martedì 17 novembre 2015

L'INADEGUATEZZA DEI GOVERNANTI EUROPEI CI HA PORTATO ALLA STRAGE DI PARIGI


Ci hanno fatto vedere orrori di tutti i generi da anni, che cosa avrebbe dovuto fare di più l'ISIS per allarmare chi ci governa?




La domanda  sorge spontanea in molti di noi all'indomani degli attentati nella capitale francese, che è parsa completamente impreparata davanti ai terribili eventi.

La morte di tanti giovani europei

La responsabilità delle morti di Parigi, soprattutto di quei ragazzi che avevano in media 25 anni, provenivano da ben 19 paesi diversi  e stavano semplicemente passando una serata a teatro o cenando in un ristorante esotico, ricade certo sui terroristidell'Isis, ma anche sull'inettitudine, voluta o meno, di tutti i governanti occidentali.

Sono anni che l'Isis ci bombarda con propaganda orribile, ci mostra occidentali sgozzati o bruciati vivi, antiche città rase al suolo, attentati in ogni parte del mondo, e minaccia di continuo questa o a quella città europea:  perché queste minacce sono state sottovalutate? 



sabato 14 novembre 2015

ORA NON LIMITATEVI A COMMEMORARE, MA VENDICATE LE VITTIME.

Il terribile attentato di Parigi rischia di finire come sempre

n una grande manifestazione di sdegno e lutto, ma questo 

non ci salverà


Ricordo di aver visto un film americano in cui per prevenire un attendato
annunciato dagli islamici, una città si faceva carico di radunare, anche
con la forza, i molti islamici nello stadio per identificarli, allora pensai
che fosse una violenza vera e propria, ora credo che il film fosse
realistico e che questa possa essere una via per tenere sotto controllo
 gli immigrati.
recentissimi attentati terroristici di Parigi, l'esplosione in volo
dell'aereo russo e l'accoltellamento a Milano di un ebreo
ortodosso, fanno probabilmente parte di una stessa strategia
 del terrore che vuole punire e destabilizzare l'Europa per l'intervento
 militare in Siria, ma soprattutto per la matrice cristiana del suo popolo.

Come reagirà l'Europa?

Naturalmente ad una dichiarazione di guerra tanto esplicita non
si può rispondere con il solo lutto per le vittime e con le vetuste
 manifestazioni di solidarietà per i paesi colpiti, qui occorre un
intervento  CONTINUA A LEGGERE

giovedì 12 novembre 2015

Come guadagnare, investire, fare trading con il sistema binario


Come guadagnare, investire, fare trading
con il sistema binario

 

Da qualche tempo si parla e si scrive di "opzioni binarie", abbiamo voluto occuparcene anche noi per fornirvi una informazione corretta che speriamo vi possa essere utile per guadagnare investendo pochi spiccioli.

 

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domenica 8 novembre 2015

Cosa sei diventata, America? di Marcello Foa

Cosa sei diventata, America? 

 
Non riconosco più l’America. Quando ero un ragazzo era il Paese della libertà, quando avevo 19 anni lo attraversi in bus, sui Greyhound, coast to coast, andata e ritorno. Dormivamo nei motel passeggiavamo liberamente nelle grandi città come in quelle piccole; non avevamo paura e non sentivamo alcuna diffidenza attorno a noi. Era un vero piacere.
Poi dopo l’11 settembre ho assistito a una metamorfosi progressiva: gli Usa sono diventati il Paese che viveva nella paura, nella diffidenza, che travalicava i suoi splendidi valori costituzionali nel nome della sicurezza
L’ultima volta che ci sono stato, nel 2012, l’America mi parve trasformata, come se il suo Dna fosse cambiato. Scoprii, con grande dispiacere, il Paese dei divieti e di una polizia sempre più presente e invadente. E superarmata. In un decennio, coperto dal compiacente silenzio dei media, la polizia di tutti gli Usa è stata dotata di equipaggiamenti da guerra, come se fosse a Baghdad e non nel Wisconsin o in California.
E il suo comportamento si svela sempre più violento e prevaricatore. Brutale anche per reati comuni, più simile a quello di uno Stato totalitario che a un Paese democratico. I fatti di Ferguson hanno fatto esplodere una rabbia che covava da tempo. Ma il clima, nel frattempo, non è migliorato.
Quasi ogni settimana escono notizie e video assurdi, come quello della studentessa arrestata in classe e trascinata per i capelli.
Navigando su internet ne ho scoperto un altro: due persone sono state arrestate ad Austin per… aver attraversato la strada a piedi con il rosso. Arrestate e picchiate selvaggiamente. La polizia di Austin ha aperto un’inchiesta. Ma la sproporzione tra il “reato” e il comportamento degli agenti è evidente. E soncertante.
Guardatelo, il video. E inorridite.
Che cosa sei diventata, America?


giovedì 29 ottobre 2015

IL MILAN CITA IN GIUDIZIO LA FONDAZIONE FIERA

Si potrebbe non crederci, ma in questa vicenda pare sia tutto possibile. Dopo mesi e mesi di feroci proteste da parte degli abitanti della Zona 8 per la realizzazione dello stadio del Milan nell'ex area Portello, il Milan vince il bando di gara e ha il via libera per la realizzazione del suo nuovo impianto sportivo.
Come sono andati i fatti
I progetti alternativi finiscono miseramente nel cestino pur piacendo molto al "Comitato No Stadio al Portello" e a tutti i cittadini che rappresenta. Il colpo di scena avviene subito dopo questo passaggio: pare che il Milan, che aveva sottoscritto il contratto con l'obbligo di bonificare l'area dove sarebbe sorto lo stadio, trova che la bonifica sia davvero troppo gravosa per le tasche già bucate del club rossonero e quindi rinuncia in toto al progetto, lasciando la Fondazione Fiera con un contratto divenuto improvvisamente carta straccia.
La Fondazione Fiera chiede il rispetto del contratto e davanti alla netta opposizione del Milan, minaccia azioni legali. Dopo un periodo di intense trattative bilaterali per addivenire ad un compromesso, il Milan  lascia il tavolo sbattendo la porta e notifica alla Fondazione un citazione in giudizioper i ritardi nella aggiudicazione dell'appalto e per l'impossibilità di verificare preventivamente l'ammontare delle spese per la bonifica del terreno.

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lunedì 19 ottobre 2015

MILANESI CONTRO COSTRUZIONI SUL MONTE STELLA

L'ampliamento del Giardino dei Giusti che ha sede al Monte Stella è un errore madornale che i milanesi non perdoneranno.



scorcio progetto Giardino dei Giusti - i muri


Ho raccontato diverse volte  nella cronaca di Milano la diatriba tra cittadini milanesi, in particolare quelli di zona 8, e la Giunta Municipale di Milano per l'approvazione dell'ampliamento del Giardino dei Giustiche dal 2003 è allocato al Monte Stella, ora siamo giunti alla fine della storia, almeno per quanto riguarda la Giunta che ha dato l'assenso all'ampliamento nonostante il parere contrario del Consiglio di Circoscrizione 8.

Cosa nasconde questo ampliamento

La verità è che dietro la parola "ampliamento" viene fatto passare un progetto della Associazione Gariwo (Arch.Valabrega) che comprende l'edificazione di muri di oltre 2 metri  funzionali alla creazione di "stanze" a tema  sul  gradone del Monte Stella che ospita gli alberi dedicati ai Giusti. e anche un auditorium di quasi 300 posti.
Ricordo che il Monte Stella è un parco urbano a cui tutti i milanesi sono affezionati  perchè è sorto dall'accumulo delle macerie delle loro case subito dopo la seconda guerra mondiale, grazie all'intuizione di Piero Bottoni, l'architetto che progettò il QT8, un quartiere modello nato proprio alle falde del parco che ne è diventato il fulcro, un luogo che necessita di una severa tutela ambientale.

I veri motivi dell'opposizione dei cittadini

I motivi che spingono i cittadini a contrastare con determinazione l'ampliamento del Giardino dei Giusti non sono ideologici o addirittura  anitisemitici, come CONTINUA A LEGGERE

lunedì 28 settembre 2015

Alzheimer: una testimonianza

LA TESTIMONIANZA

La luce della vita in chi è malato di Alzheimer

quattro figli, una fiorente attività di libera professione, un alpino innamorato dei suoi monti. Un uomo bello, alto, sicuro di sé, appassionato del proprio lavoro ed innamorato della propria famiglia. Nel dicembre dello stesso anno la sentenza: morbo di Alzheimer. La nostra famiglia in un istante si stringe attorno a lui per proteggerlo, per ridargli la sicurezza che la malattia gli sta togliendo. Sì, perché il malato di Alzheimer è un essere umano bisognoso di amore incondizionato, di comprensione oltre la ragione, di pazienza, di conforto. Le emozioni vivono in lui fino alla fine ed a questo dobbiamo affidarci per andare oltre il suo «non essere più lui». Inizia così un calvario che dura cinque lunghissimi anni durante i quali Paolo perde la memoria, la deambulazione, la parola, la deglutizione ma mai il sorriso, attraverso i suoi splendidi occhi verdi. Un calvario che abbiamo condiviso con lui con tutto il nostro amore, prendendolo per mano come lui ha fatto con noi quando eravamo piccoli, quando con lui faticavamo per i sentieri di montagna, motivando le nostre fatiche con l’immensità del panorama. Le difficoltà in questi cinque anni sono state grandi ed a momenti quasi insuperabili, finché sono «comparsi» gli angeli del Nucleo Alzheimer della Casa di soggiorno per anziani di Bedizzole. Da quel momento la nostra famiglia si è allargata ed intorno a Paolo si sono unite a noi le assistenti di reparto, gli infermieri, i medici, i pazienti con i loro familiari. Con loro abbiamo ricreato quelle certezze che solo le pareti domestiche sanno dare; con professionalità e dolcezza si sono presi cura di lui ed hanno dato a noi gli strumenti per capire ed affrontare la sua malattia. Il 24 dicembre del 2014 ci siamo raccolti intorno a lui, lo abbiamo stretto al nostro cuore e abbracciandolo lo abbiamo accompagnato nel suo ultimo respiro. Monica e tutti gli angeli di reparto, hanno dedicato a noi familiari un pensiero che vorremmo condividere con voi, a dimostrazione di quanto sia stata importante la loro presenza per noi e per il nostro papi e quanto questa malattia, per quanto terribile, abbia valorizzato in tutti noi il profondo rispetto per la sofferenza, per l’amore senza confini, per la vita: «...È come se si fosse spenta una luce, una luce che per tanti anni ha illuminato il vostro cammino, ha accompagnato la dolcezza di L., l’eleganza di S., la perseveranza di E., la premurosità di A., il silenzio di G.. Questa luce ha dato a tutti voi quello di cui avete avuto bisogno per tanti anni... la forza... la forza che non sapevate di avere... e poi vi ha dato ancora la fiducia in voi stessi che pensavate di aver perso. Questa luce ha insegnato a tutti voi e tutti noi che la vita è semplicemente una luce bianca, rossa, gialla, verde, blu, che prima brilla e poi pian piano si spegne. Solo quando chiudi gli occhi te la ricordi, ti ricorda come stavi bene quando illuminava intorno a te, un ricordo per sempre nel cuore, nell’anima, poi col tempo si rimane semplicemente felici ed appagati di tutto quello che ognuno di voi ha fatto per tenere accesa questa luce fino alla fine e questa luce che si è appena spenta dice a voi "la vita è come una luce: brilla, illumina, scalda", perciò vivete le vostre vite come fossero luci», con affetto, «La casa di Paolo». Questa luce è in tutti i malati di Alzheimer e va alimentata per dare un senso a tutto ciò. Non dimenticheremo mai quanto questi angeli hanno fatto per Paolo e per noi, come il focolare acceso in una stanza fredda e buia ci hanno accolto, scaldato, confortato. Grazie da L., S., E., A., G. e il nostro papi. // Lettera firmata

giovedì 10 settembre 2015

Perdonate, ma oggi la mia schnauzer Flora è morta.......

Ieri, martedì 8 settembre, è stato il mio ultimo giorno di vita

flora
Ieri me ne sono andata per sempre, non so che cosa sia successo, ma all'iimprovviso ho visto tutto nero e sono caduta a terra, ho sentito in lontananza la mamma che mi chiamava e piangeva, ma io ero già lontana e non potevo tornare indietro. E' così che è finita la mia avventuira sulla terra, penso di essere stata una brava cagnolona, forse un po' pazzerella, ma piena d'amore da regalare a chi mi ha voluto bene. Il mio fratellino Strauss è triste e mi cerca, ma io cerco di suggerirgli di stare tranquillo, presto avrà un'altra compagna di giochi. Papà, mamma e Giovanna piangono, mi chiamano.... e io vorrei tornare, ma non posso, qualcuno mi ha detto che devo stare qui, in questo posto meraviglioso dove c'è anche Rhoda, e BillY e Grigio e Lady e Leone ... tutti i cani e i gatti che sono stati nella mia famiglia. Papà e mamma. non posso tornare, ma posso starvi vicino, e quando vi sentirete soli..e malinconici ci sarà la mia zampona sulle vostre ginocchia e magari troverete un osso.... come se fosse capitato li per caso. Vi voglio bene.
CIAO A TUTTI!
FLORA Schnauzer Gigante
26-10-2005/8-09-2014

lunedì 7 settembre 2015

L'AFRICA CI PRESENTA IL CONTO





Dopo anni di sfruttamento e guerre dal continente africano è in atto una migrazione biblica verso l'Europa, l'occidente ricordi le sue colpe. 

L' Africa, la grande Africa, vive da sempre alcune contraddizioni che paiono insormontabili. È una terra ricca di risorse e di fonti energetiche eppure gli africani sono per la maggior parte poveri per non dire alla fame. I vari Stati sono da sempre governati da dittatori militari o religiosi che fanno i loro interessi e non quelli dei popoli che governano.


mercoledì 2 settembre 2015

ANZIANI ITALIANI, VERI EROI DEL NOSTRO TEMPO


Nel nostro paese anziani con pensioni minime sono diventati il sostegno di figli e nipoti a causa della crisi economica.




Gli eroi dei nostri tempi sono persone semplici che combattono ogni giorno contro la crisi economica che prende alla gola  e che disgrega la società separando sempre più distintamente i poveri dai ricchi. In questo spaccato italiano di grande attualità,gli anziani che, con la loro misera pensionesostengono economicamente i loro figli e i loro nipoti nell'indifferenza generale, possono essere senza dubbio indicati come  i nostri eroi. 
Un aiuto importante - La crisi ha colpito duro tutti, ma loro, gli anziani, non mollano, si rimboccano le maniche e cercano di mettere insieme il pranzo con la cena per loro e i loro cari con sacrifici inimmaginabili, eppure anche loro avevano dei sogni fatti di una serenità conquistata con tanti anni di lavoro, ma si sa che la famiglia per noi italiani viene prima di tutto  e quindi  i figli vanno aiutati e senza nemmeno farlo troppo pesare.
E lo Stato? Guardando negli occhi questepersone abituate ai sacrifici, ma troppo anziani per continuare a farli, viene da chiedersi dove sia lo Stato e che cosa stia facendo per loro? Poi ci ricordiamo che quando  lo Stato si è occupato degli anziani lo ha fatto per tartassarli con la famigerata legge Fornero, perchè  prelevare denaro  dalle pensioni è facile, poco dignitoso ma facile. La Corte Costituzionale ha cercato di rimettere a posto le cose, ma in Italia le leggi sono sempre interpretabili come meglio serve e quindi qualche cosa del maltolto è stato restituito, ma non tutti i denari che erano stati sottratti.  
Un ricco bottino - Sempre gli anziani si sono presi anche  le feroci critiche dei politici "perchè loro hanno la pensione e i giovani non si sa se riusciranno ad averla" quasi fossero loro i responsabili della crisi della Previdenza. Naturalmente  non sono  state le loro pensioni a far saltare i bilanci di uno Stato sprecone, anche perchè loro i contributi li hanno versati, ma piuttosto gli sprechi istituzionalizzati, una allegra amministrazione della cosa pubblica e, non ultimi i vergognosi vitalizi di senatori, deputati e consiglieri regionali che si troveranno alla fine del loro mandato, un ricchissimo bottino  pagato naturalmente da noi italiani. Se è vero che il grado di civiltà di un paese si vede da come vengono trattati i soggetti più deboli, ossia anziani e bambini, i nostri anziani, operosi e tenaci, sono trattati malissimo e quindi la conclusione è una sola, l'Italia non è un gran Paese.

martedì 1 settembre 2015

Il nuovo cattolico non è praticante, perchè?

CREDENTE MA NON PRATICANTE, ECCO IL CATTOLICO DEI NOSTRI GIORNI



Diventa sempre più difficile oggi essere vicini ad un Clero inadeguato e scandaloso, ma la fede è un dono a cui non si rinuncia.

Sono moltissimi i cattolici che si discostano dalla Chiesa a causa del comportamento del Clero, lo fanno anche con una certa sofferenza, ma spesso è una scelta obbligata per non scendere a patti con la propria coscienza.
Da qualche anno i comportamenti sconvolgenti di prelati o anche di semplici preti sono sotto i nostri occhi e sono oggetto dell'attenzione della giustizia e della stampa. Dopo un primo momento di incredulità, tanti cattolici hanno cominciato a prendere le distanze da una Chiesa che non corrispondeva più al credo al quale si ispirava.
Certo i preti sono uomini e come tali si comportano, a volte senza alcun rispetto per l'abito che indossano, non tutti naturalmente, ma troppi, perchè  il ruolo  che il sacerdote ha sempre incarnato nella vita di tante famiglie non ne venisse intaccato. Il nostro  confessore, l'educatore religioso dei nostri figli, colui che impartisce il battesimo, la cresima e l'estrema unzione ai nostri cari, va perdendo ai nostri occhi di credenti  tutto il suo "prestigio" di ministro di Dio.
La crisi della Chiesa come istituzione è forte, come è forte il distacco dei credenti dalla Chiesa. I cattolici però continuano a comportarsi da cattolici anche se non frequentano la parrocchia assiduamente. Come a dire "io credo in Dio e mi rivolgo spesso a lui, ma lo faccio in ogni luogo, anche in una Chiesa deserta, dove posso stare in raccoglimento".  

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domenica 23 agosto 2015

VITTORIO CASAMONICA ESERCITAVA IL SUO POTERE SU POLITICI ED ECCLESIASTICI?

Non vedo, non sento, non parlo, ma sta di fatto che il funerale di Casamonica si è svolto con un rito tipicamente mafioso e tutti lo sapevano.

Le esequie in stile mafioso di Vittorio Casamonica pare abbiano indignato un po' tutti, dai politici alla Chiesa, tutti si sono affrettati a dire che non sapevano, che sono rimasti stupiti  e che non hanno potuto evitare tutto ciò che è successo. Domandiamoci allora che cosa è successo....
Vittorio Casamonica, 65 anni,  originario dell' Abruzzo ma Sinti di nascita, muore a 65 anni, è incensurato e a suo carico non ci sono procedimenti penali  in corso e  non è nemmeno attenzionato dalla Questura; l'origine del suo immenso patrimonio pare illecita, pare anche che la rete capillare della criminalità romana passi da casa sua, ma lui diceva sempre: "sono uno zingaro e vendo macchine".
In seguito a questa morte viene celebrato dai parenti in gramaglie un funerale assai pomposo, nello stile   mafioso/zingaresco  (capita così anche ai capi delle varie tribù nomadi quando muoiono e vengono onorati dalla loro gente): gigantografie con la foto del defunto sulle pareti della chiesa, una carrozza trainata dai cavalli con il pennacchio nero (pare fosse quella usata da Totò) che trasporta una bara bianca, la musica del Padrino diffusa a tutto volume  e un elicottero che inonda il piazzare della chiesa di petali di rosa.

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mercoledì 19 agosto 2015

SE AMATE IL PICCOLO ACHILLE, FATELO ADOTTARE!

un bimbo che dorme serenamente

La triste vicenda della mamma dell'acido potrebbe avere un riscontro positivo se il piccolo Achille venisse adottato subito.

Sulle decisioni dei giudici del tribunale del minori di Milano nei confronti del piccoloAchille, figlio di Martina, la donna che ha sfigurato con l'acido il suo ex fidanzato, si sono aperte moltissime polemiche pro e contro l'adozione. Io penso che al bimbo la cosa migliore che gli potesse capitare è quella che gli è capitata: essere messo in stato di adottabilità. Per una volta l'allontanamento del bimbo dalla madre, ma anche dalle famiglie di origine, sarà positivo e lo sarà in modo maggiore, se avverrà in brevissimo tempo. I giudici si sono basati sulla perizia psichiatrica effettuata sulla madre Martina che èrisultata essere una persona disturbata e dal passato quanto mai controverso.
Le vendette ripetute di Martina nei confronti dei suoi ex fidanzati (il primo venne evirato e il secondo sfigurato con l'acido complice il suo attuale fidanzato) fanno pensare che i suoi rapporti con il sesso maschile siano problematici e ilpiccolo Achille è un bel  maschietto. Chi ci potrà assicurare che anche lui non diventi oggetto delle turbe della sua mamma?

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martedì 18 agosto 2015

LA GRECIA STA PER ESSERE FATTA A PEZZI E DATA IN PASTO ALLE CORPORATION AFFAMATE DI PROFITTO

THE INDEPENDENT

Sull’Independent un articolo che rappresenta il vero volto delle “riforme” imposte alla Grecia: poiché è scontato e risaputo che il “salvataggio” non servirà, quello a cui ci troviamo di fronte è un laboratorio di capitalismo estremo, un modello che – se passa – sarà imposto anche agli altri paesi.  E probabilmente noi siamo i prossimi. 
di Nick Dearden, 132 agosto 2015
L’ultimo piano di salvataggio non ha nulla a che fare con il debito. Si tratta di un esperimento di capitalismo così estremo che nessun altro Stato Ue sinora ha osato tentarlo
La Grecia è al suo terzo “salvataggio”. Questa volta sul tavolo ci sono 86 miliardi di €, inviati in Grecia dai creditori in cambio di un pacchetto di misure di austerità, solo per poi tornare indietro agli stessi creditori nel prossimo futuro.
Sappiamo tutti che il debito non può essere rimborsato e non lo sarà. Sappiamo tutti che l’austerità non farà che peggiorare la depressione della Grecia. Eppure continua.
Se guardiamo più a fondo, però, scopriamo che l’Europa non è guidata da dei personaggi mentalmente confusi in fase terminale. Prendendo quei leader in parola, ci perdiamo quello che sta realmente accadendo in Europa. In breve, la Grecia è in vendita, e i suoi lavoratori, gli agricoltori e le piccole imprese saranno spazzati via.
Nell’ambito del programma di privatizzazioni da lacrime e sangue, la Grecia deve consegnare 50 miliardi di € dei suoi “beni patrimoniali dello Stato” ad un organismo indipendente sotto il controllo delle istituzioni europee, che procederà alla vendita. Aeroporti, porti, infrastrutture energetiche, terreni e proprietà – tutto deve essere dismesso. Vendi i tuoi beni, sostengono, e sarai in grado di ripagare il debito.
Ma, anche in quest’ottica ristretta, svendere delle attività redditizie o potenzialmente tali rende un paese meno capace di ripagare i suoi debiti. Non sorprende che le attività più redditizie siano messe all’asta per prime. La lotteria nazionale del paese è stata già acquistata. Gli aeroporti che servono le isole delle vacanze greche con tutta probabilità saranno vendute con un leasing a lungo termine ad una società aeroportuale tedesca.
Il porto del Pireo sembra che sarà venduto ad una compagnia di navigazione cinese. Nel frattempo, 490.000 metri quadrati di spiaggia a Corfù sono stati arraffati da un fondo di private equity statunitense. Ha ottenuto un contratto di locazione della durata di 99 anni al prezzo speciale di € 23 milioni. Secondo i giornalisti, il fondo delle privatizzazioni sta prendendo in esame 40 isole disabitate, oltre ad un importante progetto a Rodi che comprende un campo da golf.
Parallelamente alle privatizzazioni, vi è un ampio programma di deregolamentazione che dichiara guerra ai lavoratori, agli agricoltori e alle piccole imprese. Le diverse leggi greche che proteggono le piccole imprese, come le farmacie, i panifici e le librerie, dalla concorrenza con i supermercati e le grandi imprese, devono essere spazzate via. Queste riforme sono così dettagliate che la UE sta scrivendo leggi in materia di misurazione del pane e date di scadenza del latte. Incredibilmente, alla Grecia viene perfino detto di fare delle leggi più liberali della Germania sull’apertura domenicale dei negozi. E’  in atto un vero e proprio esperimento di libero mercato.
In materia di lavoro, le pensioni dovranno subire dei tagli rapidi e decisi, i salari minimi devono essere ridotti e la contrattazione collettiva deve essere drasticamente limitata, mentre licenziare personale deve diventare più facile. Sono misure molto più estreme di quanto non abbiano implementato molti degli stessi paesi”creditori” della Grecia. Le modifiche tributarie prevedono un’impennata dell’ IVA, la più regressiva delle imposte, su un’ampia gamma di prodotti.
Certo, fare delle riforme in alcuni settori dell’economia greca potrebbe essere una buona idea, e infatti Syriza è arrivata al potere promettendo di fare riforme serie, ad esempio, sulla tassazione e le pensioni. Ma quello che viene imposto dai creditori non è una serie di “riforme” sensibili, ma l’instaurazione e la gestione dettagliata di un’economia radicale di  ‘libero mercato’.
La bonanza di deregolamentazione e privatizzazione apre al grande business nuovi e vasti settori della società greca su cui non aveva mai potuto metter piede prima. La speranza è che questo possa generare lauti profitti e far crescere il grande business, oltre a fornire un modello estremo di quello che potrebbe essere fatto in tutta Europa. Anche se quel che è ancora più sgradevole dell’ipocrisia dei leader europei, che costringono la Grecia ad adottare delle politiche che essi stessi non hanno osato mai proporre in casa propria, è il cinismo con cui gli stessi leader impongono delle politiche che andranno a vantaggio delle grandi società del loro stesso paese.
L’intensità del programma di ristrutturazione concordato per la Grecia dovrebbe dissipare anche l’ombra dell’idea che questo sia un tentativo ben intenzionato, ma maldestro, di affrontare una crisi del debito. Si tratta di un tentativo cinico di creare nel Mediterraneo un paradiso per le grandi corporation, a cui si deve resistere a tutti i costi.

lunedì 17 agosto 2015

iO L'iTALIA NON GLIELA REGALO..

“Io non vado a rizzare tende alla Mecca. Io non vado a cantar Paternostri e Avemarie dinanzi alla tomba di Maometto. Io non vado a fare pipì sui marmi delle loro moschee, non vado a fare la cacca ai piedi dei loro minareti. Quando mi trovo nei loro paesi (cosa dalla quale non traggo mai diletto) non dimentico mai d’ essere un’ ospite e una straniera. Sto attenta a non offenderli con abiti o gesti o comportamenti che per noi sono normali e per loro inammissibili. Li tratto con doveroso rispetto, doverosa cortesia, mi scuso se per sbadatezza o ignoranza infrango qualche loro regola o superstizione. (…) noi italiani non siamo nelle condizioni degli americani: mosaico di gruppi etnici e religiosi, guazzabuglio di mille culture, nel medesimo tempo aperti ad ogni invasione e capaci di respingerla. Sto dicendoti che, proprio perché è definita da molti secoli e molto precisa, la nostra identità culturale non può sopportare un’ ondata migratoria composta da persone che in un modo o nell’ altro vogliono cambiare il nostro sistema di vita. I nostri valori. Sto dicendoti che da noi non c’ è posto per i muezzin, per i minareti, per i falsi astemi, per il loro fottuto Medioevo, per il loro fottuto chador. E se ci fosse, non glielo darei. Perché equivarrebbe a buttar via Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, il Rinascimento, il Risorgimento, la libertà che ci siamo bene o male conquistati, la nostra Patria. Significherebbe regalargli l’ Italia. E io l’ Italia non gliela regalo.” da “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci

lunedì 10 agosto 2015

Il carburante dell’élite

In questo momento potresti essere ovunque, potresti fare qualsiasi cosa, invece sei seduto da solo di fronte a uno schermo.
Ma cos’è che ci ferma dal fare quel che vogliamo fare? Dall’essere ciò che vogliamo essere?
Ogni giorno ti svegli nella stessa stanza e segui gli stessi schemi, vivi la stessa giornata del giorno prima.
E’ pur vero che un tempo ogni giorno era una nuova avventura.
Lungo la strada è cambiato qualcosa.
Prima i nostri giorni non avevano tempo, ora sono schematici.
E’ questo che vuol dire crescere? Essere liberi?
Ma siamo veramente liberi?
Cibo, acqua, terra. Le uniche cose che ci servono per sopravvivere sono possedute dalle società.
Non c’è più cibo per noi sugli alberi, né acqua potabile nei fiumi, né terra dove si possa costruire una casa.
Se provi a prendere quello che ha da darti la Terra sarai isolato.
Quindi seguiamo le loro regole.
Abbiamo scoperto il mondo attraverso i libri di testo.
Per anni stiamo seduti e ripetiamo quello che ci viene detto.
Sottoposti a prove e classificati come soggetti da laboratorio.
Cresciuti per non essere mai niente di speciale in questo mondo, per non creare differenze.
Abbastanza intelligenti da fare il nostro lavoro ma non da chiederci il perché lo facciamo.
Quindi lavoriamo duro e non abbiamo mai tempo di vivere la vita per cui stiamo lavorando.
Finché arriva un giorno in cui siamo troppo vecchi per il nostro lavoro e siamo lasciati a morire.
Saranno i nostri figli a prendere il nostro posto.
Per noi il nostro cammino è importante, ma insieme non siamo altro che carburante.
Il carburante dell’élite. L’élite che c’è dietro le multinazionali.
E’ il loro mondo e la risorsa più preziosa non è nella terra: siamo noi.
Noi costruiamo le loro città, noi mettiamo in moto le loro macchine, noi combattiamo le loro guerre.
Dopo tutto, ciò che li guida non sono i soldi: è il potere.
I soldi sono semplicemente l’arma che usano per dominarci.
Inutili pezzi di carta da cui dipendiamo per sfamarci, per spostarci, per divertirci.
Ci danno i soldi e in cambio noi gli diamo il mondo.
Dove c’erano alberi che pulivano la nostra aria ora ci sono fabbriche che la inquinano.
Dove c’era acqua da bere, ci sono rifiuti tossici che puzzano.
Dove gli animali correvano liberi, ci sono le imprese agricole che li fanno nascere e li scuoiano per il nostro appetito.
Oltre un miliardo di persone muore di fame anche se c’è abbastanza cibo per tutti. Dove va a finire?
Il 70% del grano che coltiviamo è cibo destinato a ingrassare gli animali che mangiamo per cena.
Perché dovremmo aiutare chi muore di fame quando non guadagneremmo nulla con ciò?
Siamo la piaga che affligge la Terra, devastiamo quello che ci permette di vivere.
Vediamo tutto come qualcosa che può essere venduto, come un oggetto da possedere.
Ma cosa accadrà quando avremo inquinato l’ultimo fiume? Quando avremo avvelenato anche l’ultimo respiro d’aria? Quando non avremo più il carburante per i camion che ci portano il cibo?
Quand’è che capiremo che i soldi non possono essere mangiati, che non hanno alcun valore?
Non stiamo distruggendo il pianeta. Stiamo distruggendo ogni forma di vita su di esso.
Ogni anno migliaia di specie si estinguono. E manca poco affinché noi saremo i prossimi.
Se vivi in America c’è il 41% di possibilità di contrarre un cancro.
Una patologia cardiaca uccide un americano ogni tre.
Prendiamo medicine per affrontare questi problemi, ma le cure mediche sono la terza causa di morte dopo il cancro e le malattie cardiache.
Ci viene detto che tutto può essere risolto dando soldi alla Scienza, così gli scienziati scopriranno un modo per eliminare il problema.
Ma le industrie farmaceutiche traggono vantaggio dalle nostre sofferenze.
Pensiamo di correre ai ripari, ma il nostro corpo è il prodotto di ciò che mangiamo, e il cibo che mangiamo è studiato per ottenere profitto.
Ci riempiamo di sostanze tossiche.
Il corpo degli animali è infestato da medicine e malattie.
Ma non vediamo tutto ciò.
Le associazioni che detengono il potere mediatico non vogliono che noi sappiamo, quindi ci inondano di fantasie che spacciano per realtà.
E’ divertente pensare che gli umani pensavano che la Terra fosse il centro dell’universo.
Ma, ancora una volta, continuiamo a vederci al centro del pianeta.
Indichiamo la nostra tecnologia dicendo che siamo i più intelligenti.
Ma veramente computer, macchine e industrie affermano quanto siamo intelligenti?
Forse mostrano quanto siamo diventati pigri.
Ci mascheriamo dietro la parola “civilizzazione”, ma quando la togliamo, di noi, cosa resta?
Siamo inclini a dimenticare che solo negli ultimi cento anni abbiamo concesso il diritto di voto alle donne, il diritto di equità ai neri.
Ci atteggiamo come se fossimo tutti istruiti su tutto, ma sono molte le cose che non riusciamo a vedere.
Camminiamo per strada e ignoriamo tutte le cose più piccole.
Gli occhi che ci guardano, le storie che vorrebbero condividere.
Vediamo tutto come uno sfondo di “me”.
D’altra parte abbiamo paura di non essere soli, di essere parte di qualcosa di più grande.
Ma abbiamo fallito nel creare una connessione.
Ci va bene ammazzare maiali, mucche galline, uomini di un’altra terra.
Ma non i nostri vicini, non i nostri cani, i gatti, quelli che abbiamo compreso ed amato.
Definiamo le altre creature come stupide e puntiamo il dito contro loro per giustificare le nostre azioni.
Ma vi sembra giusto uccidere solo perché possiamo e abbiamo sempre potuto farlo? O proprio questo ci mostra quanto poco abbiamo imparato?
Continuiamo a agire attraverso l’aggressività degli uomini primitivi più che attraverso il pensiero e la compassione.
Un giorno la sensazione che chiamiamo “vita” ci lascerà.
I nostri corpi marciranno, i nostri averi più preziosi passeranno ad altri.
Le azioni compiute in vita saranno le uniche cose a restare di noi.
La morte ci circonda sempre, eppure sembra essere lontana dalla realtà di tutti i giorni.
Viviamo in un mondo sull’orlo del collasso.
Le guerre di domani non avranno vincitori.
La violenza non sarà mai la risposta ma ucciderà ogni possibile soluzione.
Se tutti scavassimo tra i nostri desideri più profondi scopriremmo che i nostri sogni non sono così diversi.
Abbiamo tutti lo stesso obiettivo: essere felici.
Facciamo il mondo a pezzi senza cercare altro che gioia, senza mai guardare dentro di noi.
La maggior parte delle persone più felici sono quelle che hanno di meno.
Siamo veramente così felici con i nostri iPhones? Le nostre grosse case, le nostre macchine alla moda?
Siamo disconnessi. Idolatriamo persone che non incontreremo mai.
Assistiamo a avvenimenti straordinari sugli schermi e all’ordinario da ogni altra parte.
Aspettiamo che qualcuno ci porti un cambiamento senza mai pensare a iniziare a cambiare noi stessi.
Le elezioni presidenziali possono essere assimilate al lancio di una moneta: sono due facce della stessa medaglia.
Scegliamo quale faccia vogliamo e abbiamo l’illusione della scelta, del cambiamento.
Ma il mondo è sempre lo stesso.
Non riusciamo a capire che i politici non servono noi; ma servono chi ha dato loro il potere.
Ma in un mondo di pecore ci siamo scordati di seguire la strada che ci eravamo prefigurati.
Basta aspettare un cambiamento.
Tu sei il cambiamento che vuoi vedere.
Non siamo arrivati fin qui stando seduti comodi.
La razza umana è sopravvissuta non perché fosse la più veloce, o la più forte, ma perché ha cooperato.
Abbiamo eccelso nell’arte di uccidere.
Adesso perfezioniamo l’arte di goderci la vita.
Tutto ciò, non per salvare il pianeta.
Il pianeta sarà qui indipendentemente dalla nostra sopravvivenza.
La terra ha girato per miliardi di anni, e ognuno di noi sarà fortunato a viverne ottanta.
Siamo una goccia nell’oceano, ma il nostro impatto dura per sempre.
Spesso mi sarei augurato di vivere in un’era dove non c’erano i computer.
Ma ho capito che non c’è nessuna ragione per volere ciò, perché questo è l’unico periodo della storia in cui ho sempre voluto vivere.
Perché oggi abbiamo un’opportunità mai avuta prima.
Internet ci ha dato il potere di condividere un messaggio e di unire milioni di persone in tutto il mondo.
Finché possiamo è nostro dovere usare la tecnologia per unire, più che per combatterci.
Nel bene o nel male, la nostra generazione determinerà il futuro della vita su questo pianeta.
Possiamo anche continuare a servire questo sistema di distruzione finché non rimanga di noi alcuna
traccia di esistenza;
oppure possiamo uscire da questo sonno ipnotico, capire che non stiamo evolvendo ma regredendo.
Questo esatto momento è l’attimo portato da ogni passo, ogni respiro, ogni morte, fino ad adesso.
Puoi decidere di scegliere la tua strada, o seguire la via che hai già preso migliaia di altre volte.
La vita non è un film, le battute non sono già state scritte, siamo noi gli scrittori.
Questa è la tua storia, la loro storia, la nostra storia
Spencer Cathcart

lunedì 27 luglio 2015

ROMA CAPITALE? MA VA....


Quello che sta succedendo a Roma (degrado totale, sporcizia ovunque e trasporti pubblici inefficienti) ripreso purtroppo dalNew York Time, il giornale più importante del mondo, a Milano non sarebbe mai potuto succedere semplicemente per il fatto che i Milanesi non lo avrebbero mai permesso.
Non è pensabile per un Milanese continuare a vivere nel degrado enon fare nulla se non lamentarsi senza provvedere in merito. I romani invece aspettano che sia Gasman, un attore, a suonare la campanella della riscossa e allora "semo tutti de Roma". Ma per favore cari romani, avreste già da tempo dovuto tirarvi su lemaniche per pulire e cacciare il vostro sindaco, anche perchè noi cittadini italiani abbiamo sborsato molti denari per "Roma Capitale" che per ora è capitale della sporcizia, che fine hanno fatto i nostri soldi?
In controtendenza la nostra Milano che ha visto aumentare di quasiil 30% il numero dei turisti in visita alla città, certo abbiamo l'Expo, ma la città è un gioiello. Allora chi è la capitale d'Italia?
Manuela Valletti

Quello che sta succedendo a Roma (degrado totale, sporcizia ovunque e trasporti pubblici inefficienti) ripreso purtroppo dalNew York Time, il giornale più importante del mondo, a Milano non sarebbe mai potuto succedere semplicemente per il fatto che i Milanesi non lo avrebbero mai permesso.
Non è pensabile per un Milanese continuare a vivere nel degrado enon fare nulla se non lamentarsi senza provvedere in merito. I romani invece aspettano che sia Gasman, un attore, a suonare la campanella della riscossa e allora "semo tutti de Roma". Ma per favore cari romani, avreste già da tempo dovuto tirarvi su lemaniche per pulire e cacciare il vostro sindaco, anche perchè noi cittadini italiani abbiamo sborsato molti denari per "Roma Capitale" che per ora è capitale della sporcizia, che fine hanno fatto i nostri soldi?
In controtendenza la nostra Milano che ha visto aumentare di quasiil 30% il numero dei turisti in visita alla città, certo abbiamo l'Expo, ma la città è un gioiello. Allora chi è la capitale d'Italia?
Manuela Valletti

venerdì 17 luglio 2015

LA BORSELLINO VA ELIMINATA

"La Borsellino va fatta fuori"

Lucia Borsellino con il papà Paolo in una serena vacanza


La frase sarebbe stata detta dal medico di Crocetta a lui stesso. E' una intercettazione pubblicata dall'Espresso. Crocetta nega, dice di non aver sentito, si dispera. La verità verrà stabilita quanto prima, per ora lui si è sospeso e, visto che ha dichiarato di voler fare un gesto estremo, mi sembra un po' pochimo.

Ovviamente la frase è un'infamia, una vera minaccia nei confronti della figlia del CGiudice Borsellino, impegnata in politica proprio nella giunta Crocetta in Sicilia.
Noi siamo con Lucia Borsellino, come siamo stati con il suo papà, con il giudice Falcone e con il Generale Dalla Chiesa, ma noi non siamo lo Stato.

giovedì 16 luglio 2015

Papa Ratzinger si dimise su consiglio di Martini per non essere riuscito a riformare la Curia

DA IL GIORNALE
Dopo circa tre anni dalle dimissioni di Joseph Ratzinger dal Soglio di Pietro, emergono nuovi particolari e retroscena sulle motivazioni che spinsero Benedetto XVI a lasciare il suo incarico.
A raccontarle è stato, poco prima della sua morte, come racconta il Corriere, padre Silvano Fausti, scopraso a 75 anni lo scorso 25 giugno. Secondo quanto avrebbe raccontato Fausti, Benedetto XVI avrebbe avuto, nel giugno del 2012 un incontro con il Cardinale Carlo Maria Martini. I due, si incontrano al raduno mondiale delle Famiglie. Martini, che sarebbe poi morto il 31 agosto dello stesso anno, in un breve colloquio disse al Papa che la Curia non si sarebbe riformata e che a lui non restava che lasciare. Dopo quell'incontro Benedetto XVI, tornato in Vaticano, cominciò a parlare con i suoi collaboratori dell'idea di dare le dimissioni. Non riuscirono a dissuaderlo.

Così l'11 febbraio 2013 dichiarò la sua rinuncia al pontificato. "Dimissioni già programmate dall’inizio del papato - se le cose non fossero andate come dovevano -, fin da quando al Conclave del 2005 Martini spostò i suoi consensi su Ratzinger per evitare i "giochi sporchi" che puntavano a eliminare tutti e due ed eleggere "uno di Curia, molto strisciante, che non ci è riuscito", rivela il padre gesuita. Insomma a quanto pare la scelta di Ratzinger sarebbe figlia anche di una certa impotenza nel riuscire a cambiare la Curia. Finché a Milano, quel giorno, Martini gli disse "è proprio ora, qui non si riesce a fare nulla". Il resto è Storia.

Nota a margine: la notizia non mi sorprende, Papa Benedetto rimane un grandissimo papa che si è sacrificato per il bene della chiesta, non so fino a che punto ne sia valsa la pena
Manuela Valletti

martedì 14 luglio 2015

Grecia: Tsipras ha tradito quel "no" accettando un accordo capestro.

Grecia: Tsipras ha tradito quel "no" accettando un accordo capestro.

Ora tutto l'accoro verrà esaminato dal Parlamento greco che dovrà in soli tre giorni approvare almeno due riforme importanti come l'aumento dell'IVA e la moifica del sistema pensionistico e poi a seguire tutte le altre, se questo non dovesse accadere salta tutto e aila Grecia non verrà rogato alcun prestito.
E' alquanto improbabile che il parlamento greco approvi l'accordo stipulato a Bruxelles, tanto è vero che la maggioranza che sostiene Tsipras si è già dissolta e altri partiti ce la sostenevano sono decisamente contro le riforme richieste dall'EU.
Che succederà allora? Si possono fae delle ipotesi, Tsipras potrebbe dimettersi e si avrebbe un governo tecnico piotato dalla Troika, oppure il Premier potrebbe avere un sussulto di orgoglio e mndare a quel paese l'Europa e rivolgersi verso Est, dove potrebbe trovare una mano tesa, quella di Putin.

Manuela Valletti

domenica 12 luglio 2015

GRECIA ADDIO ...Ελλάδα αντίο

GRECIA ADDIO ...Ελλάδα αντίο

Si tratta, si discute, si litiga, ci si insulta ma in verità pare essere già tutto deciso. Molti paesi Europei vogliono la Grecia fuori dall'Europa, quelli che sostengono invece la sua permamenza nell'Unione sono quattro o cinque, Italia compresa, ma con poco convincimento.
E poi c'è il caso Tsipras, che cosà è accaduto al premier greco? Nel giro di un giorno ha accettato tutte le condizioni che l'Unione gli aveva proposto prima del referendum, come mai?
Molti greci non se lo spiegano; lo avevano votato con entusiamo, hanno risposto no al referendum per rinforzare la sua posizione e ora il suo voltafaccia è pr loro un fatto gravissimo. Forse era Yanis Varoufakis il vero leader, quello che avrebbe messo l'Europa in difficoltà, ma lo hanno fatto dimenttere e ora pare essere arrivato il punto di non ritorno.
Non impota se la Grecia accetterà tutti i diktat dell'Unione e farà le riforme subito, il fatto è che almeno una ventina di paesi europei hanno perso la fiducia in loro e allora? Allora la Grecia se ne deve andare dall'Unione, non è affidabile, vada avanti con le sue forze e tra cinque anni si vedrà.
La mia opinione è che fra cinque anni ci domanderemo tutti:Europa? ma quale Europa? 
Cacciare la Grecia è la via più facile perchè nulla cambi,perchè nessuno disturbi il manovratore e i finanzieri che fanno il gioco sporco continuino a farlo. Peccato!
Manuela Valletti