senza esclusione di colpi per la libertà di informazione. Il Giornale  dopo la pubblicazione, contestata, di articoli ampiamente documentati sulle vicende monegasche del Presidente della Camera è stato preso di mira dalla stampa di Sinistra e da varie Procure, gli si imputa di aver messo in atto una vera e propria persecuzione nei confronti di Gianfranco Fini, ma se stiamo ai fatti, constatiamo che in altre circostanze che vedevano bersagliato il Premier Silvio Berlusconi da  Repubblica e senza la stessa dovizia di particolari attendibili, era il Premier ad essere accusato di reticenza e dopo una sua denuncia a Repubblica le accuse contro di lui si erano fatte molto molto pesanti.
Naturalmente salta all'occhio il comportamento schizzoide di chi tutela sempre e solo i suoi diritti, ignorando completamente i diritti degli altri.
Ora in questo guazzabuglio ci si è infilata tutta intera la Presidente di Confindustria Marcegaglia. Non si è capito se sia stata lei a fare un esposto contro Il Giornale da cui, a suo dire, si sentirebbe minacciata o se sia un noto PM della cause perse ad aver imbastito tutta la questione con il fine ultimo di ostacolare proprio il quotidiano milanese.
Fatto sta che Il Giornale non si è lasciato intimidire ed è passato al contrattacco querelando a sua volta e menando fendenti a destra e a manca.
Posso immaginare che dietro tutto questo ci sia un tentativo di azzoppare l'informazione di destra in prossimità di probabili elezioni politiche anticipate, poichè l'altro giornale nel mirino è Libero e il suo direttore Belpietro, addirittura oggetto di un attentato.
Mi preme asserire con forza che da giornali come Libero e Il Giornale emerge finalmente nel nostro Paese un giornalismo di inchiesta che fa certamente bene ai cittadini, un giornalismo irriverente con i poteri forti di cui si sentiva la mancanza da tanti anni. Sappiamo tutti che i giornali hanno padri e padroni, ma a questi editori ci vuole anche il coraggio di ribellarsi e mi auguro quindi che altri giornali di sinistra lo facciano e con coraggio. Ne avranno un grande beneficio l'informazione e i cittadini.

sabato 9 ottobre 2010

Sarah e il lupo cattivo che è nella società

La piccola Sarah se ne è andata quel 26 agosto e a nulla è valso il sacrificio della  sua mamma  che per tutto questo periodo si è sottoposta ad una esposizione mediatica  senza precedenti  per tenere desta l'attenzione su di lei, per cercare testimonianze che aiutassero a trovarla, per non farla dimenticare. Purtroppo la mamma di Sarah avrebbe dovuto guardare più  vicino a lei o avrebbe dovuto dare più peso a quanto le raccontava Sarah , a quei  5 euro che il lupo cattivo le regalava ogni tanto e porsi qualche domanda.. Ma si sà, spesso le persone non vedono ciò che non vogliono vedere, accade in molte famiglie. Mogli che non vedono  i mariti abusare dei figli, genitori che non vedono i figli  fatti e strafatti di droga e alcool...è come se la famiglia, la bella famiglia all'italiana si fosse ripiegata su se stessa nel tentativo di autodistruggersi.  Non è più un luogo di ascolto e di aiuto reciproco... non c'è tempo per ascoltare, non c'è tempo per dare consigli e per aprire le braccia e accogliersi vicendevolmente. E' questo egoismo intriso di indifferenza per tutto e tutti  il male oscuro della nostra società quello che genera  la solitudine dei ragazzi e degli anziani e che induce le giovani mamme a far morire i propri figli e i figli ad ammazzare i genitori in una tragica catena di violenza senza fine. 
Sarah ha incontrato il suo lupo cattivo ed è volata via, ma il giorno prima era morto un bimbo strangolato dalla sua mamma e il giorno dopo un papà ha fatto strage della sua famiglia e in un ospedale una donna è morta per malasanità. Non si può  liquidare tutto come si trattasse solo  di cronaca nera, mi corre l'obbligo di tentare  una analisi e, per gli anni che ho, tentare  di ricordare almeno da dove è iniziato questo scempio.
Correva l'anno 1968, è una data ormai molto lontana nel tempo, ma quell'anno ha segnato in qualche modo  la rivolta contro la società di allora, contro la scuola di allora, contro ogni e qualsivoglia simbolo che indicasse un ordine costituito... e da allora cadde ogni freno inibitore,  gli studenti ottennero il 6 politico e il permissivismo regnò sovrano... se facciamo quattro calcoli possiamo facilmente constatare che la classe dirigente di oggi è figlia di quel 1968, lo sono i manager, lo sono gli insegnanti, lo sono i medici e lo sono i magistrati. Per recuperare valori e principi proviamo allora a mettere una bella marcia indietro e a riprendere da dove eravamo rimasti, insomma a tornare indietro per andare avanti.  Forse riusciremo a farcela.

lunedì 27 settembre 2010

Dal convegno di VICENZA un nuovo approccio alla malattia di Alzheimer



Non sapevo e ho scoperto con piacere che il convegno di Vicenza  sull'Alzheimer è scaturito dal video che ho realizzato (che vedete qui sopra) e dal libro che ho scritto e che sono reperibili entrambi sul sito della mia associazione IL CICLAMINO
"Papà mi portava in bicicletta" rispecchia in pieno il pensiero di medici bravissimi, come il Dott. Rinoldi  che con questa patologia hanno a che fare da anni.
L'approccio al malato, la comprensione di quanto gli sta accadendo, la pazienza di trovare una via di comunicazione con lui senza mai offenderlo sono i cardini per riuscire a mantenere il nostro caro nella sua casa fino alla fine. Ecco ciò che occorre sapere e ricordare:
I malati di Alzheimer non sono dementi, sono persone affette da demenza... la differenza è sostanziale
I malati di Alzheimer mantengono intatti i propri sentimenti fino alla fine.. basta guardarli negli occhi per capirlo, basta accogliere il loro sorriso come un desiderio di comunicare con noi
I malati di Alzheimer hanno crisi di aggressività se si parla di loro alle loro spalle, se si dice loro: "non capisci niente..." , chi non lo farebbe? Ma se trattati  con dolcezza, tenendo conto del loro vissuto, della loro personalità e della sofferenza che essi stessi provano perchè spesso si rendono conto dei limiti che hanno, si lasceranno guidare. Basta rispettarli come persone.
I malati di Alzheimer a volte smettono di mangiare, come mai?... se offriamo loro  un piatto bianco con una pasta in bianco, non mangeranno... perchè non vedono il piatto ne il suo contenuto. Occorre dotarsi allora di piatti colorati e rallegrare la casa con tanti colori, mantenendo un ambiente caldo ed accogliente.
I malati di Alzheimer amano continuare a fare le cose che facevano un tempo anche se con un po' di aiuto... andare a prendere un gelato, fare un giro in macchina, sedersi nel parco... perchè non aiutarli a farlo?
I malati di Alzheimer hanno paura, non fate loro domande che li possano mettere in difficoltà, non date notizie che li possano agitare... fate ascoltare musica classica , fategli accarezzare un cane o un gatto   si rassereneranno. Se non ci riuscite, cambiate argomento cercate di interessarli ad altro.
I ricoveri hanno su questi malati un effetto devastante.... perdono in pochissimo tempo tutte le loro autonomie e si lasciano andare, quindi teneteli nella loro casa con una buona badante, tra le loro cose, con i volti che amano. 
Stiamo parlando di persone indifese, non permettere che subiscano cattiverie da terze persone siano esse parenti, amici, istituzioni ... difendeteli sempre, difendete la loro dignità di persona.
I malati di Alzheimer sono persone ammalate che fanno parte della nostra società, come tutti gli altri ammalati hanno diritto ad un protocollo di cura che li tuteli, che permetta ai familiari o ai badanti di rimanere accanto a loro e come tutti noi  hanno diritto alle cure migliori per conservarli in salute quanto più a lungo possibile.

Sono molti i suggerimenti che questi medici hanno elargito ai parenti dei malati, molti di questi confermano il    mio pensiero e ciò che ho scritto nel mio libro. Il caregiver è chiamato innanzi tutto ad informarsi, poi a chiedere aiuto ai parenti e infine a scegliere una buona badante. In questo lungo percorso dovrà sapere che la malattia è inguaribile ma è curabile, dovrà mettersi in gioco con coraggio forte dell'amore che lo lega alla persona malata e vedrà trasformarsi un dolore immenso in una grande forza propositiva, vivrà giorno per giorno cogliendo il meglio della persona che ha accanto e alla fine accetterà i suoi cambiamenti per amore e per rispetto della persona che era.

Sono molto lieta che il mio libro sia servito a tante persone, non posso però negare che il convegno mi ha costretto a rivivere situazioni e momenti non facili. Non importa, ora so come deve muoversi la mia Associazione,  io non mi faccio mai frenare dalle paure, andrò avanti e qualche cosa di buono potrà accadere.

lunedì 13 settembre 2010

VICENZA 24 SETTEMBRE- IMPORTANTISSIMO CONVEGNO SULL'ALZHEIMER

Sono stata invitata per la presentazione del mio libro "Papà mi portava in bicicletta"  al convegno che si terrà il 24 settembre a Vicenza e che ha per tema: "Alzheimer: ma chi l'ha detto  che non c'è nulla da fare?"
Il convegno inizierà alle 15 con l'intervento di professori e medici che stanno approfondendo e studiando la malattia e un diverso approccio ai malati.
Il mio libro incarna proprio il messaggio che dal convegno si alza alto e forte: i malati di alzheimer sono persone, provano e danno affetto a chi li circonda, conservano una memoria emotiva che è quella che ci permette di interagire con loro. Il malato di alzheimer dovrebbe vivere nella sua casa, con i volti e le cose che conosce... sono questi i soli riferimenti che lo tengono ancorato alla vita.
Diciamo che con il mio libro ho anticipato i tempi:  ciò che ora la scienza ha scoperto il mio cuore lo aveva sempre saputo.La vicinanza e  il grande affetto che avevo e ho per mio padre, che è mancato 3 anni or sono, mi hanno guidato verso una conoscenza profonda della malattia, il dialogo tra noi due non si è mai interrotto, forse ad un certo punto io ero diventata la madre e lui il figlio, ma l'affetto, quello c'è sempre stato da entrambe le parti.  L'ostacolo più grande e più doloroso per queste persone e per i loro familiari è la mancanza di comunicazione, invece non è così, il paziente non è un demente è solo  una persona che per via della malattia è costretto a comunicare diversamente con chi lo circonda, ma sente, capisce, prova affetto, tenerezza e desidera essere ricambiato. Allora se a questa persona si vuol bene non sarà difficile comunicare con lui, lo si farà con la voce del cuore e lo si proteggerà come una essere prezioso e fragile fino alla fine.
Sono lieta, ma anche orgogliosa, di aver contribuito con il mio libro ad aprire una nuova frontiera.

Ecco  il programma del convegno e la locandina 



mercoledì 18 agosto 2010

Buon viaggio Presidente

Il Presidente Cossiga amava viaggiare, amava soggiornare all'estero, specialmente in Inghilterra, ma anche a Lugano e in molti altri luoghi, e da buon viaggiatore si era preparato bene anche per il suo ultimo viaggio, quello che è iniziato ieri poco dopo le tredici.
Lo ha fatto per tempo, già nel 2007, scrivendo quattro lettere alle massime autorità dello Stato, lettere che ribadiscono il suo amore per l'Italia e per il popolo italiano. Ci ha sorpreso ancora una volta il gentiluomo Cossiga... ho rifiutato i funerali di stato e la presenza di qualsiasi autorità alle sue esequie, certamente ne avrà scritto le motivazioni, ma forse non le sapremo  mai, anche se possiamo intuirle facilmente. Lo stesso fece la famiglia Moro dopo la tragedia che la colpì e di cui Cossiga fu, suo malgrado, attore. A quell'epoca era Ministro dell'Interno e dovette interpretare i dettami del suo governo e soprattutto della DC: "Con i terroristi non si tratta"  era la parola d'ordine di allora, ma Moro era suo amico e lui, combattuto fino all'ultimo, soffrì come un cane e all'epilogo tragico della vicenda si dimise. Disse sempre che si sarebbe preso le sue responsabilità e anche quelle di chi avrebbe dovuto prendersele e non lo fece...
Ho negli occhi una immagine che lo ritraeva due o tre giorni dopo la sepoltura di Moro, accanto alla sua tomba a Torrita Tiberina, quasi aggrappato al cancelletto della cappella di famiglia, quello fu il dramma che condizionò tutta la sua vita.
Ora, come Moro, rifiuta i funerali di Stato e soprattutto la presenza di politiche alle sue esequie, una risposta alla scelta che dovette fare e che costò la vita al suo amico.
Certo Cossiga fu molte altre cose dopo quei tragici eventi, dimostrò di essere un grande uomo e a me dispiace molto averlo perduto, mi mancherà la sua intelligenza, la sua arguzia, e perchè no? Anche il racconto delle sue debolezze, della sua depressione. Nella bolgia della politica dei nostri giorni non c'era più posto per lui, e lui lo aveva capito da tempo e aveva staccato la spina alla voglia di vivere.
Buon viaggio Presidente e la terra le sia lieve!
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giovedì 22 luglio 2010

Dedicato a papà Ferdinando

"Per ogni sorriso donato a chi lo sapeva apprezzare, per ogni tuo istante vissuto intensamente. Libero e nello stesso tempo attaccato a tutto ciò che ti era caro. Ribelle e combattivo a volte, dolce e generoso altre.
Abbiamo condiviso con te gioie e dolori. Ancora non riusciamo a credere che tu non sia più con noi, quello di cui siamo certi è che ovunque saremo ci sarai anche tu, nei nostri cuori".
Milano, 23 luglio 2007


Sono passati tre anni e il mio dolore è immutato, reso solo più sopportabile dal tuo costante essermi vicino.
Grazie papà, ti voglio bene!
Manuela

martedì 13 luglio 2010

Il piccolo gufo reale

Sembrava la solita passeggiata nel bosco, una delle tante che facciamo ogni mattino in questo caldissimo luglio, ed invece abbiamo fatto un incontro che ci ha regalato una fortissima emozione.
La nostra cagnona correva davanti a noi, il sentiero piano nella pineta non nascondeva pericoli e a lei non pareva vero di mettere il suo tartufone tra il fogliame e le piantine di mirtillo, poi l’incontro e il suo balzo indietro…. a lato di una grosso masso, quasi completamente mimetizzato con la flora del bosco, un piccolo di gufo reale con un’ala aperta e i suoi grandi occhi gialli  implorava aiuto.
Non amo particolarmente i pennuti, da bimba ho avuto un trauma legato alle piume dei piccioni e sono proprio le piume che mi fanno ribrezzo, ma il piccolo gufo mi guarda e comincia a muovere il becco come volesse parlare. Allontaniamo il cane e ci dedichiamo a lui, il primo pensiero è quello di chiamare un veterinario, ho il numero del cellulare e lo chiamo.
Il medico, molto disponibile, mi fa richiamare subito dopo dai guardiacaccia del luogo, cerco di localizzare geograficamene il piccolo, il luogo, il bosco dove potranno trovarlo. Evidenzio il luogo dove si trova con un bastone e una piccola borsa di plastica bianca a mo di bandiera…
Gli sono accanto ancora una volta prima di proseguire per la nostra passeggiata e gli sussurro:”Dai piccolo  non mollare, ora arrivano…. resisti e  non avere paura io ti voglio aiutare”, lui mi fissa con i suoi occhioni gialli e ruota il capo a 360 gradi, riuscendo a richiudere l’ala e ad adagiarsi su un fianco, credo abbia capito che non vogliamo fargli del male.
Ritorniamo dalla passeggiata ma lui è ancora li, richiamo i guardiacaccia, mi confermano che stanno arrivano…. non sono tranquilla, ma non posso fare altro, gli uccelli selvatici non vanno mai toccati, questo lo so.
Verso mezzogiorno  il guardiacaccia mi chiama per avvisarmi che il piccolo è stato raccolto ed inviato ad un centro di recupero, verrà curato.
Mi sento il cuore che scoppia di felicità, non so come mai, ma so che è una sensazione meravigliosa e che gli animali sono esseri speciali a cui noi qualche volta riusciamo anche a fare del bene.


ecco il piccolo di gufo




giovedì 1 luglio 2010

I malati di Alzheimer mantengono il ricordo emotivo

Un nuovo studio di ricercatori dell’Università dello Iowa offre una serie di indicazioni interessanti sulla modalità relazionale da tenere con le persone malate di Alzheimer e con problemi di memoria: anche se il paziente può dimenticare uno scherzo o un gesto di affetto, è però in grado di mantenere il ricordo dell’esperienza emotiva vissuta, e ciò può influire in maniera sensibile sull’umore generale del malato.
La ricerca si è svolta con l’osservazione di cinque pazienti affetti da un male neurologico raro che danneggia l’ippocampo, quell’area del cervello dove vengono immagazzinati i ricordi, sia quelli brevi che quelli a lungo termine.
I pazienti sono stati sottoposti all’esperimento con una tecnica di induzione delle emozioni, in pratica sottoposti alla visione di spezzoni di film con scene altamente emotive di tristezza e di gioia.
I ricercatori hanno così osservato, al follow-up che sebbene i pazienti non avessero mantenuto il ricordo delle scene, tuttavia erano ancora influenzati dai sentimenti che queste suscitavano, di allegria o di dolore.
Secondo gli autori dello studio, l’ippocampo è una regione danneggiata anche nei pazienti con il morbo di Alzheimer, e per questa ragione ciò che da loro osservato nei pazienti affetti da danno neurologico a quell’area del cervello accade presumibilmente anche nel caso dell’Alzheimer.
Ciò offre dunque un’indicazione su quanto in realtà il malato che apparentemente sembra dimenticare immediatamente la visita di un parente, una telefonata, un atto gentile e di riguardo nei suoi confronti in realtà sia in grado di mantenere a lungo l’emozione vissuta.
Un motivo in più, oltre a quello etico, concludono gli autori della ricerca, per trattare i malati di Alzheimer con il dovuto rispetto e dignità.

da:http://www.stetoscopio.net/neurologia/i-malati-di-alzheimer-mantengono-il-ricordo-emotivo/

NOTA PERSONALE
A volte la scienza fa scoperte che il tuo cuore aveva già fatto.
Sono emozionata per questa conferma e ringrazio la mia cara amica Enrica per avermi segnalato l'articolo.
E ora la battaglia contro il muro di indifferenza e di ignoranza che circonda questi malati continua e avrà questo slogan: "Ma chi lo dice che non si possa fare nulla ?"
Appuntamento a Vicenza il 24 settembre 2010 Giornata Mondiale dell'Alzheimer con il Prof. Trabucchi in una giornata di studio che sfocerà con la presentazione del mio libro "Papà mi portava in bicicletta" ritenuto indicativo di un nuovo approccio alla malattia.

giovedì 24 giugno 2010

Oggi si celebra il centenario dell'ALFA ROMEO:cari Alfisti, in alto i cuori!

L'Alfa Romeo fa parte della storia della mia famiglia.
Cento anni or sono, accanto all'ing. Romeo, fondatore della storcia fabbrica milanese, c'era un valente tecnico Amedeo Liva, mio nonno materno, in seguito all'Alfa lavorano i miei zii, i miei genitori, io e mio marito.
Ricordo con che grande emozione affrontai il mio primo giorno di lavoro .. ero stata assegnata alla Programmazione con il Dott. Fusi, avevo 17 anni e quello era il mio primo impiego. Anche mio padre lavorava in Alfa, era dirigente del settore logistico e spesso andavamo e al lavoro insieme. Dopo qualche tempo di dura gavetta, passai alla Qualità: un ufficio nuovo che aveva il compito di verificare la qualità delle vetture, io ero la segretaria dell' Ing. D'Auria. Ricordo che non esistevano orari, se c'era da omologare un particolare o un motore si rimaneva tutti in reparto ad oltranza, ma era tanta la passione per quello che facevamo che a nessuno sarebbe venuto in mente di andarsene a casa.I miei colleghi erano straordinari, tutti ragazzi giovani come me provenienti da diverse parti d'Italia, il clima che si era creato era di grande amicizia e collaborazione. Nella nostra "riservatissima" officina si testavano anche i prototipi, i collaudatori con le auto camuffate si cimentavano nelle prove di resistenza al gelo o al caldo percorrendo ininterrottamente 100.000 km nei luoghi più disparati. Di quel periodo ricordo una prova di guida sui tornanti che portano a Superga, eravamo li per il salone dell'auto di Torino: credo di non aver mai provato una emozione così bella. Mi capitava spesso di incontrare vecchi lavoratori che avevano conosciuto mio nonno e che mi parlavano di lui con molta stima.. la prima volta che accadde mi emozionai moltissimo e mi sentii importante, molto importante. Rimasi in Alfa per dieci anni, poi arrivò il mio primo figlio e per un po' di tempo feci la mamma. Nel frattempo mio marito era approdato al Portello nel settore Acquisti e così la fabbrica continuava a rimanere nella nostra vita. Poi la "nostra" Alfa venne regalata alla Fiat e tutto il bagaglio di esperienza e di qualità che l'avevano resa grande nel mondo, venne disperso.
Sono passati tanti anni e la mia vita ha preso altre direzioni, ma non ho mai dimenticato quel periodo fantastico, quel sentirsi parte di qualche cosa di grande, qualche cosa di cui andare fiera.

Domani per noi Alfisti si celebra una data importante. Forse avrò l'occasione di incontrare qualche mio ex collega o forse no, ma vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con me questa straordinaria avventura
Manuela Valletti

lunedì 14 giugno 2010

Corsi pratici per migliorare la posizione lavorativa o specializzarsi

CORSI DI SPECIALIZZAZIONE 




La crisi economica sta per terminare, da molte parti riceviamo segnali di concreta ripresa. 


Vuoi essere pronto a riprenderti la tua fetta di mercato, o vuoi cimentarti in altri ambiti? 


Vuoi trasformare una negatività in una positività con un restyling della tua immagine professionale?


Qualificati con i corsi MADRI, si terranno anche nella tua città, approfittane e iscriviti ora! 


Avrai anche la possibilità di frequentare corsi on line. 


Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per il prossimo corso nazionale: Seo Web Marketing Experience 2010



Madri Internet Marketing
WEB MARKETING
Corsi di Web Marketing
Corso SEO
Corso Seo Avanzato
Corso Landing Page
Commercio Elettronico
Corso Seo e Web Marketing
Facebook
Pubblicizzare un Sito
Corso Email Marketing

BUSINESS e AZIENDA
Fare un Business Plan
Corso Controllo di Gestione
Corso Analisi di Bilancio
Finanziamenti e Basilea 2
Corso Inglese
Ricerca di Mercato
Venditore di successo

AREA MARKETING
Marketing
Linguaggio del Corpo
Corso Telemarketing
Marketing Avanzato<
Programmazione Neuro Linguistica
Parlare in Pubblico
Auto Stima
Comunicazione e Pubblicita'
Marketing one to one

mercoledì 9 giugno 2010

“100X100” cento ALFA per cent’anni

Il C.M.A.E. e l’A.S.I., con il Patrocinio della Regione Lombardia e con la collaborazione di Alfa Blue Team e del COMIS, ente gestore del Parco Esposizioni Novegro, sono i promotori della Mostra che si terrà a Novegro dal 19 al 27 giugno 2010, interamente dedicata all’Alfa Romeo, dal titolo:




Perché questa Mostra?

Certamente questo che stiamo vivendo è un momento particolarmente difficile per tutte le Case Automobilistiche in generale e anche Alfa Romeo non sembra esente da questa analisi. 
Siamo comunque orgogliosi del marchio Alfa Romeo e orgogliosi che questo marchio si nato a cresciuto a Milano.

Ma è proprio perché trascinati da un impeto di orgoglio che il C.M.A.E. e l’A.S.I. accettano la sfida e con impegno intendono organizzare “uniti” questa importante Mostra.

La Mostra intende testimoniare e comunicare al visitatore l’importanza che il marchio Alfa Romeo ha avuto nel Mondo, e il prestigio che questo marchio ha recato sia a Milano che alla Lombardia oltre che a tutta l’Italia. 

Come abbiamo già affermato, le auto Alfa Romeo hanno rappresentato nel mondo l’eccellenza italiana, lombarda e milanese. Questa “eccellenza” era il risultato di un perfetto bilanciamento di tecnologia e stile, esperienza e innovazione, il tutto forgiato poi dalle mani esperte delle maestranze Alfa Romeo, coadiuvate da una miriade di piccoli artigiani lombardi. 

Quando e dove?

La Mostra verrà inaugurata sabato 19 giugno 2010, e si chiuderà domenica 27 giugno. Verrà allestita all’interno dei padiglioni del Parco Esposizioni Novegro su una superficie complessiva di circa 12.000 mq. coperti. 

Saranno inoltre disponibili 200.000 mq. scoperti che saranno destinati come punto di ritrovo dei Club, Scuderie, Associazioni che desiderassero darsi appuntamento per festeggiare con noi il Centenario Alfa Romeo (per prenotazioni www.parcoesposizioninovegro.it o tel: 02 70 20 00 22). 

La sede prescelta è particolarmente adatta all’evento in quanto si trova a circa 500 metri dall’Aeroporto di Linate, è dotata di ampi parcheggi, è facilmente raggiungibile in auto (tangenziale est, uscita Linate) ed è molto conosciuta sia dai milanesi che dagli stranieri in quanto sede di numerose manifestazioni e Mostre, anche attinenti i settori motoristico e collezionistico, che richiamano più volte l’anno da tutta Europa una grande quantità di visitatori. 

Cosa conterrà la Mostra? 

Saranno esposte 100 vetture, provenienti dall’Italia e dall’estero, messe a disposizione da collezionisti privati, musei e scuderie, in rappresentanza dei 100 anni dell’attività dell’Alfa Romeo. 100 preziose vetture che hanno fatto la storia dell’Alfa Romeo; dalle prime vetture turismo di inizio secolo alle vetture sportive che hanno vinto su tutti i circuiti del Mondo. 

Alcune di esse sono considerate “pezzi unici”, come l’Alfa Romeo RLSS del 1926 o la 2300 8C Monza del 1933 appartenuta al grande Tazio Nuvolari, e con cui vinse la Targa Florio e il Gran Premio di Monza.

Accanto ai “pezzi unici” saranno esposte anche le vetture “di serie”, tutte rigorosamente originali e conservate.

Un ampio spazio sarà dedicato ai “Grandi Carrozzieri Italiani” che hanno saputo “vestire” la “meccanica nuda” realizzata da Alfa Romeo e creare degli autentici gioielli che ancora oggi destano stupore e ammirazione anche tra i non “addetti ai lavori”.

È importante evidenziare che la maggior parte di essi erano Aziende milanesi; tra le più rilevanti ricordiamo la Carrozzeria Touring, la Carrozzeria Castagna, la Carrozzeria Zagato, e molti altri ancora. 

Da non dimenticare i mezzi militari Alfa Romeo, dalle mitiche “Pantere” della Polizia alle Alfa “Matta” dell’Esercito Italiano. 

Saranno presenti anche alcuni mezzi di trasporto storici, significativi della produzione Alfa Romeo; quei camion carichi di merci e quelle autocorriere utilizzate per anni dai viaggiatori e dai lavoratori italiani, che hanno avuto un ruolo molto importante nella storia d’Italia sia tra le due guerre che nel dopoguerra, tutti perfettamente restaurati e che non mancheranno di emozionare il pubblico. 

Al centro della Mostra, in un ampio spazio allestito “a giardino verde”, saranno proiettati filmati originali inediti sulla storia Alfa Romeo e dove, il C.M.A.E. e l’A.S.I. , saranno lieti di accogliere tutti gli amici e appassionati visitatori. 

Con la Mostra “100x100” il C.M.A.E. intende svolgere, con tutti gli appassionati Alfisti e le Istituzioni, una riflessione molto più profonda sul “fenomeno Alfa Romeo” e precisamente sull’importanza che questa Azienda ha avuto sullo sviluppo della città di Milano con la sua tipica operosità e con l’utilizzo di tutto quell’indotto formato da carrozzieri, tappezzieri e piccole società artigianali che, collaborando, hanno fatto crescere e diventare famose non solo le vetture Alfa Romeo ma anche la proverbiale capacità lavorativa lombarda, oltre alle ricordate mitiche carrozzerie Castagna, Zagato, Touring; infatti, oltre 50 fabbriche artigianali, influenzate dallo spirito emulativo, si gettarono con passione nel settore automobilistico e nella costruzione di autovetture, quali Bianchi, Isotta Fraschini, OM e Zust! 

Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca corso Monforte 41 20122 – Milano tel. 02 76 00 01 20 – fax. 02 76 00 88 88 cmae@cmae.it - www.cmae.it

mercoledì 2 giugno 2010

Forse una svolta sulle cause del morbo di Alzheimer

Una scoperta scientifica sembra individuare  le cause della malattia di Alzheimer e potrebbe portare a un completo nuovo approccio per la cura di questa devastante demenza.

La nuova teoria che sta conquistando la comunita' scientifica e' che il cervello colpito da Alzheimer e' distrutto non da placche (*sticky plaques*)a lungo considerate la causa primaria, ma da grumi di proteine.

Infatti le placche che coprono il cervello delle persone colpite da Alzheimer potrebbero essere invece una forma di protezione del corpo contro questi grumi proteici mortali.
Esattamente come l'ostrica crea la perla per proteggersi da un irritante granello di sabbia che si e' intrufolato in essa.

Per almeno 20 anni, seguendo la teoria delle “placche” come causa della malattia, le compagnie farmaceutiche hanno creato farmaci che le colpissero.

Ma gli esperimenti su cavie e topi pubblicati in Aprile potrebbero provare che queste placche sono solo la punta di un iceberg e cio' potrebbe portare la ricerca verso una nuova direzione.
Molti scienziati ora credono che questi grumi proteici che galleggiano liberamente siano la vera causa della malattia.

“Dove ci sono le placche non c'e' piu' azione” dice Sam Gandy. M.D. Della ricerca sul morbo di Alzheimer al centro Mount Sinai scuola di medicina di New York.

Il lavoro di Gandy e' basato su molti anni di ricerca verso questa teoria. Se la teoria e' corretta, allora I farmaci verso le placche- come molte delle medicine piu' promettenti creati in questi anni- non aiuteranno I malati. Potrebbero anzi fare anche peggio e piu' danni.
Gandy lavora con cavie create in laboratorio che hanno sviluppato la malattia ma hanno solo grumi amiloidi beta proteine e non le placche nel loro cervello.
Questo è l'esperimento finale che fa cambiare tutto dice Andrew Dillin dell'Istituto Salk in California e dell'Istituto medico Howard Hughes.

Lo sviluppo della ricerca e' emozionante, ma William Theis primario del reparto, invita alla cautela. Infatti il divario fra topi e umani e' grande e l'esperimento di Gandi va ripetuto e duplicato anche da altri scienziati prima che le compagnie farmaceutiche comincino a investire bilioni di dollari e creare farmaci a sostegno di questa teoria.

Nonostante cio' questa ricerca e particolarmente importante visto I nuovi dati dell'associazione per l'Alzheimer che dice che il numero di americani sopra I 65 anni che verranno colpiti dal morbo passera' da 5.1 milioni a 13.5 milioni in 40 anni.
A quel punto il costo delle cure per la malattia sara' oltre I $20 trilioni.

UNA RAGNATELA INTRICATA

La teoria di Gandy guarda la base scentifica della malattia in un modo completamente diverso.
L'Alzheimer sembra essere causato dall'accumulo di grumi di materiale formato da proteine impazzite.
Dice Gandy.

Queste proteine normalmente sono nel corpo, possono cambiare forma in molti modi. Possono assumere la forma di una pinzetta per capelli (o spillone per capelli tipo quello delle nonne) e formare fibre chiamate “ placche amiloidi” che si trovano proprio nei pazienti afflitti da alzheimer.

Questi grumi sembrano essere tossici per il cervello dice Gandy.
Lui sostiene che gli oligomeri e non le placche siano la causa della perdita di memoria caratteristica della malattia di alzheimer.
Gandy e I suoi colleghi hanno pubblicato il loro lavoro nel ANNALS OF NEUROLOGY in Aprile.
Dillin dell'istituto Salk in California ha cominciato a seguire la stessa teoria avanzata da questi scienziati molti anni fa ma l'idea era cosi' controversa che alcuni scienziati lasciavano la conferenza durante la sua presentazione.
Oggi sono in molti ad essere convinti che sia la teoria giusta.

UN TOPO SENZA PLACCHE

L'Alzheimer e' caratterizzata da due elementi principali: le cellule amiloidi appiccicose formate fuori dallle cellule del cervello e un groviglio di un'altra proteina,TAU, che e' arrotolata all'interno delle cellule del cervello.
Entrambe giocano un ruolo determinante nella progressione della malattia.

Gli scienziati avevano notato le placche circa 100 anni fa. Cio' nonostante ci siano sempre state delle controversie sul fatto che queste placche e il groviglio TAU fossero la causa della malattia.

Poi nel 2004 gli scienziati descrissero dei topi che non avevano le placche nel cervello ma mostravano segni di demenza. Altri scienziati mostrarono che topi a cui venivano iniettati oligomeri avevano perdita di memoria.
Un altro laboratorio di ricerca trasformo' gli oligomeri in placche- sono fatti della stessa materia- e quando questo trucchetto genetico venne applicato I topi mostrarono un miglioramento e la memoria miglioro'.

Allora Gandy e Il suo collega Michelle ehrlich, M.D. Professore al Mount Sinai crearono un topo geneticamente modificato cui le cellule del cervello producono solo oligomeri ma non placche.

“ Sam ha fatto l'esperimento più valido per mostrare anche agli scienziati piu' vecchi e conservatori che la sua teoria e' valida e quindi accettata, dice Dillin.

Non solo questi topi persero la memoria ma dopo la loro morte I ricercatori mostrarono che I topi con la perdita maggiore di memoria erano anche quelli con il maggior numero di oligomeri.

Gli oligomeri sembrano essere il nemico numero uno, concorda Rudolph Tanzi direttore della ricerca genetica e senile al General Hospital in Massachussetts e scienziato sull'Alzheimer e autore di “Decoding Darkness”: La ricerca per la causa genetica della malattia di Alzheimer.

LE PLACCHE SONO PERLE DEL CERVELLO?

Le placche e gli oligomeri sono originariamente formati dalla stessa proteina che si trova nel corpo. Queste proteine avariano naturalmente nel corpo nel corso di tutta la nostra vita.
Tanzi e altri sospettano che quando il corpo invecchia, troppe di queste proteine si aggrumano, gli oligomeri, creando un dannoso accumulo nel cervello. Potrebbero anche scatenare la creazione dei grovigli TAU scombinando il sistema di segnalazione del cervello.
Il cervello potrebbe provare a rimuovere gli oligomeri creando placche.
Tanzi arriva a chiamare queste placche “perle del cervello”. Dice che e' lo stesso sistema che crea la perla nell'ostrica come reazione all'intrusione di un granello di sabbia.
In pratica il cervello creerebbe placche per intrappolare I microbi che lo stanno infettando.

Ricercatori hanno trovato che persone senza demenzia hanno il cervello coperto di placche.
Potrebbe essere che il loro cervello e' stato molto capace a convertire gli offensivi granelli di sabbia in perle.

MEDICINE DA OSSERVARE

Tutto cio' potrebbe spiegare come mai nella ricera pubblicata nel British journal THE LANCET in marzo si dichiara che nonostante il nuovo farmaco BAPINEUZUMAB sia in grado di ridurre le placche nel cervello I pazienti non hanno mostrato miglioramenti.
Potrebbe anche spiegare il fallimento del farmaco, una volta promettente, Alzhemed che agiva contro la formazione di placche nel cervello.

Dillin teme che questi farmaci designati alla ditruzione delle placche potrebbero addirittura accelerare la malattia.

“ Penso che le placche siano un segno che il cervello sta provando a fare qualcosa di benefico nelle ultime fasi della malattia” Dillin dice “ Se togli queste placche, formerai oligomeri e cio' potrebbe essere anche peggio.
Nello stesso tempo troppe placche sono dannose per il cervello e interferiscono nella sua funzione.

I Ricercatori dicono che oggi ci sono nuove medicine che si stanno creando che potrebbero funzionare con la nuova teoria.

Tanzi sostiene che che questi farmaci potranno prevenire la malattia o almeno rallentarla ma non distruggeranno completamente gli oligomeri ma almeno potranno rallentarne la produzione.

Non aspettatevi di colpire gli oligomeri con un martello e avere comunque le funzioni del cervello normali. Cosi' come le statine diminuiscono il colesterolo ma non lo eliminano completamente dal corpo. Cio' che serve ora e' un farmaco che rallenti la produzione di oligomeri.

Tanzi e' il coproduttore di due compagnie, Farmacia Neurogenetica e Prana Biotecnologia che stanno sviluppando questo tipo di farmaci.

Il miglior farmaco e' ancora da farsi, e' difficile essere un paziente con un malattia cosi' ma siamo gia' oltre la prima fase di farmaci falliti.

Compara la prima fase di farmaci per l'Alzheimer come un ragazzino di 10 anni che tira la palla da meta' del campo.
Adesso abbiamo una squadra intera nel campo che gioca e corre verso la meta.

NON COSI' IN FRETTA

Comunque, Theis dell'associazione per l'Alzheimer di Chicago e' cauto circa questo nuovo approccio verso la malattia.
Dice che e' troppo presto e il risultato dei tre farmaci in prova dara' una prova determinante a sostegno di questa teoria.

Theis sostiene che vorrano almeno 10-15 anni per ottenere un farmaco che mira ai oligomeri invece che alle placche. Ancora molto lavoro deve essere fatto prima che qusta ricerca si traduca in aiuto vero verso I malati.

Comunque aggiunge che questa prima ricerca di base e' vitale ad aiutare I ricercatori a trovare la cura per la malattia.

Il fatto e' che senza l'adeguato supporto per questo tipo di ricerca di base non c'e' speranza.

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questo articolo è pubblicato su ARPP- USA Retired Persons,e gentilmente tradotto in Italiano da Claudia Azzalin .

giovedì 27 maggio 2010

Serve più coraggio

Riporto  un articolo dell'amico Vito Schepisi, che condivido completamente.

Cerchiamo d’esser seri, però, se ci riesce. La manovra da 24 miliardi di Euro in due anni contiene cose scontate. I provvedimenti approvati dal CdM, per lo più, erano già sulla bocca di tutti da qualche settimana. Lo erano almeno da quando la speculazione, traendo spunto dalle difficoltà dei conti pubblici della Grecia, ha preso d’assalto l’Euro e le borse dei paesi che adottano la moneta europea.
Gli interventi della Commissione Europea, quali il sostegno alla Grecia con l’erogazione di un prestito che consentisse al paese di Socrate e Platone (come è stato rilevato da Prodi e compagni in occasione del suo ingresso tra i paesi dell’Euro) di onorare gli impegni finanziari in scadenza, e la costituzione di un fondo che servisse a fronteggiare l’urto speculativo degli “squali” dei mercati, si sono mostrati utili, anzi utilissimi, ma non sufficienti.
Gli altri provvedimenti di singoli paesi, come quello solitario della Germania di impedire la trattazione dei titoli allo scoperto, sono risultati inefficaci, se non dannosi. E’ buona, invece, l’idea di un’agenzia di valutazione del debito di matrice europea, fuori dal controllo della speculazione, ma sarebbe inefficace se il debito pubblico in Europa, nella sua globalità, non dovesse scendere. Meglio, infatti, intervenire sulle cause che mitigarne gli effetti.
Ogni Stato europeo, per fronteggiare l’assalto, deve fare la sua parte. E deve farla subito, prima che gli attacchi speculativi, come è successo per la Grecia, uniscano al danno altro danno.
Da questa crisi emergono almeno due segnali di criticità per la moneta unica europea e per riflesso per i mercati finanziari. Una può essere risolta con un coraggioso impegno politico e coi sacrifici dei cittadini, ma l’altra, al momento irrisolvibile, non è meno importante.
E’ evidente che la prima delle criticità, la risolvibile, è quella che mette in discussione il ricorso al debito pubblico per finanziare sia gli investimenti che il sistema sociale degli stati europei. Va bene il debito utilizzato per gli investimenti, quando funge da leva per produrre ricchezza, meno bene, invece, quello contratto per sostenere l’onere dei servizi e della spesa sociale. Sotto la lente d’ingrandimento per il debito pubblico, ora, sono quasi tutti i paesi europei, anche quelli politicamente ed economicamente più solidi. La recessione ha messo a dura prova il sistema finanziario di molti paesi. Molte banche hanno rischiato la chiusura. L’Italia, per fortuna, è rimasta quasi indenne da questo pericolo, ma sul fronte del debito aveva già problemi di suo.
L’altra criticità riviene dal fatto che alla moneta europea manca un riferimento diretto coi mercati mondiali delle materie prime. Per intenderci manca quell’aggancio, come l’ha il dollaro, al mercato internazionale dei rifornimenti primari al sistema produttivo, come il petrolio, ad esempio.
Se l’Euro fluttua la partita è tutta finanziaria. Se la moneta europea perde valore rispetto al dollaro, serviranno più Euro per l’acquisto della materie prime. E qualora, per effetto dei cambi, si creino vantaggi per la collocazione dei prodotti europei sui mercati, succede che i paesi coinvolti adottano misure protezionistiche, come accade spesso negli Usa. In teoria la fluttuazione dell’Euro può essere utilizzata producendo enormi guadagni speculativi, pur mantenendo invariati i flussi di mercato sulle materie prime. Che pacchia, ad esempio, per gli sceicchi, padroni del petrolio, che ricavano dollari che utilizzano sui mercati europei per comprare, a prezzi stracciati, pezzi di territorio e partecipazioni industriali!
Ma torniamo all’Italia ed alla manovra. C’è da rilevare che, rispetto alle dimensioni degli interventi di altri paesi europei, e se rapportato al debito pubblico estremamente elevato, il coraggio italiano si è rivelato abbastanza timido. La manovra risente di un clima politico difficile, ma soprattutto di molta preoccupazione per la coda della crisi recessiva. In una fase di lenta crescita della produzione industriale è, infatti, da evitare che la riduzione della spesa finisca col comprimere la possibilità di dar respiro ai consumi, penalizzando così la stessa ripresa e l’occupazione.
Ciò che manca nel piano del Governo è un taglio più deciso delle spese e soprattutto appare carente lo spessore strutturale delle misure. Se analizziamo la manovra, consistente in tagli, risparmi ed entrate per 12 miliardi ad anno per i prossimi due, e se dall’altra parte, ad esempio, ci si sofferma sul costo per interessi del debito pubblico pari a circa 70 miliardi di Euro ad anno, si capisce che il discorso sul debito pubblico e sui tagli non si chiuderà qui. Se non arriverà la ripresa, e se non aumenteranno le entrate, sarà sempre più difficile contenere la spesa senza adottare ulteriori tagli. Molto difficile!
Vito Schepisi

lunedì 24 maggio 2010

La S.Cresima del mio nipotino

Il mio nipotino Emanuele ha ricevuto ieri il Sacramento della S. Cresima, per l'occasione la famiglia si è ritrovata nel Duomo di Saronno per assistere alla cerimonia.
I bimbi, 11 anni, sono stati parte attiva di tutta la celebrazione con i loro canti e alla fine, uno ad uno, si sono presentati davanti al Vescovo scandendo ad alta voce il proprio nome per l'imposizione delle mani.
Mi sono meravigliata nel vedere la grande naturalezza dei bambini, la semplicità con la quale si sono accostati al Sacramento, non erano distratti da nulla, i loro abiti erano quelli di tutti i giorni.. jeans e camicia per i maschi e gonna e maglietta per le femmine.
Tutto è finito con un piccolo rinfresco nel bar della Villa Comunale, qualche tartina, qualche trancio di pizza, frutta e dolce. Una festicciola carina che ci ha permesso di scambiare quattro chiacchiere tra noi adulti in completo relax, visto che poi ci si incontra solo in occasioni come questa. Emanuele era raggiante e dopo aver fatto festa al buffet, se ne è andato tranquillamente a giocare con i suoi amici, cresimandi anche loro.
Una bella giornata che resterà nell'album dei ricordi della nostra famiglia.

venerdì 21 maggio 2010

Lo scandalo Santoro: 17 milioni di euro alla faccia degli abbonati RAI


A
nnozero cala il sipario - Dopo la puntata di questa sera dedicata al Vaticano, la trasmissione Annozero, il tanto contestato programma di Michele Santoro, va in pensione. È il risultato dell'accordo di divorzio, consensuale, tra il coduttore più odiato della destra e più amato dalla sinistra e da "mamma" Rai. Il conduttore lascia così l’azienda con sei anni di anticipo per lanciarsi nella libera professione.

Il futuro - E così Santoro inizierà ad occuparsi del suo futuro, certamente non nebuloso considerato che sono previsti 3milioni di euro per la sua liquidazione e 14milioni per una collaborazione lavorativa dei prossimi due anni. E con lui ci sarà a lavorare tutto il suo entourage. Il giornalista, con tutti quei soldini, dovrebbe realizzare almeno 14 puntate di docu-fiction, dal provvisiorio titolo "Signor M.", più altri programmi da piazzare nelle varie reti. Tra queste dovrebbero esserci anche delle prime serate. Emergono anche le prime indiscrezioni sul contenuto delle prime due puntate: una sulle opere e sulla vita di Gesù, l'altra sulla storia di Adolf Hitler.

RaiDue e gli altri canali - Ci sono poi altre questioni da non sottovalutare, ovvero gli aspetti tecnici. Pare che Santoro non voglia ricorrere al personale interno ma stia puntando a operatori e autori esterni: probabilmente il quasi ex conduttore di Annozero aprirà una sua casa di produzione. Ma veniamo alle reti delle trasmissioni. Forse non sarà RaiDue a ospitare ancora il giornalista. Del resto con la venuta del digitale terrestre, Viale Mazzini potrebbe decidere di dirottare l'uomo su altri canali. In questo modo RaiDue potrà pensare a rimpilzare il palinsesto con nuove proposte per il giovedì sera.

Le reazioni - Ma mentre Santoro parla di "scelte dell'azienda fatte per l'interesse del pubblico", il pubblico non ha per niente capito quale sia il suo interesse. Il direttore generale, dicono da Viale Mazzini, non ha fatto altro che dare seguito al cosiddetto "esodo incentivante". Un esodo davvero generoso visto che lo stipendio di Mister Santoro supera anche quello di Masi stesso. Il girnalista costa alla rai 998mila euro lordi (750mila netti). A Masi ne spettano solo 715mila. Intanto il mondo della politica continua a ragionare sull'operazione. Il presidente dell'associazione Lettera22, Paolo Corsini, parla di operazioni imbarazzanti. Il componente dell'esecutivo dell'Usigrai Stefano Campana e il consigliere dell'Fnsi Luigi Monfredi affermano: «Da Annozero a sei zeri. La soluzione del caso Santoro è quantomeno imbarazzante».

domenica 16 maggio 2010

Salone internazionale del libro di Torino

Il mio libro "Papà mi portava in bicicletta" è stato oggetto di grande interesse, è stato un bel pomeriggio, l'incontro con i lettori è sempre  interessante e l'interscambio che si crea arricchisce molto.
L'argomento trattato nel libro non è dei più facili, ma io ci ho messo il cuore e la gente lo ha capito.
Sono stata invitata a Vicenza per la presentazione del libro il prossimo 24 settembre in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer, ci sarò.
Ecco qualche immagine:

le domande dei lettori


lo stand

MILANO: Cronaca di una invasione bellissima!


MILANO - L’aperitivo del raduno è un rabarbaro, l’amarcord più dolce: «Io ho fatto parte del Terzo, il più milanese e il più decorato. Sono orgoglioso di ospitare "in casa" il mio Reggimento». Orlando Chiari è il titolare dello Zucca in Galleria, ha affisso in vetrina la coccarda col motto maiora viribus audere perché qui accoglierà i suoi commilitoni, gli ex del Terzo in arrivo al 58esimo raduno nazionale. Chiari ha 76 anni e un pezzo di vita militare da raccontare: «Ho fatto il soldato nel 1995, diciotto mesi di naja nella sezione sportiva, sollevamento pesi per la Pro Patria. Che dire di più, ne sono orgoglioso». Il Bar Zucca è uno dei dodici «Punti cremisi» scelti dall’Associazione nazionale bersaglieri «per consentire ai vecchi amici di incontrarsi». Sono locali pubblici, ristoranti, librerie del centro, dal Bar Mercanti allo Spizzico di piazza Duomo, dal Caffè Motta al Visconteo: ad ogni insegna è associato un reggimento, non ci si può sbagliare. Il Biffi del direttore Gianni Valazza, per dire, aspetta il Settimo bersaglieri e il Decimo battaglione Bezzecca: «Ho ancora qualche amico nel Settimo, spero di ritrovarlo». Buona fortuna.
Corso Venezia e piazza Duomo hanno un cielo di tricolori sospesi, molti negozi hanno vestito le vetrine con divise e mostrine, Peck ha scolpito fanti di cioccolato bianco. Nella sede dell’Associazione nazionale bersaglieri, giovedì, sono state ore convulse di preparativi:a metà pomeriggio s’è presentato un pensionato di 86 anni, ha chiesto una bandiera da esporre alla finestra, «sono un ex bersagliere anch’io, voglio partecipare in qualche modo, ma sono anziano, non so se potrò venire alla sfilata». È sufficiente così.

La festa è iniziata venerdì, con l’arrivo del medagliere nazionale a Palazzo Marino (ore 10), l’alzabandiera in piazza Duomo e la deposizione d’una corona d’alloro al monumento al Verziere (dalle 11.30). Alle 15 le prime fanfare sugli autobus scoperti: hanno suonato per i cittadini, nelle strade. Alle 20.30, concerto al Teatro Dal Verme (ingresso libero, fino a esaurimento posti).


L’invasione dei centomila corre sulle note di settanta fanfare, fino alla sfilata di domenica (ore 10, da Porta Venezia a piazza Duomo). È un’invasione di terra e dall’acqua, con l’esercitazione al Castello Sforzesco (sabato, ore 15), il viaggio delle fanfare sui Navigli e l’approdo dei battelli in Darsena (sabato, ore 16), fino ai concerti in 15 piazze storiche (ore 21.30) e all’inno nazionale in piazza Duomo (ore 23.45). 

giovedì 13 maggio 2010

Milano: tre giorni con i Bersaglieri

I fanti piumati (ne sono attesi 100mila), si ritroveranno infatti da domani a domenica sotto la Madonnina per il loro 58° raduno nazionale, dopo un’assenza dalla città durata 33 anni. «Una scelta non casuale - ha dichiarato Benito Pochesci, presidente dell’Associazione nazionale bersaglieri, durante la presentazione di ieri a Palazzo Cusani - perché il capoluogo lombardo è legato a filo doppio con il corpo e la sua storia, a cominciare dal glorioso Terzo Reggimento». La manifestazione culminerà nella sfilata di domenica mattina, in rappresentanza delle 650 sezioni in Italia e all’estero (Australia e Canada compresi), con partenza alle 10 dai Bastioni di Porta Venezia e arrivo in piazza Duomo, ovviamente di corsa, alla presenza, tra gli altri, del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e del capo di Stato maggiore dell’esercito, Giuseppe Salotto. Particolarmente ricco il calendario degli eventi di contorno, a cominciare dalla presenza in città (e in ben 36 comuni dell’hinterland) di 70 fanfare in congedo, provenienti da tutta Italia. Proprio domani sera, al Teatro Dal Verme (ore 20.30, ingresso libero), ci sarà un concerto con quattro fanfare in contemporanea. Milanesi  esponete il tricolore!

giovedì 6 maggio 2010

Oggi all'università di Salerno si parla di mio padre Ferdinando Valletti e della sua deportazione


Appuntamento a TORINO al Salone Internazionale del Libro dal 13 al 17 maggio 2010

Il mio editore  BOOPEN sarà presente con il mio libro "Papà mi portava in bicicletta" al padiglione 1 - stand 22. Mi troverete li..